Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 28 giugno 2013

ZH: Merkel stomacata dalle richieste dei banchieri irlandesi .. dimentica però il bubbone DB

O! Povera Anghela! E' stomacata dalle richieste dei banchieri irlandesi...

Submitted by Tyler Durden on 06/28/2013

L’ "outing" da parte dei banchieri irlandesi in cerca della benevolenza della BCE e dei tedeschi ha fatto infuriare una Merkel in cerca di consenso per le elezioni settembrine (e che tiene i cordoni della borsa).

In linea con le sue origini populiste, Reuters reporta che la Merkel abbia esclamato: “per la gente che va a lavorare tutte le mattine per guadagnarsi onestamente da vivere questo genere di cose è insopportabile, fa vomitare.”

La Germania ha paura che le verrà chiesto di salvare ancora altre banche malgestite (anche se il modello per il salvataggio è già sulla sua strada… cipro style) e la Merkel avrebbe aggiunto, forse più profeticamente: “queste cose fanno davvero male alla democrazia, la social market economy e tutto quello per cui lavoriamo.”

Certamente questo show di disprezzo sembra moooolto ipocrita visto che il ruolo principale della Merkel pare sia di tenere in vita Deutsche Bank (come abbiamo spiegato con parole e immagini quì) ...


E giusto per ribadire un concetto già espresso più volte vedere qui sopra per capire qual è la vera arma di distruzione di massa in Europa (in verdone il PIL tedesco e in rosso i derivati in mano a Deutsche Bank)

Jesse: circa 650 tonnellate d'oro hanno lasciato i vari ETF/Comex/ecc.. da inizio anno?

Jesse ha ricostruito quanto oro dovrebbe essere fuoriuscito da inizio anni dai vari ETF, Comex, ecc... oro che ha preso il volo (o la nave) da occidente verso oriente?

27 June 2013

Considerando la teoria per cui lo scopo di questa operazione di mercato sia stata tirare giù il prezzo dell’oro sin da inizio anno per liberare del bullion che necessario per alleviare certi stress da consegna, mi stavo domandando se fosse possibile quantificare in qualche modo i risultati dell’operazione.

Con l’aiuto di Nick della Sharelynx.com, che tiene i record, i dati, e disegna chart, sono stato in grado di calcolare il numero approssimativo di tonnellate di oro che dai magazzini sono state rilasciate nel mercato, o magari verso qualche area di immagazzinaggio privata, dai principali fondi ed exchange del mondo occidentale. Il periodo che considera la tabella seguente va del 1° gennaio al 26 giugno.


Se la teoria non è sbagliata e le ipotesi corrette, allora è “missione compiuta”.

Non ci dovrebbe essere nessuna scusa ora per non consegnare alla Germania il suo oro.

E un sacco di altro bullion è stato reso disponibile per risolvere quelle altre seccanti mancate consegne che sembravano voler saltar fuori.

Quindi uno ora potrebbe presumere che il bullion è in viaggio verso i suoi legittimi proprietari, a cura di Herr Weidmann alla Deutsche Bundesbank. La NY Fed manda anche i suoi distinti saluti. Ich liebe dich.

A meno che … non sia stato reipotecato a quei barbari compratori asiatici e mediorientali, ancora una volta.

C'est la guerre des monnaies. Quelle dommage!

le stelle sembrano essere sul punto di riallinearsi, con forse ancora un po’ di buffonate e shenanigans di fine trimestre. Ma i ragazzi sono ragazzi e non possono non mettere le mani sui giocattoli. Quindi chi può dire cosa succederà? Forse un altro giro di bailout?


giovedì 27 giugno 2013

Olè! Oro a 1200 dollari l'oncia!

No comment


Un po' di rapidi aggiornamenti info-visuali da Tyler:

Zero Hedge - Gold Breaks Below $1200
Submitted by Tyler Durden on 06/27/2013

sembra che adesso abbia più voglia di cadere l'oro dell'argento:


.. la Gold/Silver Ratio ha sfondato quota 65 ad 1:


e un simpatico promemoria delle altre cadute dell'oro in questa salita costante del bull market iniziato nel 2000:



Viale: L'Italia, di fatto, è già fallita

ah! "maledetti comunisti!"... senti che assurdità che dicono:

Di Guido Viale - 27 giugno 2013

“Ci siamo assuefatti a convivere con un meccanismo economico e finanziario che ci conduce inesorabilmente a una progressiva distruzione del tessuto produttivo del paese e delle istituzioni fondanti della democrazia: in questo quadro la perdita di imprese, posti di lavoro, know-how e mercati in corso è irreversibile, come lo è la progressiva abolizione dei poteri degli elettori, del Parlamento e, soprattutto, degli Enti locali: cioè dei Comuni, che sono le istituzioni del nostro ordinamento giuridico più vicine ai cittadini.

La Grecia, avanti a noi di un paio di anni in quel percorso di distruzione delle condizioni di esistenza di un’intera popolazione imposto, con una omogeneità impressionante, a tutti i paesi europei del Mediterraneo, ci mostra come alla devastazione provocata dai diktat della finanza e dalla governance europea non ci sia mai fine.

