Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 31 gennaio 2014

NoBigBanks: Un altro regalo ai mercati: Poste e rivalutazione quote Bankitalia

Anche stasera mi sono dato al masochismo, ebbene si, lo confesso: mi sono visto ancora il TG3 della Berlinguer. Devo davvero smettere perchè mi fa troppo incazzare! Ormai il TG3 mi sembra paro-paro il TG4 di Fede, pura propaganda al di la di ogni decenza. Anzi, peggio del TG4 di Fede.. almeno per vedere quello non mi estorcevano un canone annuale per il fantomatico "servizietto servizio pubblico"!

Ovviamente voce solo ai commenti degli amici di partito che davano ai 5 stelle degli squadristi, dei fascisti, un pericolo per la democrazia... la solita fuffa per paganelli insomma. Nel merito della legge fatta passare dalla Boldrini annullando ogni discussione parlamentare (davvero una gran prova di voglia di democrazia): SILENZIO TOTALE. 

Cos'è successo in Italia? I cari compagni hanno regalato i soliti miliardi a delle banche? No, niente.. E' successo che i 5 stelle sono amici di Bin Laden, hanno scorte di armi chimiche, marciano al passo dell'oca nelle loro divise nere con le spilline a teschietto ed hanno cercato di far bere dell'olio di ricino ai poveri, indifesi parlamentari della maggioranza democristiana. Maledetti! Viva il partito unico la democrazia! Viva le banche l'Italia! O bella ciao!

Checcivuoi fare, va così. Tempi bui.

Cerchiamo quindi di insistere un po' con l' "informazione fai da te", come i partigiani coi ciclostili durante l'occupazione, per resistere alla propaganda di potere (pagata coi nostri soldi poi!):


31 gennaio 201

Più che decisioni potremmo definirle rinunce.

Il Governo ha finito per allinearsi all’ideologia della grande finanza e dei suoi rappresentanti nelle banche centrali e nella altre istituzioni sovranazionali, avendo scartato l’opzione Roosevelt...
  

(questo poveretto è l'unico che mi è capitato di vedere su RaiNews24 che cercava di fare, molto stentatamente e forse addirittura quasi inconsciamente, dell'informazione VERA nei suoi soli 5 minutini .. credo l'abbiano prontamente cassato per fare del canale un TG3 a rotazione h24)

.. che prevedrebbe invece il ricorso a istituti pubblici attorno a cui aggregare le risorse disponibili come modo di aggirare i paletti inflessibili dei parametri di Maastricht.

Che cosa è stato deciso?

Il Governo ha fissato con un decreto legge i criteri di privatizzazione di Poste e Enav, che disciplineranno la cessione di quote non di controllo.

“La privatizzazione del 40% di Poste e del 49% di Enav rappresenta la prima tappa del percorso per realizzare una riduzione del debito pubblico dopo sei anni di crescita continua – ha spiegato il presidente Letta – con la cessione di quote delle due aziende, comunque non di controllo, la proprietà rimane pubblica”.


I dubbi legati all’apertura ai privati sono molteplici: la raccolta del risparmio postale, il servizio pubblico postale, e infine l’attività nei servizi bancari, assicurativi e di telefonia mobile. 


Per garantire i dividendi agli azionisti di minoranza si peggioreranno le condizioni dei lavoratori? Gli uffici postali diffusi capillarmente verranno ridotti? E comunque, sino ad oggi i dividendi restavano nel perimetro pubblico e venivano reimpiegati dallo stato, dato che Poste è controllata al 100% dal ministero dell’Economia.

Ora, stando a quanto si legge, il ramo Bancoposta sarà distinto e non è oggetto di privatizzazione.

Ma Poste Italiane raccoglie il risparmio postale e lo gira alla Cassa Depositi e Prestiti – CdP (di cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze detiene l’80,1% del capitale, il 18,4% è posseduto da un nutrito gruppo di Fondazioni di origine bancaria, il restante 1,5% in azioni proprie www.cassaddpp.it/chi-siamo/identita-mission/identit-e-mission.html) – che lo impiega secondo la sua missione istituzionale a sostegno della crescita de Paese. 

La CdP, con le sue ingenti risorse e la missione già votata allo sviluppo economico, potrebbe essere proprio uno di quegli strumenti da utilizzare per garantire l’investimento produttivo, oggi vietato dalle regole liberoscambiste del sistema monetario e finanziario sovranazionale (cioè che vietano al sistema creditizio di favorire le attività dell’economia reale). Usato nel modo giusto, e tanto di più se insieme ad una banca nazionale che imponesse regole anti-speculative, la CdP potrebbe aiutare ad iniziare l’uscita dalla camicia di forza applicata dalla Troika. 

Rivalutazione delle quote di Banca d’Italia

Il clamore sollevato dalle proteste sul web ha reso edotti una gran parte di italiani circa la proprietà privata della Banca d’Italia, che seppur istituto di diritto pubblico, è controllata da soggetti che deve controllare. Leggete pure la composizione dei partecipanti al capitale sociale 


Dal sito della Banca d’Italia si apprende che «con l’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica del 27 dicembre 2013 si è concluso l’iter di approvazione delle modifiche allo Statuto della Banca d’Italia, indotte dal decreto legge 133/2013.»

«Le principali innovazioni riguardano: l’aumento di capitale a 7,5 miliardi di euro mediante utilizzo delle riserve statutarie; la limitazione dei diritti economici dei partecipanti alla distribuzione di dividendi annuali, a valere sugli utili netti, per un importo non superiore al 6% del capitale; i soggetti legittimati a detenere quote del capitale della Banca; l’introduzione di un limite individuale al possesso di quote del capitale e la sterilizzazione dei diritti di governance ed economici per la parte detenuta in eccesso rispetto a tale limite; la facoltà per la Banca d’Italia di acquistare quote in via temporanea, al fine di favorire il rispetto del limite partecipativo.»
  

