Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 30 settembre 2013

Termite

Si discuteva un pochino del 9/11 e la cosa mi ha incuriosito e fatto cercare un po' di video sull'uso della termite nelle demolizioni di strutture in acciajo. Sono arrivato a questo video di uno che ha preso la cosa sul serio e ha provato a smerdare tutte le versioni ufficiali tipo "Il crollo delle due torri è stato dovuto alla fusione delle strutture in acciajo". 

Ora, la temperatura di fusione degli acciai, dipende dal tipo di acciajo, è fra i 1370 e i 1530 °C (gradi Celsius. Fonte: Wiki in italiano). Da Wiki in inglese (al solito in italiano si trova un quinto di quello che si trova in lingua inglese): Jet Fuel (Kerosene) - Open air burning temperatures 260–315 °C (500–599 °F). Oooops. Poi, non per dire, eh, ma se fai espodere un 747 ok, hai un gran botto da film hollywoodiano, ma secondo voi quanto dura a bruciare il cumbustibile? mezzora? un'ora? Infatti, poco prima del crollo, i cronisti tv dicevano "sembra che ci sia meno fumo, che l'incendio si stia calmando ..."

Quanto ai vari discorsi da "scienza politica" delle varie commissioni secondo cui la termite non fa niente all'acciajo.. vedetevi il video



PS: Come sa chiunque abbia seguito un corso di storia dell'architettura l'uso dell'acciajo nella costruzione dei grattacieli fu iniziato mi pare a fine '800, a Chicago, proprio per evitare i crolli dovuti ad incendi...

Napoleoni: Saldi all'italiana. Un breve excursus storico degli ultimi 20 anni

di Loretta Napoleoni | 29 settembre 2013

Siamo al quarto anno di recessione dal 2008 (…)

(…) C’è chi sostiene che si potrebbero vendere i beni pubblici ancora in nostro possesso: se escludiamo beni come l’acqua che un referendum ha sancito di proprietà esclusivamente pubblica, ci sono rimasti solo caserme e monumenti (beh, ci sarebbero ancora anche belle fette di ENI, Finmeccanica, spiagge, montagne, isole ... Er)

Quasi tutti i gioielli di famiglia industriali se ne sono andati nel 1992, per far fronte alla crisi della lira. Naturalmente quella svendita, gestita dall’allora direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, non portò, come era stato promesso, al miglioramento dei conti pubblici.

Nel 1994 il debito pubblico ammontava a 1.771.108 miliardi di lire, il gettito generato dalle privatizzazioni per il triennio 1993-1995 fu di appena 27.000 miliardi, meno dell’1,5 % del debito pubblico.

Piuttosto i saldi all’italiana produssero lo smembramento dell’industria pubblica a vantaggio di élite straniere ed italiane, oggi finalmente abbiamo capito che ha contribuito al processo di deindustrializzazione del paese che tanto preoccupa la Commissione Europea. Ed è bene rinfrescarci la memoria su come furono gestiti quei saldi per evitare di doverne pagare il conto ancora una volta noi.

Dal 1992 al 2002 il Tesoro gestì direttamente operazioni di privatizzazione per un controvalore di circa 66,6 miliardi di euro. A questa cifra vanno però aggiunte le privatizzazioni gestite dall’IRI (sempre sotto il coordinamento del Tesoro), per un controvalore di circa 56,4 miliardi di euro, le dismissioni realizzate dall’ENI (5,4 miliardi di euro) e la liquidazione dell’EFIM (440 milioni di euro). Si tratta di cifre molto consistenti, da cui è facile intuire il valore e l’importanza dei beni venduti, o per meglio dire “svenduti”.

Per capire quanto valgono questi stessi beni che non ci appartengono più possiamo comparare gli incassi delle privatizzazioni con i valori delle rivendite degli stessi da parte dei privati o i valori attuali.

Il gruppo Benetton si aggiudicava per 470 miliardi GS Autogrill che poi ha rivenduto ai francesi di Carrefour GS per 10 volte tanto.

Nel 1992 la cessione del 58 % del Credito Italiano produsse ricavi lordi per 930 milioni di euro, nel 2002 Unicredito italiano capitalizzava 26.593 milioni di euro (28-29 volte tanto. Er)

Tra il 1994 e il 1996 la cessione del 36,5 % dell’IMI rese 1.125 milioni di euro, le successive 3 tranche, pari al 19 e al 6,9 per cento, rispettivamente 619 e 258 milioni di euro, nel 2002 Imi-Sanpaolo capitalizzava 16.941 milioni di euro (8-9 volte tanto. Er)

Un caso a parte è poi rappresentato dal Banco di Napoli: quel 60% che lo Stato ha venduto alla BNL per 32 milioni di euro (una volta ripulito delle perdite e dei crediti inesigibili con 6.200 milioni di euro di denaro pubblico), viene rivenduto dalla BNL, a distanza di pochi anni, per 1.000 milioni di euro (31 volte tanto. Er).  

È anche vero che la BNL lo ha risanato completamente, ma la differenza tra i due valori è enorme. In ogni caso perché questo risanamento non poteva avvenire per mano dello Stato? Perché è gestito da incompetenti e da pirati.

Alle cifre di vendita da parte del tesoro vanno aggiunte le commissioni per i collocatori di borsa, banche che compongono il sindacato di collocamento e altri consulenti, così come le spese di registrazione e listing sui mercati azionari, spese per adempimenti CONSOB, SEC eccetera. Questi costi nel corso degli anni sono diminuiti, ma si aggirano comunque tra il 2 e il 3 per cento dell’ammontare totale del ricavato. Una fetta consistente di questo denaro, circa l’1 per cento, l’hanno poi incassata le maggiori investment banks anglosassoni, come J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse, First Boston, Merrill Lynch e così via, per la loro attività di consulenza. Il tutto senza ovviamente rischiare in proprio neanche un dollaro, e senza dover neppure sostenere una gara pubblica per l’affidamento dell’incarico.

La seconda fase del processo di privatizzazione riguarda invece le banche di diritto pubblico, e include la privatizzazione de facto della Banca d’Italia i cui azionisti fino ad allora erano banche italiane di diritto pubblico. Dal 1992 la proprietà passa nelle mani di privati spesso addirittura esteri, che hanno rilevato quote sostanziose delle banche italiane come BNP Paribas, Crédit agricole, Banco Bilbao, Allianz eccetera, il tutto in palese violazione dell’articolo 3 del vecchio statuto, sostituito soltanto nel 2006.

