Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 31 marzo 2014

Duane: Standing Freedom pure silver ounce

E' appena uscita la nuova oncia d'argento puro di Duane, "standing freedom":



questa invece è un'altra oncia della serie, uscita poco tempo fa: 



"Non mi calpestare", uno dei motti della rivoluzione americana contro la tassazione e lo sfruttamento del nuovo mondo e dei coloni da parte del vecchio Giorgio III.. "gli uomini veri accumulano ricchezza vera!" :D hehe

Duane ha riorganizzato tutto, adesso, da inizio anno, la serie si chiama solo Silver Shield e queste monete le potete trovare tutte solo in un sito 'mmericano tipo quello del Doc di SilverDoctors

Ci sono anche dei rivenditori europei, questo, questo e questo (il migliore, quando ci guardavo un pajo di settiane fa, quanto a completezza di magazzino) ma spesso hanno solo alcune delle monete della serie e fra i prezzi che hanno e quello che chiedono di spedizione tanto vale prendere direttamente un USA se ne compri un po'. Prossimamente, quando avrò un po' di denari (Duane ha fatto anche una moneta da mezza oncia "INRI" ... mezz'oncia era il peso dei denari d'argento di Giuda) da dedicare a questa serie, organizzerò un altro acquisto da Doc e chi vorrà potrà aggregarsi, prezzi migliori che a prenderle in UE mi sa che potremo spuntarli.

Qui un altro po' di video sulle once di Duane recenti e i numeri delle quantità coniate aggiornati a ormai parecchi mesi fa (metà 2013?) 

Fatto: Gli italiani hanno venduto ai ComproOro 300 tonnellate di metallo giallo fra 2011 e 2012

Ancora sulla crisi dei copro oro italici ... i bisognosi e i similfurbi hanno già venduto tutto il vendibile?

Il Fatto - Crisi, gli italiani vendono [hanno venduto? Er] l'oro di casa: 300 tonnellate in due anni 

(...) nel 2012 gli italiani hanno venduto 200 tonnellate d’oro per un valore di 8 miliardi di euro. Due anni fa, stimano le Camere di commercio, 17 milioni di persone sono entrate in una delle oltre 22 mila agenzie, sorte come funghi in tutti i quartieri delle città, per vendersi l’oro di famiglia. Ogni crisi ha i suoi numeri. Secondo le associazioni del settore, allargando lo sguardo al 2011, la cifra sale a 300 tonnellate e il giro d’affari a 14 miliardi di euro. 

(...) La quotazione dell’oro è crollata e chi aveva da vendere ha venduto tutto. E così è arrivata la nemesi: la crisi ha investito chi con la crisi si è arricchito. In molti sono stati costretti a chiudere. Ad oggi, quasi il 30 per cento ha abbassato la saracinesca.

... come sappiamo una gran parte ha preso la strada della Svizzera per essere fuso o rifuso in lingos di gusto (peso) più "asiatico"

domenica 30 marzo 2014

ZH: I giapponesi si preparano ad un fallimento dell'Abenomics ... comprando un po' d'oro

In effetti è da sempre che sorprende, almeno me, come la domanda di oro di un paese importante e ricco come il Giappone sia relativamente bassissima. Pur restando a livelli neanche lontanamente commesurabili con quelli dei giganti asiatici come India e Cina però ora qualche (primo?) segnale di cambiamento di tendenza si vede .. e sorprenditi, con Abe ha in programma di raddoppiare la base monetaria del paese in pochi anni!

Submitted by Tyler Durden on 03/28/2014

Come riportavamo jeri il primo ministro più spaesato al mondo, il giapponese Shinzo Abe, si è improvvisamente trovato in una situazione “senza via d’uscita”, con l’inflazione che, per molti beni, ha preso d’un tratto a salire (grazie alla deflazione esportata che sta colpendo l’Europa) senza nessun corrispettivo aumento degli stipendi riflesso nel “sorprendente” calo della spesa delle famiglie del sol levante, giù del 2,5% rispetto ad un atteso 0,1%, proprio nel mese precedente all’aumento dell’imposta sulle vendite.

Come ci si può spiegare questa poca propensione da parte dei giapponesi a comprare inutili gingilli e beni a rapida obsolescenza o servizi proprio poco prima dell’aumento dei prezzi? Semplice, mentre il governo potrebbe essere ormai a secco di opzioni non si può dire lo stesso dei cittadini giapponesi che hanno vissuto alla porta accanto alla Cina abbastanza a lungo per sapere precisamente cosa fare quando ci si trova di fronte ad un’inflazione rampante… e cioè comprare oro. Tanto oro.

Secondo il Financial Times:

“La giojelleria Tanaka Kikinzoku, uno specialista dei metalli preziosi, a riportato che le vendite di lingotti d’oro nei sette negozi della sua catena sono aumentate di più del 500% questo mese. Nel negozio madre della catena, a Ginza, questo martedì la gente ha aspettato in fila per anche tre ore per comprare dei lingotti da 500 grammi del valore di circa 2,3 milioni di Yen (circa 22.500 dollari USA). Marzo è stato il mese più indaffarato nella storia – lunga ben 120 anni – dei negozi Tanaka.”

Certamente mentre i consumatori giapponesi sanno bene come difendersi dall’inflazione e dalla distruzione del potere d’acquisto, anche il governo sa bene che, come nel caso dell’India – dove massicci import di oro per soddisfare la domanda locale sono riusciti a peggiorare il deficit delle partite correnti (bilancio commerciale) del paese al punto da spingere il governo a imporre pesanti balzelli e tasse nel 2013 sul metallo giallo – basta semplicemente rendere difficile o impossibile acquistare oro per reindirizzare la spesa delle famiglie verso prodotti e servizi più “Keynes-Approved”. Ma per ora il Giappone è felice di schiacciare le entrate disponibili ad essere spese della sua popolazione con l’aumento del prezzo dell’energia.