La rivalutazione delle quote di BankItalia comporta varie cose:

1) Si tratta di un trasferimento di ricchezza pubblica a soggetti privati.

2) Si dà un po’ di cipria ai bilanci dei grandi gruppi bancari, rafforzando la loro posizione patrimoniale per passare gli stress test. La verità è che ancora una volta si interviene con risorse pubbliche a favore del settore bancario, senza in cambio ottenere garanzie per l’apertura dei rubinetti del credito.

3) Stabilito il tetto massimo del 3% alla partecipazione delle banche private in Bankitalia.
Sarà impegno della stessa Banca d’Italia ricomprare le quote in eccesso al 3% in mano agli attuali soggetti. 
Pertanto, si spenderanno altri soldi pubblici per liquidare le quote. 


4) Il Parlamento e quindi il Governo ha così scelto il mercato privato, invece del ruolo pubblico come sancito dalla norma del 2005 che prevedeva il ritorno della Banca d’Italia in mano pubblica.

5) Con la rivalutazione del capitale si sbarra la strada alla ri-nazionalizzazione della Banca Centrale, per fare una vera Banca Nazionale, essenziale per affrontare il problema del debito pubblico e aprire le linee di credito necessarie per famiglie e imprese.

Il dogma delle banche centrali indipendenti è parte essenziale della favola liberista, che considera l’intervento statale il male assoluto.

Per concludere, il Governo ha deciso di trasferire risorse finanziarie pubbliche ai mercati, tanto per Poste che per BankItalia.

Del resto, lo stesso Ministro Saccomanni ha annunciato la svolta di Poste italiane al World Economic Forum di Davos, mentre Letta potrà farsi vanto a Bruxelles di questi passi avanti, rassicurando la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, che più volte hanno bacchettato l’Italia per la lentezza nell’intraprendeere il cantiere delle riforme strutturali.


giovedì 30 gennaio 2014

Jesse: Nuove richieste cinesi di creare una Supervaluta Globale che rimpiazzi "Bretton Woods II"

29 January 2014

Si parla di una “super-valuta” per il commercio internazionale e non di rimpiazzare qualsivoglia valuta nazionale per l’uso interno.

Sono ormai alcuni anni che faccio report su questo argomento. E’ un passaggio storico che è ormai maturo per avvenire, man mano che il Dollaro come valuta di riserva internazionale perde colpi e che la Fed espande la sua base monetaria per far fronte a problemi interni. (…)

I maggiori paesi al mondo non tollereranno ancora per molto la manipolazione monetaria della valuta globale nella stessa maniera unilaterale con cui Nixon cambiò gli accordi di Bretton Woods nel 1971 sospendendo “temporaneamente” la convertibilità fissa del Dollaro in Oro piuttosto che svalutarlo semplicemente (come fece Roosevelt nel 1933 per esempio, con l’ordine esecutivo 6102 confiscò l’oro dei cittadini americani.. per poi svalutare nottetempo il Dollaro da circa 20 a circa 35 dollari l’oncia. Nixon invece slegò direttamente il Dollaro da un cambio fisso con l’Oro. Er)

In mancanza di migliori alternative mi sono concentrato sugli SDR (Special Drowing Rights, un basket di valute deciso dal Fondo Monetario Internazionale e creato, guarda un po’ poco prima della chiusura della “finestra dell’oro” di Nixon a ferragosto di due anni dopo, nel 1969. Er), che potrebbero passare ad essere composti da una quantità maggiore di valute globali, compreso quasi certamente anche l’oro e possibilmente anche l’argento, se la Cina, la Russia e altri arrivassero a far pesare la loro.

Per il moneto le nazioni sono in “fase di negoziazione”, col cartello bancario anglo-americano che si mette di traverso e oppone una forte resistenza ad ogni cambiamento visto il loro “esorbitante privilegio”. Non sarei sorpreso di vedere anche più forti giochetti nel forex e nei metalli preziosi mentre i Lord della Finanza dispiegano le loro forze.

E poi c’è la questione del groviglio del bullion re ipotecato senza nessuna pubblica trasparenza. Questa questione potrebbe essere molto imbarazzante per alcuni.

Ma il cambiamento arriverà, in un modo o nell’altro.


By Michael Barris in New York, Fu Jing in Brussels and Chen Jia in Beijing – 2014/01/29

L’ex Capo Economista della Banca Mondiale vuole rimpiazzare il Dollaro USA con una singola supervaluta globale, con la ragione che questa mossa creerebbe un sistema finanziario globale più stabile. 

Il dominio dei verdoni è la radice delle crisi finanziarie ed economiche globali, ha detto Justin Yifu Lin al Bruegel, un think tank di ricerca politica di Bruxelles. La soluzione è rimpiazzare la valuta nazionale con una valuta globale.”

Lin, ora professore all’Università di Pekino e fra i principali consiglieri del governo cinese, ha detto che espandere il basket delle principali valute nazionali di riserva attuali – il Dollaro statunitense, l’Euro, lo Yen e il Pound inglese – non servirà a rispondere alla conseguenze delle crisi finanziarie.

Ma anche internazionalizzare la valuta cinese, lo Yuan Renminbi, non è la risposta, ha detto.

Lin ha esortato la comunità internazionale e specialmente gli Stati Uniti e l’Unione Europea, a giocare un ruolo di guida nelle iniziative sulle valute e sulle infrastrutture. Per dare impulso all’economia globale ha proposto il lancio di una "global infrastructure initiative", una iniziativa infrastrutturale globale che rimuova i colli di bottiglia nei paesi poveri e in via di sviluppo, una misura che, secondo lui, offrirebbe anche nuove opportunità alle economie avanzate.

“La Cina può solo giocare un ruolo di supporto nella realizzazione di questi piani” ha detto Lin. “La cosa urgente è però che US e Europa approvino e promuovano questi piani. E credo che il G20 sia la piattaforma ideale per discutere queste idee,” ha detto, indirizzandosi al gruppo dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali delle principali 20 economie del mondo.