Il Governo italiano non sa dove trovare otto miliardi per soddisfare le richieste su Iva e Imu a cui Berlusconi ha subordinato la sua permanenza nella maggioranza.

Ma nessuno mette in discussione il fatto che ogni anno lo Stato italiano riesca sempre a trovare – e paghi – 80-90 miliardi di interessi ai detentori del debito pubblico italiano.

E nessuno dice che dall’anno prossimo, a quegli 80-90 miliardi se ne dovranno aggiungere ogni anno altri 45-50 per riportare in 20 anni il debito pubblico al 60 per cento del PIL.

Nel frattempo il PIL cala e il debito cresce mentre interessi e quota del debito da restituire aumentano; e nessuno sa o dice dove troverà tutto quel  denaro che, con il pareggio di bilancio in Costituzione, non può che essere estratto da nuove tasse – ovviamente a carico di chi già le paga – facendo precipitare ancor più in una spirale senza fine occupazione, redditi, bilanci aziendali e spesa pubblica, cioè scuola, sanità, pensioni, ricerca, salvaguardia del territorio e del patrimonio artistico.

C’è stata una cessione di sovranità a favore della finanza internazionale sia in campo economico che politico e ciò a cui molti di noi si sono assuefatti è l’idea che a tutto ciò “non c’è alternativa”.[...]

Il debito pubblico italiano, con gli interessi, è insostenibile e incompatibile con qualsiasi prospettiva che non sia la chiusura e il degrado progressivo di tutte le nostre fonti di sostentamento; lo Stato italiano, come quello greco, di fatto è già fallito.

Ridurre in misura sostanziale il debito svendendo il patrimonio pubblico, più che un’illusione è un imbroglio: la svendita della quota pubblica di Eni, Enel, FS, Finmeccanica e Fincantieri oggi frutterebbe poco più di 100 miliardi, meno di quanto continueremmo a pagare ogni anno tra interessi e quota di restituzione; la svendita di tutto il demanio e degli immobili di Stato ed Enti locali a prezzi di mercato frutterebbe ancor meno. [...]

---

purtroppo troppa gente in Italia ha ancora in testa schemini mentali vecchi di un secolo ormai. Ancora adesso clicco su un articolo ripreso da MLnews e mi leggo Facco che parla di "governo di comunisti (PD) e socialisti (PDL)"! Ma ragazzi, sturiamoci il cervello da queste etichette medievali! Razzo! E' da quando sono al mondo che non sento nemmeno quelli del Manifesto parlare di abolire la proprietà privata, figurarsi il PD che è un partito di democristiani da decenni ormai!

Basta, per pietà, basta con sti pregiudizi assurdi, ridicoli, lo schemino mentale PD-comunisti PDL-rivoluzioneliberale-ista! Non è solo retrò, e proprio una palla colossale, sono tutti della stessa razza, fanno tutti solo i loro piccoli interessi ben attenti a non pestare i piedi ai padroni della finanza internazionale (banche). comunisti? socialisti? ma per piacere, questi sono tutti suisti o suinisti se preferite

ZH: L'oro quota ora sotto il suo cash cost medio

Submitted by Tyler Durden on 06/26/2013

Come vi abbiamo mostrato due mesi fa (tradotto su AF quì) il marginal cost di produrre l’oro (90° percentile) nel 2013 è stato stimato in 1300 dollari l’oncia, incluso il capex. Il che significa che pochi giorni fa l’oro ha preso ad essere scambiato a meno non solo del cash cost ma si sta avvicinando anche al marginal cash cost (escluso il capex) di 1104 $/oz… (qui mi piacerebbe un commento di Giseppe Trucco perché mi pare che da fonte a fonte si conteggino i costi in maniere piuttosto diverse e con significati diversi per le stesse parole. NdEr)


Il che significa che le seguenti miniere (come mostrato quì), una per una, a partire da destra e andando verso sinistra, saranno costrette a chiudere le produzioni anche senza contare il fatto che i sindacati sudafricani hanno finalmente ottenuto il raddoppio (!) degli stipendi dei minatori delle miniere d’oro del Sud Africa. Sino a che, virtualmente, non sarà prodotta più nessuna nuova oncia d’oro.


A quel punto possiamo anche immaginare che nel mondo del Nuovo Normale il prezzo (di carta) dell’oro sarà 0 dollari l’oncia … 

Scherzi a parte, neanche Bernanke e tutti gli ETF del mondo potranno mai alla fine fare molto per impedire che i prezzi dell’oro riflettano la richiesta globale e le necessità del settore che lo produce, specialmente con la Cina che continua ad importarne centinaja di tonnellate l’anno (oltre ad essere il primo produttore mondiale di metallo giallo al mondo da anni. NdEr). 