Le conseguenze più importanti di questa decisione riguardano la creazione di moneta, che dalle mani dello Stato – cioè noi cittadini – passa a quelle di soggetti esteri, a questi ultimi viene virtualmente ceduta una fetta della nostra sovranità nazionale.

Completate le privatizzazioni comincia il gioco delle sedie: alcuni personaggi chiave lasciano il settore pubblico e vanno a lavorare per le grandi banche straniere che hanno guidato la vendita del patrimonio nazionale sul mercato: Mario Draghi diventa vicepresidente della Goldman Sachs e Vittorio Grilli, ai tempi vicedirettore generale del Tesoro con delega alle privatizzazioni, viene assunto al Credit Suisse.

Qualcuno ha scritto che ciò che è successo in Italia assomiglia allo smembramento delle aziende di stato della vecchia Unione Sovietica, ed in parte il parallelo è giusto. Ma gli oligarchi russi se ne impossessarono, i manager ed i politici italiani le hanno smembrate per regalarle ai loro amici stranieri in cambio di posti di lavoro all’estero

Leggi tutto sul Fatto (comprese le centinaja di commenti)

domenica 29 settembre 2013

I Maple Leaf d'argento 9999 della Royal Canadian Mint

Il "Maple Leaf" canadese è il tipo di oncia d'argento più conosciuto al mondo insieme all' "American Eagle" statunitense. Se l'aquilotto americano fu coniato per la prima volta nel 1986 il Maple nacque a ruota nel 1988

Particolarità del "Foglia d'Acero" canadese è anche il titolo di metallo prezioso contenuto che è un bel 99,99% del peso della moneta, contro l'usuale 99,9% di quasi tutte le altre once bullion d'argento del mondo. 

Essendo un tipo di moneta che ha compiuto quest'anno ben 25 anni (è un quarto di secolo.. da da pensare!), ha visto per ora la bellezza di tre profili diversi della Regina d'Inghilterra Elisabetta II (a noi di AF affettuosamente, ma a volte neanche tanto, nota come "la vecchia babbiona"):


io li chiamerei "profilo giovanile", "profilo coronato" e profilo "vecchia babbiona borghese".. ma qualcuno più professionale li ha descritti così:

Tiara Portrait  1988-1989
Designers: Arnold Machin & Walter Ott

Royal Diadem Portrait  1990-2003
Designer: Dora de Perdery Hunt

Uncrowned Portrait  2004-Present
Designers: Susanna Blunt & Susan Taylor

Altra peculiarità è il valore facciale, non il solito striminzito e simbolico "1 DOLLAR" ma addirittura "5 DOLLARS". In effetti nel 1988, quando fu coniato per la prima volta, era un valore piuttosto vicino al prezzo di mercato dell'argento contenuto nella monetozza. 

Ecco una storia della moneta secondo le quantità coniate anno per anno:

.... continua su Argento Fisico Bullion Catalog

sabato 28 settembre 2013

Italian Cabaret

Ma che c'è in questi giorni nell'aria? Scie chimiche di qualche nuova droga? Prima, jeri, la formidabile, eccezionale sparata di Draghi (e pure Visco non ha scherzato, si vede che non voleva essere da meno):



Si. Ha proprio detto così. L'Italia è il paese che si è avvantaggiato di più dalla moneta unica. Incredibile ma vero. E io che pensavo che fosse stata la Germania che esporta con una moneta che grazie a noi vale la metà di quanto varrebbe un Mark oggi senza unione monetaria ...

Ma poi, jeri sera, un pezzo epocale del tragicomico/patetico, il Bersa si è lanciato in forme di arrampicamento sugli specchi da guinness dei primati. Un vero capolavoro dello squallido, quando uno proprio non sa che dire ma lo dice lo stesso, e con aggressività pure!


vedete il video sul Fatto.

Scanzi chiede all’ex segretario del Pd a proposito della travagliata alleanza col Pdl: “Ma cosa c’è da capire ancora? Sapete benissimo con chi siete al governo. Non è che dopo tre, quattro, cinque mesi di quasi nulla, adesso diciamo: ‘Oh, porca miseria, ho scoperto che la Santanchè è cattiva. Accidenti, Cicchitto quanto è birbo’. Lo si sapeva già. Perché, dopo mesi e mesi di umiliazioni del vostro elettorato anziché giocare di rimessa e di attesa, non dite al Pdl: ‘Noi con voi non vogliamo niente da spartire’?”. 

Piccata la risposta di Bersani, che dopo la domanda di Scanzi comincia nervosamente a bere acqua a garganella: “Cosa ha fatto lei per evitare le larghe intese? Me lo dica“ (e mentre lo dice non riesce neanche a guardare Scanzi in faccia, giustamente, e fissa lo sguardo nel vuoto cosmico delle sue ragioni).

“Io come giornalista?” – risponde Scanzi con un sorriso sbigottito – “Cioé dipendeva da me la sorte? Mi sopravvaluta”

"Cosa ha fatto lei? Cosa ha fatto lei?? eh! eh! me lo dichi, me lo dichi!!" .. a un giornalista? doveva salvare la patria, fare il governo Scanzi? Maaaaamma mia, che ghignate.. che pena! che rumore di unghie che scivolano sul vetro!

Poi il vecchio smacchatore di giaguari continua che lui Grillo non gli ha mai proposto un governo assime ma Grillo mente, mente mente a dire che non l'ha cercato.. si che l'ha cercato, per votare la fiducia ad un monopartito PD! Ma chi poteva umanamente pensare che avrebbe accettato!?

Poi oggi dimissione in massa dei pidiellini? Santo cielo, sembra di stare all'asilo .. fortuna che questi sono quelli SERI, MODERATI, RESPONSABILI e i pentastellati dei ragazzetti scemi e incapaci ...

Ah! Povera patria! Davvero!

Borghi: Il MES (ESM) e il caso Telecom

Intervista de "la cosa" (M5S)




Devo dire che questo Borghi ha inquadrato la situazione quasi perfettamente come me, un po' tutti i discorsi che fa sono quelli che ho maturato anch'o negli ultimi 2 anni. Unica cosa - vedi finale del video - a quanto pare "oro" per lui suona male... molto più figo dire (e fare?) di investire in arte!

Incrementum: Gold/Oktoberfest Beer Ratio

Da Incrementum via Zero Hedge 


No comment

venerdì 27 settembre 2013

Bardi: La bolla del gas di scisto. Bruciare la propria casa per salvarla

Robina interessante si trova avendo il tempo di vagare da un blog all'altro .. a questo blog per esempio sono arrivato da ComeDonChisciotte

Di Ugo Bardi, 26 settembre 2013 - Questa è una versione scritta di un commento che ho fatto durante la discussione all'ultima riunione del Club di Roma ad Ottawa.