Gli investitori sono portati al metallo non solo per via delle tasse più alte sulle vendite, ha detto Itsuo Toshima, un advisor di fondi pensione: “Lentamente ma inesorabilmente la gente si sta preparando per il peggio e cioè per il fallimento dell’Abenomics, della politica economica recente del governo”. “Per proteggere il valore della propria ricchezza l’oro entra in gioco come protezione contro l’inflazione e se l’economia dovesse tornare il deflazione, allora, ancora, il denaro cercherebbe di entrare nel porto sicuro dell’oro.”

Aspetta aspetta ... qualcuno in Giappone sta finalmente ammettendo l’inevitabile, e cioè che l’Abenomics si schianterà in una pira di inflazione senza controllo e crash economico? Beh, bene. Il problema è che quando questo succederà, l’esito alla scommessa “all in” del governo di portare la sua popolazione al macello sarà che la gente avrà ben più bisogno del piombo che dell’oro.

Ma tempo al tempo, vedremo. Per ora restiamo ardentemente in attesa che un altro colossale compratore d’oro emerga sul panorama mondiale insieme alla Cina, l’India e tutti gli altri paesi che non si fanno abbindolare dalle dolci melodie dei pianificatori centrali e dall’illusione di profitti nominali sulla carta.

L’appetito giapponese per i lingotti d’oro fa un po’ a pugni con il sentimento generale verso il metallo prezioso, il cui prezzo è caduto del 28% l’anno scorso portando alla fine di una corsa rialzista durata 12 anni. Nonostante questo però, Yuichi “Bruce” Ikemizu, a capo del settore trading su commodities della Standard Bank in Tokyo, ha detto che i compratori al dettaglio sono stati tentati dai prezzi più bassi.

L’ETF “Fruit of Gold”, gestito da Mitsubishi UFJ Trust and Banking, il più popolare veicolo d’investimento a base di bullion reale retrostante del paese, ha visto salire i suoi asset salire da 5,6 tonnellate quando il Sig. Abe è salito al potere a dicembre 2012 alle 6,9 tonnellate di oggi – anche se il prezzo in dollari dell’oro è caduto di più di un quinto nello stesso periodo.

I singoli investitori nel fondo erano 15.243 a metà gennajo, in crescita sensibile rispetto ai 9.849 di un anno prima, ha fatto sapere il suo general manager Osamu Hoshi.

Nel negozio a tre piani Tanaka di Ginza un trader 33enne di un brokerage straniero che ha voluto restare anonimo ha detto che l’aumento della tassazione sulle vendite ha rappresentato una “buona occasione” per comprare più oro visto che è preoccupato ad avere troppi asset denominati in Yen. “Ho in programma di conservare quest’oro per parecchio tempo, almeno sino a quando non ci sarà una buona occasione per vendere quando lo Yen collasserà o qualcosa del genere” ha detto.

Anche un aumento forte degli acquisti di oro fisico da parte dei giapponesi pare che difficilmente riuscirà a influenzare il mercato globale del bullion. L’anno scorso la domanda di oro fisico giapponese è stata di solo 21,3 tonnellate, secondo il World Gold Council, mentre, per paragone, la domanda cinese è stata di 1066 tonnellate e quella indiana di 975 tonnellate. [ci sarebbe da notare che Cina e India hanno entrambe più del decuplo della popolazione giapponese.. anche se i giapponesi sono mediamente ben più ricchi e benestanti ;D Er]

Difficilmente? Davvero, vediamo che succede quando 100 milioni di giapponesi all’improvviso decidono, uno per uno, che mezzo kilo d’oro è esattamente quello che prescrive il dottore. Ma, ricordiamolo, il FT è lo stesso outlet mediatico che recentemente e inspiegabilmente ha cancellato dal suo sito un articolo sulla manipolazione del prezzo dell’oro senza dare spiegazioni sul perchè. 

giovedì 27 marzo 2014

Bardi: Picco dell'oro, come i romani hanno perso il loro impero

ah! e bravi a Mercato Libero che hanno trovato la traduzione in italiano ;D


Un “Aureus” Romano coniato dall'Imperatore Settimo Severo nel 193 DC. Del peso di circa 8 grammi, l'Aureus era davvero un conio imperiali – la personificazione della ricchezza e della potenza di Roma. (immagine da Wikipedia).

In questo post, sostengo che la moneta in metallo prezioso era un fattore fondamentale che teneva insieme l'Impero Romano e dava ai Romani il loro potere militare. Ma le miniere Romane che producevano oro e argento raggiunsero il picco nel primo secolo DC. E i Romani persero gradualmente la capacità di controllare le proprie risorse. In un certo senso, furono condannati dal “picco dell'oro”. 

Quando ho sentito dire per la prima volta che l'Impero Romano è caduto a causa dell'esaurimento delle sue miniere di argento e oro ero scettico. In confronto alla nostra situazione, in cu affrontiamo l'esaurimento dei combustibili fossili, il caso Romano mi sembrava completamente diverso. Oro e argento non producono energia, non producono niente di utile. Perché quindi l'Impero Romano è caduto a causa di qualcosa che potremmo chiamare “picco dell'oro”?
   
.. è un articolo interessantissimo, continua a leggerlo su EffettoRisorse - La potenza è nulla senza controllo: come perdere un impero

mercoledì 26 marzo 2014

martedì 25 marzo 2014

GoldCore: L'Iraq ha raddoppiato le sue riserve auree a marzo

Carina la chart che ho riportato. Di europei si vedono Germania (132 tonnellate), UK (23 tonnellate), Italia (20 tonnellate) e Francia (14 tonnellate) ... resto del continente però 271 tonnellate di domanda (!). L'Europa batterebbe gli USA se facesse testo solo questa grafica..  ma c'è da ricordare che gli States, pur avendo già visto il picco della produzione d'oro in patria poco prima del 2000, producono ancora 230 tonnellate l'anno di metallo giallo. 

Comunque sia USA+Europa non fanno assieme un'India o una Cina 


GoldCore - Iraq Buys Massive 36 Tonnes Of Gold In March
By Mark O’Byrne, 25 March 2014

La Banca Centrale d’Iraq ha fatto sapere di avere comprato 36 tonnellate d’oro questo mese nel tentativo di stabilizzare il Dinaro iracheno contro le altre valute. E' quanto si legge in uno statement che la banca ha diffuso via email questa mattina.

