Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 29 novembre 2012

"Improvviso scivolone dell'oro"

haha! :D) ... non ne perdono una per evidenziare una pseudo giornata no per l'oro!! (dell'argento a scanso di equivoci non parlano MAI!). Grazie al c***o, jeri all'apertura del COMEX sono stati buttati sul tavolo contratti di carta di vendita oro per più di 1 MILIARDO DI EURO in un minuto per provocare lo slittone. E chi è stato? Io un dubbietto ce l'avrei.. qualche/le Bullion Banks, JPMorgan in testa?! Secondo il sole invece sono stati gli Hedge Fund... tutti assieme come un orologio svizzero alle 08:20, non un minuto prima non uno dopo? Che, gli Hedge si telefonano l'un l'altro le loro strategie?! Mmmmmm....

"Tre milioni e mezzo di once, tanto oro quanto se ne può estrarre in un anno dalle miniere del Canada. Agli hedge funds ieri è bastata una manciata di minuti per venderne altrettanto al Comex (...) almeno 35mila future, raccontano i trader (...) Lo scivolone è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Per ore gli analisti hanno cercato di ricostruirne le cause, giungendo ad un'unica conclusione certa: non si è trattato di un errore" (il famoso "fat finger", il ditone sulla tastiera che scrive miliardi invece di milioni. NdEr)..... leggi tutto sul Sole
 
  
Chiaramente nessun titolone quando un mesetto o due fa l'oro valutato in euro ha eguagliato e superato il precedente record stabilendone uno nuovo a quota 1385 €/oz e dintorni! :D ... che spiritosoni!.... compra BPT! Compra! ... infatti oggi titolano anche "Asta BTP da incorniciare".

Ah! che sogno che sarebbe per le Banche riuscire a smollare tutti i loro bond sovrani italiani e spagnoli e greci alla gente!

Grecia: fascisti e polizia a "mantenere l'ordine" assieme

Polizia e Neofascisti che "mantengono l'ordine" assieme. Ricorda qualcosa? A me i prodromi del nazismo qualche decennio fa. Anche in Germania negli anni '30 cresceva la rabbia per le eccessive "riparazioni di guerra" imposte da Francia e Inghilterra al crollo del Reich Prussiano pochi anni prima, alla fine della "Grande Guerra" (prima che le si dovesse numerare). Non vi ricordano le imposizioni di IMF, ECB e Governo Europeo in Grecia di questi ultimi 2 anni?

Questo è quello che succede quando si costringe un paese a pagare debiti impossibili e lo si spinge alla fame: tutto crolla, emergono i fascisti di turno e la situazione degera. La cosa buffa è che i fascisti, da che mondo è mondo, sono sempre stati piuttosto dalla parte dei ricchi di turno piuttosto che della gente e quindi secondo voi saranno loro a combattere la Troika? Io non ci credo, anzi. 

Sai che ridere un bello stato fascista all'interno dell'Unione Europea e dentro l'Euro? Già in Ungheria... ora la Grecia ... prossimamente? Probabilmente ai burocrati di Bruxelless andrebbe bene un governo fascista "purchè democraticamente eletto". Ma sai che c'è? C'è che anche Hitler arrivò al potere con elezioni (quasi) democratiche...

di Debora Billi - mercoledì 28 Novembre 2012

Poteri di polizia ai nazisti, e forze dell'ordine che collaborano con loro. E intanto, i malati sono senza medicine.

Sempre più orribili le notizie che arrivano dal nostro disgraziato vicino mediterraneo, quello che viene colpito per educarne 100. La Grecia si sta avviando a non avere più un'assistenza sanitaria: oltre ai medici che non vengono pagati, ma che tante volte continuano ugualmente a svolgere i loro compiti, ora sono diventate introvabili le medicine. E si sa che senza medicine anche il medico più competente, può poco.

Quasi 100 i farmaci che scarseggiano, in particolare quelli per malattie croniche come l'AIDS. I farmaci per pazienti oncologici sono una rarità: la Germania, sempre così premurosa nell'ottica della "fratellanza europea", ha sospeso tutte le esportazioni verso la Grecia perché quei pezzenti non possono pagare. D'altronde, "sogno europeo" va bene, ma mica potremo pretendere la beneficenza, vero? Business is business.

Ma c'è di peggio, molto di peggio. In strada, coloro che ancora sono in salute si sono divisi in due fazioni: quelli che prendono le botte, e quelli che le danno. Leggetevi gli agghiaccianti report del Guardian e poi di Occupy London, tradotto in italiano da Mentecritica. Bolzaneto, Abu Ghraib, viene menzionato di tutto.

Il problema però è che non si tratta delle solite botte fascisti-comunisti, o manifestanti-polizia: si tratta stavolta di una manifestazione aggredita dai nazisti di Alba Dorata insieme a forze di Polizia, parte delle quali ormai dichiara apertamente di sostenere il partito neonazista con cui collabora (La Stampa) sul territorio per "mantenere l'ordine".

Dare poteri di polizia a dei nazisti, e vedere forze dell'ordine che agiscono insieme ad un partito anziché nell'interesse della collettività, è un indice della disgregazione finale della società greca. Prima o poi i nodi verranno al pettine: e se i cittadini non reagiranno si avrà presto una deriva dittatoriale; se invece dovessero reagire... sarà guerra civile.

Intanto, Samaras sostiene che se la Grecia esce dall'euro "Sarà un disastro": Deve avere molta fantasia per immaginare un disastro peggiore di questo.

