Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 24 maggio 2015

Rickards: La Creazione della Fed (1907-1913)


Breve intro dal testo che segue di Jim Rickards
(...) Il principale effetto del Panico del 1907 fu di rendere i banchieri implicati nel salvataggio determinatissimi nel volere la creazione di una Banca Centrale degli Stati Uniti, una banca creata dal governo e che avesse la capacità di emettere fondi di nuova creazione per salvare il sistema bancario privato quando questo ne avesse avuto bisogno. I banchieri volevano una facility, un qualche tipo di strumento sponsorizzato dal governo, che gli potesse prestare illimitate quantità di denaro a fronte di una vasta gamma di collaterali.

(...) Ma i cittadini americani tradizionalmente erano contrari ad in una così forte concentrazione di potere finanziario ed erano consapevoli che l’emissione di banconote nazionali avrebbe contribuito a creare bolle negli asset che venivano inflazionate da un troppo facile credito bancario.

Fra il 1836 e il 1913 - un periodo di quasi 80 anni di prosperità senza precedenti , di innovazioni e di crescita economica - gli Stati Uniti non ebbero nessuna Banca Centrale.

Per questo i banchieri sapevano che sarebbe stata necessaria anche una "campagna educativa” nel paese così da costruire possibilmente un supporto popolare all’idea della Nuova Banca Centrale.

(...) Oltre a questo occorreva buttare giù un piano generale di come sarebbe stata strutturata la nuova banca centrale. Per questo gli emissari dei gruppi bancari più potenti, i Morgan, i Rockefeller e secondo alcuni anche emissari della ben più antica dinastia bancaria europea dei Rothschild, insieme al potente senatore repubblicano Nelson Aldricht, organizzarono un incontro di diversi giorni, segretissimo, a Jekill Island, un'esclusivo resort di proprietà dei Morgan nel sud della costa orientale degli Stati Uniti (...)

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James Rickards - Currency Wars

(pubblicato nel 2010)
Parte II - Currency Wars
Capitolo 3, Reflections on a golden age

La Creazione della Fed (1907-1913)

pagine 48-52


Il secondo antecedente alle guerre valutarie del 1921-1936 fu la creazione del Federal Reserve System (la Fed, la Banca Centrale Statunitense. Er) nel 1913.

Questa storia ha a sua volta degli antecedenti e bisogna quindi guardare ancora più indietro nel tempo, sino al Panico del 1907. Questo panico iniziò nel bel mezzo di un tentativo fallito da parte di diverse banche di New York, compresa una delle più grosse dell’epoca, il Knickerbocker Trust [1], di monopolizzare il mercato (to corner the market) del rame.

 
La sede originaria del Knickerbocker Trust a New York e la sua evoluzione architettonica sino ad oggi

Quando venne alla luce il coinvolgimento del Knickerbocker Trust in questo schema, cominciò un classico bank run (una corsa agli sportelli da parte dei correntisti a ritirare i propri soldi. Er).


File alle porte di una banca durante il Bank Run del 1907

Se il coinvolgimento della Knickerbocker fosse trapelato in un momento più calmo non avrebbe probabilmente scatenato un simile panico, ma il mercato era già nervoso e volatile dopo massicce perdite causate del terremoto di San Francisco del 1906.

San Francisco dopo il terremoto del 1906

Il crack della Knickerbocker Trust Company fu solo l’inizio di una generale perdita di fiducia che portò rapidamente ad un crash del mercato azionario, ulteriori bank run, e alla fine una piena crisi di liquidità e una minaccia seria alla stabilità dell’intero sistema finanziario nel suo insieme.

La minaccia di un crollo globale del sistema fu arginato solo dall’azione congiunta dei principali banchieri dell’epoca, sotto la forma di salvataggi privati organizzati da John P. Morgan [2] (uno dei più potenti banchieri dell’epoca. Er).

John Pierpont Morgan (1837-1913) - Banchiere

In uno dei più famosi episodi della storia finanziaria degli Stati Uniti, Morgan convocò i finanzieri nella sua villa di città nella zona di Murray Hill a Manhattan e non li fece uscire sino a quando non fosse stato buttato giù un piano di salvataggio che includesse specifici obblighi e impegni da parte di ognuno di loro pur di riportare la calma nei mercati.

 
Credo sia questa la villa di Murray Hill di J.P.Morgan in cui si volse il famoso incontro nel 1907. Poco lontano ci dev'essere oggi la Morgan Library

Il piano funzionò ma non prima che i finanzieri avessero sopportato ingenti perdite e dislocamenti finanziari.

Il risultato immediato del Panico del 1907 fu di rendere determinatissimi i banchieri implicati nel salvataggio nel volere la creazione di una Banca Centrale degli Stati Uniti, una banca creata dal governo e che avesse la capacità di emettere fondi di nuova creazione per salvare il sistema bancario privato quando questo ne avesse avuto bisogno. I banchieri volevano una facility, un qualche tipo di strumento sponsorizzato dal governo, che gli potesse prestare illimitate quantità di denaro a fronte di una vasta gamma di collaterali (tipo dare in garanzia qualsiasi cosa avesse in bilancio, anche, magari, marcia sino al midollo, e fatta passare come un asset? Vi ricorda niente, tipo quello che è successo negli ultimi anni? Allora non si erano ancora inventati l'acronimo attuale TBTF per Too Big To Fail, banche Troppo Grandi e sistemiche per essere Lasciate Fallire ... e quindi salvate coi soldi del contribuente. La solita vecchia storia di privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Er).

I banchieri si erano resi conti che J.P.Morgan non sarebbe sempre stato li pronto a fornire leadership e organizzare i singoli interventi e che un qualche altro panico nel futuro avrebbe potuto richiedere ben più talento e soprattutto risorse di quelli che anche un J.P.Morgan avrebbe potuto garantire. C’era assolutamente bisogno di una Banca Centrale che fungesse da prestatore illimitato di ultima istanza (unlimited lender of last resort) prima che si verificasse un altro panico.

