Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 31 maggio 2017

St.Angelo: La grande muraglia del debito delle compagnie shale USA

St.Angelo insiste che tutto l’ottimismo sparso dai giornaloni della finanza sul "miraaaaacolo dello shale” e’ un attimino fuori luogo.


SRSRocco Report - THE GREAT U.S. ENERGY DEBT WALL: It’s Going To Get Very Ugly….


Sto grafico rappresenta la quantita’ di debito che le compagnie del miracolo devono ripagare nei prossimi anni. Carino, no? In ordinata ci sono i miliardi di dollari. 

Conticino della serva:
Shale Oil Production, Cost & Profit Estimates For 2018 
REVENUE = 5 million barrels per day shale oil production x 365 days x $50 a barrel = $91 billion. 
EST. PROFIT = 5 million barrels per day shale oil production x 365 days x $10 a barrel = $18 billion. 
If these shale oil companies do actually produce 5 million barrels of oil per day in 2018, and were able to make a $10 profit (not likely), that would net them $18 billion. 
However, according to the Bloomberg data, these companies would need to pay back $110 billion in debt (bonds) in 2018. If they would use all their free cash flow profits to pay back this debt, they would still owe $92 billion.

St.Angelo ipotizza un prezzo di vendita di 50 dollari al barile e che le compagnie dello shale lo producano a 40 (gia’ mi pare ottimista, solo un pajo di anni fa si parlava di un range 50-80 usd/barrel se non ricordo male). Quindi un 10 dollarini di incasso pulito (? solita storia dei costi “all-In”.. all, all, all in?)

Bene, se gli andasse cosi’ grassa le compagnie shale incasserebbero un profitto di 18 mld. Peccato che i debiti che devono ripagare (il tutto si riferisce al 2018) sono intorno a 110 miliardi di dollari per quell’anno. 

E gli anni dopo va anche peggio. In bocca al lupo. 


Ah! In realta’ i dati sul debito, per chi crede solo ai giornaloni (che uno che si chiama St.Angelo chiccazzo e? Si chiamasse Napoletano gli crederei ;D), sono presi proprio da uno questi, Bloomberg, che evidentemente, al di la delle favole, ogni tanto racconta anche qualche scomoda verita’:



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PS: Articolo di Kevin Muir di MacroTourist ripreso dai Tylers in cui si identifica nel grande manipolatore-sostenitore dei prezzi del petrolio la Cina:


Zero Hedge - Is This The "Mystery" Massive Long Supporting The Oil Market?


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Questo secondo gli espertoni di Goldman l’andamento delle produzioni di shale USA nei prossimi anni. Avrebbero spazio per un raddoppio, ancora, delle produzioni nei prossimi anni e arriverebbero al picco  prima del 2030, per poi prendere a calare (a rivoluzzzzione! ... per 10 anni, tz) ....




... se non falliscono in massa le shale companies prima, aggiungerei io, se i debiti che hanno da ripagare sono quelli visti.


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