---

Altra chart di John Fitzpatrick presa dal King World News e riportata anche da Jesse (solo per questo la riporto anch'io, il KWN è sempre stato troppo permabull.. e detto da me!):


Che dice? Che così come la mossa al ribasso dell'oro del 2007-2008 è stata del 34% oggi saremmo pronti, se la storia si ripetesse sempre allo stesso modo, ad una salita verso quota 3500 dollari l'oncia per il 2016 (all'incirca un 3x ... butta via) 


mercoledì 26 giugno 2013

Dejavu asiatico: Oro e Nikkei giù di nuovo assieme

In Cina la PBoC ha detto che salverà le banche... no, anzi, qualche banca, selettivamente e la borsa cinese cade di un 1% (come notava Tyler questi cinesi ormai sono più capitalisti degli americani, almeno da loro non si prospetta un salva-salva delle banche) ... e intanto il Nikkei e l'Oro (e i suoi fratelli) giù belli belli all'unisono come la coreografia di una danza thai:

Submitted by Tyler Durden on 06/25/2013


Totalino: L'oro ha rotto anche quota 1250 USD/oz (ed è arrivato a toccare i 950 euro l'oncia prima di risalire) e l'argento ha rotto al ribasso anche quota 19 USD/oz (14,50 euro spot l'oncia)

In soldoni vuol dire che puoi comprare once d'oro a meno di 1000 euro reali e alcune once d'argento come i phil a quasi 17 euro tondi tondi (più spedizione)

PS: ma l'oro non crollava per via della vociferata fine dei QE di Benny boy? (che poi non sarebbe una fine ma una riduzione appena degli 85 mld di dollari di acquisti di debito americano e securities immobiliari al mese) 

PS2: Ma coi tassi ridicoli che pagano da anni i bond americani.. se non se li compra Bernankolo chi se li compra? Delle due l'una, ho li compra la Fed stampando denaro o i tassi salgono... Zero Hedge - For Bonds, It's A Lehman Repeat

I koala d'argento australiani

Al mio ultimo ordine ho preso anche una certa quantità di questi splendide once australiane:



i prezzi per questi tesorucci sono incredibilmente bassi rispetto alle altre once australiane, secondo tanti, me compreso, le più belle al mondo, col loro effetto un "frosted", brinato, misto al più classico fondo specchio

Ma quali sono le quantità coniate di queste monete per essere il prezzi così vantaggiosi (in questo momento Felice Boffilo le fa a meno di 20 euro al pezzo, le "uanauns", le 1 oz, e anche i lingottoni da kilo sono spesso a buonissimo mercato, anche da Liberty Silver o da Celtic Gold, i due che spediscono con barbatrucco dall'Estonia, ultima terra dell'iva a zero sull'argento... più o meno agli stessi prezzi di Felix!)



martedì 25 giugno 2013

Trucco: Miniere che chiudono ...

Sul sito di Giuseppe Trucco un'interessante articolo sulle compagnie minerarie di oro, argento e platino e sugli effetti possibili o meno del crollo delle quotazioni dei suddetti in questi ultimi 2 mesi sulle attività nelle loro miniere: 

TruccoFinanza - Miniere che chiudono… 
by Giuseppe Trucco - giugno 25, 2013

Il prezzo dei metalli preziosi sta calando sensibilmente e perle prime miniere già è tempo di chiudere i battenti. Ho spiegato in un precedente articolo che il costo medio di produzione inclusivo di tutte le voci è pari, grosso modo, al prezzo corrente del metallo giallo. Ma siccome i costi di creazione della miniera sono impossibili da recuperare, una miniera tendenzialmente verrà chiusa solamente in presenza di un prezzo dei metalli preziosi che sia addirittura inferiore ai costi vivi di produzione, i cosiddetti “cash cost nel gergo del settore. Si potrebbe obiettare: se anche una miniera producendo riesce a superare i costi di produzione di poco, che senso ha tenerla in produzione per guadagnare pochi spiccioli e nel frattempo esaurire le riserve che, in futuro, potrebbero divenire molto più profittevoli da estrarre? Beh, non è così semplice. Anzi, potrebbe essere più conveniente, se si ritenesse che il prezzo dei metalli preziosi debba presto risalire, continuare addirittura a produrre in perdita. Perché? Perché chiudere una miniera non è semplice, si tratta di licenziare un sacco di minatori, se anche questo fosse possibile, potrebbe essere una mossa controproducente, perché in caso di riapertura potrebbe esserci poi difficoltà a reperire nuovamente personale qualificato (in molte giurisdizioni i minatori sono una risorsa scarsa). E poi una miniera chiusa comporta costi di manutenzione, se si vuole poterla rimettere in produzione in futuro senza troppi costi. Persino nel caso di una miniera che si vuole abbandonare (ad esempio nel caso di esaurimento delle riserve presenti), è necessario far fronte a pesanti costi per ripristinare le condizioni del territorio a norma di legge. Ma non voglio farla troppo lunga. La morale è che anche se a questi prezzi non è, mediamente, conveniente produrre metalli preziosi, probabilmente si continuerà a produrre nella maggior parte delle miniere esistenti, mentre ad essere messi in stand-by saranno tutti i progetti su cui è ancora necessario investire il “capex” (i costi per costruire da zero una miniera prima di incassare i primi dollari di ricavi). 

Ma ovviamente non tutte le miniere hanno eguali costi di produzione, e così quelle che sono più vicine al costo marginale di produzione, si trovano oggi a dover decidere sul da farsi: produrre in perdita oppure sostenere i costi di chiusura (e poi magari di riapertura)? La risposta a questa domanda dipende da 2 fattori: primo, l’aspettativa che il management ha sul futuro andamento dei prezzi (se pensa che presto risaliranno conviene continuare a produrre), secondo la capacità finanziaria di far fronte alle perdite cui si andrà incontro in caso di produzione in perdita.