E’ un acquisto di dimensioni imponenti per un paese come l’Iraq (poco più di 30 milioni di abitanti, la metà dell’Italia. Er) e in un solo mese ha superato la domanda totale annuale di molti paesi industrializzati in tutto il 2013. E’ più di quanto paesi come Francia, Taiwan, Sud Korea, Malaysia, Singapore, Italia, Giappone, UK, Brasile e Messico hanno incamerato durante tutto l’anno scorso.

Certamente, però, molto meno della domanda d’oro fisico da parte di una voracissima Hong Kong, secondo i dati GFMS:

Domanda Per Paese (GFMS via Thomson Reuters)

L’Iraq aveva solo 31 tonnellate d’oro in riserve a fine 2013, secondo i dati dell’IMF, e quindi il paese ha più che raddoppiato le sue riserve aurifere questo mese.

L’oro resta comunque a livello globale meno del 5% di tutte le riserve di valuta pregiata il che lascia immaginare che ci sarebbero bei margini per aumentare questa percentuale. 

Il governatore della Iraqi Central Bank, Abdel Basset Turki, ha detto in una news conference che “La Banca ha acquistato 36 tonnellate d’oro per accrescere le sue riserve aurifere e con questa mossa spera di rafforzare la capacità finanziaria del paese ed aumentare i livelli di sicurezza e di affidabilità della Banca Centrale stessa.” (…) “la banca ha acquistato grossi quantitativi di oro bullion di alto grado di purezza, in accordo con gli standard globali approvati.” (saranno barre good delivery. Er), “La Banca Centrale intende in questo modo stabilizzare il Dinaro iracheno rispetto alle altre valute.”

L’Iraq aveva già precedentemente quadruplicato le sue riserve aurifere sino a 31,97 tonnellate nel corso di soli 4 mesi fa agosto e ottobre 2012, secondo i dati dell’International Monetary Fund. I dati IMF riportano che il paese aveva aumentato le riserve di 23,9 tonnellate ad agosto 2012 portando il totale a 29,7 tonnellate. Altre 2,3 tonnellate erano state aggiunte a settembre seguite da una vendita di 1,02 tonnellate a ottobre 2012. Questa recente è quindi la prima grossa mossa da molti mesi.

La Banca Centrale d’Iraq che raddoppia le sue riserve aurifere è interessante anche perché è un paese esportatore di petrolio, come noto, e in quanto tale carico di valuta straniera, per lo più Dollari US, e se solo le banche centrali di questi paesi ne volessero trasformare una piccola parte in oro tutti assieme è lecito immaginare che i prezzi salirebbero rapidamente. (mah! In questo mondo di mercati manipolati … Er)

36 tonnellate sono un sacco di oro fisico anche se in termini di Dollari US sono solo 1,522 miliardi … una piccola frazione degli 80 miliardi di Dollari US che l’Iraq ha in valute di riserva straniera.

Per fare un esempio, un paese ricco di energia come la Russia ha valute di riserva straniere per 440 miliardi di Dollari US. Se decidesse di allocare un bella fetta di questo denaro di carta in riserve d’oro .. la mossa produrrebbe una salita repentina del prezzo del metallo giallo.

I segnali di un rallentamento economico globale e il confronto più duro fra Mosca e Washington dai tempi della Guerra Fredda potrebbe portare le Banche Centrali a cercare una differenziazione maggiore dalla classica valuta di riserva globale degli accordi di Bretton Woods (I e II).

lunedì 24 marzo 2014

Autosufficienza energetica - o meno - di alcuni paesi

Hanno ragione i Tylers a dire che questa è una delle chart più importanto del mondo: L'indipendenza energetica - o meno - di alcuni paesi, con evidenziate le produzioni da fissione nucleare (blu). 

Devo dire che sono sorpreso da molti numeri (2010) ... l'India per esempio è autosufficente energeticamente per il 70-80%? L'Olanda si produce da sola l'80% o più dell'energia che consuma? Praticamente senza nucleare? Ok, il petrolio del mar del Nord ... la Cina quasi indipendente? Ok, una nuova centrale a carbone alla settimana o robe del genere...

Submitted by Tyler Durden on 03/23/2014

ZH: La Russia restituisce il favore, vede lo Yuan come valuta di riserva globale

Submitted by Tyler Durden on 03/23/2014

Dopo la volontà della Cina di non votare contro la Russia alle Nazioni Unite e la notizia di jeri che la Cina farà causa all’Ucraina per ottenere il pagamento di un prestito da 3 miliardi di dollari, pare che la Russia stia restituendo il favore: parlando all’Economic Development Forum cinese, secondo quanto riporta ITAR-TASS, il Capo Economista della più grossa banca russa ha affermato che “Lo Yuan Renminbi cinese potrà diventare la terza valuta di riserva mondiale in futuro.”

Il Managing Director e Chief Economist della compagnia d’investimenti russa Sberbank, Yevgeny Gavrilenkov, ha detto al 15° economic development forum governativo cinese che si è tenuto nella capitale cinese questa domenica (via ITAR-TASS):

"China’s yuan (renminbi) may become a third reserve currency in the world in the future"

"Questa previsione può essere fatta in base ai numeri della crescita economica interna. Probabilmente il paese continuerà ad avere alti tassi di crescita del PIL e il volume dello stesso salirà a 14-16 trilioni di dollari americani equivalenti (14-16.000 miliardi di dollari) per un breve periodo di tempo, indicatori comparabili con quelli di Unione Europea e Stati Uniti.

Nel frattempo le Securities cinesi sono più attraenti per i paesi che hanno un surplus economico, particolarmente gli stati del Medio Oriente." (…)

Il forum che si è aperto nella capital cinese il 22 marzo discute una gran quantità di argomenti con riguardo alle riforme economiche e al ruolo più forte della Cina essendo ormai la seconda maggiore economia al mondo. Il First Deputy Prime Minister del Consiglio di Stato cinese, Zhang Gaoli, il Managing Director dell’International Monetary Fund (IMF, FMI), Christine Lagarde, e i top manager delle principali Corporations mondiali sono fra gli ospiti d’onore del forum.