Il concetto di una “super-valuta” legata ad un basket di valute è stata periodicamente discussa dai leader mondiali ed è stata anche supportata del premio nobel 2001 Joseph Stiglitz. Una supervaluta potrebbe anche essere legata ad una sola valuta nazionale, ma la interconnessione dei mercati finanziari e le preoccupazioni legate alla volatilità che potrebbe aversi come effetto di un simile sistema hanno reso questa idea sempre meno popolare…

Argomenti a favore di una valuta globale sono riemersi durante l’impasse sul budget US a ottobre scorso che ha portato alla chiusura di molti uffici governativi (shut down).

“Forse è il momento buono per un mondo confuso di iniziare a considerare un mondo de-americanizzato” scrisse in un commento del 14 ottobre la Xinhua News Agency. L’articolo sosteneva che creare una nuova valuta di riserva internazionale che rimpiazzasse la dipendenza dal verdone, avrebbe evitato che le chiusure a Washington colpissero il resto del mondo.

A marzo 2009 il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, invocò la creazione di una nuova “valuta di riserva sovra-sovrana”, al di la di ogni singolo stato sovrano, che rimpiazzasse il Dollaro. In un paper pubblicato sul sito web della People's Bank of China (PBoC) Zhou diceva che una valuta di riserva internazionale “sconnessa da ogni singola nazione” e “capace di rimanere stabile nel lungo periodo” avrebbe dato un grandi vantaggi al sistema finanziario globale rispetto all’appoggiarsi attuale al singolo Dollaro.

In una nota, David Bloom, global head of FX research della HSBC, a capo del settore ricerca sui cambi monetari di una delle più grosse banche globali, la HSBC, disse che i cambiamenti nella politica monetaria statunitense “porteranno a fluttuazioni nelle valute dei paesi emergenti e porteranno ad instabilità finanziaria”.

Chen Wenling, capo economist del China Center for International Economic Exchanges, un think-tank governativo, ha detto “Una valuta sovranazionale potrebbe essere una nuova direzione per lo sviluppo del sistema finanziario globale. E necessiterebbe della collaborazione fra diversi paesi e del coordinamento delle poliche macroeconomiche …”

Grafico che credo fatto da Jesse

.. e comunque, per ora, ancora, incredibile dictu visuque, come ci ricorda il vecchio Zibobbolo: Il Dollaro regna ancora sovrano (I) e Il Dollaro regna ancora sovrano (II)

Messora: Nessun Dolore

Loredana_LupoByoBlu - Nessun dolore


Lo so che lo sapete, ma ve lo dico lo stesso. 

Repubblica avrebbe titolato: “La violenza inaudita dei grillini nel tempio della democrazia”. 

Il Corriere avrebbe fatto un editoriale al vetriolo di Pierluigi Battista o di Cazzullo o di Aldo Grasso. 

L’Unità avrebbe gridato al baratro medioevale in cui i barbari populisti stavano gettando un Paese una volta civile, mentre Libero e Il Giornale avrebbero pubblicato una foto di Grillo deformata da una smorfia che al confronto Mel Gibson in Brave Heart, con mezza faccia blu, sarebbe sembrato una fanciullo nel giorno della sua prima comunione. 

Tutti i telegiornali avrebbero aperto con le immagini oscene di un deputato della Repubblica che mette le mani addosso a una giovano donna, per di più madre di un bimbo piccolo. 

I sondaggisti avrebbero fatto a gara per misurare le percentuali di consenso vertiginosamente bruciate da un gesto inqualificabile e destinato a ricordare, ad imperitura memoria, i pericoli cui un voto scellerato dato a un movimento di fascisti, nazisti, picchiatori, vicini all’estrema destra di Le Pen e di Alba Dorata, esponeva una nazione che vanta una tradizione millenaria di pensiero, di arte e di cultura come l’Italia. 

Il Presidente della Repubblica avrebbe monitato severamente e, con viva e vibrante soddisfazione, avrebbe finalmente potuto urlare che i Cinque Stelle “se ne fregano dei problemi della gente”, e avrebbe allargato e consolidato le ormai striminzite intese. 

Le elezioni europee sarebbero state pesantemente condizionate, perché non si può mandare in Europa una tribù di selvaggi cavernicoli privi del lume della ragione, mentre il Papa avrebbe messo in guardia dal decadimento morale e spirituale cui un popolo distante dalla religione e da Dio incorre, se non ritorna sulla retta via. 

Ma soprattutto, Laura Boldrini l’avrebbe menata per mesi sul maschilismo primigeno dei grillini, retaggio di una cultura dell’odio nei confronti delle donne, e il responsabile sarebbe stato immediatamente sospeso dall’aula fino a fine legislatura, insieme al suo capogruppo e a tutti coloro che non avessero immediatamente preso le distanze da un gesto tanto degradante, umiliante, mortificante e squalificante. 

L’Italia sarebbe precipitata nel caos e per mesi non si sarebbe parlato d’altro. 


mercoledì 29 gennaio 2014

E continuano le regalie alle "povere" banche private .. e l'Oro di Bankitalia? Di chi è?

E non si può fare a meno di fare un post sui fatti di questi ultimi giorni, la legge che crea dal nulla 4 (o 7?) miliardi di euro nelle tasche delle banche private padrone di Bankitalia e rende sempre meno chiaro di chi sia l'oro che BdI ha/avrebbe (fra quello nella "sacrestia" di Palazzo Koch e quello alla Fed e altrove fra gli altri paesi che vinsero la seconda guerra mondiale, Francia e UK)

Della cosa abbiamo parlato tempo fa attraverso questo lungo post di La Tempesta Perfetta, a cui rimando chi volesse rinfrescare la memoria o cercare di capirci di più.

Cheddire? Cioè, cheddire senza candidarmi a qualche querela? Uno spettacolo veramente ributtante. 