Signore e signori, vorrei fare un commento su un punto di questa interessante discussione. Ci è stato detto, correttamente, che la produzione di gas di scisto in Nord America sta esplodendo ed anche che i prezzi sono molto bassi, circa 2 dollari per milione di piedi cubici. In realtà, sono un po' più alti di così ma è ancora un prezzo basso in confronto a quello di qualche anno fa, prima della “rivoluzione” del gas di scisto.

D'altro canto, produrre gas di scisto è costoso. Il “fracking” è una tecnologia che è stata sviluppata molto tempo fa, ma non era stata mai usata su larga scala fino ad oggi perché era troppo costosa in confronto alla produzione convenzionale di gas. Ed è ragionevole: per il fracking servono apparecchiature sofisticate, sostanze chimiche ed altro. In aggiunta, un pozzo di gas di scisto si esaurisce rapidamente, quindi si deve continuare a perforare per mantenere la produzione. Infatti, la tecnologia mineraria ha questa caratteristica: può essere usata movimentare più risorse, ma raramente può renderle più economiche.

Quindi qui c'è una contraddizione: stiamo usando una tecnologia più costosa per produrre un bene i cui prezzi, tuttavia, sono scesi considerevolmente. Cosa sta succedendo?

Penso che la spiegazione sia da individuare in fattori finanziari. Ciò che vediamo, infatti, è principalmente una bolla finanziaria nella quali gli investitori sono portati a immettere soldi in un mercato con la speranza di fare un sacco di soldi. Questa è una speranza per il futuro, ovviamente, perché al momento sono sicuro che nessuno possa fare tanti soldi con i prezzi del gas così bassi – di fatto penso che molta gente ce li stia perdendo. Ma questa è la magia del mercato finanziario: se tutti credono che un certo bene avrà un grande valore in futuro ci investono e il risultato è la sovrapproduzione.

Quindi stiamo parlando di una bolla finanziaria e possiamo confrontare la bolla del gas con quella edilizia, quella che è esplosa nel 2008. C'è una differenza, però: mentre le rispettive bolle crescevano, i prezzi delle case sono cresciuti mentre quelli del gas sono diminuiti. Be', c'è una logica: abbiamo una capacità molto limitata di stoccare la sovrapproduzione di gas, quindi lo dobbiamo bruciare. In un certo senso, stiamo bruciando gas per mantenere il mercato del gas vivo. Per la sovrapproduzione di case non è così: non è necessario bruciare la propria casa per salvarla (anche se a volte c'è chi ricorre a misure piuttosto drastiche per togliere le case dal mercato*).

Quindi, tutto il gas prodotto in eccesso deve essere venduto sul mercato e questo ha portato i prezzi a scendere. E' questo cui stiamo assistendo. Ora, il punto è per quanto tempo il mercato vorrà finanziare la produzione di qualcosa che genera dei ritorni così ridotti (sempre che ne generi). Consideriamo anche che nel processo stiamo anche distruggendo risorse idriche ed inquinando vaste aree, per non dire niente del metano che fuoriesce dalle perforazioni. Tutti questi sono costi, qualcuno li dovrà pagare, prima o poi. Quindi penso che vedremo i prezzi salire, è inevitabile. Ma questo potrebbe tagliare la domanda e causare anche una riduzione della produzione. Sembra che stiamo vedendo entrambi gli effetti in corso, oggi: produzione in discesa e prezzi in salita. E' ancora troppo presto per vedere una tendenza robusta, ma penso che sia inevitabile: la rivoluzione del gas di scisto potrebbe essere già finita.


(*) Una palazzina vicino a casa di Ugo Bardi. I proprietari non riuscivano ad affittare gli appartamenti ad un prezzo che giudicavano giusto, quindi hanno preferito lasciarli vuoti. Per assicurarsi che non entrasse nessuno abusivamente, hanno murato tutte le porte e le finestre. Stanno aspettando che il mercato torni miracolosamente ai prezzi alti di un tempo. Buona fortuna!

giovedì 26 settembre 2013

Perth Mint: Le serie bullion a grossa produzione del 2014

Ha ragione Burghy, il design dei Lunar II cavallo d'oro 2014 rilasciati da qualche settimana è veramente bruttino! sembra un po' spastico con quella zampetta in avanti :)



Peccato. Belli invece i Lunar Cavallo d'argento. Questo americano è corso a comprarle appena uscite ed è riuscito a mettere le mani solo su pezzi da 2 once e da mezza (l'oncia semplice evidentmente non era ancora disponibile):



Il tipo fa vedere il rapporto dimensionale fra una 2 once Lunar II e un'oncia normale, un "medallion" di Chris Duane, che ha il classico diametro delle once, fra i 38 e i 41 mm (39 mm queste monete di Duane). Persino le mezze once Lunar II sembrano gareggiare con le dimensioni di un'oncia normale! (le Lunar II sono eccezionalmente "spalmate", hanno un diametro molto maggiore e ovviamente uno spesore minore delle once tradizionali).

Il tipo del video dice che l'effetto, il feeling delle 2 once è eccezionale.. e sono perfettamente d'accordo con lui, da proprio soddisfazione averle in mano. Diciamo che il rapporto soddisfazione istintiva / prezzo è ai massimi con le 2 once Lunar II :)

Anche le versioni Proof secondo me sono meno belle delle once misto "frosted"-lucide normali:


sapete invece cosa sono molto ben riusciti quest'anno secondo me? I kookaburra 2014:



.. il disegno delle piume è raffinatissimo e super-sbiriluccicante ;)

Bruttino invece il Koala 2014 non ancora disponibile in fisico (ma è un Koala o un parente del clown cattivo di Steven King?)



mi pare invece che manchino all'appello ancora i Kangurotti 2014, argento e oro, ma forse mi sbaglio. Comunque non ho visto video su YouTube su di loro ancora ..

CFTC: Manipolazione dei mercati futures dell'argento. Tutto regolare. Caso chiuso.

Ha! Che buffo che proprio jeri il vecchio Turd cercava megafoni per rivelare nuove scottanti prove "inconfutabili" della manipolazione dei mercatini dei metalli preziosi!