Abbiamo i primi segnali di resa del settore, le prime miniere che stanno chiudendo, se il prezzo dei metalli preziosi non recupera presto, la mia previsione è che molte altre miniere seguiranno l’esempio di queste prime che hanno chiuso. Vediamo chi ha “aperto le danze”. 

...e il bello lo leggete tutto sul sito di Mr.Trucco cliccando quì.

King: Fare il minimo

haha! Ha ragione Beato Trader, c'è davvero del genio in questo post di Funny King ... e a me ricorda anche la mossa più geniale di tal Mohandas Karamchand Gandhi

Rischio Calcolato - Fare al Meglio il Nostro Minimo, L’Arma Finale per Distruggere Questo Stato
di Funny King, 25 giugno 2013

In Italia non ci sarà violenza fisica, le piazze urlanti di Brasile, Turchia, Egitto è cosa per paesi giovani, con un età media intorno ai 30 anni. Al massimo nel nostro paese potremmo assistere ad episodi di disperazione, follia o di segnali da parte della criminalità organizzata.

Ma niente di veramente serio, eversivo e pericoloso per l’incolumità fisica della nostra classe dirigente.

Neppure ci saranno oceanici e paralizzanti scioperi generali, la stragrande maggioranza dei lavoratori tiene letteralmente famiglia, e non ha più la sicurezza del posto di lavoro. Troppo difficile e costoso perdere preziose giornate di stipendio con il rischio di vedere la propria fabbrica o il proprio ufficio chiudere e spostarsi da qualche parte nel mondo.

Non ci sono ancora le condizioni per stravolgimenti politici attraverso le elezioni. L’informazione è saldamente in mano alle due principali famiglie politiche e il danno enorme provocato dalle speranze di cambiamento tradite dal Movimento 5 Stelle con un infinita teoria di inutili, sterili e stupide beghe interne ci lasciano come primo partito l’astensionismo. Di fatto a votare va in maggioranza quella parte di Italia ché ha un interesse specifico e personale a far vincere questa o quell’altra forza politica. E’ vero che rimane aperta una enorme prateria politica, ma ad oggi non esiste o non si è ancora palesato un soggetto che possa attirare abbastanza consenso da cambiare il sistema.

Cosa rimane per esprime rabbia e protesta e insieme per sopravvivere e badare al bene delle nostre famiglie?

Chi ne ha avuta la possibilità e il talento è andato via dall’Italia o sta pensando di farlo, le migliori aziende italiane non legate al territorio delocalizzano. Il caso più clamoroso è quello di Indesit, azienda che “ancora fa profitti in Italia” (ma la Camusso si rende conto delle stupidaggini che dice?) come se una società debba aspettare il dissesto o la crisi per decidere di levare le tende da questo inferno di tasse, burocrazia e di giustizia fallita. I giovani più istruiti, incoraggiati e sovvenzionati per quanto possibile dalla propria famiglia vanno a creare ricchezza per altri paesi, e non torneranno a meno che non convenga loro e non allo Stato Italiano.

Ma ci sono migliaia di Italiani e di Aziende Italiane che per molteplici motivi, familiari, di legame con il territorio, di mancanza della preparazione necessaria o per semplici questione anagrafiche non possono o non hanno la forza per andarsene.

Cosa resta per protestare e portare questo Stato Italiano al collasso?

Fare al meglio del nostro Minimo

In Italia oggi non è il tempo per fare soldi, è il tempo di sopravvivere e preparasi alla bancarotta del paese. Ogni attività economica ha un rapporto fra rischio e rendimento atteso. In Italia in più abbiamo una pressione fiscale così asfissiante che lavorare di più, produrre di più e assumersi maggiori rischi rende come minimo temerario la ricerca del reddito.

Pensate ad un dentista che lavora 5 o addirittura sei giorni la settimana: si assume il rischio che il gran numero di clienti non lo paghi, e deve pagare al fisco una quantità di tasse enormi peraltro spesso commisurate a quanto fatturato e non a quanto effettivamente incassato. Forse potrebbe lavorare 3 o 2 giorni la settimana, selezionare solo i clienti che pagano e evitare di trovarsi indebitato e in difficoltà solo per avere cercato di produrre di più.

L’idea di lavorare a testa bassa per accumulare un bel patrimonio per il futuro, in un paese in piena repressione fiscale non funziona, è un idea sbagliata pericolosa e che porta alla rovina.

Oggi è giusto fare al meglio il nostro minimo, ridurre le attività al punto ottimale allo scopo di farla sopravvivere. L’obbiettivo deve essere la conservazione della professionalità e degli strumenti del mestiere.

Per paradosso proprio ora il tempo libero non è mai costato così poco e il rischio di impresa non è mai stato così alto in Italia.

E contemporaneamente è rivoluzionario.

Lo Stato può confiscare il nostro patrimonio, può toglierci le libertà ma non può costringerci a fare del nostro meglio per produrre ricchezza.