Intanto SOLO i 5 Stelle hanno cercato di evitare che la regalia divenisse legge. Il Monopartito DemoCristoBurocratico compatto come una roccia. Alla fine la cara Buldrini ha fatto scattare la famosa "tagliola", o "ghigliottina" ... pare per la prima volta nella storia della Repubblica! Ma che bel primato. 


Le cose che mi fanno incazzare come una bestia sono, per esempio, aver visto il TG3 l'altro jeri sera. Ma che bel "servizio pubblico" di 'sti cazzi! Proprio l'organo di stampa del Partito, altro che servizio pubblico. Che faziosità! Tre quarti del servizio ad elencare tutte le reazioni dei vari DemoCristoBuroPidini: "che ovvove! che Bavbari quefti 5 ftelle!" "Povero Napo!" ... del PERCHE' i 5 Stelle protestavano, di CHE COSA DICEVA LA LEGGE CONTRO CUI SI BATTEVANO .... zero, nada, niente, nulla, silenzio tombale... si sa mai che qualche elettore PD in coma cerebrale stazionario si risvegli!
  
Solo l'elenco di tutti i bei messaggi di solidarietà a Napo .. "oh my God! gli hanno detto Boja! .. capisci? boja! o Dio del cielo, salvaci, senti questi cosa dicono del nostro beneamato Sire!" .. ci mancavano solo delle dichiarazioni che i 5 stelle stelle sono nazisti e terroristi e le avevano fatte tutte. E non ci siamo mica andati lontani in realtà: è questo il messaggio che vogliono lanciare ai loro elettori più innocenti e ritardati, più cazzoni e fedeli alla linea del partito: che i 5 stelle sono i nuovi fascisti, che sono ad un passo dai terroristi e che solo Il Partito potrà salvarci tutti da questa barbarie...... CHE MARE DI MERDATE!   
  
LORO, che hanno per Presidente del Consiglio uno che un anno fa era in Inghilterra (con Lillona nazionale) al Bilderberg, lo stesso che ha uno zio ex Goldman Sucks (nota come "la piovra" nel gergo anglosassone), lo stesso che mandava bigliettini d'amore all'altro Bilderberg Monti, ex boss della Commissione Trilaterale ed ex (?) GS lui stesso se non erro, il giorno della sua nomina a Presidente del Consiglio .. insomma, loro che fanno leggi per regalare soldi e potere alle banche da anni ormai mentre sempre più italiani sono alla fame ... LORO che dopo 20 anni a rompere le palle con Silvio B "male assoluto", sono corsi appecorati a chiedergli, ora che è pure pregiudicato in terzo grado, che legge elettorale preferisce, LORO che per la prima volta nella storia repubblicana ghigliottinano la discussione parlamentare ... LORO, PROPRIO LORO, oggi, quando i 5 Stelle sono esplosi alla notizia che la cara Buldrini ha - pare per la prima volta nella storia della Repubblica - fatto scattare la "ghigliottina", si sono messi a cantare "O bella ciao"?!?!?!  LORO si sono messi ad urlare ai 5 stelle "Fascisti!" ?!?!?  
  
Ributtante. Patetico, veramente incredibile. 
  
Chi ancora si beve queste PUTTANATE, che il PD sarebbe "la sponda" contro i fascismi d'italia, beh.. ha bisogno di una cura di sviluppina .. al cervello! 

Non sono un mostro!


Ma di chi stiamo parlando?


Qualche indizio (da L'Indipendenza a sua volta dal blog I segreti della casta):

Presidente dell’INPS

Vice-presidente di Equitalia
Vice-presidente di Equitalia Nord
Vice-presidente di Equitalia Centro
Vice-presidente di Equitalia Sud

Dirigente di Italia Previdente
Dirigente di Eur Spa
Dirigente di Eur Tel
Dirigente di Eur Congressi Roma
Dirigente di Coni servizi Spa,
Dirigente di Autostrade per l’Italia
Dirigente di Fandango
Dirigente di Telecom Italia Media

Siamo a 13 poltrone. Ma come fa a partecipare attivamente a tante riunioni? Come riesce? Proseguiamo

Una poltrona nella sala del consiglio di amministrazione di Quadrifoglio
Una poltrona nella sala del consiglio di amministrazione di Telenergia
Una poltrona nella sala del consiglio di amministrazione di Loquendo
Una poltrona nella sala del consiglio di amministrazione di Aquadrome

E le poltrone sono già diciassette. La 18° dove la tiene? 

Nel consiglio di amministrazione di Mediterranean Nautilus Italy
Nel consiglio di amministrazione di ADR Engineering
Nel consiglio di amministrazione di Consel
Nel consiglio di amministrazione di Groma
Nel consiglio di amministrazione di EMSA Servizi
Nel consiglio di amministrazione di Telecontact Center
Nel consiglio di amministrazione di Idea Fimit SGR


sua moglie invece (dal Fatto Quotidiano) ..

Degli incarichi di Lady X aveva chiesto conto Elio Iannutti, presidente Adusbef e senatore dell’Idv nella scorsa legislatura. In un’interrogazione del 24 maggio 2012 Iannutti aveva chiesto conto dei possibili conflitti di interesse per gli incarichi di:

sindaco effettivo fino al 31 dicembre 2013 presso l’Istituto fiorentino di cura e assistenza SpA,
sindaco supplente fino al 31 dicembre 2013 presso Direction projects Spa,
sindaco effettivo fino al 14 maggio 2019 presso Santa Chiara Firenze Spa,
sindaco effettivo fino il 30 giugno 2012 presso Società azionaria laziale immobiliare costruzioni Spa,
Presidente del Collegio sindacale fino al 31 dicembre 2013 presso Barocco Roma Srl,
sindaco effettivo fino al 31 dicembre 2012 presso Marcantonio SpA,
sindaco effettivo fino al 6 luglio 2013 presso Produzione imballi alimentari Spa,
sindaco effettivo fino al 31 dicembre 2012 presso la Rai Spa,
sindaco supplente fino al 31 dicembre 2012 presso Finemi Spa,
sindaco supplente fino al 31 dicembre 2012 presso Giomi Rsa,
sindaco effettivo fino al 2019 presso Faleri ceramica sanitari Spa,
sindaco effettivo carica fino al 23 luglio 2013 presso Cappellani Gioni Spa,
sindaco supplente fino al 2019 presso Rentest Spa,
sindaco supplente fino al 24 giugno 2013 presso Aci Sardegna Società gestione servizi Spa,
sindaco effettivo fino alla prossima assemblea presso Atesia-Telemarketing, comunicazione telefonica e ricerche di mercato, 
sindaco supplente fino al 31 dicembre 2013 presso Directional projects SpA, infine di socia della Gdb consulting Srl

Nel frattempo, alcuni incarichi sono scaduti, altri sono stati rinnovati, come quello di capogruppo del collegio dei sindaci della Rai, o la presenza in Rai Cinema e Rai Way (la società dei ripetitori).

