Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 31 ottobre 2014

Greenspan: L'oro e' un buon posto in cui mettere soldi ora

Mentre il sole tramonta sul lago di Inle e si riesce ad avere un po di linea internet dopo 2-3 giorni, un breve post da Goldcore, in questi giorni che ci hanno portato l'argento ai minimi da 5 anni e mezzo dopo l'annuncio del super turbo al QE giapponese e la fine dell'ultimo giro di QE USA. Vedo dei maple a 15,30 e altre once piu' rare a 16 e dintorni... mi dispero? No, davvero, mi sento calmo e pacifico, sereno come un Budda. No problem, non credo davvero che ci vorra' poi molto a rivedere quotazioni meno ridicole... in questo mi confortano anche la parole del vecchio guru della FED, secondo me un metallaro nel profondo, da sempre:
In New Orleans, he was asked why central banks still own gold. His answer was encouraging if a little vague, "Gold has always been accepted without reference to any other guarantee." When asked where the price of gold was headed in the next five years he said "measurably” “higher."

Question: “Where will the price of gold be in 5 years?”
Greenspan: “Higher.”


Question: “How much?”
Greenspan: “Measurably.”


He told the CFR that "gold is a good place to put money these days given it's value as a currency outside of the policies conducted by governments."

... ovviamente la speranza e' che, come sempre, l'argento ripeta grossomodo le mosse dell'oro sovraperformandole. E comunque non sarei neanche un po' sorpreso se i minimi minimi ce li facessero vedere per fine anno, cosi da DEMOLIRE quel po' di morale che resta a tanti metallari ;D

lunedì 13 ottobre 2014

Il presidente dell' SGE conferma che la domanda d'oro cinese nel 2013 e' stata il doppio di quella conteggiata dal WGC

Ma troppo bello! Erano settimane che avevo un post di Koos Jansen a meta' traduzione in cui faceva i conti per benino sulla domanda cinese d'oro e sfanculava i dati di niente meno che il World Gold Council. La traduzione non l'ho finita e ormai magari non la finiro' neanche (era lunga e mooolto interessante pero') visto che senti senti che succede:

Zero Hedge - Shanghai Exchange Chairman Admits China Gold Demand Topped 2000 Tonnes In 2013
Submitted by Tyler Durden on 10/12/2014
Submitted by Koos Jansen via BullionStar.com

E questo e' davvero l'ultimo e definitivo colpo a quelli che si rifiutavano di capire, nonostante tutta la quantita' di prove che ho presentato nel tempo, la quantita' di oro della domanda non governativa cinese nel 2013.

Al forum dell'LBMA di Singapore del 25 giugno, uno degli speaker piu' significativi e' stato Xu Luode, presidente dello Shanghai Gold Exchange (SGE). Nel suo discorso fece alcune candidissime affermazioni sulla domanda cinese di oro da parte dei suoi consumatori, che secondo Xu avrebbe raggiunto le 2000 tonnellate nel 2013. In contrasto con il Word Gold Council (WGC.. dita mie state ferme e non scrivetemdei giornalisti italiani e di come scrivono i loro articoli nei "piu rinomati giornali finanziari italiani" ... Er), che afferma che la domanda cinese d'oro nel 2013 e'stata di 1066 tonnellate (cioe', la domanda reale cinese d'oro sarebbe circa IL DOPPIO di quanto affermato dal WGC! Er).

Il discorso di Xu e' stato finalmente tradotto e pubblicato dalla rivista dell'LBMA di Londra, The Alchemist, nel suo numero 75 (ma che bel nome! l'alchimista, quello che trasforma la merda - o la carta - in oro? Er).

Le affermazioni di Xu, una volta in piu', confermano quello che ho scritto (che ha scritto Koos, Er) per mesi.

I ritiri di oro fisico dallo Shanghai Gold Exchange equivalgono alla domanda all'ingrosso cinese:

import + produzione mineraria cinese + reciclo = offerta totale = ritiri all'SGE = domanda all'ingrosso

Vediamo un pajo delle affermazioni di Xu:
Data on China’s gold imports has not previously been made available to the public. However, gold has historically been imported through Hong Kong, and Hong Kong is highly transparent, disclosing details such as the number of tonnes of gold imported on a monthly basis. Last year, China imported 1,540 tonnes of gold. Such imports, together with the 430 tonnes of gold we produced ourselves, means that we have, in effect, supplied approximately 2,000 tonnes of gold last year.

The 2,000 tonnes of gold were consumed by consumers in China. Of course, we all know that the Chinese ‘dama’ [middle-aged women] accounts for a significant proportion in purchasing gold. So last year, our gold exchange’s inventory reduced by nearly 2,200 tonnes, of which 200 tonnes was recycled gold.
E rivediamo quindi la nostra equazione semplificata (sui dati del 2013):

import (1540t) + mine (428t) + scrap (229t) = SGE withdrawals (2197t)

Per di piu' e' piuttosto chiaro quali sono le metriche usate dall'SGE. Xu sottrae l'oro reciclato dai ritiri di oro fisico all'SGE per misurare la domanda dei consumatori cinesi, che equivale all'oro aggiuntivo (import + mine = 1968t) che si e' andato a sommare a quello precedentemente in mano ai cittadini cinesi. Tutto questo conferma che il mercato cinese e' stato disegnato dalla PBoC (la banca centrale cinese, er) con l'SGE al suo centro proprio per tenere bene sott'occhio e sotto controllo la quantita' e quantita' di oro presente nelle riserve non governative.

Ribaltando le variabili nella formula sono stato capace di stimare gli import d'oro cinesi nel 2013 (SGE withdrawals - mine - scrap = import) con un margine d'errore del 2,6%. Da inizio anno i ritiri di oro fisico dall'SGE sono stati per ora di 1425 tonnellate, di cui stimo che 855 siano state importate.

I media occidentali continuano a focalizzarsi sulle quantita' di oro netto importato da Hong Kong, ma questi dati sono sempre meno adatti a descrivere i veri import cinesi. Di fatto questo dato ha perso via via significato man mano che la Cina ha preso ad annunciare che importa sempre piu' oro direttamente a Shanghai e Pechino. E tutte queste cose sono anche state ben veicolate dai mezzi di comunicazione cinesi (vedetevi il video - insieme a tutti i link vari - su ZH o su BullionStar).