Fare al meglio del nostro minimo significa sopravvivere e contemporaneamente condannare questo Stato alla morte per fame, portare l’Italia al cambiamento per mancanza di mezzi, per mancanza delle tasse su un reddito che non viene più prodotto e per i minori consumi.

Fare al meglio del nostro minimo significa pianificare il proprio lavoro e la vita della propria famiglia dando maggiore valore e qualità al tempo al di fuori della produzione del reddito.

Non è facile ma è possibile, si può passare un periodo della vita in un parziale ritiro volontario che implica anche a dure rinunce se si ha un obbiettivo adeguato.

Sopravvivere e fare una piccola, silenziosa, micidiale rivoluzione, non è un obbiettivo da poco.

lunedì 24 giugno 2013

Jesse: Le opzioni al Comex scadono domani e le consegne di Oro e Argento fisici il 27-28 e il 1° luglio ...

Umm... dai crolli di due mesi fa è tutto un "io! io!" a cantare come tutti l'avevano previsto .... anche se prima non si faceva avanti molta gente a dirlo. Adesso tutti, dico tutti, siamo propensi a pensare che devono scendere ancora i metalli, si parla facilmente di quota 15 USD/oz per l'argento.... e se invece? Sentite che ci ricorda Jesse:

24 June 2013

Per quelli di voi familiari con il “1984” di George Orwell, gli istrionismi sulla ricerca dell’ultra-cattivo agente segreto Edward Snowden … a me ricordano le ricerche del mitico nemico dello stato del libro, Emmanuel Goldstein.

sono curioso di vedere che fa ora il mercato delle equities e come si comporteranno da qui in avanti oro e argento negli ultimi giorni del periodo delle consegne del metallo fisico con i magazzini a livelli quasi record di svuotamento.

Come ho già ricordato quando i magazzini dell’oro registered (del Comex. NdEr) si sono trovati a questi bassi livelli, in passato, nel giro di un mesetto circa, si è registrato un cambiamento intermedio del trend.

A proposito di contrary indicators, Dennis Gartman se n’è uscito oggi con delle chiacchere su quanto sono sfortunati quelli che possiedono dell’oro. Dennis dovrebbe sapere di che si parla vista l’assolutamente terribile performance del Gartman ETF (HAG.TO) che ad inizio anno è andata, come si diceva ai tempi della seconda Guerra mondiale, “a tette all’aria”.

A vostro uso e consumo includo il calendario del Comex per i futures e per le opzioni (vedere sul sito di Jesse, cliccando qui. Comunque le ultime consegne del fisico a fronte di futures sono per questo giovedì e questo venerdì, il 27 e il 28 giugno, e il 1° Luglio, sia per l'oro che per l'argento e le opzioni scadono domani. NdEr)

---

Beati quelli che invece sono - praticamente - sicuri dei ribassi ulteriori! (dico sul serio, non per sfottere)

BIS: Debito pubblico giapponese al 400% del PIL nel 2050... se va bene!

Secondo la BIS (la banca centrale delle banche centrali) nel 2050 - se va beeene - il debito pubblico giapponese sarà sul 400% del PIL. Se va bene. Sarà per questo che ultimamente se ne esce con proclami che sanno addirittura di buon senso?

Submitted by Tyler Durden on 06/23/2013

Fonte della Chart: BIS

domenica 23 giugno 2013

All-in costs dei più grossi produttori d'Argento primario al mondo

Attenzione, i costi all-in dell'argento che seguono sono conteggiati per compagnie minerarie primarie di argento. Altre companies avranno altri target primari nelle loro miniere, tipo rame o oro o altro e quindi per queste l'argento può essere in qualche modo "un bonus" e, anche se scorrettamente, viene conteggiato solo come un plus e senza spese. Insomma, mediamente il prezzo da miniera dell'argento sarà minore dei vari 22, 24 e addirittura 26 dollari l'oncia che appajono nell'articolo. Resta comunque significativo che per le miniere primarie d'argento i costi "omnicomprensivi" dall'estrazione sino alla vendita dei lingottoni ancora non 999 siano praticamente per tutti ben sopra i 20 o meno delle quotazioni spot di LBMA/Comex/Globex degli ultimi giorni


Jun 20 2013

Guardare lo scioglimento del prezzo dell’argento (SLV) da 30 dollari l’oncia a 20 e dintorni, con quello di aprile che sembra ora solo un “rimbalzo del gatto morto” (figura dell’analisi “tecnica”, quando il prezzo crolla e rimbalza subito verso l’alto .. ma solo per ritornare giù più convinto di prima. NdEr) su basso volume, da tutta l’idea della debolezza generale nei mercati dei metalli preziosi. Tutto il vociare dei FOMC sulla riduzione della quantità di denaro stampato dalla Fed non fa che buttare fuoco ribassista nel campo dei metalli preziosi.

Fregandocene di chi ha visioni estreme sia sul fronte dei ribassisti che su quello dei perma-bull, c’è un generale consenso sul fatto che l’attuale ondata ribassista sui MP dovrebbe arrestarsi quantomeno intorno ai costi di produzione, “tutto compreso”, del metallo giallo delle principali compagnie minerarie. Aggiungete un premium per le paure di inflazione e per il fatto che il fisico ha altre spese minime da sostenere per arrivare al dettaglio e siamo sui 1300-1400 Dollari l’oncia per l’oro.