Altri permangono, come quello in Acea e in Aci.


Scusate, ero curioso di vedere che effetto faceva mettere tutte le poltrone in fila. 

No, non è un problema se qualcuno ha troppe poltrone, troppo denaro e troppo potere.. invidioso che sono! .. eee... comunista! ;D

St.Angelo: Sulla produzione di Shale Gas statunitense

Solo una tabella veloce da questo post di Steve St.Angelo. L'articolo l'ho solo sfogliato per ora ma la chart è interessante assai (si può notare un parallelismo piuttosto evidente fra prezzo dei metalli - e di tante altre cose - e andamento del prezzo del petrolio in questo inizio di XXI secolo, vedi post precedente del Dr. Chaize... il gas da scisti va inquadrato nella stessa dinamica di superciclo globale dell'energia fossile) 

Quì si evidenzia come la favola dello shale oil & gas, il petrolio e gas da scisti ottenuto con la tecnica del maciulling fracking, futuro luminoso del mondo, sia appunto, tendenzialmente una favola:


Vedete la produzione di shale gas da inizio secolo ad oggi e come la maggior parte delle macroaree, dei "fields", i campi, del nord America hanno già sostanzialmente segnato il loro picco (la produzione di petrolio convenzionale Statunitense ha segnato il picco negli anni '70, quasi perfettamente in accordo con le previsioni di M.King Hubbert)

Se non fosse per la macroarea chiamata Marcellus, fra Pennsylvania e West Virginia, la produzione globale americana sarebbe già in calo, avrebbe già visto il picco ...

Ora, St.Angelo butta li la domanda se sarà nel 2014 che si sveleranno le carte sull'industria dello Shale e che i metalli preziosi saliranno a palla.. beh, non so, non credo, immagino che ci siano ancora un po' di anni prima che questo avvenga. Ma che avverrà è poco ma, per me, sicuro

.. potete leggere tutto il post (in inglese) su SRSReport


PS: Avete visto il picco di quotazione che ha segnato il Gas Naturale negli ultimi gg?

martedì 28 gennaio 2014

Chaize: il prezzo del petrolio e l'EROEI

Interessante anche questo ultimo articolo del Dr Thomas Chaize, un analista francese delle materie prime, petrolio, carbone, oro, argento... la chart del prezzo del petrolio negli ultimi 30 anni (dal 1986 ad oggi) dovrebbe essere stampata nella testa di tutti, il vero ABC delle commodities.

lo metto in lingua originale ma se cliccate sul titolo in blu arrivate all'articolo originale e cliccando sulla bandierina che volete, anche l'italiana, trovate una google-traduzione.

Dr Thomas Chaize, 23 janvier 2014

Le pétrole conventionnel est un pétrole qui a subit un cycle complet de formation et qui est stocké dans une roche réservoir « accessible » (Si ce réservoir est à 4 000 mètres de profondeur, sous l’arctique ou sur la lune cela n’est plus du pétrole conventionnel). Depuis quelques années, la hausse de la production mondiale de pétrole (de liquide pour être précis) cache la baisse de la production de pétrole conventionnel. Où est le problème: pétrole conventionnel ou non conventionnel si cela fait avancer ma voiture !

Pas si simple, le pétrole non conventionnel coute beaucoup plus cher à produire que le pétrole conventionnel, en dollars (ou de n’importe quelle autre devise) et surtout en énergie (beaucoup plus grave).

Quand une banque prête de l’argent pour un projet elle cherche, naturellement, à connaître sa rentabilité. Pour faire court, elle prête de l’argent et mesure la rentabilité du projet avec ce que cela peut générer, logique (IRR : Rate of Return).

Faisons la même chose avec le pétrole : mesurer la production de pétrole et la comparer au pétrole investi. L’outil existe, c’est L’EROEI (Energy Returned On Energy Invested ou Taux de Retour Energétique en français). C’est le ratio de la quantité d’énergie utilisée par rapport à la quantité d’énergie produite. Si le chiffre est inférieur à 1 c’est que vous avez consommé plus d’énergie que n’en produira le projet. En clair, si vous consommez deux barils pour un produire un cela n’est pas rentable!

Il y a 150 ans, vous pouviez creuser un trou à la pelle en Pennsylvanie, éponger le pétrole avec quelques vieux chiffons et produire seul du pétrole. En 1930, vous ne pouviez plus le produire seul car vous aviez besoin d’effectuer un forage de plusieurs centaines de mètres pour atteindre le pétrole. Pour Cutler Cleveland, de l’université de Boston, en 1930 il fallait utiliser un baril de pétrole (énergie, acier, transport, travail…) pour produire cent barils de pétrole conventionnel (EROEI de 100). En 1970, il faut partir dans le golf persique et pour un baril de pétrole vous en produisez vingt à trente (EROEI de 20-30). Aujourd’hui vous devez partir au large du Brésil, voir même en Antarctique et pour un baril de pétrole vous produisez huit à dix barils (EROEI 8-10). Pour le pétrole non conventionnel le ratio est encore plus faible. Par exemple, pour les sables bitumineux le ratio tombe entre huit et cinq, voir à deux pour certains auteurs. Cela n’a finalement pas beaucoup d’importance de consommer plus de dollars ou d’euros pour produire du pétrole, c’est dans l’ordre des choses avec la croissance exponentielle de la masse monétaire. Ce qui compte vraiment, le cœur du problème, c’est le rapport entre l’énergie consommée et l’énergie produite. Le jour où il faudra deux barils pour en produire un, même à 1000 000$ le baril, cela ne marchera plus. La véritable question n’est pas combien de dollars pour un baril (« no limite » vue la vitesse à laquelle augmente la masse monétaire) mais combien de baril pour un baril !