Il dipartimento delle dogane di Shanghai ha pubblicato un comunicato stampa il 19 settembre sul loro sito in cui dice che sono stati importati 48 batches d'oro durante i primi 8 mesi di quest'anno, per un controvalore di circa 15 mld di dollari e cioe' circa 380 tonnellate. Sfortunatamente l'articolo non dice da dove quest'oro provenisse, ma supporta molto bene il fatto che la Cina continua a importare grandi quanita' di bulllion, come mostrani bene anche i dati dei ritiri all'SGE. E a settembre gli import sono cresciuti del 30% rispetto ad agosto.

La cosa strana e' che c'erano parecchi alti papaveri dei professionisti di questa industria e dei giornalisti fra la platea che ascoltava le parole di Xu al forum dell'LBMA (vedi il link alla lista dei presenti su ZH o su BullionStar, er), ma solo uno di loro e' corso al suo portatile durante la pausa per divulgare la notizia bomba appena data da Xu. Mando' subito una email anche a me ed io ci feci subito un articolo che tutto il mondo potesse leggere. Questa persona e' il mio amico e CEO di BullionStar, Torgny Persson.

Ma nonostante tutto non mi risulta che ci sia stato un solo media mainstream che abbia coperto la notizia dell'immensa discrepanza fra i dati sulla domanda d'oro cinese dati dal WGC e quelli dati dall'SGE.

Vorrei esprimere le mie preoccupazioni piu' vive su come i media mainstream stanno coprendo il mercato dell'oro cinese. Xu ha detto al piu' importsnte forum mondiale sui metalli preziosi che la domanda cinese ha raggiunto le 2000 tonnellate annue. Com'e' possibile che la stampa mondiale si sia dormita tutta la storia? E pensare che alla fine del suo discorso l'ha anche ripetuto ben due volte!

Earlier, I have reported on the data that physical gold consumption in China’s gold market has, in effect, reached more than 2,000 tonnes last year. All of you here are experts in this industry and are very clear about the percentage accounted for by these 2,000 tonnes of physical gold in the global market

La differenza fra i dati del WGC e l'SGE sono della bellezza di 1000 tonnellate. Mille tonnellate. Non so se mi spiego.

... in una conversazione con Bron Suchecki, anche lui presente al discorso di Xu, dice che "non se lo ricorda" che Xu avesse detto che la domanda non governativa cinese di oro aveva raggiunto le 2000 tonnellate. Per fortuna ci sono i video (vedere su ZH o su BullionStar).

domenica 12 ottobre 2014

Guerra! A cosa serve? (suggerimento: a queste 4 aziende)

Zero Hedge - War! What Is It Good For? (Hint: These 4 Companies)
By Tyler Durden, 10/05/2014
Traduzione a cura di Sir Gresham, vedere l'articolo originale per i link

Come dice Peter Boyle (GreenLeft.org) è una storia tristemente nota: morte, dolore, e terrore per la gente diventano grassi profitti per la grande industria militare.

Le maggiori industrie USA della “difesa” (virgolette del traduttore), guidate da Lockheed Martin, quotano ai massimi, mentre gli azionisti accumulano profitti crescenti dai conflitti montanti in tutto il mondo.

Jack Ablin, direttore trading della banca BMO di Chigago, a dichiarato a Bloomberg: “Mentre intensifichiamo gli interventi militari in Medio Oriente, c’è la sensazione che la domanda di produzione bellica probabilmente crescerà… (grazie al cazzo, ndt)
Finché la tendenza è di fare affidamento sempre maggiore alla tecnologia bellica, piuttosto che alle truppe, questo potrebbe essere una opportunità”
Più soldi a chi profitta dalla guerra – e chi se ne frega del terribile costo umano.

I bombardamenti aerei remoti “di precisione” – ad esempio quelli che USA e alleati, Australia inclusa, stanno facendo in Iraq e Siria, causano pesantissime perdite fra i civili, classificati come “effetti collaterali”.

Marc Herold, professore di sviluppo economico all’Università del New Hampshire, ha prodotto uno studio comparativo delle vittime civili causate dalla guerra “occidentale” in Afghanistan: dal 2006 a metà 2008, gli attacchi aerei USA/NATO hanno ucciso 1488 civili afgani, utilizzando 1458 tonnellate di bombe. (minchia, una tonnellata di tritolo a testa! ndt)

The Guardian riportò nel 2008 che, dal 7 Ottobre al 10 Dicembre 2001, gli aerei USA sgancianciarono 14000 tonnellate di bombe, causando dai 2569-2949 vittime civili (18-21 civili ammazzati ogni 100 tons di bombe).

La relativa letalità per i civili afgani (misurata dal tasso di civili uccisi per 100 tons di bombe) delle azioni aeree NATO eccede di molto quella dei bombardamenti strategici USA di Laos e Cambogia, secondo Herold.

La letalità dei bombardamenti aerei in Afghanistan 2006-2008 eccede di gran lunga quella registrata in Vietnam, Laos, Cambogia, Yugoslavia, Iraq 2003 e Afghanistan 2001.

Nonostante i massacri, quale successo ha avuto il bombardamento USA/NATO in Afghanistan per mettere fine al “terrorismo” in quel paese devastato dalla guerra?
Nessuno.

Ma questo non impensierisce chi protegge la ricchezza dei super-ricchi.
La guerra è buona per i profitti.

L’indice azionario Bloomberg’s per i 4 maggiori fornitori del Pentagono è cresciuto del 19% quest’anno, sovraperformando il guadagno del 2,2% di SP500.

Su Bloomberg, Richard Clough riporta che le azioni Lockheed, il maggior fabbricante di armi mondiale, hanno raggiunto un record di 180,74$ il 19 Settembre; Northrop, Raytheon e General Dynamics sono anch’esse ai massimi.
Queste 4 aziende, più Boeing, hanno fatturato nel 2013 circa 105 miliardi di dollari in commesse militari.

La guerra genera grossi profitti, e il capitalismo del ventunesimo secolo ha ingaggiato una guerra permanente nel Terzo mondo. Nessuna pace in vista finché questo sistema tossico è in funzione.

Sembra che la transizione fra lo stimolo FED all’economia a quello datole dal complesso militare-industriale sia quasi completo…

Durden: Perche' le quotazioni del petrolio stanno scendendo?