Il declino inesorabile del PIL occidentale

Quante volte ho incontrato, negli anni, persone che ignoravano, sottovalutavano deridevano alcuni problemi come il peso del debito o i semplici fatti come che il mondo è limitato e quindi non si può strutturalmente crescere all'infinito per la semplice ragione che le risorse stesse, i metalli, il legno, l'acqua, il cibo, sono limitati oppure che l'occidente sta concludendo il suo momento storico di "guida" del mondo durato solo pochi secoli.

Su ByoBlu qualche giorno fa e su Zero Hedge questa sera ci spiegano con poche immagini come fosse tutto un sogno, un'irresponsabile e ridicola presunzione, per esempio, pensare che le cose sarebbero andate sempre così, noi ricchi e "democratici" ed "evoluti" e loro peones e sfruttati per sempre

Ecco per esempio l'impressionante declino della percentuale del PIL (GDP) USA sul totale del PIL del mondo in una sola decade:

 
Io trovo questa tabellina veramente impressionante. Dal 2001 al 2011 il PIL USA è calato dall'essere il 32% del PIL del Mondo, un terzo del tutto, al 22%, quasi un quinto del tutto. In soli 10 anni. 

e diamo un'occhiata più in generale alle principali potenze del mondo:

se fate due conti e sommate le percentuali di PIL dei paesi europei o dei paesi occidentali o dei paesi "sviluppati" (includendo anche il giappone) vedrete che l'occidente è oggi ancora appena appena sopra il 50% del PIL del mondo.

Ai ritmi di sviluppo del resto del mondo e/o di declino nostro dell'ultima decade ecco quali saranno le percentuali fra altri 10 anni, nel 2021:


Attenzione. Vi prego di notare però che un declino della percentuale di un paese sul totale del mondo puù voler dire che altri paesi crescono alla sveltissima e/o che il paese "ex-dominante" sta sperimentando un crollo del proprio PIL. Insomma è una concomitanza di forze opposte che sommano gli effetti su di noi europei per esempio. 

Italia 2001 = 3,5%
Italia 2011 = 3,1%
Italia 2021 = 2,8% (previsione ai ritmi attuali ... o meglio ai ritmi del decennio passato)

e c'è poco da fare regaz, altro che fermare il declino, è così secondo me, non ci son santi. o atomizziamo l'Asia (cosa che potrebbe anche assere tentata nei prossimi anni/decenni. Lo dico ovviamente senza auspicarlo, anche perchè non credo che se ne starebbero buoni a farsi massacrare) o ci rassegnamo al declino e cerchiamo di renderlo meno amaro. Magari finora non ce ne eravamo resi conto "grazie" alla stampa del denaro un po' ovunque in occidente, al debito crescente di stati, imprese e cittadini e trucchetti da baraccone di questo tenore. Ma non disperiamoci, dai, in fondo non significa che torneremo nelle caverne :D ma solo che ci dovremo ridimensionare un po'. Chissà che non ci faccia anche bene.

PS se fato un minimo di studi scoprirete che il fatto che Cina ed India stanno diventando sempre più "pesanti" non è altro che un ritorno al loro peso storico che hanno avuto nel corso dei millenni. Sono solo gli ultimi secoli che hanno visto l'occidente, sulla spinta della scienza e della tecnica e di un istinto predatorio (che più o meno tutti i popoli hanno), salire di importanza e peso a livello globale. In pratica simao noi e la nostra recente ricchezza l'anomalia.

mercoledì 28 novembre 2012

Provident

:D guardate questi della Provident che cosucce che vendono:


ma che roba è? ...

Libri? 

... ma certo! Sono nascondigli per il vostro metallo! Dedicati a chi non ha troppa fantasia :D

E' curioso questo sito metallaro americano, vendono anche cibo e scorte da varo prepper, coltelli... e rame! "rounds", "medaglie" di rame puro:


hanno la bellezza di 21 tipi diversi di once di rame puro! Notate che il rame non essendo un metallo prezioso, viene pesato in Once AVDP, Avoir du Pois, che valgono un po' meno delle once Troy da 31,103 a cui siamo più avezzi, le once AVDP misurano 28,35 grammi.
Hanno once AVDP, 1/4 d'oncia, e lingotti da 1 a 5 e 10 pound e da 1 kilo o da 10 kili .... carini! ... peccato che mi sa che bisogna contattarli per sentire i costi di spedizione e mi sa tanto che il pacco verrebbe intercettato e tassato al 21% di IVA alla dogana ... però un tubino o due di rame prima o poi me lo faccio, costano anche meno di 1 dollaro l'oncia, 15 euro circa a tubo più spedizione e VAT (IVA) .....  è bello e giusto prendere le cosa anche un po' come un gioco!


Tutti pronti: vendere l'Oro tutti insieme alle 8:20 di New York

Manipolazione dici? In che senso? ...

Submitted by Tyler Durden on 11/28/2012

No comment...


mentre i futures sull'oro vedono un leggeeeero aumento dei contratti (short immagino :D) sul tavolo delle scommesse di carta:

 
Charts:Bloomberg

USA e Canada: Addio ai Cent e ai Nickel

Perchè mi pare interessante questa notizia? Beh, intanto perchè segnala come l'inflazione sia una forza potente e costante (almeno sino a quando non parte a razzo) e poi trovo sempre interessante la forma fisica che ha assunto il denaro negli ultimi decenni, dall'abbandono di standard basati su metalli nobili. E' interessante anche vedere come il cash stia slittando velocemente verso la pura carta/cotone/bit. Ci stanno aiutando a dimenticare, a recidere, ogni ancestrale collegamento mentale fra l'idea di denaro e di valore? A quando l'abolizione finale del contante e il chip sotto pelle con tutti i nostri dati finanziari-sanitari tracciato costantemente per tutta la vita da sistemi satellitari?! (Per il nostro bene, certo).