Usando la stessa metodologia otteniamo che gli all-in costs della Fresnillo Mining Co. Sono intorno ai 20 dollari l’oncia per l’argento (la Fresnillo è la più grossa company mineraria di argento primario al mondo Miniera di argento primario vuol dire che esiste fondamentalmente proprio per estrarre argento e non che lo estrae, si, ma come prodotto secondario di qualche altro metallo. La Fresnillo da sola produce circa il 7% dell'argento minerario mondiale annuale. NdEr).

Per un’analisi dettagliata dei costi della Fresnillo PLC (FNLPF.PK) vedere questo lavoro della Hebba Investments: http://bit.ly/11OvGH5

È un numero che lascia perplessi. Se i margini di profitto della Fresnillo sono solo di 1 o 2 dollari ai prezzi attuali .. beh, allora i junior silver miners (SIL
) dovrebbero già essere in sofferenza e accusare il colpo.

E al momento non vengono usati metodi di conteggio standard tipo GAAP o IFRS nel calcolare i costi all-in. Usare la formula del World Gold Council (grossomodo l’analogo “in giallo” del Silver Institute, a livello mondiale. NdEr) da un idea più esatta dei veri costi complessivi di produzione.

L’ “all-in cost” riflette davvero il valore di produzione di un’oncia d’argento. Riflette sia i costi ad alta intensità di lavoro che i costi in capitale umano sino alla vendita di un’oncia. i costi all-in comprendono anche le grosse spese di esplorazione che le company costantemente affrontano e i costi di rinaturalizzazione ad esaurimento miniera, le spese generali e amministrative, gli affitti, i viaggi e tutti i vari costi relativi delle operazioni. Il costo totale viene poi quindi diviso per la quantità di once che arrivano ad essere effettivamente vendute, arrivando così al reale costo di produzione di un’oncia d’argento.

Nella tavola seguente ecco comparati gli all-in costs di First Majestic (AG), Pan American Silver (PAAS), Fortuna Silver (FSM), Great Panther, Silver Standard (SSRI) e della Hecla Mining (HL).

Quello che salta subito gli occhi è quanto siano alti (rispetto alle voci che girano spesso di costi di estrazione sui 5 dollari l’oncia. NdEr). Questo ci porta a pensare che se sono alla fine davvero questi i costi di produzione complessivi queste Companies sono potenzialmente sopravvalutate (perché possono produrre utili molto inferiori a quanto uno avrebbe invece potuto pensare. NdEr).

Abbiamo calcolato l’ Enterprise Value, il valore d’impresa per oncia usando la formula standard del calcolo del Valore d’Impresa: Capitalizzazione di mercato – cash + debiti. Abbiamo poi diviso il Valore d’Impresa ottenuto per il totale delle once d’argento delle miniere di quella company (provate + probabili + misurate + indicate… cioè tutto quello che si sa/suppone la miniera possa ancora produrre. NdEr). Questo valore finale che otteniamo rappresenta quanto vale, in once d’argento, 1 dollaro della compagnia (o l’inverso). Più il numero è basso e meglio è:


Quello che otteniamo in qualche modo non ci sorprende. Alcune valutazioni sono estreme e suggeriscono che il mercato delle junior silver sia surriscaldato come quello delle junior gold. Comunque la Silver Standard mostra grandi potenzialità e la Pan American Silver della gran stabilità. Due fattori molto importanti quando si scelgono dei mining stocks.

I costi all-in e il valore d’impresa per oncia rispondono alle due domandi più importanti quando si tratta di scegliere quali mining stocks scegliere:

1) Quali sono i costi di una company e se sono realisticamente economicamente sostenibili nel lungo periodo
2) la quotazione della company è giusta? Sopravvalutata? Sottovalutata?

Linea di fondo: basandoci sui criteri esposti la First Majestic (FR) è un eccellente candidato come investimento, con dei costi all-in impressionanti. Secondariamente, in prospettiva, la Silver Standard mostra eccellente potenziale essendo valutata ora a 0,30 dollari per “oncia contenuta” (shows excellent potential being valued at $0.30 per contained silver ounce).

Disclosure: l’autore del pezzo non ha posizioni negli stocks menzionati e non ha in programma di aprirne nelle 72 ore seguenti la pubblicazione dell’articolo. 

GoldenMinerals ha sospeso i lavori nelle sue miniere in attesa di prezzi più congrui per Oro e Argento

Grande Alexxix68 che ha scovato questa notizia... la prima di altre simili? Ok, immaginiamo che la Company fosse un po' tirata di suo se le servono prezzi di Oro e Argento di almeno 1600 e 30 dollari l'oncia rispettivamente per andare pari (non per fare utili, eh, per andare pari!), ma il segnale è arrivato. E anche prima del previsto direi!
 

PR Newswire - Golden Minerals Announces Suspension Of Production
June 21, 2013

Golden Minerals Company (NYSE MKT: AUMN); (TSX: AUM) announced that it has suspended operations at its Velardena mine as of June 21, 2013, in order to conserve the asset until operating plans and prices for silver and gold indicate a sustainable cash margin for operations.

The employees at the Velardena mine were informed of the Company's decision in the afternoon of June 21, 2013.