Submitted by Tyler Durden on 09/25/2013

E ci pare in qualche modo perfetto che proprio nel giorno in cui vengono rivelate ulteriori prove schiaccianti della più colossale e sfacciata manipolazione di mercato della storia – quella sugli “immanipolabili” tassi Libor che sono alla base di centinaja di trilioni di dollari in tassi di interesse in strumenti finanziari sensibili – la CFTC se ne uscisse poco fa annunciando che l’esito delle sue investigazioni durate anni sulla supposta manipolazione del mercato dell’argento … hanno rivelato che non c’è assolutamente niente di strano, sbagliato o irregolare.


La U.S. Commodity Futures Trading Commission questo mercoledì ha affermato che ha chiuso la sua indagine di lungo corso sulle lamentele riguardanti la manipolazione dei mercati dell’argento e non ha annunciato nessuna accusa.

L'indagine della CFTC era iniziata pubblicamente a settembre 2008. All’epoca l’agenzia aveva ricevuto lamentele su una supposta manipolazione dei contratti futures su argento alla Commodity Exchange Inc (COMEX, New York).

“Basandoci sulle leggi e sulle prove esistenti al momento non sussistono basi attendibili e sufficienti per procedere con misure coercitive nei confronti di firm, di aziende, o di loro dipendenti nei riguardi delle nostre indagini sui mercati dell’argento” ha divulgato la CFTC in uno statement.

Proprio così. Caso chiuso. Perchè mentre ogni banca era coinvolta nell’attività manipolativa sul Libor, nessuna, ma proprio nessuna, avrebbe osato “bombardare” la chiusura, o l’apertura o in un momento qualsiasi, o sbatter giù tutte le scommesse in momenti chiave di inflessione della quotazione, ecc.. in un mercatino banale come quello dell’argento di carta.

Ed ora non resta che rifarsi al “poliziotto buono” preferito da tutti, Bart Clinton, per sperare che almeno qualcuno alzi un po’ la voce su quanto poco pervasive siano state le indagini della CFTC.

mercoledì 25 settembre 2013

Dagospia: Telecom, Alitalia, Finmeccanica e "Destinazione Italia": Venghino sior-siori! Venghino!!

Sulle storie di Telecom, Alitalia e Finmeccanica degli ultimi 20 anni ci sarebbe da scrivere un tragicomico libro ognuna. Sulla privatizzazione di Telecom poi dire che fu fatta in maniera dilettantesca e/o criminale sarebbe poco: senza neanche scorporare la rete fissa dal servizio telefonico. Roba da chiodi. E difatti siamo ancora quà a domandarci se è "normale" che le infrastrutture base del paese finiscano in mano a - comunque - degli stranieri...

In diversi ora scrivono come Dago e i suoi in questo post .. quanti di loro parlavano così già 15-20 anni fa, quando il patetico racconto cominciava coi primi squallidi episodi?


Prima di salire sulla limousine che lo porterà oggi nel palazzo del "Council of Foreign Relations" dalle parti di Park Avenue, Enrichetto Letta avrà sicuramente letto la rassegna stampa della Presidenza del Consiglio dove campeggiano i titoli dedicati alla scalata degli spagnoli di Telefonica su Telecom.

Scopo della sua missione che è stata battezzata "Destinazione Italia" è richiamare l'attenzione degli investitori americani sulle opportunità offerte dal nostro Paese. È facile immaginare che il premier farà un discorso tranquillizzante sull'inerzia della burocrazia che frena gli investimenti e sulla corruzione che con la condanna del suo predecessore a Palazzo Chigi ha avuto un epilogo importante.

Nonostante questi handicap Enrichetto spalmerà nella sala fialette di fiducia sulle virtù del Belpaese e per dare più forza alle sue tesi potrebbe snocciolare l'elenco di tutti i gioielli italiani che negli ultimi anni sono finiti in mani straniere. Dovrebbe farlo con la freddezza glaciale di chi si limita a un elenco dei settori che nell'arco degli ultimi anni sono passati dalle mani di imprenditori italiani a soggetti di ogni parte del globo.

L'elenco è facile e attraversa come una lama l'intera economia. Per fare qualche esempio, Letta potrebbe dire che aziende come Parmalat, Bulgari, Valentino e Loro Piana sono già nelle mani dei francesi e dei fondi arabi, poi potrebbe ricordare che sul turismo e gli hotel di lusso si sono scatenati gli appetiti di russi, arabi e cinesi, mentre le motociclette Ducati sono finite nelle mani dei tedeschi e gli yacht Ferretti hanno preso la strada di Pechino. (eccetera eccetera eccetera...)

Se la memoria lo assisterà il nostro presidente , che sa parlare l'inglese come Mario Monti, avrà gioco facile a evocare l'arrivo dei russi nella siderurgia di Lucchini e quel 70% straniero che ormai la fa da padrone dentro la chimica e la farmaceutica. Con un pizzico di ironia potrebbe avviare il suo speech verso la conclusione ricordando che perfino i thailandesi hanno messo i piedi dentro la Rinascente e hanno scucito 300 milioni per salvare dai guai l'Inter del giocherellone Moratti.

Forse Letta non avrà il coraggio di aggiungere che a Detroit c'è un manager dal pullover sgualcito di nome Marpionne che ormai considera la Fiat come l'appendice marginale di un impero automobilistico, ma qualche parola dovrà spenderla sulle tre grandi aziende che in questo momento stanno barcollando di fronte all'arrivo imminente di altri "predatori" (pardon, investitori).

Il discorso va in direzione di Telecom Italia, Alitalia e Finmeccanica, tre medaglie che fanno gola in questa stagione di saldi dove per una manciata di dollari e di euro si possono portare a Madrid, Parigi e in Corea quelle che un tempo erano considerate le roccaforti del nostro sistema industriale.

Questo scenario rende problematico l'appello di Letta agli uomini che dopo il crollo di Lehman Brothers non sanno più dove mettere i soldi (specie poi ora, se dovesse partire finalmente il favoleggiato tapering … Er) . A sua difesa Enrichetto potrebbe dire di aver ereditato una situazione di instabilità politica nella quale una classe dirigente e impotente ha lasciato marcire i problemi surrogando la volontà dei politici con la sapienza dei tecnici.

Non sarà così perché Enrichetto è un uomo di stile che non può scendere nella pancia della memoria per ricordare che un genio della Bocconi come Mario Monti se ne è fottuto altamente di Telecom, Alitalia e Finmeccanica (o era ed è invece tutto in linea col programmino? Er). E nemmeno avrà il cattivo gusto di deliziare i suoi interlocutori di Wall Street con l'episodio di Corradino Passera che di fronte ai minatori del Sulcis scappava in elicottero mentre il pallido Vittorio Grilli si "suicidava" per cause famigliari dicendo agli italiani che la ripresa sarebbe arrivata nel primo trimestre di quest'anno.