Ovviamente, come abbiamo fatto notare a uffa, niente dura per sempre

Paesi la cui valuta è stata valuta di riserva globale nei secoli

… e col "Petrodollar Alert" di venerdì scorso forse le cose si stanno muovendo un po’ più velocemente di quanto previsto. 

sabato 22 marzo 2014

ZH: Petrodollar Allert. Putin, il gas e la Cina

Avrete sicuramente sentito parlare delle sanzioni dell'occidente alla Russia per essersi annessa la Crimea, in accordo con la volontà popolare fra l'altro. Forse invece avete sentito parlare un pochino meno di altri risvolti della faccenda ...
 
 
Submitted by Tyler Durden on 03/21/2014

Se l’intento dell’Occidente era quello di avvicinare Russia e Cina – una una potenza (anche se “un pochino” corrotta) dal punto di vista delle risorse naturali e l’altra una potenza industriale e manifatturiera (anche se “un pochino” malmessa dal punto di vista dell’allocazione dei capitali e in bolla dal punto di vista del credito) – e nel contempo marginalizzare il Dollaro ed incoraggiare gli scambi bilaterali in Rubli e Yuan Renminbi, allora la cose stanno sicuramente andando “secondo i piani”.

Per ora non ci sono stati sviluppi importanti nel declino della capacità di influenza globale degli Stati Uniti dopo il mancato intervento in Siria e l’annessione senza sangue della Crimea alla Russia, ma questa situazione cambierà presto. Perché mentre l’occidente è preso dagli sviluppi day to day in Ucraina e dal come fermare l’espansione russa con sanzioni di vario tipo (una tecnica difficilmente vincente, sin dagli anni ’30), la Russia si sta dimostrando ancora una volta tre passi più avanti .. e alcuni passi più ad Est.

Mentre l’Europa si sta sbizzarrendo a cercare nuove fonti di energia nel caso Gazprom decidesse di staccare la spina degli export verso la Germania e tutto l’Europa centrale e non solo (e l’imminente salita del 40% del prezzo in Ucraina da l’idea di quale sarà l’effetto finale), la Russia si sta preparando ad annunciare il “Sacro Graal” degli accordi energetici con nientemeno che la Cina, una mossa che manderebbe onde sismiche geopolitiche per tutto il mondo e legherebbe le due nazioni in un asse di scambi a base di commodities. Un accordo che bypasserebbe il dollaro come valuta di riserva globale con una valuta basata su delle commodities reali, e che ha appena sotteso il ministro delle finanze russo Siluanov dicendo che la Russia potrebbe ritornare ad avere prestiti stranieri entro quest’anno. Traduzione: bypassare gli acquisti occidentali di debito russo finanziato con gli acquisti cinesi di Treasuries americani e andare direttamente alla fonte.

Ecco quello che probabilmente succederà presto, come spiegato da Reuters:

Igor Sechin ha chiamato a raccolta i media a Tokio il giorno dopo per avvisare i governi occidentali che ulteriori sanzioni contro l’annessione di Mosca della penisola nel Mar Nero dall’Ucraina potrebbero essere contro produttivi.

Il messaggio sotteso del capo della più grossa compagnia petrolifera russa, Rosnef, è chiaro: Se l’Europa e gli USA isolano la Russia, Mosca sarà costretta e guardare verso Est in cerca di nuovi affari, nuovi accordi energetici, contratti militari e alleanze politiche.

Il Santo Graal per Mosca è un accordo di fornitura di gas alla Cina che dopo molti anni di negoziazione è ora apparentemente vicino. Se può essere già firmato quando Putin sarà in visita in Cina a maggio prossimo, potrebbe essere tenuto per ora in stand-by per mostrare che la potenza globale si è girata verso Est e che non ha nessun bisogno dell’Occidente.

Altri dettagli sulle rivelazioni di questo “Santo Graal”:

La firm statale russa del gas, Gazprom, spera di pompare 38 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno verso la Cina dal 2018 attraverso il primo gasdotto fra il più grosso produttore al mondo di gas convenzionale e il suo più grosso consumatore.

Maggio è nei nostri piani” ha detto un portavoce di Gazprom rispondendo ad una domanda sul timing dell’accordo. Una fonte della company ha fatto sapere che: “Sarebbe logico aspettarsi l’accordo durante la visita di Putin in Cina.

Quello che pare dolorosamente ovviamente per tutti tranne forse la Casa Bianca è che:

Peggiori saranno le relazioni con l’Occidente, più la Russia vorrà avvicinarsi alla Cina. Se la Cina ti supporta hai voglia dire che sei isolato” ha detto Vasily Kashin, un esperto del think tank Cinese Analysis of Strategies and Technologies (CAST).

Bingo. A questo aggiungete degli scambi bilaterali sia in Rubli che in Yuan Renminbi (o oro), aggiungete l’Iran, l’Iraq, l’India e presto anche i Sauditi – il più grosso fornitore cinese di petrolio, il cui principe, giusto per caso, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping la scorsa settimana per discutere di espandere ulteriormente il commercio – ... e tanti saluti al petrodollaro.

Come già riportato la Cina ha già implicitamente supportato Putin senza mettere a rischio le sue relazioni con l’Occidente. “Sabato scorso la Cina si è astenuta in voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione che dichiarasse non valido il referendum tenutosi in Crimea per il suo ritorno ad esser parte della Russia. Anche se la Cina è nervosa quanto a referendum su regioni di altre nazioni che potrebbero servire come precedente per il Tibet e Taiwan, si è rifiutata di criticare Mosca. Il supporto di Beijing è cruciale per Putin. Non solo la Cina è membro permanente del U.N. Security Council con cui la Russia si trova spesso in accordo, è anche la seconda più grossa economia mondiale e si oppone all’espansione di democrazie in stile occidentale.”