Zero Hedge - Why Oil Is Plunging: The Other Part Of The "Secret Deal" Between The US And Saudi Arabia
Submitted by Tyler Durden on 10/11/2014

Due settimane fa vi abbiamo rivelato una parte dell' "accordo segreto" fra Stati Uniti ed Arabia Saudita, e cioe' come gli States hanno ottenuto che i sauditi si "allineassero" con gli USA contro ISIS ... quando in realta' John Kerry non stava facendo altro che le volonta' dei sauditi, come riporta anche il Wall Street Journal: "The process gave the Saudis leverage to extract a fresh U.S. commitment to beef up training for rebels fighting Mr. Assad, whose demise the Saudis still see as a top priority."

Quello che invece non era chiarissimo e' in cosa consistesse l'altra parte dell'accordo, e cioe' che cosa mettevano sul piatto, da parte loro, i sauditi per ripagare gli USA per i bombardamenti delle infrastrutture di Assad sino a che l'odiato leader siriano non venga rovesciato, creando un vuoto di potere che permettera' ai vincitori di dividersi le spoglie come meglio gli parra'.

sabato 11 ottobre 2014

Durden: La Russia dedollarizzante paga un record di debiti

Certo che sti russi son strani... in un mondo affogato di debiti, loro, tz, li ripagano!

Zero Hedge - "De-Dollarizing" Russia Pays Down Near-Record $53 Billion In Debt In Third Quarter
Submitted by Tyler Durden on 10/10/2014

Nonostante la narrazione occidentale rassicurante sul fatto che la Russia sta subendo il colpo delle sanzioni e che e' sempre piu' isolata per le sue azioni in Ucraina, i dati piu' recenti suggeriscono qualcosa di diverso.

Per prima cosa le fughe di capitali sono molto rallentate nel terzo trimestre (da 23,7 mld di dollari nel secondo trimestre a 13 nel terzo), con settembre che ha visto dei flussi netti in entrata piuttosto che in uscita per la prima volta dal settembre 2013.

Secondo, l'attuale surplus commerciale e' ora significativamente piu' forte di quanto non ci si attendesse (11,4 mld contro 8,8 attesi), per via di un aumento dei commerci.

Terzo, e forse piu' cruciale, la Russia ha ripagato la bellezza di 52,8 miliardi di dollari di debito estero, con Putin che "dedollarizza" a ritmi record, riducendo il debito estero ai livelli piu' bassi dal 2012.

Come racconta anche Goldman, il commercio e le entrate sono migliorate ...
The current account balance for Q3 came in at a surplus of US$11.4bn, above consensus expectations of US$8.8bn and up sharply from a small deficit of US$0.7bn in Q3 2013.

On our estimates, on a seasonally-adjusted basis, this now puts the current account at 3.8% of GDP, up from a low point of 1% in Q2 2013 and 1.6% for the full-year 2013.

The improvement in the current account came from both the trade balance, where imports have contracted (due to slowing domestic demand and the weaker Ruble), and from the income balance.

In our view, the latter could be due to either cyclical or structural factors, which are difficult for us to pinpoint, but risks to our current account balance forecasts nonetheless remain to the upside.
E nel frattempo...
Net private capital outflows stood at US$13bn for the quarter, up slightly from US$10bn in Q3 2013 and similar to the pattern seen in Q2.

*RUSSIA 3Q CAPITAL OUTFLOWS SLOW TO $13B VS $23.7B OUTFLOW IN 2Q

*RUSSIA HAD $11.6B NET CAPITAL INFLOW IN JUNE: CENTRAL BANK

June was first monthly net inflow since Sept. 2013, according to central bank statement.
E per finire: la dedollarizzazione accelera, con la Russia che ripaga i suoi debiti esteri ad un ritmo che non si vedeva dai tempi del crollo Lehman...

lunedì 6 ottobre 2014

Casey: Confronto fra i vari Bear Market dell'Argento degli ultimi 60 anni


Non amo troppo la Casey Research, mi pare che siano sempre un po' troppo "pompati" i loro articoli, ma ognitanto presentano anche delle chart interessanti, anche se spesso sono un po' "tagliate ad hoc" per dimostrare quello che vogliono .. mi pajono i tipici post che puoi leggere su un sito di venditori di metalli tipo GoldBroker o GoldMoney o GoldSilver ... eppure non mi risulta che vendano metalli! mah...

La NASA mette in prospettiva la siccità californiana

Ormai persino su Zero Hedge, sito pieno si "survivalisti", di "austriaci" e di gente in generale che se la prende più o meno giustamente contro il "socialismo" di Obbà, presentano con una certa regolarità post sulle crisi ambientali nel mondo, dalle radiazioni di Fukuschima che arrivano sulle coste americane, alla, per esempio, eccezionale siccità che sta colpendo la California. E quei pochi che ne escono con dei " non ci sono combiamenti climatici, sono normali oscillazioni del clima terrestre, è tutto un complotto" (di chi?? delle potentissime - hahaha - lobby dei produttori di pannelli solari?) restano ormai marginali e marginalizzati. Giustamente direi. Praticamente tutti quelli che conosco che hanno una preparazione scientifica di livello universitario non hanno problemi a riconoscere l'esisitenza del problema .. sono sempre e solo gli stessi che 20 anni ti ridevano in faccia se gli parlavi di peak oil che ancora si ostinano a parlare di complotto (non s'è mai capito a quale scopo, il cui prodest di questo "complotto" del parlare di cambiamenti climatici, chi l'avrebbe inventato e soprattutto a quale scopo .. se glielo chiedi, normalmente, scompajono).

Come ho già avuto modo di dire, non credo che quello dei cambiamenti climatici sia il più grosso problema cha abbiamo davanti a noi come umanità (almeno se non vivi ai bordi di un deserto o su un'isola del pacifico che è finita sott'acqua), però la cosa meriterebbe lo stesso la sua attenzione
Mashable - NASA Satellites Put California Drought Into Shocking Perspective
4 ottobre 2014

California-drying

In a podcast interview with Science Magazine, UC Irvine hydrologist James Famiglietti used the analogy of a bathroom scale to explain how GRACE uses highly sensitive gravity measurements to track changes in the amount of water stored underground in soil and rocks.

"Each [satellite] is about the size of a squashed minivan, and they orbit at about 400 kilometers. And what happens is that the change in mass on the surface, say, because of a big flood or a big load of snow on the mountains, actually pulls those spring-loaded weights towards Earth's surface," Famiglietti said.

The added danger in groundwater depletion is that unlike surface water, it is not easily replenishable. A UC Davis study published in July demonstrates how California farmers draining groundwater to compensate for losses in surface water will diminish the state's ability to withstand future droughts.