L’America aveva però una lunga storia di antipatia verso le Banche Centrali. C’erano stati due tentativi di creare qualcosa tipo una Banca Centrale nella storia degli Stati Uniti precedentemente al 1913.

La prima fu la Bank of the United States, licenziata (chartered) dal Congresso (per Congresso si intende Senato + Camera. Er) sotto la spinta di Alexander Hamilton [3] nel 1791 (avete mai visto un biglietto da 10 dollari? Er), ma la sua licenza doveva scadere nel 1811, durante la presidenza di James Madison [4], e una proposta di legge per rinnovarne la licenza non passò per un solo voto.

Alexander Hamilton (1755-1804) - 1° Segretario del Tesoro degli Stati Uniti

Cinque anni dopo Madison guidò il licenziamento, l’instaurazione di una Seconda Banca Centrale degli Stati Uniti da parte del Congresso. Ma anche questa nuova banca avrebbe avuto anche lei una vita limitata di 20 anni e sarebbe dovuta essere rinnovata nel 1836.

James Madison (1751-1836) - 4° Presidente degli Stati Uniti

Quando arrivò il momento di rinnovare la licenza la Seconda Banca finì a sbattere contro l’opposizione non solo del Congresso ma anche da parte della Casa Bianca. Il presidente Andrew Jackson [5] (mai vista una banconota da 20 dollari? Er) aveva basato parte della sua campagna presidenziale del 1832 sull’idea di abolire la Banca Centrale. Dopo un accesissimo dibattito nazionale, che includeva il ritiro da parte di Jackson di tutti i Treasuries degli U.S. (le emissioni di debito pubblico. Er) dalla Seconda Banca per metterli fra gli asset di nuove banche licenziate dal governo, il rinnovo della licenza (rechartering) passò al congresso. Ma a questo punto Jackson pose il suo veto presidenziale e la licenza non fu rinnovata.
 
Andrew Jackson (1767-1845) - 7° Presidente degli Stati Uniti

L’opposizione politica ad entrambe le Banche Nazionali si basava sulla generale mancanza di fiducia (da parte dei cittadini americani. Er) in una così notevole concentrazione di potere finanziario e sull’idea che l’emissione di banconote nazionali contribuiva a creare bolle negli asset che venivano inflazionate per via del troppo facile credito bancario. (ricorda niente? ah, quando la gente capiva cosa succedeva! Bei tempi andati! Er)

Fra il 1836 e il 1913 - un periodo di quasi 80 anni di prosperità senza precedenti , di innovazioni e di crescita economica - gli Stati Uniti non ebbero una Banca Centrale.

Ora però, letteralmente sulle macerie della San Francisco del post-terremoto del 1906 e del Panico del 1907, si cominciò a creare uno sforzo concentrato per creare una Nuova Banca Centrale.

Data la generale sfiducia degli americani nell’idea stessa di avere una Banca Centrale, gli sponsor bancari – guidati da rappresentanti di J.P. Morgan, John D. Rockefeller Jr [6] e Jacob H. Schiff della firm bancaria di Wall Street Kuhn, Loeb & Company [7] – sapevano che sarebbe stata necessaria una campagna “educativa” nel paese per costruire un supporto anche popolare all’idea della Nuova Banca Centrale.

John D. Rockefeller Jr. nel 1915 (1874-1960) - Petroliere e Banchiere

Jacob H. Schiff (1847-1920) - Banchiere

Il loro patron politico, il senatore Nelson W. Aldricht [8], repubblicano del Rhode Island che era a capo del Senate Finance Committee, sponsorizzò la cosa sul lato politico creando nel 1908 la National Monetary Commission.



Nelson W. Aldrich (1841-1915) Senarore Repubblicano degli Stati Uniti

Negli anni successivi la National Monetary Commission fa la piattaforma di molti studi e ricerche, eventi sponsorizzati, congressi e affiliazioni con prestigiose associazioni professionali di economisti e politici. Tutto con lo scopo di promuovere l’idea di una potente Banca Centrale.

A settembre del 1909 il Presidente William H. Taft [9] promuovette pubblicamente verso il pubblico americano l’idea di supportare una Banca Centrale.


William H. Taft (1857-1930), 27° Presidente degli Stati Uniti

Lo stesso mese il Wall Street Journal lanciò una serie di editoriali in favore della Banca Centrale intitolati “A Central Bank of Issue”, una Banca Centrale d’Emissione. Per l’estate dell’anno seguente le fondazioni politiche e popolari erano state create ed era arrivato il momento di procedere verso la realizzazione concreta della nuova banca.

Quello che seguì fu uno dei più bizzarri episodi della storia della finanza.

Il senatore Nelson W. Aldricht [8] sarebbe stato lo sponsor politico principale dello sforzo legislativo necessario alla creazione della Banca, ma la sua struttura avrebbe dovuto essere soddisfacente per i banchieri di New York che ancora barcollavano per gli effetti del Panico del 1907 e cercavano un prestatore di ultima istanza che li avrebbe potuti salvare la prossima volta che fosse salito un panico finanziario. Era quindi necessario un comitato di banchieri che disegnasse una bozza di come avrebbe dovuto funzionare la Banca Centrale.