L’EROEI est un calcul théorique sujet à débat, observons juste la tendance : nous consommons de plus en plus d’énergie pour produire un baril pétrole (si vous ne devez retenir qu’une chose de ces lignes c’est celle-ci). Cette tendance confirme ce qui est observé partout de façon empirique. En 1960, la production off shore représentait 10% de la production mondiale, aujourd’hui plus de 30%. Dans les années 70, la profondeur des forages étaient de quelques centaines de mètres, aujourd’hui nous sommes à l’off shore ultra profond avec 2 ou 3 km de colonne d’eau… Les couts de développement sont tellement élevés que même les « supermajor » sont obligées de s’associer pour y faire face.

Voila pourquoi le prix du pétrole est structurellement, définitivement, dans un super cycle haussier, petit à petit, année après année il faut consommer toujours plus d’énergie pour produire la même quantité de pétrole. 

C’est une « tendance manifeste », il est généralement préférable de ne pas si opposer.


La vrai question depuis presque 10 ans (+/- 2005), n’est plus « faut-il investir dans le secteur pétrolier ?» mais comment faire: Junior ou supermajor, pétrole conventionnel ou pétrole de schiste ? Gaz naturel ou pétrole, Uranium ou charbon, barrage hydraulique ou éolien, solaire ou géothermie, Centrale au charbon ou gaz naturel, Forage onshore ou offshore, quelle répartition des actifs, combien de temps, de réserves, de risques politiques ?

Attention, une fois la tendance identifiée, il n’existe malheureusement pas de recette miracle , pour paraphraser Peter Lynch, qui est à l’investissement ce que Rockefeller est au pétrole : «Investir est un art, pas une science ».

Chaque investisseur ou gérant doit chercher sa solution en fonction : du temps d’investissement (court, moyen, long ou très long terme), des risques, de l’effet de levier, de la diversification, des capitaux, de sa psychologie…

Il existe des « méthodes » que l’on peut répartir en deux grands courants :

1° l’analyse fondamentale (approche comptable (investisseur) : Warren Buffet, Peter Lynch, Ralph Wanger…),

2° l’analyse technique (approche psychologique (trader)).
(Vous avez aussi l’efficience des marchés qui consiste à dire qu’il n’y a aucune méthode possible, approche universitaire…).

L’efficacité de ces méthodes tient plus de l’expérience et de l’habilité de son utilisateur que de la méthode en elle-même.

Mais quelque soit le support, la méthode et votre expérience, si vous suivez la bonne tendance vous augmentez considérablement vos chances de réussite…

Dr Thomas Chaize

EcoBlog: In Italia crollo del 25% del consumo di combustibili fossili

Un altro sito interessante scovato da ML News. Interessante anche perchè la principale (sola?) ragione dei pro-euro è sempre che "ma pagheremmo il petrolio come oro se tornassimo alla Liretta!"
 
Scritto da: EcoAlfabeta - martedì 28 gennaio 2014

I consumi di petrolio, gas e carbone sono crollati del 25% dal 2005; il maggiore costo dell'energia sta penalizzando il nostro paese che in passato non ha mai investito sull'efficienza energetica, come hanno invece fatto altri paesi europei.


Gli ultimi anni sono stati una vera Waterloo per i consumi fossili nel nostro paese, che sono crollati da 174 a 135 Mtep (1) tra il 2005 e il 2013: meno 25% in nove anni in termini di energia pro capite. La diminuzione è stata pari al -32% per il petrolio e al -22% per il gas, mentre il carbone ha registrato solo un lieve calo (-2,7%).

A differenza della Germania, che ha messo in atto una decrescita progressiva dei propri consumi già dalla metà degli anni ‘80 attraverso un uso più efficiente dell’energia sia a livello domestico che industriale, in Italia non si è fatto nulla di tutto ciò; il risultato è stato una crescita incontrollata dei consumi fino a che l’aumento del prezzo del petrolio ne ha fermato drasticamente la crescita.

E’ interessante notare che la decrescita (non scelta, ma subita) dei consumi di greggio è avvenuta in Italia tra il 2005 e il 2006, quando il prezzo al barile era arrivato a 56-66 dollari al barile, ancora ben lontano quindi dallo shock dei 100 dollari del 2008.

Per quanto riguarda il petrolio, la diminuzione di carburanti per trasporto è calata del 17% (molto più per la benzina, -40% che per il gas solo -8,7%), mentre una contrazione più drastica (-46%) si è registrata per usi non trasportistici, quali riscaldamento, lubrificanti e bitumi.

La diminuzione di gas è attribuibile sia ad un minore consumo domestico, sia alla diminuzione di produzione termoelettrica grazie alle fonti rinnovabili. E’ una decisione miope quella di avere ridotto il metano anzichè il carbone, rimasto pressochè costante, privilegiando il minore costo del combustibile solido che è però assai più inquinante.

Nello stesso periodo i consumi di energia elettrica si sono ridotti solo del 2%. Se non avessimo avuto le rinnovabili, il taglio dei consumi elettrici sarebbe stato (io aggiungerei un forse. Er) paragonabile a quello degli altri settori fossili. Non dimentichiamolo.

(1) 1 Mtep=4,4 TWh=42 PJ (1 PJ=1E15 J). Fonti dei dati: per tutto il periodo 1965-2012 BP , per il 2013 Ministero Sviluppo per il petrolio, AGI per il metano e Qualenergia per il carbone.