"We're seeing it happening all over the world. It's happening in most of the major aquifers in the arid and semi-arid parts of the world where we rely on those aquifers. But we're able to see now the impact we're having on this over exploitation," Famiglietti told Science Magazine.
.. il sistema di satelliti della NASA riesce a valutare la consistenza degli acquiferi sotterranei e lo scienziato che parla a Science Magazine dice che la riduzione degli acquiferi sta succedendo in tutto il mondo, in tutte le zone aride e semiaride del mondo che sopravvivono proprio con le riserve delle falde.

questo non vuol dire che in altre zone del mondo, per gli squilibri che si creano, non venga invece a piovere di più... poi lamentatevi di popolazioni in fuga dall'Africa che si riversano sulle nostre coste (quelli che non si ammassano sul fondale mediterraneo, intendo)

PS: dice, "che cavolo centra questo con l'argento!?" .. tesoro, è per far entrare in testa ai più zucconi la limitatezza del nostro pianeta, un'isoletta in mezzo al vuoto cosmico, la SOLA isolletta che abbiamo, almeno sino a quando (?) non troveremo il modo di viaggiare a velocità prossime o superiori a quella della luce. Se arrivi a capirlo capisci anche tutto il discorso di base della limitatezza dlle risorse non rinnovabili, come per esempio argento ed oro .. e un po' tutti i metalli di base anche, tranne forse l'alluminio ...

fate conto che il nostro pianeta sia come la nostra casa, ma una casa in cui non può entrare niente ne uscire sostanzialmente niente ... bisogna fare con quello che si ha, i mobili li puoi spostare da una parte all'altra ma niente di più ... se bruci tutto devi aspettarti di soffocarti di fumo. Nun so se mme so spiegato ..

Asimov: La fine dell'Eternità

La storia della possibilità - e soprattutto dell'impossibilità - dei viaggi interstellari mi è rimasta fissata in testa sin da quando lessi da ragazzino un capolavoro di Isaak Asimov, "La fine dell'Eternità", che consiglio vivamente anche a tutti gli amici "austriaci", credo che gli piacerà certamente. Da Wiki (non leggere tutta la pagina di Wiki se non vuoi rovinarti il gusto della lettura del libro!):
Il tema centrale dell'opera riguarda la libertà umana.

Benché gli Eterni, infatti, modificando la Storia eliminino le brutture del mondo (guerre, carestie, devastazioni, rivoluzioni), essi in definitiva tolgono all'uomo il libero arbitrio ergendosi a dèi immortali ("eterni", appunto) che decidono che cosa sia giusto e che cosa sbagliato.

Il lavoro degli Eterni cancella quotidianamente dalla Storia milioni di vite umane considerate 'sacrificabili' per ottenere la salvezza di miliardi. Un concetto che è alla base anche di alcune storie sui robot positronici, dove Asimov porta però a riflettere sul fatto che il valore dell'umanità non sia quantificabile e che quindi a volte "le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi o di uno". (...)

C'è poi una riflessione sociologica che si sviluppa da queste premesse. Harlan, nei suoi studi, scopre una singolarità nella Storia: dopo decine di secoli, migliaia e migliaia di anni, l'umanità modificata dagli Eterni non è mai riuscita a raggiungere le stelle ed ha cessato di evolversi. Nel 30000° secolo l'uomo è ancora inestricabilmente legato alla Terra, incapace di spargersi nell'universo ed è sostanzialmente identico al suo omologo del 20°. È l'amaro frutto della sterilità scientifica e culturale prodotta dagli Eterni che, per risparmiare all'umanità brutture e devastazioni, hanno tuttavia privato l'Uomo della sua spinta progressista e in definitiva della sua voglia di porsi in discussione.
e spero che gli amici "austriaci" più intelligenti arrivino a capire che, semplicemente, avanzo critiche in un'ottica falsificazionista popperiana. Sempre da Wiki:
Sir Karl Raimund Popper (Vienna, 28 luglio 1902 – Londra, 17 settembre 1994) è stato un filosofo ed epistemologo austriaco naturalizzato britannico.

Popper è anche considerato un filosofo politico di statura considerevole, difensore della democrazia e del liberalismo e avversario di ogni forma di totalitarismo.

Egli è noto per il rifiuto e la critica dell'induzione, la proposta della falsificabilità come criterio di demarcazione tra scienza e non scienza, la difesa della "società aperta".
« Dobbiamo distinguere chiaramente tra verità e certezza. Aspiriamo alla verità, e spesso possiamo raggiungerla, anche se accade raramente, o mai, che possiamo essere del tutto certi di averla raggiunta [...] La certezza non è un obiettivo degno di essere perseguito dalla scienza. La verità lo è. »

Karl R. Popper, Congetture e confutazioni, prefazione italiana, 1985

« Evitare errori è un ideale meschino. Se non osiamo affrontare problemi che sono così difficili da rendere l'errore quasi inevitabile, non vi sarà allora sviluppo della conoscenza. In effetti, è dalle nostre più teorie più ardite, incluse quelle che sono erronee, che noi impariamo di più. Nessuno può evitare di fare errori; la cosa grande è imparare da essi. »

(K. R. Popper, Conoscenza oggettiva, da La teoria del pensiero oggettivo, Armando 1975)

domenica 5 ottobre 2014

Perchè i libertariani devono negare i problemi ambientali

Interessante articolo questo che mi hanno segnalato, robetta che ha a che fare coi miei dubbi anche sulle varie teorie “austriache” e di quanti se la prendono sempre e comunque con gli stati cattivi (che, percarità, sono ben consapevole essere spesso se non di regola parassitati e parassitari in vario modo …)

Quando mi distanzio dagli “austriaci” e dai loro discorsi, quando dico che – nonostante la buona fede di tanti che amano i loro libri e i loro discorsi – alla fine sono teorie che fanno il gioco dei veri poteri di oggi che sono ben sopra i miseri “stati sociali e socialisti”, ho in mente cose come quelle di cui parla questo articolo:

George Monbiot blog on  libertarians , private property and environmentThe Guardian – Why libertarians must deny climate change, in one short take
I must applaud Matt Bruenig’s summing up of the inherent conflict between libertarianism and environmental issues
Posted by George Monbiot, Friday 6 January 2012

Durante le vacanze di natale ho letto quello che mi pare il più importante essay che mi sia capitato fra le mani negli ultimi 12 mesi.