Nel novembre del 1910 Aldrich convocò quindi un meeting a cui avrebbero presenziato lui stesso, alcuni banchieri di Wall Street e Abram Piatt Andrew [10], da poco nominato assistente segretario del Ministero del Tesoro. I rappresentanti dei banchieri sarebbero stati Paul Warburg [11] della Kuhn, Loeb & Co. (quella che sarebbe poi diventata la tristemente famosa Lehman Brothers [7]. Warburg, ebreo tedesco, è da molti considerato il braccio della dinastia Rothschild in quella fatidica riunione. Er); Frank A. Vanderlip [12] della National City Bank of New York, una controllata dei Rockefeller [6]; Charles D. Norton [13] della First National Bank di New York, una controllata della famiglia Morgan; e Henry P. Davison [14], il più anziano e potente partner della J.P. Morgan & Company dopo Morgan stesso (secondo altri era presente anche Benjamin Strong [17], il futuro primo Presidente della Fed per i suoi primi 14 anni di vita. Er). Andrew era un economista di Harvard che avrebbe lavorato come consigliere tecnico per questo gruppo attentamente bilanciato degli interessi dei Morgan e dei Rockefeller.

Aldricht fece sapere ai convitati che si sarebbero dovuti fare trovare sotto la copertura della notte ad un’isolata stazioncina ferroviaria vicino a Hoboken, nel New Jersey (praticamente periferia di New York, Er), dove li avrebbe attesi una carrozza ferroviaria privata. Agli uomini fu detto di presentarsi da soli e di fare tutto il possibile per evitare che ogni giornalista e reporter ne sapesse nulla. Una volta a bordo del treno avrebbero dovuto usare solo i loro nomi di persona così che i facchini non li potessero identificare e parlare della cosa ad amici e reporters una volta partito il treno. Alcuni degli uomini adottarono addirittura nomi di fantasia in codice per aggiungere un altro strato di sicurezza alla faccenda. Dopo aver viaggiato per due giorni arrivarono a Brunswick, Georgia, lungo la costa atlantica, fra Savannah e Jacksonville, Florida. Da li presero una lancia per Jekyll Island e fecero il loro check in all’esclusivo Jekyll Island Club, parzialmente di proprietà di J.P. Morgan stesso.

 Il Jekyll Island Club nel 1910 circa

 
Il Jekyll Island Club oggi

Il gruppo lavorò per più di una settimana alla scrittura della proposta di legge Aldricht, che sarebbe stata il canovaccio per il nascituro Federal Reserve System.

Nelson W. Aldrich (1841-1915) Senarore Repubblicano degli Stati Uniti

 Abram Piatt Andrew (1873-1936), assistente segretario del Ministero del Tesoro


Paul M. Warburg (1868-1932), della Kuhn, Loeb & Co. la futura Lehman Brothers

 Frank A. Vanderlip (1864-1937), della National City Bank, una controllata dei Rockefeller, la futura Citybank


Charles D. Norton, presidente della First National Bank, una controllata dai Morgan, la futura Citibank

Henry P. Davison (1867-1922), banchiere e principale partner di J.P. Morgan

Ci vollero poi altri 3 anni sino all’approvazione finale del Federal Reserve Act, il nome formale che fu dato all’Aldricht bill tratteggiato a Jekyll Island (le proposte di legge negli States vengono chiamate Bill mentre le leggi vere a proprie sono chiamate Act. Er). Il Federal Reserve Act passò a grande maggioranza il 23 dicembre 1913 (sotto il presidente Thomas Woodrow Wilson. [16] Er) e divenne effettivo a novembre 1914.


Il Federal Reserve Act del 1913 conteneva molte caratteristiche, molte funzionalità promosse da Aldrich e Warburg che erano state disegnate proprio per zittire le tradizionali obiezioni poste all’idea stessa di una Banca Centrale degli Stati Uniti. La nuova entità, per esempio, non sarebbe stata chiamata Banca Centrale ma piuttosto Federal Reserve System. Non sarebbe stata una singola entità ma piuttosto un gruppo di banche di riserva regionali guidate da un Federal Reserve Board i cui membri non sarebbero stati scelti (direttamente, Er) dai banchieri ma dal Presidente e solo dopo approvazione da parte del Senato.

 
Le 13 branche del Federal Reserve System

Nell’insieme la Fed sembrava decentralizzata e sotto il controllo di funzionari eletti democraticamente. Ma all’interno del piano, però, esisteva de facto un meccanismo molto più in linea con i veri intenti del gruppo di banchieri che Aldrich aveva raccolto a Jekyll Island.

La vera politica monetaria, attuata attraverso open market operations, operazioni sul mercato aperto (vedi FOMC, Federal Open Market Committee. Er), sarebbe stata dominata dalla Federal Reserve Bank di New York visto che New York era il posto in cui si trovavano le banche e i dealers principali con cui la Fed avrebbe dovuto fare affari.



L'Eccles Building, la Sede della Federal Reserve a Washington D.C., inaugurata nel 1937 da F.D. Roosevelt

La Federal Reserve Bank di New York era guidata da un Board of Directors e da un Governatore non selezionati dai politici ma dagli azionisti e fra gli azionisti dominavano le brandi banche di New York (si, perchè Rickards si è dimenticato di dire esplicitamente, se non indirettamente qui, che la Fed è una società per azioni e gli azionisti sono le banche private. All’inizio erano più banche in giro per gli Stati Uniti, anche di medie dimensioni. Negli ultimi lustri però, tramite fusioni ed acquisizioni, si sono venuti a creare dei veri e propri colossi bancari mondiali, le così dette banche TBTF - Too Big To Fail - le banche altrimenti dette “banche sistemiche”, che non possono essere lasciate fallire - per quali che siano i disastri che mettono in piedi - perché se no rischierebbe di crollare tutto il sistema finanziario data la loro presenza preponderante. Come è stato giustamente detto, la Fed non è più pubblica della Federal Express. Er)

Il risultato fu una “Fed dentro la Fed”, guidata dalle banche di New York e soggetta alla loro volontà e ai loro scopi, e disponibile quindi a fornire tutto il credito facile per i salvataggi di cui avessero dovuto aver bisogno.