Tutto è culminato ieri, quando, come abbiamo riportato la scorsa notte, Putin ha ringraziato la Cina per la sua “comprensione sull’Ucraina”. E anche la Cina non ha esattamente tenuti segreti i suoi sentimenti circa relazioni più strette con la Russia:

Il presidente cinese Xi Jinping ha dimostrato quanto ritiene importanti i legami con Mosca e con Putin in particolare facendo la sua prima visita ufficiale all’estero in Russia l’anno scorso e presenziando all’apertura delle olimpiadi invernali di Sochi un mese fa.

Molti leader occidentali non sono stati presenti ai giochi in segno di critica al non rispetto dei diritti umani in Russia. Per contrasto quando Putin e Xi hanno parlato al telefono il 4 marzo a proposito dell’Ucraina il Cremlino ha detto che le loro posizioni erano “vicine”.

La battuta finale: “un’alleanza forte farebbe bene ad entrambe le nazioni per controbilanciare gli Stati Uniti”. Un’alleanza che sarebbe meramente un’estensione dei trend attuali nelle strette relazioni bilaterali fra i due paesi che includono non solo progetti infrastrutturali ma anche forniture militari:

La Cina ha superato la Germania come più grosso compratore di petrolio russo quest’anno grazie agli sforzi della Rosneft per implementare i flussi verso est attraverso l’oleodotto Siberia Orientale – Oceano Pacifico e attraverso il Kazakhstan.

Se la Russia si trovasse isolata di una nuova ondata di sanzioni Occidentali – che per ora hanno colpito solo alcuni asset ufficiali all’estero e non hanno preso a colpire le companies – la Russia e la Cina potrebbero trovarsi a collaborare più strettamente anche al di la del settore energetico. Mr Kashin della CAST ha affermato che la possibilità che la Russia consegni dei caccia Sukhoi SU-35 alla Cina – cosa che è in discussione sin dal 2010 – potrebbe essere sempre più concreta.

La Cina è molto interessata ad investire in infrastrutture, energia e commodities in Russia ed un declino degli affari con l’Occidente spingerebbe Mosca a far cadere alcune delle sue riserve sulla Cina e sui suoi progetti di investimento in industrie strategiche. “Con le sanzioni Occidentali la situazione potrebbe cambiare molto velocemente in favore della Cina” ha detto Brian Zimbler Managing Partner degli uffici di mosca della firm legale internazionale Morgan Lewis

Il commercio Russo-Cinese è cresciuto dell’ 8,2% nel 2013 sino a 8,1 miliardi di dollari ma la Russia è stata ancora solo il settimo più importante partner degli export cinesi nel 2013 e non appare nemmeno fra i primi dieci paesi da cui la Cina importa beni e commodities. Per ora è l’UE il più grosso partner commerciale Russo e l’Unione Europea conta da sola per quasi la metà dei suoi commerci.

E come se spingere la Russia nel caldo abbraccio del paese più popoloso al mondo non fosse abbastanza, c’è sempre il secondo paese più popoloso al mondo, l’India:

Putin si è reso comunque anche il tempo di ringraziare anche un altro paese oltre alla Cina per la sua comprensione della situazione Ucraina, ed ha detto che l’India ha mostrato “controllo ed obiettività”.

Il premier russo ha anche chiamato il primo ministro indiano Manmohan Singh per discutere la crisi martedì scorso, suggerendo che ci sono margini per la crescita dei rapporti con paesi tradizionalmente non allineati.

Anche se l’India è diventata il più grosso mercato al mondo per l’export militare USA, la Russia rimane un fornitore chiave della difesa indiana e le relazioni sono amichevoli anche se non sono intense come potrebbero essere a causa di una partnership che risale all’era sovietica. 

“Le mosse di Putin per assicurare il controllo russo della Crimea sono state viste con molto favore nell’establishment indiano” ha detto a Reuters N. Ram, editore del quotidiano The Hindu, aggiungendo che “la Russia ha dei legittimi interessi”.

Per riassumere: mentre il più grosso sconvolgimento tettonico geopolitico dai tempi della guerra fredda accelera l’inevitabile ascesa di un “Asse Asiatico”, l’Occidente è distratto a monetizzare il suo debito, a baloccarsi e gozzovigliare nella ricchezza di carta creata da un mercato degli stock manipolato come non mai mentre nel contempo non sa come spiegarsi come mai la disoccupazione è così alta e rivela piuttosto un’economia debole, da la colpa al clima se i dati economici sono deludenti ed ogni persona non fa altro che domandarsi dov’è finito un aeroplano scomparso.

giovedì 20 marzo 2014

ZH: come si comporta l'oro durante le settimane in cui c'è un FOMC della Fed (spoiler: non bene)

news tutto sommato risaputa - almeno dai metallari più di vecchia data - ma che fa sempre bene sapere e ricordare se uno vuole convertire un po' di denaro di carta/bit in metallo sonante. Lo spoiler - ovviamente spero - va ribaltato per chi vuole comprare a sconto: bene

Submitted by Tyler Durden on 03/19/2014 


Aggiornamento: Jesse fa notare ai trader di non giocarsela come una carta sicura, anche se SPESSO le cose vanno così, ovviamente non vuol dire che è SEMPRE così...

21 March 2014

Last night Nick Laird showed me some excellent original data analysis from his site, Sharelynx.com, that demonstrates that a decline in the price of gold during an FOMC week is no sure thing, but more normally distributed. And we have to balance that against a different, and much less statistically robust graph, that was on ZH, and which I also presented here, that clearly showed declines in FOMC weeks, and no similar declines in off weeks, but for a much shorter period of time.

Nick looked at full weeks, and even much tighter spreads of days, but only looked at FOMC events, and a lot of them going back to 2006, and then even to 1994. I plan on looking at some of his data much more closely, but it does drive home the conclusion that simply betting blindly on around certain events does not work. If it was that easy, everyone would do it. Rather, there are other variables at play, of that I am certain. And I will take a much closer analytical look at all the data, and not just cycles and dates, when I have a greater opportunity.

