Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 27 agosto 2017

Mitchell: L’UE clona se stessa in Africa Occidentale e si dedica a saccheggiare la regione

Invece di tutta "l’economia del profugo” messa in piedi dai piddini (profugo che poi nel 93% dei casi tale non e’, come abbiamo visto certificato nientemeno che dall’ONU stessa! .. ma pare sia un dettaglio a sentire i merDia), e anche di stanziare soldi per fermarli in Libia e dintorni o di “aiutarli a casa loro” (il grande classico del neo-colonialismo!), sarebbe forse il caso di smetterla con certi trattati e certe monete africane legate all’ex impero francese, come il Franco CFA (il parente africano del fottuto Euro che tanto bene ha fatto a noi del sud Europa e non solo) ...






Bill Mitchell (via Voci dall’Estero – L’UE clona se stessa in Africa Occidentale e si dedica a saccheggiare la regione 
Quello che si può dire con certezza dell’EPA – l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Africa Occidentale – è che è straordinariamente poco conosciuto. I mass media non si preoccupano di spiegare che un gruppo di stati tra i più poveri del mondo sono stati – volenti o nolenti – inclusi in un accordo commerciale con l’Unione europea che li costringe a condizioni svantaggiose, riproducendo – in un contesto di povertà ben più drammatico – regole fiscali assurde sul tipo di quelle imposte agli Stati membri dell’Eurozona. L’economista Bill Mitchell espone sul suo blog i risultati dell’analisi dell’EPA realizzata dall’organizzazione indipendente svedese CONCORD: questo trattato non è coerente con gli obiettivi di sviluppo dell’Africa Occidentale, e ha conseguenze addirittura opposte, intrappolando un gruppo di nazioni per la maggior parte già poverissime in una crescita bassa e discontinua e perpetuando le condizioni misere delle popolazioni.

In un post recente – Se l’Africa è ricca – perché è così povera? – ho preso in esame la questione del perché le risorse che rendono ricca l’Africa non siano state impiegate per il benessere della popolazione indigena che vive sul posto. Abbiamo visto che la povertà in Africa dilaga, benché sia evidente a chiunque che il continente è abbondantemente ricco di risorse. La risposta a questo paradosso è che la rete di aiuti per lo sviluppo nonché la supervisione messe in atto dalle nazioni più ricche e mediate da enti come FMI e Banca Mondiale possono essere viste più come un gigantesco aspiratore, ideato per risucchiare risorse e ricchezza finanziaria dalle nazioni più povere, con sistemi legali o illegali, a seconda di quali generino i flussi maggiori. Così benché l’Africa sia ricca, la sua interazione con il sistema monetario e di commercio mondiale lascia milioni dei suoi abitanti in condizioni di povertà estrema – non in grado di procurarsi neppure il cibo per vivere. L’accordo di libero scambio (EPA) tra l’UE e gli stati dell’Africa Occidentale è una di queste istituzioni-aspiratore. 
Gli stati dell’Africa Occidentale, infatti, sono ancora impantanati in una dipendenza di stampo post-coloniale non perché siano privi delle risorse necessarie ad attuare il loro cammino di sviluppo, ma piuttosto a causa delle istituzioni post coloniali, create per mantenere il controllo su queste risorse da parte degli ex colonialisti. Non paga di avere distrutto la prosperità nell’eurozona, l’Unione europea sta esercitando pressioni su alcune delle nazioni più povere del mondo perché adottino lo stesso tipo di accordo monetario e fiscale fallimentare e perché vadano oltre, firmando accordi di “libero scambio” con reciproca apertura dei mercati. Le altre nazioni dell’Africa occidentale dovrebbero seguire l’esempio della Nigeria e abbandonare questi accordi. 
Dodici dei 16 Paesi dell’Africa occidentale sono considerati Paesi in via di sviluppo (Least Developed Countries – LDC), o in parole più semplici paesi poveri. I 12 Paesi LDC sono Benin, Burkina Faso, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Senegal, Sierra Leone, Togo; mentre i quattro non considerati LDC sono Capo Verde, Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria. 
Questa è una mappa dell’Africa Occidentale (fonte). 


La pubblico per i lettori statunitensi, ricordando la vecchia battuta “La guerra è il sistema con cui Dio insegna la geografia agli americani”. A proposito delle conoscenze geografiche degli americani, potete vedere questo sketch dell’umorista statunitense Paul Rodriguez al Comic Relief del 1987. E se volete farvi un’altra risata, potete guardare questo video famoso. (...) 

.... leggi tutto QUI

Comunque inviterei a togliersi definitivamente dalla testa che il colonialismo serva solo a noi cattivi e spietati occidentali sfruttatori: John Perkins (Confessioni di un Killer Economico ma soprattutto la nuova versione aggiornata di qualche anno fa) per primo ci ha fatto notare come da un 2-3 decenni a questa parte il sistema delle multinazionali, dell’ultraliberismo commerciale e della globalizzazione si sta rivolgendo anche contro le classi medie del “ricco” occidente, sempre piu’ oggetto di fagocitazione anche lui. Tutti nel tritacarne, anche noi, tranquilli, non c’e’ particolare bisogno di autofustigarsi e mettersi in ginocchio sui ceci per espiare (o magari regalare pensione e casa al primo africano che arriva, a prescindere). E andrebbe anche notato che il fatto che nell’Africa sub-sahariana le donne tendono a fare 4-5-6-7 figli ognuna non aiuta e che comunque i ritmi di crescita dei PIL africano in Europa ormai ce li sognamo (anche se magari sono appunto solo o quasi frutto della moltiplicazione dei figli). Insomma: occhio con la solita retorica di sinistra di noi occidentali colpevoli di tutti i mali del mondo. Ha rotto il cazzo da mo questo dover fare mea culpa sempre e comunque, a prescindere, ciecamente.. e forse se stanno messi come stanno messi qualche colpa potrebbero forse, magari, non so, forse avercela anche gli africani stessi? La butta la.

Nessun commento:

Posta un commento