Alcune di queste caratteristiche furono cambiate dalle legislazioni seguenti degli anni ’30 che portarono il potere a concentrarsi presso il Board of Directors della Federal Reserve di Washington, D.C., dove risiede tuttora. Negli ultimi anni il Board è stato dominato non da banchieri ma piuttosto da economisti accademici ed avvocati che ironicamente [15] pare siano anche più disponibili a salvataggi e a fornire denaro facile dei banchieri.

Ma almeno durante gli anni ’20 il “sistema” della Fed fu dominato da dalla Fed di New York sotto la ferma mano del suo primo governatore, Benjamin Strong [17], che la diresse dal 1914 sino alla sua morte nel 1928 (non arrivò quindi ad assistere al rovinoso crollo della borsa del ’29 e ai conseguente lunghi anni della Grande Depressione degli anni ’30 dopo che nei “ruggenti anni ‘20” la bolla finanziaria, che caso, fu spinta ai massimi .. non sarà che i banchieri ebbero voglia di testare l’efficienza della loro nuova creatura? Er).

 Benjamin Strong Jr (1872-1928) 1° Presidente della Fed di N.Y.

Strong era un protégé del partner di Morgan, Henry Davison e di Morgan stesso. In questo modo il circolo dell’influenza di Morgan sulla nuova Banca Centrale era completo.

La Storia ha i suoi echi. Decadi dopo il meeting all’isola di Jekill la National Citi Bank di Frank Vanderlip e la First National Bank di Charles Norton si sono fuse per diventare la First National City Bank di New York, più facilmente conosciuta semplicemente come Citybank o anche solo City. Nel 2008 Citybank è stata la destinataria del più grosso salvataggio bancario della storia (bank bailout), condotto (ma guarda un po’ che caso, Er) dalla U.S. Federal Reserve. Le fondazioni gettate da Vandelip, Norton e i loro soci a Jekill Island nel 1910 si erano dimostrate così durature da portare al salvataggio delle rispettive banche quasi cent’anni dopo, esattamente come da loro programmato.




Note di Er
[1] Da Wiki in inglese: La Knickerbocker Trust Company, una banca con sede a New York, fu fondata dall'amico e compagno di scuola di J.P.Morgan Frederick G. Eldridge nel 1884.

[2] Da Wiki: John Pierpont Morgan era "figlio d'arte", nel senso che era figlio di un banchiere e studiò nella Nuova Inghilterra, per poi completare la propria educazione in Svizzera e Germania. Cominciò a lavorare a Londra prima di aprire la sua banca negli USA, nel 1871, originariamente sotto il nome di Drexel, Morgan & Co. prima di divenire la J.P. Morgan & Co. dopo la morte del socio. In breve tempo divenne un vero e proprio "guru" di Wall Street.
Fu l'artefice di grandi fusioni (come ad esempio quella che portò alla creazione della General Electrics). Contribuì in maniera decisiva al finanziamento dell'industria siderurgica americana, oltre che all'ampliamento delle reti ferroviarie. Coinvolto in innumerevoli affari, dalla sottoscrizione dei bond messicani al finanziamento di progetti innovativi, al controllo di compagnie assicurative e mercantili, fu anche un magnate della siderurgia. La sua inclinazione nel rilevare imprese in difficoltà per poi ristrutturarle e portarle alla redditività è nota come "morganizzazione". Nel 1912 il famoso affondamento del RMS Titanic, di proprietà della controllata White Star Line, procurò un disastro finanziario alla holding IMMC, finanziata proprio dalla JP Morgan & Co. Quest'ultima vive ancora sotto il nome di JPMorgan Chase & Co., dopo che, nel 2000, si fuse con la Chase Manhattan Bank.


[3] Da Wiki in inglese: Alexander Hamilton nacque ai caraibi, nelle attuali St.Kitts & Nevis da madre francese ugonotta e padre scozzese non sposati. Rimasto orfano fu aiutato a raggiungere una formazione da avvocato da ricchi uomini delle West Indies. Amico e confidente di George Washington, diventò uno dei suoi sei aiutanti di campo nel 1777 e comandò tre battaglioni all'assedio di Yorktown nel 1781. Uno dei primi lavori di Hamilton dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza nel 1782, fu quello di consigliere di Robert Morris, capo della "Banca del Nord America". Questa esperienza lo segnò in modo profondo.

In seguito fu segretario del Presidente Washington e dal 1783 rappresentante dello stato di New York presso il Congresso degli Stati Uniti d'America. Partecipò in modo significativo alla formulazione della Costituzione degli Stati Uniti d'America nel 1787 e si adoperò successivamente affinché venisse approvata dai singoli stati. Divenuto il primo Ministro del Tesoro nel 1789, si batté con l'appoggio del presidente Washington per il rafforzamento del potere federale, per l'istituzione di una Banca nazionale d'America e per la creazione di un unico sistema monetario. La Banca Nazionale avrebbe affiancato un sistema di banche private alle quali era riconosciuta la facoltà di espandere il credito con un ammontare di prestiti al di sopra della scorta d'oro ed argento dei depositanti.

Hamilton credeva inoltre che lo Stato necessitasse di una banca pubblica, anch'essa con potere di erogare credito perché la politica fosse autonoma nella decisione dai finanziamenti dei piani di crescita dell'economia. Secondo Hamilton una banca finanziatrice di opere pubbliche avrebbe sottoposto la pubblica utilità ai propri interessi in contrasto con quelli del pubblico interesse. Durante il suo mandato di ministro del Tesoro riordinò le finanze pubbliche, regolò i debiti di guerra, ristabilì il credito internazionale degli Stati Uniti e ne sostenne gli interessi commerciali in espansione.

Nel 1790 Alexander Hamilton propose al Congresso un progetto di legge che prevedeva la fondazione di una nuova banca centrale. A causa di questo suo comportamento molti sostennero che Hamilton fosse stato uno strumento dei banchieri internazionali ed ancora oggi qualcuno lo definisce come una spia del Regno Unito. In realtà egli volle creare la "Banca degli Stati Uniti" e convinse Washington a firmare il progetto di legge, nonostante le riserve dello stesso Washington e l'opposizione di Thomas Jefferson (allora Segretario di Stato) e James Madison.