Continua facendo ipotesi sul futuro che ci attende e parlando di Hunger Games, che secondo lui potrebbe essere una buona approssimazione degli sviluppi possibili: 

As you might always expect in times of change and contention, truth is in short supply. And I think some long standing trends are coming to a head. And so we should expect the unexpected, and look for things to happen, particularly from the top down, that we had not seen coming.

I will never forget how, shortly after the tragic events of 911, and the expected response against the Taliban in Afghanistan, that the word was given out from the top down, 'attack Iraq.' And people looked at each other and said with their eyes, what? And the media machine was put into gear, and the march to Iraq was begun.

I mean that sort of unexpected thing, that does not seem to make sense if you have been following some logical sequence of things, but that the media picks up from the top and repeats without fairly batting a jaundiced eye.

If you want a vision of the future, I would not look for a 1984 type boot stomping endlessly on a human face. Rather, I think we will see the kind of bifurcated society of a few effete haves in a few cities, and the great number of have nots, as is depicted to some effect in The Hunger Games. President Snow reminds me of the consummately ruthless CEO, moreso than a dictator. The various District have been reduced to their basic economic elements, and the people of the Capitol are living large on their efforts.

Like most works of fiction it is an oversimplification. But ....

S24O: ComproOro in crisi

Pare che gli affari per i comprooro non siano più brillanti come prima.. in effetti me lo domandavo da mo, quanto oro devono avere in casa gli italiani, specie quelli in stato di necessità e costretti a vendere - letteralmente - i giojelli di famiglia, prima di avere venduto tutto il vendibile?

(...) un Paese che negli ultimi anni ha scoperto di essere diventato un forte esportatore di metallo giallo. Le stime sul numero degli esercizi oscillano, data la mancanza di un registro ufficiale (...)

In base ai dati Eurispes 2013 (...) nell'anno il 28% degli italiani hanno ceduto almeno un monile ai Compro Oro: circa 17 milioni di persone. 

Certo è che le esportazioni sono [erano] passate dalle 40 tonnellate del 2008 alle 194 tonnellate del 2012: un aumento del 385% per un valore che, seguendo anche la curva ascendente del valore del metallo giallo nello stesso periodo, è passato da 751 milioni di euro a 7.827 milioni di euro del 2012: +942%. (...)

leggi tutto, compresi i cambi nella tipologia dei clienti dei ComproOro, sul Sole

mercoledì 19 marzo 2014

Shale dagli USA o piuttosto Eolica dai deserti a sud del mediterraneo? la seconda che hai detto

Beh, cheddire, questo articolo sul Sole che mi pare fosse addirittura in evidenza, stamattina, fra le 4 notizie "top" dell'edizione online... magari, forse forse, è un tantinellino pompato?

Di Enrico Marro, 19 marzo 2014

L'arma finale degli Stati Uniti nella nuova Guerra Fredda con Mosca potrebbero non essere le sanzioni economiche agli oligarchi o i cacciabombardieri Stealth, ma l'inesauribile miniera dello shale gas. In grado di tagliare il cordone ombelicale che lega l'Unione Europea alla Russia.  

Quando si parla di "inesauribile" miniera, di qualsiasi elemento/commodity si parli mi viene come il sospetto che si sta un pochiiiiiino esagerando.

Il problema è che non così semplice vendere shale gas in Paesi, come quelli dell'Unione Europea, che non hanno firmato un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. Per ogni progetto va presentata una richiesta al Dipartimento dell'Energia, il quale deve dichiarare che l'esportazione di gas è di "interesse pubblico".

Quindi gli Stati Uniti vogliono salvarci dalla schiavitù energetica con la Russia vendendoci il loro gas "infinito" ... sono sempre così generosi e altruisti :') .... ma purtroppo c'è un problema di "burocrazia". Attenzione, pregasi rileggere questo post a proposito dei progetti di libero scambio con gli States: Transatlantic Trade & Investment Partnership (TTIP): Pericolo per la democrazia? Io direi proprio di si. 

Quanto al fatto che lo shale sia infinito... ho da parte una lunga intervista su OilPrice ad un veterano nell'industria, Arthur Berman, geologo e consulente con 35 anni di esperienza nell’esplorazione e nella produzione petrolifera, riportata anche da ZH un pajo di settimane fa, che dovrò proprio tradurre. Per ora metto qui solo questo pezzetto: 

Let me say a few things about resource estimates while we are on the subject. The public and politicians do not understand the difference between resources and reservesThe only think that they have in common is that they both begin with “res.”   Reserves are a tiny subset of resources that can be produced commercially.   Both are always wrong but resource estimates can be hugely misleading because they are guesses and have nothing to do with economics.

Someone recently sent me a new report by the CSIS that said U.S. shale gas resource estimates are too conservative and are much larger than previously believed.  I wrote him back that I think that resource estimates for U.S. shale gas plays are irrelevant because now we have robust production data to work with.   Most of those enormous resources are in plays that we already know are not going to be economic Resource estimates have become part of the shale gas cheerleading squad’s standard tricks to drum up enthusiasm for plays that clearly don’t work except at higher gas prices.  It’s really unfortunate when supposedly objective policy organizations and research groups get in on the hype in order to attract funding for their work.
 
In breve, dice che c'è una differenza abissale fra risorse e riserve, le seconde, la robina veramente estraibile ai prezzi attuali senza fallire, è solo una minuscola parte delle prime (quelle che vi raccontanto esserci.. e che magari ci sono anche, solo che ...). E finisce pronosticando prezzi più alti per il gas in un futuro non lontano. 

Dei problemi e dei falsi miti dello shale ho già avuto modo di parlare. Cliccate sul tag qui sotto se vi interessa scoprire come distrugge e talvolta avvelena le falde acquifere - tendenzialmente per sempre se nelle rocce sono presenti elementi pericolosi per la salute di animali e uomini - e come la shale revolution è destinata a durare mooolto meno di quanto non stiano propagandando (soprattutto in USA ma ora, pare, pure da noi).