Anche se inizia con una critica poco gentile di uno scritto mio non me la prendo con l’autore. In un breve e semplice tratto, Matt Bruenig presenta una sfida devastante a quelli che chiamano se stessi libertari ani, e spiega perché non possono fare a meno di negare i cambiamenti climatici e tutti gli altri problemi ambientali.

Bruenig spiega qual’è l’argomento al cuore delle argomentazioni di conservatori e libertariani: le regole procedurali della giustizia valgono per i diritti di proprietà. In breve questo significa che se il processo attraverso il quale è stata acquisita una proprietà è stato giusto quelli che sono diventati i proprietari dovrebbero essere liberi di farci quello che gli pare, senza restrizioni sociali di sorta od obblighi verso chicchessia.

I loro diritti di proprietà sono assoluti e non devono subire intrusioni da parte dello stato ne da parte di nessun altro. Ogni interferenza, o danno, al valore della loro proprietà senza il loro consenso – anche sotto forma di tassazione – è una violazione ingiustificata. Questo, con variazioni locali, è la base della filosofia dei candidati repubblicani, del movimento del Tea Party e di lobby che amano chiamarsi “thinktank del mercato libero”, così come anche la gran parte della nuova destra inglese.

È una visione spietata, unilaterale, meccanica, del mondo, che eleva i diritti di proprietà sopra tutto il resto, e questo significa che coloro che hanno più proprietà finiscono con l’avere un grosso potere sopra gli altri.

Vestita con le vesti della “libertà”, questa è una formula per l’oppressione e la servitù. Non fa niente contro le disuguaglianze, contro l’esclusione sociale e la durezza delle condizioni di vita di tanti. E’ una visione chiaramente, trasparentemente egoistica, che cerca di giustificare l’avidità a le concentrazioni di potere.

Ma, dice Bruenig, accettiamola. Accettiamo l’idea che un danno al valore della proprietà senza il consenso del possessore sia una ingiustificata intrusione nelle libertà personali del possessore. Questo significa che quando un libertariano si trova faccia a faccia con dei problemi ambientali, si trova bloccato.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento industriale, il consumarsi dello stato protettivo di ozono, il danno alle bellezze fisiche e paesaggistiche dei dintorni delle case della gente (e quindi del loro valore), tutte queste cose, se i libertariani non avessero a disposizione uno shockante set di doppi standard, se non usassero due pesi e due misure, dovrebbe essere denunciato da loro come danno alla proprietà della gente.

I proprietari di centrali a carbone in Inghilterra non hanno mica ottenuto il consenso da parte di tutti quelli che posseggono magari un lago o una foresta in Svezia su cui si deposita la pioggia acidificata dalle emissioni di quella centrale. Quindi, nell’ottica libertariana, questo dovrebbe essere affrontato come un danno ingiustificato alla proprietà degli svedesi suddetti.

Allo stesso modo non hanno mica ricevuto il consenso da parte delle persone di questo paese di far entrare mercurio ed altri metalli pesanti nel loro sangue, il che significa che stanno violando la proprietà di quelle persone, nella forma dei loro stessi corpi.

Allo stesso modo non hanno – ne loro ne gli aeroporti, le compagnie petrolifere, o quelle dell’automotive – ottenuto il consenso di tutti quelli che saranno colpiti dal rilascio del monossido di carbonio nell’atmosfera che ne sta provocando un aumento medio globale delle temperature e che – con l’innalzamento dei livelli del mare, le siccità, le tempeste ed altro – hanno danneggiato e stanno danneggiando la proprietà di tanti.

Come dice Bruenig: “Quasi tutti gli usi della terra portano a danni collaterali di qualche tipo alla proprietà di qualcun altro. Quindi, come lo si può permettere? Nessuna storia di libertà e diritti di proprietà può giustificare l’inquinamento, in qualsiasi forma, perché quegli effetti colpiscono la libertà e la proprietà di altri. Quasi tutte le azioni, alla fine, causano dei danni alle proprietà, circostanti o lontane, a gente che non ha mai dato il suo consenso a subire questi danni. Sono eticamente equivalenti – per un onesto libertariano – a tirare un cazzotto in faccia ad uno o rompere i vetri della finestra altrui.”

Ed ecco una spiegazione semplice e coerente del perché il libertarianesimo è spesso associato alla negazione dei cambiamenti climatici e alla ridicolizzazione di ogni problema ambientale. Sarebbe impossibile per il proprietario di una centrale elettrica, di un’acciaieria, di una cava o di qualsiasi tipo di grossa impresa ottenere il consenso per tutti i danni che andrà a fare contro la proprietà degli altri, inclusi i loro stessi corpi.

Questo è il punto in cui il libertarianesimo va a sgrugnare contro la dura realtà e si schiaccia come una lattina sotto una scarpa.

Ogni onesta e seria applicazione di questa filosofia andrebbe contro il vero scopo che si nasconde dietro la gran parte ci chi si dice libertariano: permettere a chi ha capitali di espandere i propri interessi, senza tassazioni, regolamentazioni o riconoscimento dei diritti degli altri.

Il libertarianesimo finisce con lo sconfiggersi da solo se riconosce che i problemi ambientali sono reali.

E quindi li nega.

www.monbiot.com

sabato 4 ottobre 2014

5 Banche Americane hanno ognuna almeno 40 Trilioni di dollari di esposizione in derivati finanziari vari (e sono solo quelle USA)

Provate a confrontare i numeri stratosferici dei derivati in circolo nella finanza internazionale con quelli, assai minori, dei colossali debiti pubblici e privati in tutto il mondo .... e coi numeri, al confronto nani, dei mercati dei metalli preziosi
The Economic Collapse - 5 U.S. Banks Each Have More Than 40 Trillion Dollars In Exposure To Derivatives
By Michael Snyder, on September 24th, 2014
Ne hanno fatto una traduzione in italiano quelli di TicinoLive (no, non quelli di Repubblica, ne quelli del Sole e nemmeno quelli del fatto, anche se credo che ancora si becchino più o meno tutti finanziamenti coi nostri soldi delle tasse, tranne forse il Fatto, non sono sicuro):
TicinoLive - Prodotti derivati : il rischio sistemico più grande di tutti i tempi
3 ottobre 2014

Negli Stati Uniti, le banche “Too Big to Fail” (TBtF, Troppo Grandi per essere lasciate Fallire, Er) sono passate da quattro a cinque – scrive Snyder – Gli istituti finanziari che possiedono più di 40.000 miliardi di dollari di prodotti derivati possono ormai formare un quintetto. Per dare un termine di confronto, l’enorme debito degli Stati Uniti è di 17.700 miliardi di dollari.