Nel 1791, dopo un anno di intenso dibattito, il Congresso approvò il progetto di legge di Hamilton e gli conferì uno statuto ventennale. La nuova banca si sarebbe chiamata First Bank of the United States o BUS. Secondo i repubblicani il sistema di governo che vedeva in Hamilton il proprio leader, minacciava di ricreare i rapporti clientelari ed i privilegi contro cui erano insorte le ex colonie con una conseguente difesa dei monopoli, un aumento delle tasse, un rafforzamento dell'esercito, una crescita del debito pubblico strettamente connessa a questa scelta e ancor peggio avrebbe incoraggiato un governo oligarchico, il quale preservava gli interessi di pochi a scapito dell'intera comunità. D'altra parte gli stessi federalisti non si ritrovarono però compatti e determinati nella difesa delle scelte di Hamilton, il quale alla fine si dimise nel 1795, occupandosi da allora in poi esclusivamente agli affari interni dello stato di New York.

Nonostante a partire dal 1795 si fosse ritirato dalla scena politica, la sua influenza ed il suo successo gli avevano procurato molti nemici assieme al fatto che i federalisti si erano schierati dalla parte della Gran Bretagna, mentre i repubblicani di Jefferson avevano favorito la politica francese che sembrava ispirarsi alle idee statunitensi. Tra i suoi più accaniti avversari c'era certamente Aaron Burr, il vicepresidente in carica, il quale era stato sconfitto nella corsa presidenziale da Jefferson anche grazie all'appoggio dato a quest'ultimo da Hamilton. In seguito ad alcune forti espressioni usate dallo stesso Hamilton nei confronti di Burr, questi lo sfidò in un duello con arma da fuoco. L'11 luglio del 1804 Hamilton si presentò a Weehawken, nel New Jersey, sulla riva dell'Hudson di fronte a New York, luogo convenuto per l'incontro. Hamilton decise però di rifiutare il duello ma Burr fece egualmente fuoco ferendolo gravemente. Proprio in seguito alla ferita, Hamilton morì a New York il giorno seguente.



[4] Da Wiki: James Madison, figlio di un piantatore di tabacco della Virginia e di un altra proprietaria terriera del Sud, è considerato uno dei padri fondatori degli Stati Uniti e uno dei principali autori della Costituzione. La convinzione maggiormente caratterizzante il pensiero politico teorico di Madison è che la nuova repubblica necessitasse di controlli ed equilibri di poteri onde tutelare i diritti individuali dalla tirannia della maggioranza.

Quando Alexander Hamilton cercò nel 1790 di consolidare alla pari il debito interno ed estero che il governo della confederazione aveva contratto (quasi 56 milioni di dollari), Madison osteggiò il processo per quanto riguardava il debito interno, in quanto i creditori maggiori avevano agito con metodi ai limiti della legalità e voleva fare un distinguo fra i vari casi, ma venne approvata l'idea di Hamilton. Successivamente ci furono proteste più forti, visto che nessuno voleva accollarsi i debiti dello stato del Massachusetts, Madison convinse il congresso durante il mese di aprile a respingere l'ulteriore addebito, ma Hamilton ad agosto convinse di nuovo il congresso.

Anni dopo i due si trovarono nuovamente in disaccordo, era l'occasione dell'istituzione della Banca degli Stati Uniti, in cui Hamilton aveva preso come modello quella inglese, il capitale proposto era di 10 milioni di dollari. Madison al momento in cui gli venne proposta la legge con la quale sarebbe stata istituita la banca, trovò che violasse i principi della costituzione. Nello specifico nella motivazione da lui addotta si leggeva che la costituzione non avrebbe conferito alcun potere del genere (quello di dare statuto a una società) al congresso. Dopo l'approvazione della legge, Washington, prima di apporvi la firma, riflesse molto sulle parole di Madison.

Come Segretario di Stato di Jefferson (1801-1809), Madison ha supervisionato l'acquisto della Louisiana, cosa che raddoppiò la dimensione della nazione, e ha sponsorizzato lo sfortunato Embargo del 1807. Come Presidente degli Stati Uniti ha guidato la nazione nella guerra del 1812 contro la Gran Bretagna. Durante e dopo la guerra, Madison ha cambiato molte delle sue posizioni. Nel 1815 ha sostenuto la creazione della seconda banca nazionale, una forte politica militare e una tassazione alta sui beni importati per proteggere le nuove fabbriche aperte durante la guerra.

Quando Madison lasciò l'incarico nel 1817, si ritirò a Montpelier, la sua piantagione di Tabacco a Orange County, in Virginia, non lontano dalla tenuta di Thomas Jefferson (3° Presidente degli Stati Uniti). Quando Madison lasciò la presidenza si ritrovò più povero di quando era entrato, a causa del crollo finanziario della sua piantagione, dovuto anche alla cattiva gestione del suo figliastro. Nel 1826, dopo la morte di Jefferson, Madison succedette a Jefferson come Rettore ( "Presidente"), della University of Virginia. Fu la sua ultima attività. Mantenne la posizione di rettore per dieci anni, fino alla sua morte nel 1836.



[5] Da Wiki: Andrew Jackson, nato nella Corolina del Sud, è stato il 7º Presidente degli Stati Uniti d'America (democratico), dal 1829 al 1837. Durante l'invasione inglese della Carolina, nel 1780, Jackson fu catturato e imprigionato. Quando fu liberato e tornò a casa, scoprì che a causa della guerra sia la madre che i due fratelli erano morti. Oramai privo di una famiglia, il futuro presidente si guadagnò da vivere lavorando come apprendista sellaio, ma dedicava ogni momento libero agli studi di legge e a 24 anni divenne procuratore a Nashville, nel Tennessee.