In February 2013 the Company anticipated the Velardena operations would achieve operating cash neutrality during the third quarter 2013, assuming gold and silver prices of $1,600 per ounce and $30 per ounce, respectively.

In May 2013 the Company projected a $5 million negative margin from the operations for the remaining three quarters of 2013 at prices of $1,500 gold and $25 silver.

Metals prices have continued to decline and remain below these levels.

The Company is placing the mine and processing plants on a care and maintenance program to enable a re-start when operating plans and metals prices support a cash positive outlook for the property. 

Approximately 470 positions at the Velardena operations are being eliminated as a result of the suspension. 

The Company is presently negotiating the specific terms of a severance package with its labor unions. 

The Company plans to retain a core group of approximately 50 to 60 employees to facilitate a re-start of operations and to maintain and safeguard the longer term value of the asset. 


insomma, già a maggio la Co. aveva preventivato di perdere 5 milioni di dollari per il resto dell'anno se i prezzi fossero stati mediamente sui 1500 e 25 dollari l'oncia.... dopo l'ultimo takedown dell'altro giorno sono partiti di gran carriera ad annunciare la sospensione dei lavori. Solo un 50-60 operai non saranno licenziati, in attesa di tempi migliori per i prezzi di oro e argento... nel frattempo faranno da guardie alla considerevole ricchezza custodita nelle rocce delle miniere della company giocando a carte e bevendo whiskey e mezcal (illazione mia!)

venerdì 21 giugno 2013

Clark: Che ne sarà dell'Oro?

Casey Research - What Lies Ahead for Gold?
Jeff Clark, Senior Precious Metals Analyst - June 19, 2013

Prima le brutte notizie…

Probabilmente le vendite non sono ancora finite. Il processo di capitolazione potrebbe non essere ancora concluso. Ormai i metalli hanno preso la randa e l’inerzia ha ancora spinta verso il basso.

Quanto possono scendere ancora oro e argento? Si possono architettare ogni sorta di studi tecnici, identificare segnali e pattern vari, ma noi preferiamo non basare le nostre decisioni su strategie di questo tipo, a partire dal fatto ce ci possono essere molteplici, troppe diverse interpretazioni e diversità di predizioni.

Quello che sappiamo è che dato il livello di capitolazione a cui stiamo assistendo, le vendite arriveranno a far oscillare il prezzo oltre il livelli logicamente accettabili e immaginabili. Un overshooting: Il tiro dei cannoni arriverà anche oltre il bersaglio, con tutta l’inerzia verso il basso che hanno acquistato oro e argento.

Quello che ci prepariamo a fare è avvantaggiarci della situazione.

Il sentiment è passato al pesantemente negativo. Tutte le storie e i titoli che si sentono e leggono sono negative e bearish, ribassiste. Ci vorrà del tempo perché molti investitori decidano di rientrare in questo mercato, specialmente quelli che hanno ora venduto in perdita. Perché ciò avvenga, perché la situazione si ribalti, ci vorrà del tempo. Non anni, no, ma neanche solo un mese. Qui ci vorrà pazienza da parte degli investitori in metalli preziosi.


E adesso le belle notizie…

Abbiamo già visto succedere cose del genere. 

Ricordate l’autunno del 2008, quando l’oro cadde del 28% ? 

Ricordate la primavera del 2006, quando il prezzo crollò del 22% ?

E come abbiamo già avuto modo di ricordare nel 1976, quando l’oro subì un massacro del 47%, molti proclamarono che l’oro era finito (in realtà le vere salite di prezzo dovevano ancora venire e culminare nel 1980. Questo articolo linkato sarebbe da tradurre! NdEr)

Nessuno di questi selloff decretò la fine di un bull market, di un mercato rialzista. E non sarà la fine del mercato rialzista neanche questa volta. Questo è stato solo uno shake out da panico.

Tutte le ragioni alla base del possedere oro in questi anni sono ancora li. Anzi, ce ne sono sempre di più. Nonostante il calo dei prezzi le condizioni che sono alla base del mercato rialzista stanno aumentando di importanza anziché calare.

Stati Uniti e Giappone da soli continueranno a inondare il mondo con qualcosa come 2 trilioni di dollari nei prossimi 12 mesi.

I problemi dell’Europa non sono stati risolti e l’eurozona vacilla sull’orlo della recessione. 

E lo sapevate che non uno, non uno dei paesi del G20 ha al momento un budget di bilancio in salute? 

Il sentiero monetario e fiscale di molti dei principali paesi del mondo resta insostenibile e nessuna decisione di shortare un mercato o l’altro da parte di traders e hedge funds cambierà queste realtà.

Uno potrebbe ribattere che questi fatti ora hanno un effetto marginale sul mercato dell’oro. Che sia vero o no gli effetti delle scelte politiche e monetarie fatte negli ultimi anni non hanno finito di mostrare i loro effetti collaterali e non calcolati. In altre parole il danno al nostro stato fiscale e monetario è ormai stato fatto. Come andrà a finire, con la crescita dei debiti pubblici sempre rampanti? Non immaginiamo niente di diverso da prima del crollo. Quando le varie ramificazioni di tutte le scelte prese negli ultimi anni cominceranno a mostrare i loro effetti sarà imperativo avere una significativa esposizione in oro.