Piuttosto vi consiglierei di leggere quest'altro articolo del Sole di oggi, che mi pare decisamente più coi piedi per terra ed ha, questo si, una vision di periodo: energia virtualmente per sempre in quanto rinnovabile e con impatti sull'ambiente e sulla salute infinitamente più modesti rispetto all'industria dello shale oltre ad essere decisamente molto più sostenibile nel tempo anche dal punto di vista del prezzo (che non avrà ragione di salire mai, anche fra 100 anni, visto che la risorsa, il vento, questa si che è inesauribile):

Sole 24 Ore - L'Algeria, regina del gas, ci darà direttamente elettricità (eolica)
di Federico Rendina, 19 marzo 2014 
  
Un domani molto vicino (si parla del debutto nel 2015 per un progetto che dovrebbe assumere le sue forme definitive entro il 2020) l'Algeria ci rifornirà, o almeno intende provarci, direttamente l'elettricità. Elettricità generata né con il metano né con il petrolio ma con le pale eoliche. A prezzi addirittura dimezzati, nonostante le spese per trasportare i loro elettroni a casa nostra, rispetto alla produzione eolica italiana. Prezzi comunque competitivi rispetto all'energia che produciamo con le centrali elettriche tradizionali alimentate con il gas. (...)

Jesse: Correzioni del mercato rialzista dell'oro, allora e ora.

Bella la chart di lunghissimo termine dell'oro che presenta Jesse oggi. Per i distratti: negli anni '70, durante un mercato rialzista decennale, nel 1976 si ebbe una grossa correzione delle quotazioni che fece gridare appunto alla fine del bull arket. Ricorda nulla?

Spero sia ovvio che questa NON è una promessa (bimbi, a letto, è tardi)

19 March 2014

Le voci sulla morte del mercato rialzista dei metalli preziosi potrebbero essere un pochino premature.

Personalmente penso che siamo nel bel mezzo di un cambio generazionale nel sistema valutario internazionale.

La piattaforma valutaria continua a spostarsi e cerca di stabilizzarsi. Il cambiamento è nell’aria ed è ormai già un po’ che c’è, e la flessibilità unita alla capacità di imparare e adattarsi continuerà a pagare un premio.

Credo che siamo solo alla fine del primo atto, ancora ben lontani dalla fine dei giochi e dalla piena consapevolezza globale che il sistema basato unilateralmente sul dollaro da Richard Nixon è insostenibile. Ma per ora nessuno sa quale sarà il passo successivo di questo processo.

Quanto alla grande correzione degli anni ’70 in chart, potrebbe non ripetersi. Ma se anche stavolta si andasse in rima con allora non sarebbe male.


Zibò: Genesi della Moneta dalla Ricchezza Finanziaria

Io vi consiglio sempre di buttarcela un'occhiata su Cobraf, si trovano un mare di cosucce interesanti

Cobraf - Genesi della Moneta dalla Ricchezza Finanziaria
Di Giovanni Zibordi, 11/03/14

L'imbroglio dell'Austerità si basa sul confondere la Ricchezza e il Denaro. La prima rappresenta beni reali, è una quantità limitata e costa fatica accumularla e il secondo rappresenta (al 95%) il credito, non è una quantità limita, è "elastico" e si produce senza limiti.

Quando quello str**** di Padoan dichiara (vedi oggi): «Il taglio del cuneo fiscale coperto dai tagli alla spesa pubblica» finge che si tratti di una data quantità di ricchezza da distribuire meglio, ma è solo denaro, liquidità, credito... che lo stato può creare, senza limiti pratici, per far girare l'economia.

La ricchezza sono i terreni, gli immobili, le quote di una società, le azioni, le obbligazioni e fondi comuni, quadri e gioielli, l'oro, l'argento, il vino di annata e qualunque altro bene che abbia un valore di scambio, per il quale ci sia qualcun altro disposto a scambiare qualche cosa.

Partiamo dall'inizio: la gente vuole risparmiare una parte del proprio reddito, consumare di meno di quanto guadagna e poter quindi accumulare dei beni nel corso del tempo, della ricchezza o risparmi chiamali per ora come vuoi. Si possono accumulare beni reali come la terra coltivabile o fabbricabile o delle macchine o essere soci in un ristorante.

Se non si vuole usare direttamente questi beni reali, allora si preferisce averne solo i benefici della proprietà e quindi si vuole accumulare titoli di possesso finanziario dei medesimi beni reali (bonds, azioni....)

Se la moneta non è ancora stata inventata tu hai allora solo, per ora, terra, oro, quote di società, case, macchine ecc... che potresti trasferire ad altri, in cambio di altri di questi asset, perchè sono titoli di proprietà trasferibili e mantengono il loro valore, non sono deperibili.

Se ragioni così ti accorgi che non hai introdotto la moneta come mezzo di scambio o unità di conto, e in effetti da un punto di vista logico vengono prima gli "asset" o ricchezza finanziaria e solo dopo la moneta come liquidità.

Scambiare asset tra loro senza moneta è possibile (ti cedo una quota di una mia società in cambio di quel terreno), ma è scomodo alla lunga. Potresti anche fare dei prestiti usando la ricchezza reale, ma appunto hai il problema che ogni volta devi valutare il valore caso per caso ed è ancora meno pratico

Se allora una parte di questi titoli di proprietà di beni vengono depositati presso una banca e questa offre in cambio dei depositi bancari hai trovato un mezzo di scambio della ricchezza. E' più efficiente dire che hai la cifra di XXXX in banca che puoi trasferire che dire che hai tot terreni, quote di società, oro, appartamenti o altro

Questi conti bancari che la banca offre però sono non convertibili in altro, non rappresentano beni reali, non corrispondono ad una quantità X di qualche cosa tangibile, possono solo essere trasferiti a qualcuno in cambio di un altro conto bancario. Quindi se presti o prendi a prestito puoi usarli per saldare i pagamenti, ma senza riferimento a niente di reale

Sulla base di questi depositi bancari NON CONVERTIBILI in niente puoi anche indebitarti e quanto paghi però di interesse ? Se ora questi depositi bancari, che rappresentano la moneta, sono non convertibili in niente di tangibile, ma solo in se stessi, allora il tasso di interesse non riflette la domanda e offerta... ma lo fissa la banca...