Nel 1812, durante la guerra contro l'Inghilterra, l'allora Segretario alla Guerra James Monroe lo nominò generale comandante del fronte meridionale. Guidò un esercito formato da pionieri contro i 12.000 veterani inglesi e riportò una straordinaria vittoria. Da quel momento, Jackson fu soprannominato Old Hickory, la "Vecchia Quercia". Dopo che gli USA acquistarono dalla Spagna la Florida, Jackson ne divenne il governatore.

È noto come uno dei pochi ad aver lottato apertamente contro il crescente potere bancario, specialmente negli Stati Uniti. Viene anche ricordato per aver permesso reiteratamente la violazione dei diritti umani delle tribù indiane.



[6] Da Wiki: John Davison Rockefeller Jr. fu figlio del ricchissimo petroliere John Davison Rockefeller, allora l'uomo più ricco del mondo. Controllò le fortune della famiglia Rockefeller nella prima metà del XX secolo e divenne un personaggio di riferimento per l'alta finanza.

Nel 1897 trovò il suo primo impiego nell'edificio quartier generale della Standard Oil, a Broadway, come direttore della compagnia. In seguito assunse anche il ruolo di direttore della neonata U.S. Steel company di John Pierpont Morgan, il celebre banchiere. Lasciò entrambe le cariche sociali nel 1910, dopo uno scandalo di corruzione di membri del congresso che lo vide protagonista insieme a John Dustin Archbold, lo scandalo venne svelato dall'impero mediatico di William Randolph Hearst, ed ebbe grande risonanza anche grazie alla potenza mediatica di quest'ultimo.

Nel 1914 fu uno dei protagonisti della vicenda del Massacro di Ludlow, per via delle sue quote di partecipazione in notevoli attività minerarie; venne chiamato in tribunale a testimoniare sulla vicenda e in quell'occasione ammise la sua consistente fetta di colpa sulla vicenda che portò alla morte di venti persone, tra uomini, donne e perfino bambini.

Durante la grande depressione seguente al grande crollo del 29 ottobre 1929 Rockefeller Junior fu abile nel sfruttare il ribasso dei prezzi e diventare uno dei più grandi proprietari immobiliari di New York, edificando anche il celebre Rockefeller Center e riuscendo a fare in modo che in questo gigantesco complesso edilizio venissero a stabilire il loro quartier generale aziende come la General Electric, la NBC, la RKO Pictures e la RCA, alcune prestigiose banche e ovviamente la Standard Oil of New Jersey (Exxon alias Esso).

Nel 1921 ricevette da suo padre il 10% della Equitable Trust Company, in seguito alla fusione di questa con la Chase National Bank (oggi JPMorgan Chase) il colosso originato era senza dubbio la più grande banca del mondo. Come conseguenza della fusione J.D. Jr. vide la propria quota scendere al 4%, rimanendo tuttavia l'azionista di maggioranza.



[7] Da Wiki: La Banca Kuhn, Loeb & Co. era una banca d'investimento americana, con sede legale a New York, fondata nel 1867 da Abraham Kuhn e Solomon Loeb. Nel 1977 venne fusa con la banca Lehman Brothers, generando una nuova società di nome Lehman Brothers Kuhn Loeb & Co.



[8] Da Wiki in inglese: Nelson Wilmarth Aldricht fu un preminente uomo politico americano, leader del Partito Repubblicano per circa 30 anni, fra il 1881 e il 1911. Fu artefice di un esteso sistema di dazi doganali (tariffs) per proteggere l'agricoltura e l'industria USA dalla concorrenza estera. Fu ristrutturatore del sistema finanziario degli Stati Uniti e fautore del'introduzione del federal income tax amendment (legge sulla tassazione) dopo esserne stato oppositore e fu fra i fautori della creazione della Fed.

Divenne molto ricco grazie con investimenti da insider in ferrovie, zucchero, gomma e nel sistema bancario. Suo figlio Richard Steere Aldrich divenne parlamentare anch'esso e sua figlia Abby Aldricht sposò John D. Rockefeller, Jr l'unico figlio ed erede di John D. Rockefeller. Il suo altro figlio Winthrop W. Aldrich divenne banchiere e finanziere anch'esso. Suo nipote Nelson Aldrich Rockefeller, divenne Vice Presidente degli Stati Uniti sotto il Repubblicano Gerald Rudolph Ford.



[9] Da Wiki: William Howard Taft nacque a Cincinnati, in Ohio, il 15 settembre 1857 da una famiglia molto conosciuta (di giuristi ed avvocati. Er). Il padre era stato Ministro della Giustizia sotto l'amministrazione Grant e aveva svolto incarichi diplomatici a Vienna e a San Pietroburgo. Nel 1900 Taft ottenne dal presidente McKinley l'incarico di governatore civile delle Filippine in previsione della guerra contro la Spagna. All'epoca egli faceva parte del Dipartimento Giuridico dell'Università di Cincinnati. Taft svolse il suo incarico in maniera efficiente in tutti i campi, rifondando l'assetto civile dell'ex-colonia spagnola, oramai sotto il controllo americano. Risolse anche la difficile questione delle proprietà ecclesiastiche, conducendo con notevole abilità diplomatica le trattative con i cattolici e la Santa Sede. Sotto l'amministrazione di Teddy Roosevelt venne nominato per un breve periodo Governatore Provvisorio di Cuba nel 1906, per risolvere i problemi sorti nell'isola dopo una rivolta, e quindi (1907) gli venne affidata la direzione dei lavori del Canale di Panama, interrotti qualche tempo prima, e anche qui dimostrò una certa perizia. Intanto, fin dal 1904 Roosevelt gli aveva affidato l'incarico di Ministro della Guerra: in quegli anni i rapporti fra i due furono eccellenti. Teddy Roosevelt ammirava molto il professore dell'Ohio ed aveva in lui fiducia totale, tanto che, al termine del suo mandato, si era formato la convinzione che egli sarebbe stato il suo miglior successore, finendo per rifiutare tutte le proposte per una terza candidatura. Questo spianò di fatto la strada a Taft, che vinse nettamente le elezioni presidenziali del 1908.