(2). Questo indicatore mi sembra più significativo rispetto alle statistiche sulla riduzione dei km viaggiati, che credono tendano a sottostimare la riduzione degli spostamenti brevi.

lunedì 27 gennaio 2014

Bloomberg: Le Zecche mondiali fanno ora turni anche di notte per soddisfare la domanda di monete d'oro

By Debarati Roy Jan 27, 2014

La Zecca Austriaca sta lavorando h24 mentre anche altre zecche statali, da quella degli Stati Uniti a quella Australiana riportano di un aumento della domanda di monete d’oro anche se Goldman Sachs Group Inc. dice che la risalita di prezzo a cui abbiamo assistito da inizio anno finirà (lo spero davvero... vorrei comprare ancora per un po' a prezzo di costo. Er)

La Muenze Oesterreich AG austriaca ha assunto altri dipendenti ed ha aggiunto un terzo turno di 8 ore nel tentativo di soddisfare la domanda. Gli acquisti di bullion alla Perth Mint Australiana sono saliti del 20% quest’anno e sino al 20 gennaio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le vendite della US. Mint sembra che segneranno il miglior mese da aprile, quando il prezzo crollò in un mercato ribassista.

Le zecche di tutto il pianeta stanno producendo alla massima velocità possibile dopo che il crollo del 28% dei prezzi dell’oro dell’anno scorso, il più grosso crollo dal 1981, ha attratto i compratori del metallo fisico. La crescita della domanda ha aiutato il bullion a salire per 5 settimane di fila, la risalita più forte da dicembre 2012.

Tutto ciò non sarà sufficiente ad arginare il crollo del metallo secondo Morgan Stanley, mentre il Goldman Sachs Group prevede che il bullion “will grind lower”, macinerà ancora verso il basso durante il 2014 (si, si, si, dai, si.. Er)

“I compratori di lungo termine vedono queste cadute del prezzo come opportunità di accumulare di più di questo asset” ha detto Michael Haynes, chief executive officer della American Precious Metals Exchange, un venditore online. “Abbiamo avuto alcuni giorni con vendite record nelle ultime settimane”.

I futures su oro a New York sono salite del 5,2% questo mese sino a 1268,29 dollari l’oncia, e sembra che segneranno il primo saldo positivo da agosto scorso. (…)


Risalite dei Prezzi

I prezzi hanno rimbalzato di più del 7% da quando hanno segnato un minimo da 34 mesi a giugno, mentre gli acquisti di fisico salivano.

Lo Shanghai Gold Exchange (SGE), la più grossa borsa cinese di bullion, ha consegnato 2.197 tonnellate d’oro ai suoi clienti nel 2013 rispetto alle 1.139 consegnate nel 2012, ha fatto sapere il 15 gennajo.

Il paese asiatico ha sorpassato l’India come più grosso compratore d’oro al mondo l’anno scorso mentre la domanda ha raggiunto probabilmente un record, stima il World Gold Council (WGC).

La Zecca Reale inglese, che ha alle spalle una storia di più di 1000 anni, ha esaurito le Sovrane d’oro con millesimo 2014 (chiamate Sterline Oro in Italia) a causa di una “exceptional demand”, una domanda eccezionale, ha fatto sapere in uno statement l’8 gennajo. Le monete non sono state disponibili per i clienti per una settimana, quando i magazzini sono stati reintegrati.

Le vendite della Zecca di Perth, anch’essa ha preso a produrre notte e di in 3 turni lavorativi al giorno, batterà probabilmente il record dell’anno scorso, ha detto il suo direttore marketing, Ron Currie, il 20 gennajo.


Goldman, Morgan

Il bullion è precipitato nel 2013 dopo che alcuni investitori hanno perso fiducia nel metallo come riserva di valore, spezzando 12 anni filati di salite dei prezzi. I possedimenti fra i diversi exchange-traded products (ETF/ETP) sono crollati del 33% negli ultimi 12 mesi, facendo uscire bullion per un valore di 69,1 miliardi di dollari da questi fondi, come mostrano i dati compilati da Bloomberg. I prezzi sono caduti mentre le equities salivano e l’inflazione restava bassa.

Goldman si aspetta che il bullion cada sino a 1.050 dollari l’oncia nei prossimi 12 mesi, mentre le Federal Reserve reduce il suo stimolo monetario, hanno detto degli analisti diretti da Jeffrey Currie, capo ricerche sulle commodities della banca, il 17 gennajo.

I metalli preziosi sono anche la commodity “meno preferita” da un’altra banca, Morgan Stanley, e la domanda di metallo fisico non basterà a fare da salvagente ai prezzi, hanno detto in un report del 17 gennajo i suoi analisti Adam Longson, Bennett Meier and Peter Richardson. La banca ha tagliato il 22 gennajo il suo target per l’oro per il 2014 a 1.160 dollari l’oncia.

“I prezzi probabilmente cadranno ancora mentre le condizioni economiche globali si stanno stabilizzando e le preoccupazioni per il tapering continuano”, ha detto Rob Haworth, un senior investment strategist di Seattle della U.S. Bank Wealth Management, che gestisce circa 110 miliardi in asset. “Non c’è dubbio che la domanda è salita, ma non sarà abbastanza per supportare i prezzi”.


Vendite di Monete

La U.S. Mint, la più grande del mondo, ha venduto 89.500 once sinora, questo mese.

La Zecca Austriaca, produce le monete d’oro “Philharmonic”, ha visto le vendite salire del 36% l’anno scorso e si aspetta “buoni affari” anche per i prossimi mesi, ha etto in una email il direttore vendite della Muenze Oesterreich AG, Andrea Lang.  

“Il mercato è molto indaffarato” ha detto Lang, “Non riusciamo a soddisfare la domanda, anche lavorando anche di notte”. Il prezzo per l’oncia d’oro Philharmonic è crollato del 27% l’anno scorso secondo i dati della Certified Coin Exchange.