Una volta che hai stabilito che la banca può offrire depositi bancari come unità di conto e mezzo di scambio della ricchezza reale e però questi depositi non sono convertibili in oro, terra, frumento, case, ma solo in altri depositi bancari questi possono essere creati dal niente no ?... Una volta che la moneta di conto non è convertibile in oggetti, non puoi chiedere alla banca di darti oggetti con un vslore intrinserco, hai stabilito la possibilità di creare il denaro dal niente.

Ma se il denaro è creato dal niente e dalla banca allora il suo prezzo, il tasso di interesse, non riflette la domanda ed offerta come accade appunto per i beni reali, ma è una dscisione indipendente ed autonoma della banca... Quindi sei arrivat ad avere moneta creata dal niente e ovviamente una volta che hai questo poi presti anche questa moneta come credito (e debito). E dato che non è convertibile in beni reali puoi creare credito dal niente, senza limiti e vincoli fisici, cioè non si "presta" veramente qualcosa, si fa credito dal niente, solo sulla base della fiducia ("credere") che poi qualcuno alla fine lo ripaghi

La morale della storia è che la ricchezza finanziaria, il titolo di proprietà su beni che possono produrre reddito e apprezzarsi è la base di tutto e la moneta è un suo derivato, è solo liquidità se vuoi. Quello che si scambia è la ricchezza. non il denaro, ma tramite denaro che viene creato e prestato poi "dal niente" dalle banche...

Questo secondo meccanismo però non ha limiti, è svincolato dalla ricchezza e se non lo regoli tende ad esagerare, sia in una direzione (boom speculativo) che nell'altra (deflazione e depressione)..

9 marzo 2014

ZH: Vi presentiamo il nuovo 3° più grosso possessore di debito USA

Ma guarda guarda. Con Cina e Russia che mollano debito USA (?) chi è che se lo ricompra...

Submitted by Tyler Durden on 03/18/2014


And somehow the Treasury expects us to believe that tiny Belgium - the center of the doomed Eurozone which is all too busy running debt ponzi scheme of its own - bought in two months nearly as much US Treasurys as its entire GDP?

Apparently yes. However we are not that naive.

So our question is: just who is Belgium being used as a front for? 

martedì 18 marzo 2014

Perth Mint: Aggiornamenti monete bullion coniate nel 2013

Oooo! sono usciti i numeri aggiornati della Perth Mint sulle quantità di monete coniate nel 2013, ecco per esempio i dati sull'anno del serpentone...


.. prima o poi aggiornerò anche le tabelle sul Bullion Catalog. Si prega di notare il disclaimer, che ovviamente, a cascata, vale per chiunque citi questi numeri.

PS: pure Duane continua a darsi da fare. Sta inflazionando ancora la sua produzione però alcuni pezzi tipo questo ...


... sono molto bellini. E anche le 2 oz e le 5 oz Freedom Girl devono essere pezzi notevoli ...

Incentivare le rinnovabili costa. E "incentivare" il petrolio noh?

post velocissimo

18 marzo 2014

Il gettito delle componenti «parafiscali» collegate alle bollette elettriche delle famiglie «ha raggiunto ormai le dimensioni di una manovra fnanziaria: oltre 11 miliardi nel 2012, e oltre 13,7 miliardi nel 2013». Lo ha segnalato il presidente dell’Autorità dell’energia, Guido Bortoni, nel corso dell’audizione sulla Strategia energetica nazionale convocata alla Camera dalla commissione Attività produttive. «Il 90% di tale gettito – ha aggiunto – è a copertura degli oneri relativi ai meccanismi di incentivazione della generazione elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Alla luce della normativa in vigore è ragionevole attendersi che tale onere rimanga in capo alla collettività ancora per diversi anni». In particolare, «nei prezzi al consumo dell’energia elettrica, dal gennaio 2009 al gennaio 2013» il peso percentuale delle politiche pubbliche di varia natura, sulla spesa complessiva delle famiglie italiane «è passato da poco più del 7% ad oltre il 20%, facendo quasi triplicare la spesa annua correlata.

terribile eh? Ma quello che mi domando io è ... come mai nessuno fa mai il conto di quanto costo mandare eserciti a invadere paesi petroliferi? Mi risulta che solo la guerra in Iraq e solo agli americani sia costata più di 1000 miliardi di dollari. Chi paga? Quanto sono costate / costano a noi italiani le guerre e le missioni "di pace" in Iraq, Afganistan, ecc..? Quanto costa/costerà a noi italiani compare 90 F35 (che poi costeranno più del doppio compresa anche la manutenzione e le riparazioni visto i bocchini che sono)? Quanto costano le operazioni di disinquinamento quando naufraga una petroliera o esplode una piattaforma tipo la Deep Water Horizon o un gasdotto o un oleodotto? Chi paga? Quanto costa in vite e in disinquinamento usare centrali a carbone come per esempio quelle di Sorgenia in Liguria? Chi paga? Quanto costa in morti e cancri e sanità pubblica respirare le particelle fini e finissime, PM10 e PM2,5 che escono dalle combustioni degli idrocarburi? Quanto ci costa in dipendenza politica ed economica dall'estero scaldarci d'inverno col gas piuttosto che avere delle cosidette "case passive" (io le chiamerei semmai "case attive")?... eccetera, eccetera, eccetera ... solo per dire le prime che mi vengono in mente. Comè che questi conti non li fa mai nessuno mentre ogni tot riappare sempre questo tipo di articoli sullo "scandalo rinnovabili"!?

giusto per dare qualche elemento di riflessione, eh.. scusate tanto.. tornate pure a prendervela contro le rinnovabili e i maledetti incentivi (semmai sarebbe da prendersela su come questi incentivi vanno anche a merdoni che del concetto di rinnovabile non hanno niente come gli inceneritori!)