Taft sostenne indiscriminatamente tutti quei governi in America Latina che potevano essere utili all'economia degli Stati Uniti con la cosiddetta Diplomazia del Dollaro. Ciò lo portò ad appoggiare amministrazioni poco democratiche o palesemente dittatoriali, alienandosi così le simpatie di molti americani. Inoltre, verso la fine del suo mandato gli esponenti più conservatori del Partito Repubblicano riuscirono a prendere il sopravvento sul debole carattere di Taft, e questo creò disagio all'interno del Partito. La sostituzione di James Garfield come responsabile per l'Amministrazione degli Affari Interni provocò la definitiva rottura fra Roosevelt e Taft. Alla scadenza del suo mandato Roosevelt decise di riproporre la candidatura, e questo voltafaccia politico provocò la definitiva caduta di Taft, che alle presidenziali del 1912 si piazzò addirittura terzo, dietro Woodrow Wilson e lo stesso Roosevelt.



[10] Da Wiki in inglese: Abram Piatt Andrew nacque nell'Indiana nel 1873 e si laureò a Princeton e ad Harvard, con master e dottorati vari come economista. Trasferitosi presso Harvard, nel 1907 predisse l'imminente panico che stava per colpire i mercati finanziari in autunno. Fu selezionato per lavorare alla National Monetary Commission che aveva il compito di riformare il sistema bancario degli Stati Uniti e passò per questo 2 anni in Germania a studiare il sistema delle banche centrali del paese. Partecipò poi al meeting a Jekill Island nel 1910 insieme a Nelson Aldrich, Henry Davison, Benjamin Strong, Paul Warburg, and Frank Vanderlip. Allo scoppio della Grande Guerra andò in Francia come volontario a guidare un'ambulanza per qualche settimana prima di essere rimosso per dedicarsi a scopi organizzativi. Dopo la guerra fu eletto nel Massachusetts nelle file dei repubblicani e propose un bonus per i veterani di guerra americani.



[11] Da Wiki in inglese: Paul Moritz Warburg nacque ad Amburgo, in Germania, nel 1868, da una dinastia di banchieri ebrei di discendenze veneziane. Nel 1891 entrò negli uffici della banca di famiglia, la M.M. Warburg & Co. fondata nel 1798 dal sui bisnonno. Ne divenne partner nel 1895. Si sposò, sempre nel 1895, con Nina J. Loeb, figlia di Solomon Loeb, fondatore della banca newyorkese Kuhn, Loeb & Co. .. la futura Lehman Brothers. Nel 1902 si trasferì definitivamente a New York dove fra l'altro l'influente Jacob Schiff era fratellastro di sua moglie. Membro del Temple Emanu-El in New York City, fu eletto direttore della Wells Fargo & Company nel 1910, posizione dalla quale diede le dimissioni nel 1914 dopo essere stato nominato nel Federal Reserve Board e Jacob Schiff divenne parte del Wells Fargo board.

Forte propugnatore dell'idea della necessità di una banca centrale anche negli Stati Uniti, molti suoi contemporanei lo ritenevano la principale forza che spingeva in questa direzione.



[12] Da Wiki in inglese: Frank Arthur Vanderlip nacque in Illinois e, avendo perso il padre, a 16 anni lavorava in una fabbrica. Divenuto giornalista si fece largo sino al Chicago Tribune, da cui poi fece il salto in politica sino a diventare Assistant Secretary of the Treasury. I suoi successi lo portarono all'attenzione di James J. Stillman, president of National City Bank of New York,la più grossa banca del paese. Vanderlip ne divenne vicepresidente nel 1902 e poi presidente dal 1909 sino al 1919.

Quando arrivò il panico del 1907 Vanderlip lavorò insieme a J.P.Morgan e agli altri principali banchieri per fermare il bank run che ne seguì. Nel novembre del 1910 fu convocato al meeting riservatissimo a Jekill Island in cui i banchieri buttarono giù lo schema di come sarebbe dovuta essere la banca centrale che gli Stati Uniti non avevano da circa 80 anni.

Durante lo scandalo del Teapot Dome e le audizioni seguenti del 1924, Vanderlip depose vigorosamente in favore del diritto della gente a sapere cosa succedeva (!) e per questo fu poi costretto a dare le dimissioni da più di 40 boards of directors di compagnie americane di cui faceva parte. Morì a 72 anni a New York.



[13] E' difficile trovare info su Charles D. Norton, presidente della First National Bank of New York - una controllata da J.P. Morgan e futura Citibank dopo la fusione con la National City Bank dei Rockefeller - non esiste una voce di Wikipedia su di lui.




[14] Da Wiki in inglese: Henry Pomeroy Davison nacque a Troy, Pennsylvania. Divenne presto bookkeeper per una banca e si mosse subito a New York dove lavorò per la Astor Place Bank e poi divenne presidente della Liberty National Bank. Anni dopo fu fra i fondatori della Bankers Trust Company. Nel 1909 divenne un senior partner di John Pierpont Morgan, fra i più influenti e nel 1910 fu suo rappresentante alla riunione segreta a Jekill Island. Dopo la Grande Guerra fu fra i propugnatori della nascita della Croce Rossa Internazionale. Morì di un tumore al cervello nel 1922 a Long Island, a 54 anni. Un suo figlio fu direttore del personale della CIA e un altro direttore del Time Magazine e membro della Skull & Bones dell'Università di Yale.