Allo stesso modo spegnerà sul nascere qualsiasi critica a Fabrizio Saccomanni, quel tecnico prestato alla politica che in Banca d'Italia era famoso soprattutto per far sganasciare gli uscieri e le segretarie con i versetti di Gioacchino Belli.

C'è però un punto sul quale l'onestà indiscussa del 47enne politico allevato all'università di Pisa, potrebbe ribaltare il dramma di un paese che è diventato colonia. Se è vero infatti che gli ultimi episodi di queste ore su Telecom, Alitalia e Finmeccanica sono la dimostrazione plastica di una classe politica impotente e senza competenze, è altrettanto vero che la vulnerabilità del sistema Italia ha una causa importante nel flop di una classe imprenditoriale che sicuramente non ha soldi, ma altrettanto sicuramente è priva di idee. E qui bisognerebbe mandare a quel paese quei bocconiani come Fabrizio Onida che di fronte allo shopping degli stranieri dicono con insipienza: "è la globalizzazione, bellezza! e stavolta davvero possiamo vantare una competitività italica".

Verrebbe da dire "grazie al cazzo, caro professore", perché la competitività di imprenditori senza soldi e senza idee ha ormai distrutto quasi per intero la forza di un Paese che fino a venti anni fa era al quinto posto nella classifica delle nazioni più industrializzate. A questo esimio economista e a quei quattro straccioni dei suoi colleghi che impauriti dal voto tedesco pensano di uscire dall'euro, bisognerebbe ricordare che le operazioni in atto su Telecom, Alitalia e Finmeccanica somigliano maledettamente a quelle dei capitani di ventura del ‘500 che ingaggiavano truppe per servire i fabbisogni dei principi e dei potenti senza mai perdere di vista i loro interessi.

Non a caso le prime citazioni del termine "imprenditore" nascono intorno a quell'epoca; poi la figura assume un profilo moderno e trova nei libri di studiosi come Schumpeter una definizione più limpida.

L'imprenditore diventa per definizione colui che detiene fattori produttivi e contribuisce a creare nuova ricchezza e nuovo valore sotto forma di beni e servizi utili alla collettività e alla società. A questo punto la domanda è d'obbligo: quale ricchezza e quale valore hanno saputo creare Franchino Bernabè, Roberto Colaninno e il super-ragioniere Alessandro Pansa? La risposta è categorica: nessuno.

Su di loro pesano come macigni l'incapacità di costruire un futuro e di salvare la forza delle loro aziende. Si sono prestati e continuano a prestarsi al gioco e ai giochetti dei poteri forti, dei salotti come Mediobanca dove oggi si fregano le mani per aver ceduto allo spagnolo Alierta la quota di Telco con un utile di 60 milioni.

E ancora: pagando parcelle mostruose a famelici consulenti hanno messo in piedi un carnevale dove i coriandoli sono caduti dentro piani industriali sbandierati per tenere a bada il parco buoi dei piccoli azionisti, dei dipendenti, e della stampa compiacente. Per nascondere la miscela di impotenza e incompetenza alcuni di loro continuano a sbandierare l'alibi della politica impotente e incompetente: un alibi che sicuramente ha pesato sulla volontà e sulle scelte, ma questo non basta a chiedersi come abbiano potuto restare incollati col mastice per tanti anni alle loro ricche poltrone. Non c'e' bisogno dei Savonarola dell'economia per dire che in qualsiasi azienda del mondo sarebbero stati cacciati a furor di popolo.

Invece sono ancora lì per cercare predatori (addirittura schiacciati da montagne di debiti), investitori di ogni colore, e capitali sui mercati che ormai considerano l'Italia il discount della finanza. E quando non li trovano eccoli invocare l'intervento di quella Cassa Depositi e Prestiti che il patetico presidente Bassanini non vuole trasformare nell'IRI del ventunesimo secolo.

Sulla base di questo ragionamento i discorsi che oggi Enrichetto Letta farà ai tycoon e ai gestori di New York per "destinare" i loro investimenti in Italia, assumono un tono problematico. Per lui sarebbe molto più facile usare il linguaggio plebeo dei mercati ortofrutticoli dove si urla: "venghino, signori, venghino": il richiamo per un popolo che ha le pezze al culo e cerca di mettere insieme il pranzo con la cena.


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quì sotto, nei commenti, voglio mettere tutti i link che trovo ad articoli che rifanno la storia di Telecom degli ultimi 16 anni perchè l'elenco delle "magnate gratis", dai "capitani coraggiosi" a Trochetto Primavera e alle banche sulle spalle di cittadini ed azionisti grida veramente vendetta!

martedì 24 settembre 2013

Maloney: Hidden Secrets of Money - Episode 3 - Cosa dopo il Dollaro?

Eccolo! Il terzo episodio della serie "Hidden Secrets of Money" del mitico Maloney. Si parla di reset globale e di cosa è possibile che seguirà. 
Enjoy!





Allora, provo a fare un po' di sintesi. Dopo l’intro stile pubblicità su quanto è figo ed amicone Maloney (racconta dei suoi problemi a scuola perché ha qualche rogna che gli impedisce di leggere bene.. nonostante tutto mi risulta che Ingegnere chimico :D) parte a fare l’elenco di come stanno accelerando gli abbandoni del dollaro come valuta di riserva globale nel mondo negli ultimi anni fra il minuto 6:00 e il minuto 15:00 circa. Prima gli iraniani che vendevano petrolio per oro, poi Saddam che vendeva petrolio in euro invece che in dollari, poi Gheddafi che voleva oro invece di cartaccia verde della FED per il petrolio libico.. ecc. sino all’abbandono del dollaro come mezzo degli scambi commerciali fra Cina e Russia e poi fra Cina e Australia, eppoi… ecc… ne abbiamo parlato tante volte su AF in questi due anni.

Bellina la sintesi di come funzionava Bretton Woods (dal 1944) – dal minuto 15:20, quando parla Richards – con tutte le valute agganciate al Dollaro (rappresentate a mo’ di mongolfiere) e come Nixon nel ’71 sganciò tutto il blocco delle valute mondiali dall’oro ponendo le basi della stampa infinita di denaro che solo negli ultimi anni ha preso ad accelerare a livello di vera follia.