JP Morgan Chase
Attivi : circa 2.500 miliardi di dollari.
Esposizione ai prodotti derivati : oltre 67.000 miliardi di dollari

Citibank
Attivi : circa 1.900 miliardi di dollari
Esposizione ai prodotti derivati : circa 60.000 miliardi di dollari

Bank Of America
Attivi : circa 2.100 miliardi di dollari
Esposizione ai prodotti derivati : circa 54.000 miliardi di dollari

Morgan Stanley
Attivi : 830 miliardi di dollari
Esposizione ai prodotti derivati : 44.000 miliardi di dollari

Goldman Sachs
Attivi : 915 miliardi di dollari
Esposizione ai prodotti derivati : 54.500 miliardi di dollari

I mercati dei prodotti derivati sono complessi, opachi. Assomigliano sempre più a delle scommesse e sempre meno a investimenti.

Secondo il New York Times, (non secondo un blogghino qualsiasi ;D) le banche americane possiedono quasi 280.000 miliardi di dollari di prodotti derivati, anche se la crisi del 2008 ha mostrato a che punto questi prodotti siano pericolosi.

Modelli informatici di gestione del rischio dovrebbero proteggere le banche, ma questi modelli si basano su supposizioni umane. Quando si produce un evento eccezionale, come una guerra o un’epidemia, si trovano in un terreno sconosciuto.

Il problema non riguarda unicamente gli Stati Uniti. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (BRI in acronimo italiano o BIS in inglese, la cosidetta banca centrale delle banche centrali), a livello internazionale le banche possiedono prodotti derivati per circa 710.000 miliardi di dollari.

In Europa spicca la tedesca Deutsche Bank, con attivi per 552 miliardi di dollari e un’esposizione ai prodotti derivati di 75.000 miliardi di dollari.
Ora, ve lo ricordo, il nostro debitone pubblico  - che è tipo avere i piedi bloccati in blocco di cemento e viaggiare su un barcone bucato e marcio stile immigrati di Lampedusa - sarà sui 2.500 miliardi di dollari, grossomodo. Quello USA, per cui tanti gridano al macello, cosa sono? 16.000 miliardi? 18.000 miliardi di dollari? Beh di derivati in giro per le banche del mondo ce ne sono per 710.000 miliardi (Fonte:BIS-BRI).

Facciamo un altro conticino. Si dice che grossomodo tutto l'oro esisitente in superfice, già scavato e raffinato in tutta la storia dell'umanità, dai tempi dei turco-greci antichi, 2500 anni fa, ad oggi, sia sulle 175.000 - 185.000 tonnellate (non sto a linkare tutte le fonti varie). Esageriamo, facciamo conto che siano 200.000 tonnellate. Bene, 200.000 ton * 1.000.000 = 200 miliardi di grammi.. che divisi per i 31,103 dell'oncia Troy sono circa 6 miliardi e mezzo scarsi di once. 6.430.000.000 oz * 1200 USD/oz = 7.716 miliardi di dollari.

Cioè, tutto l'oro del mondo "vale" ora solo 7,7 trilioni di dollari .... contro 710 trilioni di dollari di tutti i derivati carta straccia del mondo. Tutto l'oro del mondo "vale" all'incirca solo 1 centesimo di tutti i derivati del mondo. E questi sono "solo" i derivati... poi ci sono tutti i soldi di carta/cotone/bit, tutte le azioni del mondo, tutti i titoli di debito, pubblici e privati del mondo, ecc..

Per dire, eh. Ognuno ne deduca quello che vuole.

SomaBull: Barrick gold sta ancora pagando per i suoi peccati (l'acquisizione di Equinox Minerals e il progetto/miniera di Pascua-Lama)

Un articolino fra i tanti interessantissimi su Seeking Alpha sui miners - sulla Barrick Gold, la più grossa compagnia mineraria al mondo anche se non proprio la più brillante da qualche anno in qua .. traduco solo il sommario, il resto, vi interessa, traducetelo al link con google translator


Elenchi Compagnie Minerarie degli Indici HUI e XAU

Dan Norcini ci fa notare che l'azionario in miners è diventato negativo rispetto ad inizio 2014 (Mining Shares go Negative on the Year)


Questo è l'andamento dello HUI alias AMEX GOLD BUGS INDEX alias NYSE ARCA GOLD BUGS INDEX da fine 2009 ad oggi fine 2014

Cos'è lo HUI? Da Wiki:
The NYSE Arca Gold BUGS Index (also known as the HUI Index) is a modified equal dollar weighted index of companies involved in gold mining.

BUGS stands for Basket of Unhedged Gold Stocks. The Gold BUGS Index is listed on the NYSE Arca under the symbol "HUI".

The HUI Index and Philadelphia Gold and Silver Index (XAU) are the two most watched gold indices on the market. The main difference between them is that the HUI Index takes into account only gold mining stocks whereas the XAU Index includes both gold and silver producers.

The Gold BUGS Index was designed to provide significant exposure to near term movements in gold prices by including companies that do not hedge their gold production beyond 1.5 years.

The HUI Index was developed with a base value of 200.00 as of March 15, 1996. The AMEX Gold BUGS Index currently consists of 15 of the largest and most widely held public gold production companies.

Since bottoming in late 2000, HUI went on to be the top-performing US stock sector of the decade, rising by about 1600%.
L'Indice Oro HUI è un indice sui Miners in Oro basato sulle performance azionarie di 15 Compagnie Minerarie, queste:

Company name Symbol Weighting[nb 1]
Barrick Gold NYSE: ABX 16.49%
Goldcorp NYSE: GG 16.20%
Newmont Mining NYSE: NEM 9.89%
Agnico Eagle Mines NYSE: AEM 4.61%
Compañia de Mínas Buenaventura NYSE: BVN 4.50%
Sibanye Gold Limited NYSE: SBGL 4.47%
AngloGold Ashanti NYSE: AU 4.25%
Randgold Resources NASDAQ: GOLD 4.09%
Kinross Gold NYSE: KGC 4.05%
B2Gold Corp NYSE: BTG 3.97%
AuRico Gold NYSE: AUQ 3.95%
Yamana Gold NYSE: AUY 3.93%
Eldorado Gold Corp NYSE: EGO 3.91%
New Gold Inc NYSE MKT: NGD 3.84%
Alamos Gold Inc. NYSE: AGI 3.51%
Harmony Gold Mining NYSE: HMY 3.30%
Gold Fields Limited NYSE: GFI 3.22%
Iamgoldcorp NYSE: IAG 3.12%

C'è da notare però che il peso percentuale di questa o quell'altra Compagnia viene variato spesso! Restano sempre quelle 15 ma il peso di una o dell'altra viene variato spesso nel tempo (?!). Vedere QUI per gli aggiornamenti.


