Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 5 agosto 2016

Bagnai: I disallineamenti dell'euro

Presente questa grafica? 


Bagnai fa a pezzi la fonte dell'articolo di Bloomberg, Oxford Economics, che vi twittavo l'altro giorno e chiarisce alcuni punti:


(...) Come abbiamo dimostrato con Christian Alexander Mongeau Ospina nel 2014 prima che i dati ci dessero ragione, era assolutamente ovvio che la svalutazione dell'euro rispetto al dollaro non avrebbe dato (a noi) alcun vantaggio competitivo: intanto, avrebbe aggravato la nostra bilancia commerciale verso i paesi OCSE, e poi ci avrebbe fatto spendere nel centro dell'Eurozona i pochi soldi guadagnati verso i paesi terzi, lasciando il nostro saldo estero complessivo sostanzialmente invariato. Il nostro problema, evidentemente, è diventare più competitivi (cioè aggiustare i prezzi) rispetto al centro dell'Eurozona. 

Sul secondo punto: i paesi dell'Eurozona non sono tutti uguali. In questo momento la Germania, dopo aver sbriciolato il mercato interno dell'Eurozona (cominciando dal proprio), ha per forza di cose orientato i propri flussi commerciali verso i paesi terzi, dove si trova a competere con gli Stati Uniti. La svalutazione dell'euro rispetto al dollaro, che non risolve i nostri problemi per i problemi esposti sopra, attribuisce tuttavia alla Germania un ingiustificato vantaggio sui mercati terzi (come la Cina), vantaggio che preoccupa Stati Uniti e Cina.

(...leggetevi quel cazzo di articolo...

Dire "bè, però ora che l'euro è calato rispetto al dollaro in fondo le cose nell'Eurozona vanno meglio per un bel po' di paesi" significa fare un ragionamento completamente idiota, che non tiene conto di un dato essenziale: se per far andare il cambio "meglio" per un po' di paesi in più lo si fa andare "troppo bene" per il paese che già stava "troppo meglio", e che è anche il più rilevante in termini di dimensioni, nei fatti si permette a quest'ultimo di praticare una colossale svalutazione competitiva verso la Cina e ai danni degli Usa che compromette la sostenibilità di tutto il progetto europeo (perché gli altri poi reagiscono, cosa da noi puntualmente prevista).

Lo dico in un altro modo: la Cina (e gli Usa) la lieta novella che Malta, Cipro, o la Grecia, potrebbero non essere più molto disallineate rispetto al dollaro se la appendono fra le tombe etrusche e i quadri del Tintoretto, mentre il fatto che un paese che ha il più grande surplus estero al mondo (la Germania) svaluti del 30% non passa loro inosservato (sarete sorpresi!), e non lo considerano un effetto collaterale trascurabile, da sopportare per la soddisfazione di poter rilanciare il turismo in alcune ridenti località del Mediterraneo.

Bene. Credo che questo chiarisca a tutti e anche ad Andrea, se ci legge, il livello dello studio rilanciato da Bloomberg, prodotto da un centro che si fa pagare palettate di euro per dire sesquipedali imprecisioni (mentre a/simmetrie produce ricerca scientificamente ed eticamente integra, e può e potrà farlo solo nella misura in cui continuerà a poter contare su finanziamenti indipendenti: i vostri). (...) 



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1 commento:

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