Jim Richards parla dei possibili sistemi che potrebbero seguire il crollo del PetroDollaro:

1) un basket, un paniere, di valute mondiali. Problema: non sarebbero ancorate a niente e quindi saremmo daccapo sin da subito

2) gli SDR, Special Drowing Rights. Praticamente la stessa cosa ma sponsorizzata dall’IMF, dall’FMI.

3) L’oro. moneta stabile da 5000 anni. Un ritorno al Gold Standard? Più oltre Mike dice che il Gold Standard sucks (fa cagare!) perché secondo lui poi viene regolarmente storpiato e ritrasformato in uno scam, una colossale truffa, cioè, si dice per ogni moneta di carta ci sia un pezzettino d’oro.. ma poi si ricomincia sempre a stampare più denaro di carta (valuta “fiat”, valuta “così sia!”) rispetto all’oro retrostante. NO. Mike vuole oro e argento come moneta E BASTA! …

4) Il caos. Tutti fanno finta di niente e al momento buono si parte stile Cipro in tutto il mondo. Sta difatti già succedendo

Minuto 18:00 circa. Mike spiega perché il Gold Standard “fa cagare”: Si dice che per ogni pezzo di carta colorata ci deve essere un pezzettino d’oro (o di argento) ma poi, subito, ogni governo si metterebbe a derogare e a stampare più denaro per andare in “deficit spending” e comprarsi il consenso popolare per le elezioni successive. No, Mike vorrebbe proprio oro e argento e basta. Se la gente fosse abbastanza cosciente, informata, con internet e tutto, si potrebbe pensare si usare direttamente i metalli preziosi. Non necessariamente portandoseli dietro! Non siamo nell’antica Babilonia e Roma imperiale o nel medioevo delle crociate, si potrebbe benissimo usare account bancari con metalli preziosi depositati al sicuro (magari in banche obbligate a stare fuori dalla speculazione finanziaria, vedi legge Glass Stegal. NdEr) e pagare e comprare e guadagnare con transazioni elettroniche, si, a di metalli reali. Si potrebbe trasferire la proprietà di grammi o once d’oro o anche di solo nanogrammi o decigrammi a seconda del valore che avrebbe l’oro in un mondo di 7 miliardi di persone che hanno bisogno di un mezzo di scambio onesto.

La cosa impressionante di questo video è però il pezzo dal minuto 20:00 del video. Mike fa la storia del rapporto oro-dollari esistenti, dollari stampati dalla FED (nata 100 anni fa solo, a natale del 1913. NdEr).

Dal 1900 al 1912 l’ammontare di dollari e oro era lo stesso, 1:1, uno ad uno.

Dalla fondazione della FED e durante – guarda un po’ – l’immediata guerra mondiale successiva, la FED stampò denaro molto più di quanto si rivalutava l’oro al Ministero del Tesoro (U.S.Treasury). Questo distacco fra la quantità di dollari in circolazione e l’oro realmente esistente nei magazzini del Tesoro a fargli da spina dorsale arrivò sino alla Grande Depressione. Dopo il crash di Wall Street nel 1929, nel 1933 Roosevelt espropriò l’oro degli americani e subito dopo alzò il valore dell’oro da circa 20 a circa 35 dollari l’oncia (minuto 21:00). In questo modo riassestò un rapporto più serio fra dollaro e oro (le due curve si riaccoppiano nel grafico).

Minuto 21:00, allarga il grafico agli anni sino al 1957. Negli anni ’30 l’ammontare di dollari stampati e la quantità di oro al Tesoro degli Stati Uniti crebbero parecchio entrambi in parallelo. Gli States vendevano beni al mondo e continuavano ad incamerare oro. Questo rese poi gli Stati Uniti LA superpotenza (gli accordi di Bretton Woods del 1944 mettevano al centro del sistema monetario mondiale il dollaro in un Gold Standard commerciale con retrostante l’oro del Tesoro (presente Fort Knox? NdEr) anche se poi, entrando, al solito, in guerra (stavolta era la Seconda Guerra Mondiale) gli States inflazionarono ancora la quantità di verdoni rispetto all’oro che avevano effettivamente depositato nelle vaults del Tesoro (capito perché si chiamano sempre, in tutti i paesi, “ministri del Tesoro”? NdEr).

Minuto 21:50: nel 1959 De Gaule snasò la cosa e volle indietro oro al posto dei verdoni con cui gli USA avevano preso ad inondare il mondo comprandosi tutto (sempre a 35 dollari per oncia d’oro). Solo gli stati potevano chiedere oro per verdoni in loro possesso, non le persone normali, e così la vaults USA cominciarono a svuotarsi di oro mentre invece si continuava a stampare verdoni (divergenza fra la linea oro che cade e quella verdone che sale a palla fra fine anni ’50 e 1971 al minuto 22:20).

Ecco quindi che Nixon a ferragosto del 1971 “chiude la finestra dell’oro”, dice in pratica che (“per il momento solo, solo per un po’ di tempo”.. certo, è da allora che dura questo “momento”!) bona, fine, non vale più la storia che si possono riscuotere i dollari in oro. In pratica segnò la fine degli accordi di Bretton Woods.

Minuto 22:40. Allarga ancora la chart sino ad arrivare al 1983. Fa notare come l’uso delle carte di credito in pratica aumento anche lui la quantità di denaro realmente in circolazione (così come le banche creano denaro prestando ad interesse 100 quando hanno solo 5 in deposito – riserva frazionaria. NdEr). Così aggiunge la linea blu che comprende anche il denaro creato dalle carte di credito (tutti questi dati sono nei database della FED, disponibili per chiunque li sappia leggere).
Sono gli anni dello shock petrolifero, dell’inflazione a palla sia in Italia che negli USA.. e del mercato toro dei metalli preziosi sino al loro culmine nel 1980. L’oro salì in quei 9 anni da 35 dollari l’oncia a 850 dollari l’oncia nel 1980. Minuto 24:10: fa vedere come l’oro, libero di correre dopo il 1971, salì a palla sino a persino superare la quantità di denaro in circolazione (picco della linea gialla sopra la verdona e persino sopra la linea blu) per un pajo di settimane ... per poi crollare di nuovo sotto la linea verde e quella blu da allora in poi (sinora). Era iniziato il ventennio in cui ci si era illusi che l’oro era sorpassato, che non era necessario, gli anni ’80 e ’90. Il valore dell’oro scese in quegli anni sino a soli 300 dollari l’oncia a inizio del nuovo millennio (Brown’s Bottom. NdEr).