GoldSilver - Bid Farewell to Pennies and Nickels!
November 26, 2012

Il penny ha esaurito la sua fortuna, sia in Canada che negli States. A marzo la Royal Canadian Mint ha annunciate che avrebbero proceduto alla graduale eliminazione del penny (la monetina da un cent) a causa del “low purchasing power and rising production costs”, il potere d’acquisto troppo piccolo e l’eccessiva crescita del costo di produzione, come riportato anche dalla CBC News.

Gli Stati Uniti stanno ora seguendo i passi del Canada coi loro pennies e i nickels. Secondo il Segretario del Tesoro Tim Geithner (anche conosciuto come Wonder-Boy.. quello che veniva mesi fa a dirci cosa fare in Europa. NdEr), la U.S. Mint intenderebbe rimuovere le monete da 1 penny e i nickels dalla circolazione già dal gennaio 2013.

La Mint attualmente spende 4,8 cent per produrre un penny (che ha un valore facciale da 1 cent, 0,01 US$) a causa dell’aumento del costo di zinco e rame. Un nickel (che ha un facciale da 5 cent, 0,05 US$) costa 16,2 cent per via dell’aumento del prezzo del nickel.

Al loro confronto il Dime (10 cent) e il Quarter (25 cent) sono tipi di moneta che hanno un senso pratico molto maggiore. Il Dime costa solo 9,2 cent alla Zecca e i Quarters al momento costano alla Mint sui 21,31 cent l’uno. Ma con l’inflazione che ci si attende per 2013 Giethner ha annunciato che non è detto che non stia per sparire anche il Dime.

Il 2011 è stato il sesto anno di fila in cui i pennies e i nickels sono costati più del loro valore facciale. Difatti la Mint a scritto a libro una perdita di 187,7 millioni di dollari l’anno scorso - più del triplo delle perdite registrate nel 2010 per i costi di coniazione.

La maggior parte degli americani è più che pronta per questo phase-out che ci aspettava da tempo visto che coi tempi tumultuosi in cui viviamo spendere milioni per produrre monete che non hanno praticamente nessun reale potere d’acquisto sembra una vera sciocchezza. Man mano che il federal budgets diventa sempre più stretto questa resta la sola cosa da fare ma avrà alcune conseguenze inattese (?) sul consumatore medio…. 


Anche se i giorni del penny e dl nichel sono contati resteranno comunque accettati nelle transazioni in cash. Nel frattempo i commercianti si preparano ad arrotondare tutti i prezzi al decimo di cent superiore e quindi ogni cosa costerà qualche cent in più nel prossimo futuro (anche solo per questa ragione)
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Potete vedere come la composizione dei pennies (plurale di penny) Canadesi non sia più di rame ma di acciaio al 94% con ricopertura di rame sin dal 1996 (e quasi interamente di zinco fra il 1997 e il 1999) su Wikipedia.

Il cent USA invece ha un cuore di zinco al 97,5% sin dal 1982 (Wikipedia).

PS anche le nostre monetine di rame da 1-2-5 cent di euro ... non sono di rame ma hanno un cuore di acciaio e solo una copertura di rame. Lo sapevate no? Se no provate a segarne/limarne una! :D

martedì 27 novembre 2012

"Argento Tibetano", Peltro ed altre più o meno pericolose patacche

Bedware ci segnala un interessante guidina di eBay sul cosidetto "argentone" o "argento Tibetano" che spesso si trova in vendita su eBay appunto ed altri siti di vendita insieme ad ogni altro genere di patacche. L'originale inglese della guida lo trovate cliccando quì. Eccovene una traduzione:

eBay Guides - Tibetan Silver. A Buyer’s Advisory
Scritto dalla ditta TierraCast, California

Test metallurgici condotti su dodici oggetti messi in vendita su eBay come "Argento Tibetano" indicano che questi articoli spesso non contengono nessuna percentuale di argento. Inoltre, i risultati dei primi test nel 2007 hanno rivelato che possono essere presenti alti livelli di metalli pericolosi per la salute come il piombo e l'arsenico.

Data la loro bellezza, non è una sorpresa che i gioielli venduti come "Argento Tibetano" siano apparsi in vendita in un numero crescente di pubblicazioni commerciali e su Internet.

La descrizione “Argento Tibetano” sta diventando molto popolare, ma i prodotti offerti sotto questo nome sembrano non avere nulla a che fare con l’antica giojelleria tibetana e anzi pare che provengano da coni contemporanei di bassa qualità e di dubbia provenienza. Come acquirente rischi di essere fuorviato sia in termini di antichità che di metalli utilizzati ed origine geografica. Se pensi che l’”Argento Tibetano” contenga quantità decenti di argento leggiti queste informazioni che seguono.

L’Argento Tibetano autentico è spesso a base di argento massiccio molto simile al 92,5 per cento dell’argento Sterling inglese. Per il restante 7,5% della lega può essere usato qualsiasi metallo ma per lo più viene usato il rame. Ma la gran parte dell’”argento Tibetano” che troverete in asta è ben lontano dal somigliare all’argento Sterling. Il contenuto effettivo di argento di oggetti venduti come "Tibetan Silver" può essere così basso da essere quasi trascurabile, addirittura solo un 1-2%, mentre l’oggetto sarà fondamentalmente fatto di stagno, zinco, rame o leghe di nichel o altre leghe.