“E’ stato un anno veramente brutto per l’oro” ha detto Frank McGhee, head dealer della Integrated Brokerage Services LLC di Chicago. “La gente che ha comprato monete (e lingo no? Er) ha perso un bel po’ di valore, ma non sono persone che cercano dei gain di breve termine, e la speranza non muore mai”.

Cardenà: Assalto ai Risparmi

Un altro post dall'ottimo blog Vincitori e Vinti, che ribadisce quello che già sappiamo tutti da anni e cioè che ci vogliono impoverire tutti ... prima di arrivare al default lo stesso. Evviva Renzie! Salvatore della Patria (insieme a Monti, Napo, Letta, Alfano ... o salvatori della finanza e delle banche a spese dei martoriati contribuenti/risparmiatori?)

Vincitori e Vinti - Assalto ai Risparmi
Di Paolo Cardenà - lunedì 27 gennaio 2014

Ormai Renzi non perde occasione per ribadire che parte della sua ricetta di politica economica e fiscale per "rilanciare" il paese, si fonda anche sull'innalzamento della tassazione delle "rendite" finanziarie, oggi al 12.5% per i titoli di stato e al 20% per le altre attività finanziarie (obbligazioni, conti correnti, azioni, ecc ecc).

Poche sere fa è stato ospite della trasmissione di Rai2 Virus, condotta da Nicola Porro, e ha ribadito che sarebbe sua intenzione innalzare il prelievo al 28%.

A dire il vero, Renzi, insieme a buona parte dei suoi colleghi, non nascondono neanche che sarebbe auspicabile l'introduzione di una imposta patrimoniale, ignorando che esiste già e che colpisce in maniera strutturale il patrimonio finanziario degli italiani, con un'aliquota posta allo 0.20% annuo. E questo tema lo abbiamo già affrontato QUI

Ritornando al discorso della tassazione delle "rendite" finanziarie, giusto per far comprendere quanto potrebbe essere distruttiva l'ipotesi avanzata da Renzi, vi sottopongo un breve ragionamento dal quale è assai facile comprendere l'assurdità di una proposta del genere.
Se si dispone di 100 mila euro investiti in obbligazioni che, ad essere generosi, offrono una cedola del 3% all'anno, ci si porta a casa 3 mila euro all'anno lordi, ai quali va tolta la ritenuta fiscale.

Siccome Renzi dice che vorrebbe alzarla al 28%, ciò significa che la cedola annua lorda subirebbe una tassazione di circa un terzo, ed esattamente 840 euro. Ecco quindi che la rendita finanziaria si ridurrebbe a 2160 euro.

Ma non finisce qui. Perché il patrimonio finanziario di cui si dispone subisce un'altra aggressione fiscale per via dell'imposta di bollo calcolata sui 100 mila euro, che da quest'anno è stata elevata allo 0,20%, strutturalmente, salvo ulteriori inasprimenti. Quindi altri 200 euro, che fa diminuire la rendita ottenuta dall'investimento a 1960 euro netti.

Poi c'è il discorso inflazione.

Eccettuato l'ultimo anno, mediamente, l'inflazione, in Italia, negli ultimi 10 anni, è oscillata intorno al 2,5%, a voler essere buoni. Quindi sopra il target della Bce fissato al 2%.

Ipotizziamo quindi che, nel medio periodo, il livello di inflazione sia simile a quello subito nel decennio passato: quindi il 2,5% annuo, anche se la dinamica potrebbe essere addirittura peggiore.

Ciò significa che al montante costituito dal patrimonio maggiorato della rendita netta (cioè 100.000+1.960= 101.960 euro) si dovranno sottrarre altri 2.600 euro, circa.

Ecco quindi che, a fine anno, si sarà ottenuto un rendimento reale negativo, che andrà ad erodere il patrimonio di circa 600 euro all'anno. A questo si dovranno aggiungere anche i costi di intermediazione della banca, gli oneri riferibili alla tenuta dossier titoli e le commissioni di gestione del conto corrente agganciato al dossier. Quindi, in soldoni, il rischio è che i 100.000 euro di patrimonio finanziario, a fine anno, diventino quasi 99.000 euro reali, con una perdita reale di valore di circa 1.000 euro. E questo se si capitalizzasse la cedola netta ricevuta, cioè se non la si spendesse. Perché, altrimenti, il saldo sarebbe anche peggiore, è ovvio.

C'è da aggiungere che il patrimonio risparmiato (100.000 euro), magari è stato accumulato in età lavorativa grazie ai flussi di reddito, sui quali sono state pagate le relative tasse ai livelli stratosferici a tutti noti.

Se non lo avete capito, per il momento sono riusciti a distruggere l'impresa e il lavoro. Ora cercheranno di distruggere l'ultimo baluardo rimasto: i risparmi degli italiani.

Il concetto potrebbe anche essere espresso prendendo in prestito dalla fisica il principio dei vasi comunicanti. Secondo questo principio, un liquido contenuto in due o più contenitori comunicanti tra loro, in presenza di gravità, raggiunge lo stesso livello dando vita ad un'unica superficie equipotenziale. Cioè, i liquidi, sui diversi contenitori, raggiungono lo stesso livello.

Ecco: applicate questo principio all'economia e comprenderete quel che sta accadendo e quel che accadrà ai vostri risparmi, se ne avete.

Detta in parole più semplici, i vostri risparmi sono il contenitore pieno. I debiti (di stati, banche ecc ecc) sono il contenitore vuoto. Basta collegare i due contenitori e i livelli dei liquidi (in questo caso debiti e crediti) tenderanno a compensarsi, posizionandosi su uguali livelli .

E quale sarebbe il collegamento che permette una simile compensazione?

Che piaccia o no è l'autorità che ha lo stato di imporre espropri, confische e nuove tasse, colpendo materia imponibile, qualsiasi essa sia, nelle forme più fantasiose possibili. Patrimonio e risparmi compresi.