Minuto 24:30. Allarga ancora il grafico al XXI secolo, ad oggi. Vedete come il picco dell’oro è ormai una puntina quasi invisibile e com’è salita in maniera fenomenale rispetto ai due secoli precedenti la quantità di dollari stampati + quelli creati dalle carte di credito… ed eravamo solo a prima della crisi storica del 2007-2008 (collasso Lehman).

Minuto 25:30. Dopo la Grande Crisi la stampa di denaro è partita a livelli da fantascienza. A furia di salvare banche la FED ha stampato non milioni, non miliardi ma ora trilioni di dollari (migliaja di miliardi a botta). E poi … e poi Bernanke annunciò il QE3 (fine anno scorso, 85 miliardi al mese, 3 miliardi di dollari freschi freschi di stampa/bit al giorno). Ora sarebbe necessario un prezzo dell’oro a 13.400 dollari l’oncia per fare da spina dorsale al Dollaro (Credit Card comprese). E considerando l’”overshooting” del 1980 ora si potrebbe immaginare un picco sui 24.000 dollari l’oncia.

Mike ricorda come la gente era shoccata negli anni ’70 a vedere i prezzi dei metalli preziosi. Gli economisti dicevano addirittura che ora che l’oro era staccato dalla carta non sarebbe più stato necessario il suo uso monetario e prevedevano che il prezzo dell’oro sarebbe addirittura crollato dai 35 dollari l’oncia fissi che aveva ancora nel 1971.
Minuto 26:40. Ora, a parteil gran chieccherare di appena ridurre un po’ la stampa di denaro, la FED stessa avrebbe previsto di andare avanti così ancora sino al 2015. Dove arriveremmo allora con sto ragionamento? 26.000 dollari l’oncia. E se tanto da tanto, come sovraperformò nel 1980, si potrebbe ipotizzare un picco a 47.000 dollari l’oncia circa (!!)

Ora, visto come tutto il mondo sta abbandonando il dollaro …

Se ci fosse deflazione, e i dollari venissero distrutti si potrebbe pensare il DOW a 1.500 punti e l’oro a 3.000 dollari l’oncia. Se ci fosse invece inflazione si potrebbe avere il DOW a 30.000 e l’oro potrebbe arrivare a 60.000 dollari l’oncia. In caso di iperinflazione magari il DOW a 30 Trilioni e l’oro a 60 trilioni di dollari l’oncia ….

ok, mi son rotto, siamo al minuto 28 circa, mi andava di tradurre un po' queste due parti, quella sulle prospettive post-dollaro e come Maloney NON è per un Gold Standard e tutta la parte sull'evoluzione del rapporto Dollaro/Oro negli ultimi 113 anni.... e com'è RIDICOLA tutta sta discussione su come dovrebbe crollare l'oro se Benny Boy smette di stampare riduce la quantità di denaro che stampa a "SOLO", fai, 70 miliardi di dollari al mese (!!!)

PS: Trovate gli episodi 1 e 2 sul sito Mike cliccando quì.

lunedì 23 settembre 2013

Full Thai-Faber

Spassosissima intervista di Mark Faber ad una tv thai intervallata dalle traduzioni dei due intervistatori. Interessante perchè mi sembra che parli più liberamente che nelle interviste ai media UK/USA. Per esempio nel primo video accenna indirettamente al fatto che l'oro fosse in bolla nel 2011-2012 (quando parla di come la colossale quantità di denaro stampato dalla FED finsice a creare bolle una dopo l'altra, quella immobiliare, poi dell'oro, poi dell'equity..) ... anche se poi ripete sempre di avere, e consiglia di avere, in oro/argento un 25% dei propri asset (25% cash, 25% real estate, 25% bond corporate, 25% oro/argento).

Il primo video è stato presentato anche su ZH, dove trovate una sintesi in inglese di quello che si dice nel primo dei tre spezzoni. In un commento allo stesso post trovate anche una sintesi (un po' errata) di quello che dice nei video 2 e 3. La parte in cui dice che immagina il reset globale entro i prossimi 5 anni mi pare sia alla fine del secondo video. Stanotte se arrivo/ho voglia faccio una sintesi per i non anglofoni.









domenica 22 settembre 2013

ZH: JPMorgan ora dice di comprare Oro

Da toccarsi i maroni? Secondo i lettori di Zero Hedge si, c'è chi dice che vogliono far mettere long i pesci piccoli per fregarli al momento giusto e/o far salire le quote del GLD ... ma in generale prevale l'idea che se lo dice JPM allora uno smackdown è in arrivo. E quindi lontani dal bancone della bisca e fisico-fisico-fisico.

Zero Hedge - JPMorgan Says "Buy Gold"
Submitted by Tyler Durden on 09/21/2013

Il FOMC ha shockato i mercati decidendo di NON rallentare il suo programma di acquisto di asset in grande scala (Debito USA e MBS, Securities a base di mutui. NdEr) dopo tutti i segnali in direzione del tapering, del rallentamento della stampa di denaro che ha mandato negli ultimi mesi.

Come nota la colossale JPMorgan-Chase Manhattan Bank questa decisione oltre ad aumentare la rischiosità della loro politica rimette sul tavolo la questione dell’asset-reflation (aumentare il money suppy, la quantità di denaro esistente oppure ridurre le tasse, il tutto nel tentativo di fare ripartire l’economia … NdEr).

A loro modo di vedere le cose il maggior driver, il fatto che ha deciso più di tutti gli altri la performance dell’oro negli ultimi anni sono stati proprio i QE (Quantitative Easing, altro modo di definire la colossale stampa di denaro da parte della FED, 85 miliardi al mese ultimamente. NdEr)

Mentre i vari QE si susseguivano e le attese di un’esplosione dell’inflazione al consumo restavano non realizzate, la domanda di un hedge, una “protezione” contro l’inflazione, come l’oro si è placata, le posizioni in ETF su oro si sono alleggerite e i prezzi del metallo giallo sono caduti.

Nonostante tutto però, JPM crede che, come risultato del voltafaccia della FED sul tapering, sulla riduzione della stampa di denaro (occhio, si parla sempre di una piccola riduzione dai colossali 85 miliardi al mese attuali! Altro che stop o addirittura distruzione di denaro. NdEr) potrebbe rialzare la testa la paura che il tutto arrivi a sfogarsi come inflazione dei prezzi al consumo e questo consiglierebbe di aprire posizioni long sull’oro (posizioni speculative che scommettono sul rialzo delle quotazioni. NdEr).