[15] Che ironia eh Jim? Che caso. Chissà com’è. Voglio aggiungere una nota su questi “accademici”. Curiosamente, da quasi 30 anni ormai, sono tutti di religione ebraica: Alan Greenspan (13° presidente della Fed dal 1987 al 2006), Ben Shalom Bernanke (14° presidente della Fed dal 2006 al 2014) ed ora Janet Yellen (15° presidente della Fed dal 2014). Sarà un caso che degli ebrei - costretti per secoli all’attività bancaria in un occidente puritano che riservava l’attività bancaria (alias di strozzinaggio) ai non cristiani - siano presidenti della Fed da 3 decadi? Nessuno di loro ha a che fare che gruppi bancari? Certamente essere ebrei o di origine ebraica non vuol per niente dire, in automatico, esser dei banchieri, anzi .. però questo è "un caso" che mi lascia effettivamente un po’ perplesso.



[16] Da Wiki in inglese: Thomas Woodrow Wilson, È stato il 28º presidente degli Stati Uniti (in carica dal 1913 al 1921), mentre in precedenza fu governatore dello stato del New Jersey; anche uomo accademico, ricoprì la carica di presidente dell'Università di Princeton. Divenne il secondo presidente degli Stati Uniti del partito democratico, dopo Andrew Jackson, a essere rieletto per un secondo mandato. Nel 1919 gli venne assegnato il Premio Nobel per la pace (per quella poscata immane che fu il Trattato di Versailles che porto poi dritti dritti al nazismo ed alla seconda parte della Guerra Mondiale, la seconda? Er).

Nacque nel 1856 in Virginia, uomo del Sud quindi, che aveva addirittura ricordi d'infanzia della Guerra di Secessione: Wilson avrebbe sempre ricordato di stare «per un momento al fianco del Generale Lee e di guardarlo in faccia». Frequentò la Princeton University, laureandosi nel 1879: era membro dell'associazione studentesca Phi Kappa Psi. Nel 1886, ottenne il titolo di dottore (Ph.D.) in scienze politiche dalla Johns Hopkins University (un'incisione delle sue iniziali è ancora visibile nel lato inferiore di un tavolo al Dipartimento di Storia).

La sua amministrazione istituì la segregazione razziale nel governo federale, per la prima volta da quando Abraham Lincoln iniziò la desegregazione nel 1863, e richiese fotografie dai candidati per posti di lavoro, per determinare la loro razza. Wilson inoltre aveva un atteggiamento sospettoso per quelli da lui chiamati «Americani col trattino» (hyphenated Americans: tedeschi-americani, irlandesi-americani, etc.): «Ogni uomo che porta con sé un trattino, porta un pugnale che è pronto ad affondare nelle parti vitali di questa Repubblica ogni volta possibile». (Era anche probabilmente amichevole nei confronti del Ku Klux Klan. Er)

Tra il 1914 e il 1918 gli Stati Uniti intervennero molte volte, anche con invasioni, in America Latina, in particolare in Messico, Haiti, Cuba e Panamá; anche continuando la diplomazia del dollaro inaugurata da William Howard Taft. Gli USA mantennero truppe in Nicaragua per tutta la durata dell'amministrazione Wilson e se ne servirono per scegliere il presidente del Nicaragua e quindi per costringere il Nicaragua a sottoscrivere il trattato Bryan-Chamorro. Le truppe statunitensi ad Haiti obbligarono i politici haitiani a eleggere presidente il candidato prescelto da Wilson: quando Haiti si rifiutò di dichiarare guerra alla Germania, Wilson fece sciogliere il governo di Haiti e quindi impose una nuova, meno democratica, costituzione, attraverso un referendum farsa. (...) I soldati statunitensi, inoltre, cacciarono i piccoli proprietari terrieri dalle loro terre per farli lavorare in opere pubbliche, in condizioni di reclusione e in catene, e trasferirono le loro terre ai latifondisti; nel 1919 gli Haitiani si sollevarono in rivolta contro gli statunitensi; la ribellione costò 3000 morti. Tra il 1917 e il 1920 gli USA appoggiarono il movimento dei Russi Bianchi nella guerra civile russa, dapprima finanziariamente, ma in seguito con un blocco navale e truppe di terra a Murmansk, Arcangelo e Vladivostok.

Fu uno dei deus ex machina della "Pace di Parigi" dopo la Grande Guerra: il trattato di Versailles causò gravi problemi economici alla Germania, che provocarono una caduta dei consumi interni la quale avrebbe portato alla Grande depressione. Gli oppositori di Wilson credevano che, appoggiando il trattato, avrebbero causato un disastro economico (e infatti fu l'iperinfalzione delle Repubblica di Weimar e poi il Nazionalsocialismo di Hitler e poi la Seconda Guerra Mondiale. Er)

Nel 1919 Wilson fu colto da un leggero ictus, che non fu reso pubblico. Una settimana dopo, il 2 ottobre, Wilson patì un secondo e più grave attacco che lo rese quasi totalmente inabile. Morì nel 1924



[17] Da Wiki in inglese: Benjamin Strong nacque alle porte di New York nel 1872 da una famiglia di banchieri e mercanti arrivata nel Massachusetts nel 1630 dall'Inghilterra. Morì, sempre a New York, a 55 anni, dopo 14 anni come primo, incontrastato, Presidente della Fed.




Link ad altre versioni della storia della nascita della Fed:

Lettera 43: La lobby di Jekyll Island - Dal summit segreto di sette banchieri nacque la Fed di Guido Mattioni, 6 Novembre 2011

Wikipedia: History of the Federal Reserve System

.. e un'ultima "curiosità" (fonte):


E' una tabellina riassuntiva di quali banche hanno finanziato Romney e Obama negli anni fra 2008 e 2011 e quanto ogni banca (comprese banche svizzere, tedesche, inglesi e francesi!) hanno poi ricevuto in salvataggi dalla Fed. Forse i banchieri non governano più direttamente la Fed (cosa su cui ho dei dubbi) ma solo attraverso una casta politica.

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