Alla fine i fondamentali vincono sempre. Alla faccia dei selloff degli ultimi mesi il trend rialzista di lungo termine resta intatto. Cercate di tenere gli occhi sul grande quadro. Si sta prospettando la buying opportunity di una vita, l’opportunità d’acquisto di una vita. …

Il Fatto: Ma è normale che la Banca d'Italia sia ad azionariato privato?

Ooo! ma bravi a MercatoLibero News! Guardate che bel pezzo hanno scovato:



Insomma, se anche IlFattoQuotidiano comincia a sguinzagliare i suoi giornalisti per chiedere "Come mai la Banca d'Italia appartiene alle banche private, quelle stesse banche che dovrebbe controllare?", vuol dire che le cose stanno cambiando, e, lasciatemelo dire, possiamo essere orgogliosi perchè, se l'informazione ufficiale non può più ignorare certi temi, che fino a poco tempo fa erano rigorosamente tabù, un po' di merito, noi tutti del web, che linkiamo, postiamo, condividiamo, e ogni tanto usciamo in convegni, o andiamo a fare domande scomode un po' di merito ce l'abbiamo.

Si, direi proprio di si! Cheers! 

(di fare il contropelo a Travaglio però lascerei stare ... è un giornalista del suo giornale, guarda caso, l'autore del pezzo, non di Repubblica o L'Unità o Libero o il Giornale e menchemeno del Corsera o della Stampa o del Sole! .. se - anche - il Fatto..... se - SOLO - il Fatto, direi)

Su MLNews riportano poi anche quest'altra notiziola che, sicuro, garantito al limone, non sentirete nei titoli dei giornali e dei tg:

LA SERBIA VERSO UN NUOVO SISTEMA BANCARIO. FMI SUL PIEDE DI GUERRA

In Serbia il Governo ha capito: bisogna riformare il sistema bancario dissociandosi dal modello bancario europeo. Si dimette per protesta il governatore della Banca Centrale Serba, Dejan Soskic. Il suo mandato sarebbe scaduto nel 2016. 

La prima vera grande reazione politica a questa dittatura bancaria parte proprio dai Balcani, con la legge serba appena varata che limita fortemente l'indipendenza della Banca Centrale. Una notizia passata in sordina tra le notizie flash che i grandi quotidiani hanno copincollato dalle agenzie di stampa. 

La cosa ancora più preoccupante è che la notizia sarebbe stata totalmente ignorata se il Fondo monetario Internazionale (FMI) non avesse deciso di esprimere pubblicamente la sua contrarietà alla legge varata dal nuovo esecutivo guidato dal premier so...

---

Sarò io che non arrivo a capirne la fine ratio ma.... ma che senso ha che la banca di uno stato (sovrano?) non sia al 100% dello stato stesso!? Dev'essere che sono duro di capoccia... oh! io non lo capisco proprio... 

ZH: la CME alza i margini per giocare coi futures sull'oro al Comex

Et voilà! Si insite, si martella! Ecco che la CME (proprietaria anche del Comix di New York... carino Comix, no?) alza ora i margini per giocare al loro mercato di futures di carta. Curioso. Insomma, ci vorrano più soldi da mettere sul tavolo per scommettere.

Submitted by Tyler Durden on 06/20/2013

Ma che cosa inaspettata. Ed ora, a giudicare dal massiccio selloff di oggi… suona piuttosto come che qualcuno abbia saputo in anticipo che sarebbe successo.

JPMorgan sarà in grado di riempire di nuovo le sue camere blindate per poter servire la massiccia domanda di metallo fisico – col prezzo ai minimi da 3 anni – così da far tornare alla normalità il mercato?


Source: CME

giovedì 20 giugno 2013

ZH: La Bank of China nega di essere al fallimento

oh-oh... una grossa banca sta fallendo? .. mi ricorda qualcosa...

Submitted by Tyler Durden on 06/20/2013

O le cose in Cina sono molto serie (ed è stato ingaggiato come capo del settore propaganda Jean-Claude Juncker) oppure la BOC ha ingaggiato come CFO Erin Callan (? NdEr). Comunque sia, almeno per ora, la banca “sta bene”:


In effetti, guardando indietro nella storia, i casi in cui una banca ha di sua sponta affermato di essere al default sono stati….. ehm… pochini.

via BBG

Oro a meno di 1000 euro (spot) l'oncia !

Wa-wa-wau! Foto!

Oro sotto i 1300 dollari l'oncia...



... e sotto i 1000 euro l'oncia (!!)



e Argento a meno di 20 dollari l'oncia



... e a 15 euro l'oncia !!!!


uuuuuuaau! La metà di pacca rispetto ai massimi raggiunti nel 2011. Per l'esattezza un calo del 56% (!!!!!!!) dai 34,20 EUR spot l'oncia del picco ad aprile 2011

Per l'oro siamo, in euro, ad un calo del 29,30% (!!) dai 1386 EUR spot l'oncia di fine 2012

... in effetti era da sempre che mi ossessionava questo profilo da monument valley...


... ricorda niente questa forma? ....... hehe.... sono un po' sadico ;) ...