Ovviamente la domanda è – stanno comprando davvero o è solo l’ultimo disperato tentativo di drenare quel po’ di oro rimasto nelle loro camere blindate svuotate ai loro sfortunati clienti?

JPMorgan sull’Oro:

La sorpresa di questa settimana della FED che non reduce i suoi acquisti di asset ha portato ad un rally del 5% nei metalli preziosi. A nostro modo di vedere il principale driver delle quotazioni dell’oro negli ultimi anni sono stati i QE. A seguito della crisi del 2008 una espansione dei fogli di bilancio della Banca Centrale come mai vista prima ha portato alla crescita della paura che sarebbe seguita l’inflazione e ad una forte domanda di oro, una bella fetta in forma di vari ETF.


Man mano però che i QE continuavano e le aspettative di un aumento dell’inflazione restavano via-via deluse, la domanda dell’asset per eccellenza contro l’inflazione, l’oro sono scese, le posizioni in ETF si sono alleggerite e i prezzi sono caduti.

Ma con le rinnovate paure dell’inflazione aperte dal mancato tapering nell’annuncio della FED di giovedì scorso i metalli preziosi sono ripartiti in salita.

Per di più le posizioni in ETF si sono ormai molto alleggerite e la domanda di metallo fisico è molto forte in Asia.

Apriamo una posizione long sull’oro.


La quotazione dell’oro rispetto alla crescita del Debt Ceiling americano..


.. che pare avere una relazione incredibile col metallo prezioso. Ad ogni aumento del carico di debito della valuta di riserva mondiale pare che l’oro abbia proprio bisogno di salire per tenere il ritmo con l’implicato collasso del verdone.

E il rapporto fra la quotazione del metallo giallo e l’insieme delle espansioni dei bilanci di tutte – non solo la FED americana - le banche centrali del mondo. Pare che un’ancora di valore per i loro fogli di bilancio sia proprio fisicologica.


In altre parole per avere un relazione “stabile” fra i bilanci delle Banche Centrali, perché l’oro si “riaccoppi” coi bilanci, sarebbe necessario tornare a quotazioni sui 1800 dollari l’oncia.

Ma dato che la FED ha appena fatto un’inversione a U e nessun segno di rallentamento nella stampa di denaro arriva dalla BoJ (Bank of Japan) come neanche dalla PBOC (Peoples Bank of China) e visto che sospettiamo che anche Draghi sia sul punto di lanciare un LTRO 3, il prezzo dell’oro dovrà essere ben più alto prima che le Banche Centrali del mondi siano di nuovo “backed”, abbiano di nuoco un congruo corrispettivo in oro.

Rogers: L'oro potrebbe anche arrivare sui 900 dollari l'oncia

Jim Rogers parla con la ex-RT Lauren Lyster e dice che si, l'oro potrebbe arrivare anche sotto i 1000 $/oz, persino a 900. Nel qual caso consiglia di "caricare la barca!" (espressione americana che sta per "comprare a man bassa"). 

In generale è comunque sempre dell'idea che i metalli, in questo frangente storico eccezionale, con tutte le banche centrali del mondo che fanno a gara a stampare denaro e cercare di svalutare, coi debiti pubblici, privati e delle imprese a livelli mai visti, siano una buona idea e che anche nel breve delle quotazioni sub1000 dollari/oncia siano possibili nel giro di pochi anni saremo tranquillamente sopra l'attuale record sui 1920 $/oz.



se il video non parte vedetelo quì

venerdì 20 settembre 2013

E invece si! Si tapera! (.. o no? ma però si. Ma quando? .. Ma forse invece .. e se pittosto ... )

"oh, Tobia, hai sentito che ha detto la donna delle pulizie della FED? Dice che invece si, insomma, si tepera.... "

"Eeeeh? Cosa? Si tapera? ... Vendi Mortimer! Vendi come se non ci fosse un domani!! CORRI!!"

giovedì 19 settembre 2013

Maloney: aggiornamenti su oro/argento e azionario/immobiliare (USA)

Nuovo video di Mike sull'analisi della situazione fra metalli preziosi e altri asset che sarà il caso di comprare quando il metallo sarà al picco e questi altro sottovalutati .. 500 once d'argento (circa 10.000€ ora) per acquistare un'abitazione tipica statunitense - villetta da telefilm con praticello e alberi senza grate ne cancelli davanti e dietro?



Prometto traduzione scritta questo week-end per "gli amici di Mike" ;D

D'Avena: Europa Unita

Per la serie "Favole per Bambini"


mercoledì 18 settembre 2013

Bernanke: No Tapering (ancora!)

"Vai Mortimer! Compra! Compra!" 

"Ma Tobia, compra cosa? Sono azioni marce, in bolla.."

"Mortimer, sei un coglione! Compra! Compra tuttoooo!"


mmmmm.. sapete quando in un po' tutti i talk show italici salta su quello che dice come "in America c'è la ripresa !!" ?

Beh, eccola la ripresa a stelle e strisce: 

Submitted by Tyler Durden on 09/18/2013


in 5 anni dal crollo Lehman: Bilancio della FED espanso del 300%. Posti di lavoro aggiunti.. non riesco nemmeno a leggere, direi sostanzialemente ZERO.

Ninja Girl - Pure 999 Silver Medallion

Ok, il nostro amico tedesco ha apprezzato talmente l'idea dell'oncia "Manara" che si è addirittura già fatto fare un design dai suoi amici-engravers d'oltreoceano. Che ve ne pare?


  
.. io non avrei fatto la scritta così, l'avrei messa sull'altro lato, in italiano e inglese a destra e sinistra della stessa spada conficcata per terra. "Sound Money Will Always Win" e "Il Denaro Sonante Vincerà Sempre", insieme coi classici "1 oz of Fine Silver 999 - 1 Oncia Troy di Argento Purissimo 999 - 31,10 grammi" scritti in circolo attorno.

Dal lato della ninja avrei messo solo l'immagine - più grande e d'impatto - e il logo di MA-NA-RA. Avevo anche pensato di non fare bordi, solo un campo illimitato. Tanto mica sono (sarebbero) fatte per circolare. Magari capsula di serie, stile Perth Mint

Allora? Piace?

Jacona: Basta con l'austerity!

Bellissima questa puntata di Jacona sulla "crisi" (si chiama DEPRESSIONE!). Un giro dell'Europa del macello, il macello dell'euro così costruito, della Troika, UE, BCE e FMI e della loro "austerity"


Per vedere il video cliccate quì