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A differenza dello HUI, l'Indice XAU invece prende in considerazione un basket di Compagnie Minerarie ANCHE in argento OLTRE CHE in oro, queste:

Company Symbol
Agnico Eagle Mines Limited NYSE: AEM
Allied Nevada Gold Corp. NYSE MKT: ANV
AngloGold Ashanti Ltd. NYSE: AU
AuRico Gold Inc. NYSE: AUQ
Banro Corporation NYSE MKT: BAA
Barrick Gold Corporation NYSE: ABX
Coeur Mining, Inc. NYSE: CDE
Compañia de Mínas Buenaventura NYSE: BVN
Eldorado Gold Corp. NYSE: EGO
First Majestic Silver Corp. NYSE: AG
Freeport-McMoRan Copper & Gold Inc. NYSE: FCX
Gold Fields Ltd. NYSE: GFI
Gold Resource Corporation NYSE MKT: GORO
Goldcorp Inc. NYSE: GG
Harmony Gold Mining Company Limited NYSE: HMY
Hecla Mining Co. NYSE: HL
IAMGOLD Corp. NYSE: IAG
Kinross Gold Corporation NYSE: KGC
McEwen Mining Inc. NYSE: MUX
New Gold, Inc. NYSE MKT: NGD
Newmont Mining Corporation NYSE: NEM
NovaGold Resources Inc. NYSE MKT: NG
Pan American Silver Corp. NASDAQ: PAAS
Randgold Resources Limited NASDAQ: GOLD
Royal Gold, Inc. NASDAQ: RGLD
Seabridge Gold, Inc. NYSE: SA
Silver Standard Resources Inc. NASDAQ: SSRI
Silver Wheaton Corp. NYSE: SLW
Tanzanian Royalty Exploration Corp. NYSE MKT: TRX
Yamana Gold, Inc. NYSE: AUY


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Dan parla anche dell'Indice GDXJ, alias Market Vectors Junior Gold Miners ETF e cioè un indice formato con le performance di compagnie minerarie JUNIOR, nate da poco e piccole e di ricerca. Da Yahoo:
The investment seeks to replicate the Market Vectors ® Global Junior Gold Miners Index. The fund will normally invest at least 80% of its total assets in companies that are involved in the gold mining industry.

The Junior Gold Miners Index includes companies that generate at least 50% of their revenues from (or, in certain circumstances, have at least 50% of their assets related to) gold mining and/or silver mining or have mining projects with the potential to generate at least 50% of their revenues from gold and/or silver when developed. It is non-diversified.
Dan chiama il GDXJ "l'Indice del cuore dei Perma-Bulls", quelli ch
e sempre e comunque l'oro salirà, una fede.


.. il GDXJ è caduto da massimi sui 160 punti un pajo di anni a fa a quasi sotto quota 30 ora .... cazzo, meno di 1/5 dai max! Altro che perdite per i metallari di bullion fisico in mani proprie! .. allo stesso modo le salite, quando i prezzi risaliranno, potrebbero essere altrettanto folgoranti che in passato.

Dan chiude il post dicendo che se l'oro non tiene quota 1180 può tranquillamente scendere poi a 1150 se non a 1100 ...

venerdì 3 ottobre 2014

MapleGram25

Mentre oro e argento vengono martellati pesantemente anche oggi da quando hanno aperto i mercati USA (ma lasciando i prezzi pressochè invariati per noi euro-users) .... ve' che carini questi Mapleini d'oro :D



.. i Mini-Maple da 1 grammo :D ... ognuno in un suo blisterino a parte, mi da l'idea che sia molto più pratico delle classiche barrette spezzettabili stile cioccolato (svizzero) che però ti lasciavano in mano dei caccolini d'oro che parevano fatti per essere persi :o

Breve analisi dell'ottimo risultato sull'occupazione in USA

http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014/09/Employment%20to%20population%20ratio_1.jpg

Allora oggi è stato ancora una volta il "fatidico" giorno dei dati sull'occupazione USA ... wow! un gran numero di occupati in più! ... ma vediamo un po' di analisi dei Tylers


Qualche pensierino sul petrolio e sul suo prezzo

Avrete letto, l'altro giorno, che pare che abbiano scoperto un colossale giacimento di petrolio convenzionale al Polo Nord russo, non shale e superporcherie del genere, roba che sarebbe paragonabile per risorse al Golfo del Messico ... che ridere! La scoperta è stata resa nota da Rosnef in joint-venture con niente meno che Exxon (Esso) ... forse era per questo che mi pare di aver letto che il presidente della Exxon aveva scritto una lettera ad Obbà dicendogli di non fare il pirla con la Russia e con la storia delle sanzioni!  :D

Comunque si parla di Circolo Polare Artico, trivellazioni in mezzo ai ghiacci perenni o, peggio, semi perenni, sul mare, a 2 kilometri o più di profondità ... robetta, facilità e costi di estrazione ridicoli ...

A parte questo, e a parte che mi pare di aver letto diverse volte, su fonti diverse che ora non sto a cercare, che al'incirca sotto gli 80 dollari al barile per l'industria dello Shale sarebbe la morte, oggi è apparso un post interessante sugli scenari presi in considerazione dei ministeri russi a seconda del prezzo futuro:

Trucco: Scommessa sull’argento - AICS di alcuni Silver Miners


Ancora un bel posto di Mr Trucco sull'argento e in particolare i fondamentali della produzione mineraria (non scordiamoci però la bella fetta dell'offerta che ormai viene dal reciclo), i miners e i vari rischi connessi allo scommettere su questi invece che comprare del metallo fisico (che però, secondo lui, con l'IVA invalidante che lo appesantisce in quasi tutta Europa -di fatti tutta visto che anche gli Estoni alla fine fanno prezzi da tedeschi se non superiori - non è attranete, fisico, come il non ivato oro).