Difatti, come parte di una più vasta indagine su prodotto venduti su ebay che infrangevano il copyright sul design, la TierraCast Inc, un produttore di design originali do oggetti in peltro senza piombo con sede in California, ha portato ad analizzare nell’aprile 2007 ai Metallurgical Laboratories Inc. di Concord, California, sette oggetti comprati da 6 diversi venditori ebay (va notato che quest’operazione è partita per questioni legate al design e che in realtà sono ben più numerosi gli oggetti venduti in giro per il mondo come “Argento Tibetano”. Tutti gli oggetti analizzati erano riconducibili a manifatture overseas, solo due venivano spediti direttamente dalla Cina, altri partivano dal Regno Unito, dall’Australia e dagli Stati Uniti.


Su tutti gli esemplari analizzati non è stato rintracciato nessuna percentuale. Su 6 campioni gli elementi dominanti erano nichel, rame e zinco (individuati dalla XRF, la fluorescenza ai raggi X). Il settimo oggetto, spedito da Hong Kong, conteneva addirittura un 1,3% di
arsenico, un veleno potente e cancerogeno, e non bastasse anche un allarmante contenuto di piombo al 54%. Copie dei risultati delle prove certificate sono disponibili su richiesta presso la TierraCast, Inc.

Ulteriori test sono stati condotti nel mese di aprile 2009 utilizzando 5 diversi oggetti acquistati a caso da 3 venditori di eBay che offrono diversi ninnoli in “Argento Tibetano”. I Laboratori metallurgici hanno testato anche questi articoli utilizzando l'analisi XRF e hanno trovato i seguenti risultati per i metalli più comuni, espressi in percentuale. (Si noti che solo il campione # 5 conteneva almeno un 1% di argento!)



Vedete come erano tutti a basa di leghe di rame e zinco o di rame e nickel.

Le quantità residue di metallo di queste leghe erano rappresentate da cromo, alluminio, stagno, oro e piombo. A differenza dei test del 2007, in quelli del 2009 i campioni ha mostrato di non contenere quantità significative di piombo, tutti si sono rivelati al di sotto del limite di 600 ppm (parti per milione) di recente imposto dal governo federale per "gioielli di metallo per bambini".

(Gli oggetti 1, 2, 3 e 4 dei test del 2009 sono copie contraffatte di disegni TierraCast protetti da copyright.)

La mancanza di quantità pericolose di piombo in questi campioni è incoraggiante in quanto gli adulti esposti al piombo possono soffrire di aumento della pressione sanguigna, avere problemi di fertilità, disturbi nervosi, dolori muscolari e articolari, irritabilità e perdita di memoria. I bambini sono ancora più sensibili agli effetti dell’esposizione al piombo anche e livelli anche molto bassi di esposizione possono portare a difficoltà nell’apprendimento, disturbi da deficit di attenzione e problemi comportamentali, problemi di rallentamento e riduzione della crescita, sordità e danni renali.

Livelli più elevati di esposizione possono causare danni permanenti a livello di trauma mentale, stati vegetativi o comatosi e anche la morte. I bambini sotto i sei anni di età sono particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi del piombo perché il loro cervello e sistema nervoso centrale sono ancora in formazione. Una recente tragedia in Minnesota ha messo in evidenza questo problema.

Dopo la morte di un bambino di quattro anni nel marzo del 2006, il contenuto in piombo nel cosidetto "metallo bianco" e nel "peltro" è stato oggetto di recenti richiami di milioni di oggetti microfusi di piccole dimensioni da parte della US Consumer Products Safety Commission (CPSC). Il bambino è morto a causa di avvelenamento da piombo per ingestione di un piccolo oggetto metallico, un "charm", che è stato distribuito come parte di un omaggio da parte della Reebok (!!). Prodotti da un contractor in Cina, i braccialetti con charms regalati dalla Reebok si sono poi rivelati essere al 99% di piombo.

Eventi come questo hanno spinto lo Stato della California a fissare norme di sicurezza che sono ora legalmente attive verso tutti i produttori di giojelli per bambini, per adulti per il piercing e per qualsiasi oggetto destinato al contatto col corpo, fra cui gli oggetti in pewter (lo scrivo anche in inglese così lo sapete se vedete un asta di oggetti con questa parola. NdEr), in peltro (chi può mettere un freno al capitalismo selvaggio se non uno stato? Un Er sempre polemico)

Anche se tutti gli oggetti di peltro contengono sempre tracce di piombo, il termine "peltro senza piombo" è ora usato per descrivere il peltro che soddisfa i limiti massimi della Food and Drug Administration (FDA) americana.

Il Peltro è definito dalla Federal Trade Commission (FTC) e dalla Gilda Americana del Peltro come un "prodotto in lega metallica la cui composizione non deve avere meno del 90% di stagno di grado A, con il resto composto da metalli appropriati per l'uso nel peltro." (un po’ vaghino! NdEr). Stagno, antimonio e rame (Tin, antimony and copper) vengono raffinati da depositi di minerali minerari di base che possono contenere altri metalli, tra cui il piombo. Nonostante i moderni processi chimici per la rimozione del Peltro, tracce di Piombo restano sempre, anche se a livelli di ppm.

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Che ne dite ora, per esempio, di questa asta (ma c'è solo l'imbarazzo della scelta):

10 x 6 cm e 4 mm di spessore, peso dato per 136,2 grammi  .... avrà fatto un affare il compratore? O l'affare l'ha fatto il venditore?

lunedì 26 novembre 2012

Previsioni sull'Aumento degli Usi Industriali dell'Argento

Vi ha trodotto una parte di un tipico articolo rialzista "tradizionale" e un po' cazzone sull'argento. A parte la piuttosto scarsa capacità oratoria dell'autore (ha preferito restare giustamente incognito) vi volevo permettere di confrontare quest'articolo con quello di Steve St.Angelo che secondo me sta proprio su altro livello. Quest'articolo mi porge poi la scusa per pubblicare le chart che presentava (copiate un po' a caso da chissà dove e un po' datate, saranno di 2-3 anni fa) e che forse non sono mai apparse direttamente su AF sulle previsioni dell'uso industriale futuro dell'argento che sono comunque interessanti e degne di nota. Anche alcuni pensieri, pur stringati all'inverosimile, sono però degni di nota:

SilverCoinInvestor - Silver Demand Rolls On
22 Novembre 2012

Probabilmente non sono la prima persona e non sarò neanche l’ultima che la domanda nell’argento è la chiave dell’esplosione dei prezzi. Circa 2/3 di questa domanda viene dall’industria. Il resto viene dalla domanda viene dalla giojelleria e dal reciclo (mi mette il reciclo come domanda! NdEr). La domanda per investimento rappresenta solo una piccola porzione della domanda di argento.

A differenza dell’oro l’argento è un metallo industriale (zzzzzz… NdEr). Le proprietà scientifiche (scrive proprio così, non fisiche e chimiche. Si capisce subito che questo in scienze prendeva 4) dell’argento ne fanno un candidato per l’uso in un sempre maggiore ventaglio di oggetti ed applicazioni, dai chip dei  computer ai generatori di energia solare.

Visto la natura industriale dell’argento è la sua carenza è legata appunto all’uso industriale. La gran parte dell’industria che fa uso di argento non ha inventories, non ha depositi, accumuli di riserva a cui attingere, non ha magazzino.

Radio Frequency IDentification, Preservativi del Legno, Fibre/Tessili, Pannelli Solari, Cura delle Ferite, Ig(i)ene e Purificazione dell'Acqua... NdEr

Come abbiamo discusso ancora  il 70% della produzione di argento nasce come sottoprodotto di altri tipi di escavazioni minerarie, come sottoprodotto di miniere primarie di rame o piombo o zinco. L’industria mineraria non è semplicemente in grado di stare dietro alla domanda attuale di argento.

Visto che abbiamo carenze di approvvigionamento a livello di retail, di dettaglio, allora sarà probabile anche una carenza di approvvigionamento a livello di grossisti (che livello di discussione! … Steve!!! .. NdEr). Quando l’industria che usa argento vedrà ritardi nella consegna andranno in panico e tenteranno di farsi un po’ di magazzino tutti insieme. Questa dell’argento è una situazione unica, non si può applicare all’oro. 


Nella corrente crisi finanziaria c’è un profondo e potente vantaggio per l’argento derivante dalla sua natura di metallo industriale. Il mainstream ha dimenticato l’argento come metallo monetario. La nuova generazione, e forse anche tu, ha solo una vaga associazione di idee fra argento e valore.

Ma col dollaro che cala sempre in valore e con le caratteristiche che domanda e offerta dell’argento sempre più comprese dalla gente diventa sempre più chiaro come non puoi sbagliare con i round i silver eagle o l’argento junk al 90%. La domanda per investimento è piccola ma cresce sempre.


La domanda per giojelleria potrebbe facilmente passare dall’oro all’argento se i prezzi dell’oro continueranno a salire e la cosa sembra probabile anche se per altre ragioni. La domanda industriale, qualunque cosa succeda al dollaro, continuerà ad usare sempre più argento di quello prodotto. (...)

Mai usare la bilancia della pasta !!!

Quante ne ricevo! Sentite questa (anonima):

ciao Er,
... le preziose ed interessanti informazioni che ti fai carico di divulgare meritano un pur minimo (e fin troppo a buon mercato) riconoscimento. Ho preso metà maple e metà philarmoniker... era la mia prima volta e una sensazione tipo zio paperone che si tuffa e nuota nelle sue monete l'ho provata e di gran gusto.
Ti confesso però che sono in attesa di recuperare una bilancia di precisione (oggi stesso) perchè con un certo stress, pesando le monete con la bilancia della pasta, le maple misurano 31/32 grammi (ovviamente non ci sono i decimali e tutt'è la bilancia fuorchè di precisione)... Però le philarmoniker mi restituiscono (le 5/6 che ho pesate) ben 36/37 g... Adesso rimisurerò tutte con la bilancia giusta, ma credo di dovermi preoccupare se confermasse un peso di oltre 5 g sul peso fine nominale...devo preoccuparmi vero? E se così veramente fosse cosa mi consiglieresti di fare? Bestemmiare e riportarle indietro?
Continuo con le domande del neofita ma prima o poi saprò qualcosa in più.... Speriamo bene... peccato aver incrinato la felicità dell'arrivo...
Ti ringrazio, troverai in me un grande supporter, ammiro e apprezzo il tuo impegno.
A presto

Chiaramente gli ho detto di comprarsi una bilancina di precisione prima di fasciarsi la testa...

ciao Er,
Sono neofita ma imparo in fretta... mai usare la bilancia della pasta!!!
Mi sono procurato una bilancia di precisione ed un calibro e ho pesato e misurato centinaia di monete... prima ad una ad una, tubo per tubo... poi i risultati si equivalevano e sono passato ad un'analisi a campione.
Risultato i Philarmoniker pesano tutti 31,4/31,3 ed i maple 31,2/31,3. I diametri e gli spessori corrispondono con le specifiche. Sono tornato a respirare e a godere di questa inaspettata sensazione di benessere e di voglia di riprovare l'emozione dell'apertura della scatola...
> :D)
Credo che gli scarti rispetto all'oncia siano sostenibili... ho letto che spesso hanno un minimo di eccedenza per evitare seccature legali... giusto? > GIUSTO! NdEr
Scusami se ti ho coinvolto ma non ho potuto trattenermi. Grazie per il libro, per i consigli e per il blog. > Figurati! My Pleasure! :D

domenica 25 novembre 2012

Analisi di un default nazionale e che fare noi italiani

Bell'articolo di GPG Imperatrice su Rischio Calcolato in cui smonta per benino un sacco di luoghi comuni con cui ci hanno infarcito negli ultimi anni. Esce fuori che il problema, ta-daaaaan, è proprio l'euro e un'eurozona costruita alla cazzo di cane (o peggio per far fare affari a qualcuno a scapito degli altri!), che uscire dall'euro sarebbe solo un bene per noi, che fare default non è poi quell'incubo che ci hanno abituati a pensare e che se facessimo default, uscissimo dall'euro e svalutassimo la neo-lira con un saldo commerciale attivo il problema della fiducia dei mercati a prestare soldi all'Italia sarebbe molto probabilmente presto dimenticato (se volete leggere i rispettivi articoli per intero cliccate sui link nei titoli evidenziati in blu):

Di Gpg Imperatrice - 24 novembre 2012

(…) Spesso le conseguenze economiche di un default sono recuperabili in pochi anni, almeno dal punto di vista della ricchezza complessiva dello Stato.

Più difficile è recuperare la fiducia degli investitori, soprattutto stranieri, e un default ha comunque conseguenze molto pesanti sui meccanismi del credito e sul sistema bancario. L’impossibilità di pagare i propri debiti rende molto difficile per uno Stato, per molti anni a venire, piazzare titoli sui mercati internazionali senza il sostegno di istituzioni internazionali come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale.

Solo negli ultimi cinquant’anni ci sono stati 126 casi di default di stati nazionali, alcuni dei quali hanno dichiarato bancarotta più volte: il Venezuela, un caso piuttosto limite, nel 1982, 1990, 1995-1997, 1998 e 2004. Nel 1983 fallirono 17 diversi stati del mondo. I default tendono ad avvenire “a gruppi”, e questo viene spiegato solitamente con il fatto che gli investitori colpiti da un fallimento hanno spesso altri investimenti in altri paesi a rischio, e cercano di venderli per limitare le perdite. Un esempio di fallimenti “a gruppo” sono le prolungate crisi del debito nei paesi sudamericani negli anni Ottanta e Novanta.

Gli effetti di un default vengono spesso recuperati rapidamente sul fronte del PIL dalle economie dei paesi che dichiarano fallimento. Il grafico mostra l’andamento in percentuale del prodotto interno lordo prima (barre azzurre) e dopo il default (barre blu) sulla base di cinque anni.

L’Argentina, per esempio, vide ridursi il proprio PIL del 10,9 per cento nell’anno seguente al default del dicembre 2001 (e negli ultimi anni di quanto è calato il PIL italiano? Non abbiamo già sofferto un calo del PIL come se già avessimo fatto default? NdEr), ma le cose iniziarono a migliorare già negli anni seguenti portando a una importante crescita del PIL.

Qualcosa di analogo accadde anche a Russia, Uruguay e Indonesia.


In questo nostro viaggio nella Comprensione del Default, possiamo pensare che  i default producono generalmente molti disastri prima che l’evento si verifichi, o nell’immediato futuro, ma a medio termine e’ elevata la probabilità che la nazione che dichiara il default si riprenda.

Più oltre GPG Imperatrice nota qual è il vero fattore che determina che uno stato sia candidato al default. Non il debito pubblico in se, non l’irresponsabilità fiscale, non, buuuu, babau!, “lo spread” :

(…) Una bilancia dei pagamenti persistentemente passiva (non s’e’ mai verificato un default in una nazione con bilancia dei pagamenti in equilibrio o in attivo), cosa che porta ad un deflusso di capitali. Un conto corrente passivo e’ condizione necessaria ma non sufficiente per il default di uno stato.


Notate che l’ultima colonna non rappresenta la variazione percentuale del debito pubblico negli anni (in salita comunque quasi ovunque), ma la variazione del Saldo del Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti.

Notate niente? Quali sono i paesi in crisi, quelli che hanno aumentato il debito o quelli che hanno accumulato persistenti passivi nella Bilancia dei Pagamenti? Lo vedete da voi.

Prendiamo la recente crisi dei Debiti sovrani nell’area Euro e cerchiamo di capirne le cause.

L’interpretazione delle cause della crisi data dai Media e passata nell’opinione pubblica è connessa all’incremento dei Debiti Pubblici ed all’irresponsabilità fiscale. Peccato che facendo una foto nel 1999 ed alcune più recenti, nel 2007, 2011 e 2012, si vede in modo evidente che la spiegazione legata al debito pubblico ed all’irresponsabilità fiscale non regge.

I paesi colpiti, invece, coincidono perfettamente con gli squilibri cumulati nel conto corrente della bilancia dei pagamenti. L’interpretazione della crisi europea come crisi fortemente connessa agli squilibri nella bilancia dei pagamenti è inoltre suffragata dall’elevato volume di prestiti bancari erogati dai paesi in surplus ai paesi in deficit prima del dispiegarsi della crisi, dalla successiva interruzione di questi flussi finanziari e, quindi, dagli squilibri crescenti del sistema Target 2.

Sono stati gli squilibri reali all’interno dell’eurozona ad aver dato origine a flussi di capitale privati che, tuttavia, non hanno contribuito a stimolare un processo di convergenza all’interno dell’eurozona.

Con l’ampliarsi degli squilibri e con il successivo manifestarsi della crisi, gli interventi di salvataggio dei governi hanno poi trasformato i debiti da privati a pubblici.

Pur riconoscendo l’importanza del risanamento dei conti pubblici, da perseguire nel lungo periodo, si identifica l’origine della crisi sovrana in un adeguamento insufficiente (e un’inadeguata ripartizione degli oneri dell’aggiustamento) tra paesi in surplus e in deficit nel conto corrente della bilancia dei pagamenti all’interno dell’unione monetaria.

Non è più possibile rinviare la discussione su come impostare una riforma fiscale in ambito europeo. Aggiustamenti redistributivi all’interno dell’eurozona sono stati finora impediti dall’assenza di un meccanismo di trasferimento che sarebbe normalmente presente in Stati sovrani, da tassi di cambio reali che non convergono, e da una bassa crescita economica. Si tratta di problemi annosi, già trattati dai rapporti MacDougall e Delors, che auspicavano la creazione di un considerevole budget fiscale centralizzato per l’eurozona, al fine di stabilizzare shock regionali attraverso la redistribuzione delle risorse tra le regioni.

L’alternativa e’ “tana libera tutti”: ognuno per la sua strada ed Euro bye bye.

(…) non conta in sé l’ammontare del Debito Pubblico di un paese per giudicarne l’affidabilità ed il rischio default, ma una moltitudine di parametri ad esso connesso o semplicemente del Paese.

Sentir dire che il Paese X finirà in default in tempi brevi solamente perché ha un ampio debito, quando lo stesso paese ha una “Cassa e Liquidità” enorme ed un flusso di cassa positivo generato da costanti attivi della Bilancia dei Pagamenti, mi fa sorridere, francamente

Molto bello questo sunto per punti delle cazzate che ci raccontano smontate una per una:

(…) Continueranno ad imbottirvi il cervello di queste robe :

“Rapporto Debito/PIL al 60% e Rapporto Deficit/PIL al 3%

Da 15 anni in Europa si parla di Rapporto Debito/PIL al 60% e Rapporto Deficit/PIL al 3% che dividono i buoni dai cattivi (‘ste robe per capirsi le ha imposte qualcuno che aveva un preciso interesse a farlo*): che senso hanno tali parametri? Nessuno. Alcuni dei PIIGS sotto attacco nel 2007 erano ben sotto a tali parametri, ma sono stati attaccati, mentre altre nazioni stavano sopra, ma non le ha attaccate nessuno.

* e perché quest’omertà a dire chi e perche?! NdEr


I debiti sono una cosa brutta, oscena

Anche questa e’ una roba senza senso. Il Capitalismo si basa sul “credito e sul debito”. La cosa oscena non e’ il debito, senza il quale saremo ancora all’età della pietra (e senza il quale non esisterebbe il credito, per capirsi). Essenziale e’ la sostenibilità del debito stesso, ancor più del suo ammontare, e quindi la fiducia sull’emettitore.


Il default e’ la FINE

Abbiamo visto sopra che non e’ esattamente così: spesso il default è anche un INIZIO.
Il default è un evento previsto nelle regole di base del capitalismo stesso: d’altronde se così non fosse perché a seconda degli emettitori vi sono interessi diversi? Il default altro non e’ che una possibilità, un rischio, e come tale non va letto in termini morali, ma come un evento che in particolari condizioni può avvenire. 


Il Default va evitato in tutti i modi

Abbiamo visto che il periodo che precede i default è quello più devastante per un paese, spesso un’agonia che distrugge ampie risorse impegnate per difendere uno squilibrio non correggibile o un deflusso di capitali cui non si può far fronte né con la cassa disponibile, né con svalutazioni, né con altri strumenti. E’ preciso interesse di una nazione, agire e fare default, nel caso l’agonia sia eccessivamente lunga.


L’Euro o l’adozione di una valuta forte e’ una barriera contro il Default”

E’ vero esattamente il contrario. Molti default sono legati per esempio all’adozione del dollaro, o all’introduzione di cambi fissi. Queste politiche sono l’antitesi del libero mercato, perché introducono elementi di rigidità artificiali, che col tempo, in presenza di sistemi diversi, necessariamente esplodono.

L’Euro stesso (perlomeno la sua introduzione nell’assetto degli ultimi 15 anni in sistemi non armonizzati) é un generatore di squilibri, come abbiamo visto, ed è esso stesso la causa di crisi.

Qui spesso sentir dire “l’Italia dovrebbe fare le riforme e così potrebbe stare nell’Euro e competere con la Germania“. Ovviamente l’Italia dovrebbe fare le riforme, ma non certo col fine di Germanizzarsi o di permanere in un sistema che necessariamente esploderà. Pensare infatti che tutti e 17 i paesi dell’Euro diventino identici alla Germania é una scemenza colossale, o meglio comunismo utopico (anche per il solo fatto che non me li vedo 17 paesi tutti con bilancia dei pagamenti attiva del 6% sul PIL): é ovvio che ci sarà sempre qualcuno più debole, ed é ovvio che quest’ultimo sarà sempre attaccato. Il sistema alle spalle dell’Euro non é armonizzato e quindi semplicemente avrà sempre squilibri, e come abbiamo visto le crisi colpiscono sempre le situazioni di squilibrio, con elementi di rigidità.


Quale ricetta ha GPG Imperatrice per l’Italia?

(…) significa 3 cose per l’Italia:

- Avere come priorità nazionale l’avere una Bilancia dei Pagamenti equilibrata o attiva

- Eliminare i vincoli di rigidità sui cambi, tornando ad una valuta nazionale, senza inserimento in sistema di cambi fissi.

- Lavorare per rendere il sistema pubblico e privato più efficienti e competitivi. In sintesi fare tutte quelle cose di buon senso di cui abbiamo parlato innumerevoli volte sul fronte di spesa pubblica, tasse e riforme.

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Vorrei che notaste che questo post di GPG ricorda moltissimo l'analisi di Bagnai, e magari differisce sulle proposte successive sul come deve essere o non essere la spesa pubblica successivamente al default, dove Bagnai parla di più stato mentre GPG resta un po' vaga e immagino pensi ad una cura snellente per lo Stato. Curioso notare anche come quest'analisi implica la consapevolezza di come per la Germania sia stata una gran bazza un'eurozona costruita a questo modo... forse GPG glissa per non dare contro a FK che da sempre parla di come la crisi NON sia colpa della "cattifa Cermania!.... : )

Per rileggere l'analisi di Bagnai sulla crisi attuale del sud dell'eurozona vi consiglio di leggere il suo bel "Il romanzo di Centro e di Periferia"

A questo punto voglio inserire un pezzo di articolo apparso oggi su Cobraf che personalmente trovo molto convincente:

Cobraf - L'Italia non è gli Stati Uniti, Warren...
Di "moderatore" - domenica 25 novembre 2012

(...) Per quanto riguarda il ritorno alla Lira, se la transizione verso la nuova lira creasse una domanda artificiale di lire per pagare le tasse come sostieni, questa situazione non durerebbe a lungo. Il mondo delle imprese si aspetta che la lira si deprezzi ed ha bisogno di una lira a 90 centesimi contro dollaro, cioè svalutata di un 30%. Noi importiamo 460 miliardi di merci ed esportiamo per lo stesso ammontare, abbiamo una reputazione storica di paese a valuta debole e se approfittassimo dell’uscita dall’euro per spendere un altro 5% di PIL in programmi pubblici il mercato dei cambi scommetterà AL RIBASSO sulla lira alla grande (me incluso). Se noi uscissimo dall’euro insieme a Grecia, Portogallo e Spagna, ed impiegassimo l’uscita dall’euro per aumentare la spesa pubblica di 80 miliardi, la lira andrà giù PARECCHIO. Perché chiunque abbia una qualche impresa o dei capitali sarà spaventato, le imprese sicuramente non si fiderebbe di un governo che aumentasse il deficit di altri 80 mld portando la spesa pubblica al 57% del PIL, ma mantenendo invece la tassazione al 65% del reddito per le imprese. L'unica cosa che in questo caso aiuterebbe l'industria (esportatrici) sarebbe una lira che si svalutasse pesantemente, di un 30-40% (il che contribuirebbe all'inflazione risollevando gli immobili e riducendo il peso dei mutui e anche il costo del debito pubblico ancora esistente).

1)      Se li usi per un "programma di lavoro garantito" per tutti i disoccupati come descritto nel programma, significa che i politici avrebbero altri 80 miliardi da gestire, in aggiunta agli 800 miliardi che già dispongono di spesa pubblica attuale. Il denaro verrà sprecato, abbiamo già sperimentato una roba del genere per 30 anni nel meridione d’Italia, abbiamo avuto programmi di lavoro in stile MMT al Sud tra il 1970 ed il 1990, per dare lavori a qualunque costo alla gente… All’epoca non c’erano limiti per il tesoro poiché veniva finanziato direttamente dalla Banca D’Italia… Una cosa del genere è già stata fatta!..e su grande scala, il risultato fu allora un maggiore livello di occupazione e un economia che cresceva, ma con alta inflazione, anche causa enorme sprechi enormi di denaro pubblico

2)       In Italia però intanto una piccola-media impresa, che non sia capace a “triangolare” tra giurisdizioni fiscali come le multinazionali tipo Luxottica o Benetton (e il 95% delle imprese italiane NON sono multinazionali), paga in media il 68% in tasse totali, statali e locali (vedi lo studio appena pubblicato da PriceWaterhouse che confronta tutti i paesi e mostra che tassiamo di 20 o 30 punti percentuali di più persino degli scandinavi o olandesi). E un lavoratore autonomo, un programmatore, un artigiano, un ristoratore, un albergatore, un negoziante, paga attorno al 60-65% di tasse complessivamente. Perché dovrei lavorare o investire qui? Tu (personalmente) paghi il 4%! (nelle US Virgin Islands dove ti sei spostato per evitare le tasse legalmente).

C'è anche altro studio appena uscito di cui hanno parlato anche in TV questo mese che mostra come l’Italia abbia tasse, complessivamente (includendo anche quelle sui consumi e proprietà), 9 PUNTI PERCENTUALI più elevate della media OCSE. Come tu saprai le 500 maggiori corporation statunitensi hanno invece un livello di tasse effettivo del 23% e quelle coreane, di Singapore, Taiwan, Hong Kong, Malesia, Russia pagano ancor meno.

Molti di quelli che conosco si stanno arrendendo, solo banche e multinazionali sopravvivono a questo genere di tassazione
(e non abbiamo più neppure vera evasione fiscale poiché l'Italia ha ora il più elaborato sistema di documentazione e verifica degli adempimenti fiscali del mondo, qualunque cosa viene registrata. Negli USA un piccolo ristorante può fare a meno di riportare i pagamenti in contanti non qui in Italia, ho compilato dichiarazioni fiscali in America ed in Italia e a New York o Los Angeles puoi evadere qualcosa perchè il fisco non strumenti formali di rilevazione, qui è molto più difficile).

La MMT in Italia dovrebbe essere utilizzata per tagliare tasse, tagliare tasse, tagliare tasse. Anche sui salari ovviamente, poiché se un lavoratore dipendente ti costa 60.000€ a lui in busta paga ne rimangono 25.000€… DOBBIAMO TAGLIARE TASSE PER ALMENO 80 MILIARDI di euro, metà sulle aziende e metà sui salari, meglio ancora 100 miliardi di euro. (…)