E' doveroso far notare la giustissima riflessione di Giuseppe sul fatto che una gran parte dell'argento minerario non viene da miniere di argento primario ma come sotto prodotto di miniere che sono nate per estrarre fondamentalmente altri metalli, che esisitono insomma per altre ragioni e per cui l'argento è solo un bonus che - se non crollano i prezzi dei metalli oggetto principale dell'estrazione in quei luoghi - può continuare ad essere stratto anche per essere venduto a prezzi ridicoli ...

Giuseppe poi parla di investimento in miners, comprando le loro azioni .. e se fallissero? se fossero costretti dai prezzi attuali ad aumenti di capitali ed emissione di nuove azioni che svaluterebbero le vostre? Si potrebbe investire allora in indici, in ETC, magari con sottostante fisico piuttosto che con sottostanti dei futures ..

giovedì 2 ottobre 2014

Un po' di rapporti sulle vendite di bullion in giro per il mondo ad agosto e settembre 2014

Un po' di report che i Tylers hanno preso dal sito DollarCollapse su come stavano già salendo le vendite di bullion in giro per il mondo nei mesi scorsi ... figurati ora, soprattutto di argento!

Non traduco, solo sintesine di questo post:
Zero Hedge - Does Surging Demand For Gold & Silver Coins Signal A Bottom?
Submitted by John Rubino via DollarCollapse blog on 09/30/2014

U.S. Mint American Eagle gold coin sales set to rise sharply in Sept

(Reuters) – The U.S. Mint has sold nearly 50,000 ounces of American Eagle gold coins so far in September, almost double its total in August, as a sharp pullback in gold prices and geopolitical tensions boosted interest for physical products from retail investors.
With only six business days left until the end of September, sales of American Eagle bullion gold coins made for investors were 46,000 ounces, up 84 percent from August sales of 25,000 ounces, the latest U.S. Mint data showed on Monday.
Record highs in U.S. equities also prompted some retail investors to buy precious metal products to diversify their portfolios, said David Beahm, vice president at New Orleans coin dealer Blanchard & Co.

Negli USA la US Mint ha raddoppiato le vendite di Gold Eagle a settembre rispetto al mese prima ...


German Bullion Dealers Report Major Increase in Sales

(Gold Reporter) Bullion dealers from all regions report that gold sales in the German bullion trade market surge since last week. Suppressed prices for gold and silver are obviously considered buying rates by German investors. The German precious metals trade reports a surge in sales.

“For about a week we record considerably increased turnover again, which is now on previous year’s level, so it doubled compared to the recent months.”, Rene Lehman from the internet dealer Münzland in Dresden told Goldreporter.

“We can confirm that customer demand has considerably increased in the recent days.“, said Dominik Kochmann, 

Daniel Marburger in Frankfurt/Main also stated that “In the past seven working days we have seen an extreme surge in demand.”

Christian Brenner “Already in August we noticed an increase on orders compared to the previous months, but September… September beats it all. From a German viewpoint it’s the strongest month of 2014.”

In Germania pure tutti riportano salite nelle vendite, anche parecchio sensibili, il doppio o più, rispetto agli altri mesi dell'anno (qui si parla di settembre .. e che sarà la domanda di oro a fine settembre e ottobre, ora che l'Ag si trova anche a meno di 16 euri al pezzo? ;D


Perth Mint Gold and Silver Bullion Sales Surge in August

(Coin News) Australian sales of bullion gold and silver surged in August after falling to a three-month low in July, new figures from the Perth Mint of Australia show.

August sales of Perth Mint gold coins and gold bars at 36,369 ounces rallied 44.9% from July and jumped 19.5% from the same time last year. Gold sales were the highest since June.

Sales of Perth Mint silver coins and silver bars at 818,856 ounces in August advanced 41.7% from the prior month and grew 18.5% from August 2013. They were the strongest since January. In July, gold and silver bullion sales retreated from the previous month and from year-ago levels.

La Zecca di Perth ha venduto Oro per il 45% in più e Argento per il 42% in più ad agosto che a luglio  .. e settembre e ottobre? .. to be continued ...


China imports more gold for holiday; Indian demand set to climb

SINGAPORE (Reuters) – Top bullion consumer China has been importing more gold in September than in the previous month due to demand from retailers stocking up for the upcoming National Day holiday, market sources said.

Demand in India – the second biggest buyer of the metal – is also set to pick up as the festival and wedding season kicked off this week.
With gold trading close to a key psychological level of $1,200 an ounce, markets are keenly watching physical demand in Asia – the top consuming region – to see if it could lend support to prices.
“The physical volumes have been high this month compared to August. I would say imports could be at least 30 percent higher than last month,” said a trader with one of the 15 importing banks in China.

In India è cominciata anche la stagione dei festival .. in Cina pare che siamo sul +30% di import ad agosto rispetto a luglio ...


Russia Boosts Gold Reserves by $400M to Highest Since ’93

(Bloomberg) Russia added about 9.4 metric tons of gold valued at $400 million to reserves in July as it expanded holdings for a fourth consecutive month to the highest in at least two decades.
The country’s stockpile, the fifth-biggest, increased to 35.5 million ounces (1,104 tons) last month from 35.2 million ounces at the end of June, data posted on the central bank’s website showed. The amount of gold now held is the most since at least 1993, according to International Monetary Fund data.

Central banks may add as much as 500 tons to reserves this year, the World Gold Council said on Aug. 14. Nations increased holdings by 409 tons last year and 544 tons in 2012.

 La Russia ha aggiunto 9,4 tonnellate d'oro alle sue riserve a luglio ...le banche centrali del mondo quest'anno si stima avranno aggiunto 500 tonnellate, fra tutte, alle riserve auree statali mondiali. Erano state +544 ton nel 2012 e +409 nel 2013.

St.Angelo: Produzione aumentata e profitti crollati, ecco i dati del 2° trimestre dei 12 top Primary Silver Miners

Le  ultime news da Steve St.Angelo sulla redditività delle Compagnie Minerarie Primarie in Argento

SRSrocco Report - Q2 2014 Primary Silver Miner Update: Increased Production… Falling Profits
By Steve St.Angelo on October 1, 2014 - Traduzione di Er

L’industria dell’argento primario continua a soffrire di questi prezzi manipolati verso il basso. (…)

Secondo i dati delle stesse 12 compagnie minerarie di argento primario del gruppo oggetto del mio studio la produzione totale è aumentata sostanzialmente nel secondo trimestre 2014 rispetto al primo ma i profitti sono diminuiti.

Nella tavola seguente comparo le metriche finanziarie del primo trimestre 2014 coi prezzi di break-even stimati da me per le prime 12 compagnie d’argento primario: