Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 30 aprile 2012

Gerardo Coco: La prossima sfida monetaria

Beh, mi facevo delle remore a pubblicare questo articolo apparso su Chicago Blog a firma Gerardo Coco perchè era già apparso su Rischio Calcolato e siccome i miei post venivano ripubblicati di default su Rischio Calcolato non volevo riproporre lo stesso articolo due volte, ma visto che pare che, chissà perchè, i miei post non siano più parte di RC, eccovi questo bell'articolo di geopolitica sul cambiamento epocale in atto:

di Gerardo Coco, 26 aprile 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

Alla radice degli accadimenti mondiali regna l’inaspettato. Ma forse è più esatto dire che l’inatteso accade quando si è distratti.

Il dipanarsi della la crisi europea ha adombrato un avvenimento che preannuncia un cambiamento radicale nell’equilibrio economico mondiale. L’idea eliminare il dollaro dal sistema monetario è nell’aria già da tempo. Ma l’ipotesi avanzata dal FMI e dall’ONU di moneta globale indipendente e espressione di un paniere di divise è irrealistica. Invece è realistico pensare che la nuova valuta globale nasca dall’azione concertata dei paesi emergenti.

Al summit febbraio dei BRICS, (Brasile, Russia, India, Cina and Sud Africa) i paesi leader Cina e India, analizzando le ripercussioni che le sanzioni americane all’Iran potrebbero avere sulle loro importazioni di petrolio, si sono domandati per quale motivo e per quanto tempo ancora debbano essere dipendenti dal potere economico e finanziario degli Stati Uniti. La decisione, senza precedenti, da parte americana e europea del divieto di utilizzo all’Iran della rete SWIFT che gestisce i trasferimenti bancari internazionali ha aumentato non poco le loro preoccupazioni. Pertanto i BRICS stanno pianificando un sistema monetario non vulnerabile alla influenza del dollaro il cui potere si è ormai fortemente indebolito. L’indipendenza finanziaria e valutaria dagli USA è dunque l’obiettivo dei paesi emergenti. Il governatore uscente della Banca Mondiale, Robert Zoellik ha già appoggiato l’obiettivo cinese della formazione di una banca con un ruolo simile a quello della World Bank per assistere l’internazionalizzazione del Renminbi, (o Yuan). In realtà questo progetto è la piattaforma per il lancio dello yuan come valuta di riserva mondiale. In tal modo la Cina e i paesi emergenti distaccandosi dalla Banca Mondiale e dal FMI non sarebbero più soggetti al dominio americano. L’efficacia del progetto richiede tuttavia la rimobilitazione dell’oro nel sistema monetario mondiale. Se così avvenisse, la traiettoria di sviluppo dello yuan sarebbe inversa a quella che ha dato al dollaro la supremazia mondiale. È opportuno pertanto ricordarne l’evoluzione.

Ascesa e declino del dollaro

Il fondamenti della potenza del dollaro risalgono a un secolo fa quando gli USA abbandonarono la  “diplomazia delle cannoniere” del XIX secolo per quella economica promuovendo la propria influenza attraverso investimenti commerciali in estremo oriente e nell’America Latina. Dopo 50 anni “la diplomazia del dollaro”, si trasformò in “egemonia”. Gli accordi di Bretton Woods del secondo dopoguerra consacrarono il valore del dollaro perché gli USA erano la potenza industriale vittoriosa, dotata di forza militare e di una notevole quantità d’oro. All’epoca il sistema vigente era quello del gold exchange standard che prevedeva cambi fissi e la convertibilità delle valute col dollaro ancorato all’oro. Ma questo sistema, nelle mani del governo e delle banche era naturalmente destinato a fallire. Gli USA infatti creando più dollari di quanto le riserve auree potessero garantirne inflazionarono progressivamente la propria valuta. Quando gli europei, alla fine degli anni 60, richiesero la conversione in oro delle loro riserve, gli “eurodollari”, l’allora presidente Nixon ritenendo il dollaro “tanto buono quanto l’oro”, ruppe gli accordi di convertibilità e dal 1971 lo rese fluttuante. Per questa plateale insolvenza gli europei minacciarono proteste e ritorsioni, subito rientrate però, quando capirono che il nuovo regime di valute inconvertibili poteva far prosperare lo stato sociale con inflazioni e svalutazioni “competitive” che la severa disciplina del sistema aureo non avrebbe permesso. Dal punto di vista della realpolitik, Nixon non aveva tutti i torti: avrebbe dovuto però precisare che il “dollaro era tanto buono quanto il petrolio”. Infatti l’oro nero, in un certo senso, garantiva il dollaro quanto quello giallo. L’egemonia del dollaro, anche se in modo artificiale, si è basata per quarant’anni soprattutto sul petrolio.

Gli USA, infatti, dopo la dichiarazione di inconvertibilità, stipulavano un accordo con i paesi dell’OPEC per quotare il prezzo del petrolio in dollari. Il sistema del “petrodollaro” prevedeva che i paesi produttori accettassero solo dollari come pagamento e li reinvestissero in attività o titoli del debito pubblico statunitensi. In compenso gli USA promettevano di proteggere le monarchie produttrici del Medio Oriente contro le minacce di invasione o rivoluzioni interne. I flussi di petrodollari rifluivano in USA mentre ne aumentava la domanda perché le nazioni importatrici di petrolio, per essere in grado di acquistarlo, dovevano convertire i surplus valutari in dollari. La valuta americana acquisì dunque un ruolo privilegiato perché per accedere al petrolio bisognava possederla. La superiorità degli USA dipendeva dalla forza militare, questa dal dollaro che a sua volta traeva forza dal petrolio. I partner commerciali scambiavano prodotti reali contro dollari sempre più deprezzati con i quali finanziavano consumi, deficit e forze militari USA dislocate in 130 paesi. Ma la combinazione di dollaro, petrolio e deficit ha finito per svalutare la moneta di riserva sia nei confronti del petrolio, dell’oro, innescando un lento processo di deindustrializzazione.

Mentre dal meccanismo d’ascesa del dollaro si deduce quanto sia stata velleitaria la pretesa dell’Europa di sostituirlo con l’euro, si capirà invece quanto sia fondata l’intenzione della Cina di scalzarlo con lo yuan.

L’oro per il nuovo Hub valutario

La conseguenza dell’egemonia del dollaro, un deficit commerciale strutturale che rispecchia l’insufficienza della capacità produttiva americana rispetto agli enormi consumi interni, ha dato l’opportunità alla Cina di produrre per gli Stati Uniti e di ottenere il mezzo di pagamento privilegiato per conseguire la sua strategia di sviluppo esterna. Non solo è diventata il loro maggiore creditore ma ha esteso la sua influenza a tutta l’Asia creando una piattaforma per lancio internazionale della propria valuta. La Cina si è “lavorata” strategicamente nazione per nazione. Ora, infatti, l’introduzione dello yuan in una a serie di accordi swap con l’Australia e il Sud Africa ne permetterà l’introduzione profonda nei due continenti. Inoltre, ha trasformato la Shanghai Cooperation Organisation (SCO), organizzazione in partnership con la Russia per la sicurezza contro il terrorismo, in una vasta area commerciale per i BRICS e i paesi asiatici, senza passare per il sistema finanziario occidentale.

Ma queste iniziative non bastano a dare un ruolo chiave internazionale ad una valuta. Ci vuole un ulteriore elemento che giocherà, come il petrolio per gli Stati Uniti, un ruolo decisivo. Dal 2009 la Cina e i paesi emergenti hanno accumulato ingenti quantità d’oro. La Cina ne è diventata il maggiore produttore mondiale assicurandone l’accesso ai propri cittadini (una iniziativa che in USA e Europa sarebbe fantaeconomica).

Questa accumulazione è strategica rispetto all’obiettivo di internazionalizzare lo yuan. Ciò  è confermato anche dagli acquisti d’oro degli altri paesi emergenti che appoggiano la strategia cinese perchè hanno capito che in un mondo finanziario ostile, le valute hanno bisogno di una copertura aurea e l’oro è l’unica moneta che anche il peggior nemico accetterebbe senza riserve. Quando infatti una valuta è affidabile in assoluto? Quando è convertibile in oro e ne riflette il valore. Se esistono dubbi sul corso di una valuta, solo la copertura aurea ne aumenta il grado di accettabilità. L’oro è anche uno stabilizzatore naturale dei tassi di interesse, senza interventi della banca centrale. L’ex governatore della FED, Allan Greespan affermò: “l’oro è il denaro di ultima istanza”.

Tutte queste manovre servono, per ora, a dimostrare all’Asia e all’Australia che la valuta cinese può avere migliori prospettive a lungo termine rispetto al dollaro. Tuttavia la Cina e I BRICS mantengono ingenti riserve in dollari perché in questo momento un collasso della valuta americana sarebbe disastroso. (Si osservi che l’Iran non accetta più il dollaro in pagamento per il greggio, lo ha rimosso dalle sue riserve e vende petrolio all’India contro oro).  Ma ormai, date le loro dimensioni e prospettive, non possono più permettersi di dipendere dal dollaro per finanziare il loro sviluppo che nel futuro dovrà avere come fondamento la valuta cinese. Così, dopo aver già dimostrato grandi capacità produttive e commerciali, ai BRICS, per completare l’ultima tappa, mancherà solo allargare la infrastruttura finanziaria per separarsi da Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e rete SWIFT. Ma la pietra angolare di tutto questo grandioso edificio è l’oro che oltre a rappresentare il denaro in ultima istanza possiede la funzione che il petrolio non poteva garantire al dollaro: quella di stabilizzarne il valore. L’aspetto significativo di questa evoluzione sarà dunque la reintroduzione del concetto di “misura di valore” nel sistema monetario mondiale.

È veramente un’ironia della storia che l’oro, esiliato dal sistema internazionale ad opera del più grande paese capitalista venga ora rimpatriato dal paese che fu la più grande potenza comunista. Peccato che l’occasione non sia stata colta dai paesi occidentali le cui economie navigando a vista si schianteranno come dei titanic contro lo scoglio dei fatti compiuti. Sic transit gloria mundi.

Ricapitolando, l’inizio di questo cambiamento epocale è avvenuto con il consolidamento di un hub valutario asiatico che, molto probabilmente diventerà hub mondiale basato sullo yuan. Quando questo avverrà, lo yuan sarà la valuta di riserva mondiale. Non sappiamo in quanti anni, ma non saranno molti se si pensa che l’evento più importante, l’industrializzazione della Cina, si è compiuto in una generazione. Comunque ce ne accorgeremo quando vedremo le esportazioni cinesi quotate nella valuta cinese e non più non più in dollari. Senza naturalmente l’intervento di una nuova Bretton Woods.

Mai più senza: Giuliano Amato ci da "Lezioni di Crisi"

Wow! Ne ho intravisto un pezzetto ma su YouTube non ho trovato per ora che la pubblicità:


Stasera alle 23 su Rai Storia ...

domenica 29 aprile 2012

Severino: Libertà di opinione e parola si, ma entro certi paletti

Non stupitevi se un bel giorno ArgentoFisico e altri blog spariranno dalla rete. Tratto da Internet e Politica, via RC:
  
Intervenuta oggi al Festival del Giornalismo Perugia 2012, il Ministro della Giustizia Paola Severino si è espressa in materia di informazione enunciando tre punti fondamentali.
 
- Controlli su blog e facebook.
- Filtro alle intercettazioni.
- Punizioni per giornalisti, editori e aziende nei casi di pubblicità camuffata da informazione.

La ministra ha dunque annunciato che sono allo studio nuove regole in materia di blog. Ecco le dichiarazioni della Severino pubblicate da Corriere.it: 

«I blog possono fare più danni dei giornali», ha detto Severino, accennando a una regolamentazione in sede di Unione europea per evitare che i provider si possano trasferire in Paesi dove le maglie della legge sono più larghe.   

«Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro. Ma deve seguire le regole», ha detto il ministro creando non poco scompiglio nel mondo digitale dove i tweet sono subito impazziti. 

«Scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio» (??), ha ripeuto Severino che appunto prevede presto una forma di regolamentaziome, anche se sarà «difficile pensare a un'obbligo di retifica nei blog». 

E conclude con un monito: «Sappiate che quello che voi fate ad altri potrà essere fatto a voi. Cominciate ad autoregolamentarvi».

Un monito che suona più come una minaccia.

Se nel 2010, Reporters sans frontiers poneva il nostro Paese al 49° posto nella classifica delle nazioni in cui c'è maggior libertà d'espressione, dove potremo finire con nuovi restringimenti alla libertà di parola e dunque di pensiero?

Oggi la ministra dice che sarà difficile porre l'obbligo di retifica ai blog, però..., come avevo già accennato, nel nuovo disegno di legge sulle intercettazioni è incluso il comma Alfano-Buongiorno che introduce(va) la cosiddetta "legge ammazza blog", con l'obbligo di retifica sia per siti sia per blog, pena multe fino a 12000 euro.

NYT: iEconomy.... pagare meno del 10% di tasse

L'articolo è lunghissimo e vi rimando alla versione originale del New York Times in iperlink blu per la versione completa. Vi ho tradotto l'inzio:

By Charles Duhigg and David Kocieniewski -  April 28, 2012

Reno, Nevada – La Apple, la compagnia tecnologica più proficua al mondo, non crea il suo design qui. Non ha qui il suo servizio di assistenza clienti AppleCare in questa città. E non ha nessun processo di lavorazione dei suoi MacBook o iPad da nessuna parte nei dintorni.

Eppure, con una manciata di dipendenti in un piccolo ufficio qui a Reno, Nevada, non lontano sa Las Vegas, la Apple ha messo in piedi uno dei suoi snodi cruciali della sua strategia industriale: ha evitato di pagare milioni e milioni di tasse in California e in altri 20 stati.

I quartier generale della Apple è a Cupertino, California. Ma mettendo un ufficio a Reno, a sole 200 miglia, a raccogliere e investire i profitti della company, la Apple è riuscita a sgusciare via dalla income tax su una parte dei suoi guadagni.

La corporate tax in California è dell’8,84%. Quella del Nevada? Zero.

 Gli anonimi uffici "Apple" di Reno, Nevada

Metter su un ufficio a Reno è solo uno dei tanti metodi che la Apple usa per ridurre la sua tassazione a livello globale di miliardi di dollari ogni anno. Così come ha fatto qui in Nevada la Apple ha creato delle subsidiaries in posti a bassa tassazione come l’Irlanda, il Lussemburgo e le British Virgin Islands – alcune niente più che una buchetta delle lettere e un anonimo ufficio – che la aiutano a tagliare la quantità di tasse che paga a livello globale.

Quasi tutte le maggiori corporations cercano di minimizzare le proprie tasse, ovviamente. Per la Apple i risparmi diventa particolarmente importanti a causa della quantità dei profitti. Gli Analisti di Wall Street predicono che la Apple, in questo anno fiscale, potrebbe arrivare a guadagnare più di 45 miliardi di dollari, il che sarebbe un record per un’azienda americana.  …..

Senza queste tattiche le tasse federali che la Apple avrebbe dovuto pagare al governo degli Stati Uniti sarebbe dovuta essere di 2,4 miliardi di dollari l’anno scorso, secondo uno studio di Martin A. Sullivan, economista del Dipartimento del Tesoro. Per come è organizzata al momento la compagnia ha pagato 3,3 miliardi di dollari in giro per il mondo su profitti ufficiali di 34,2 miliardi di dollari. Una tax rate del 9,8%.


Giusto per fare un paragone, la Wall-Mart l’anno scorso ha pagato tasse in gito per il mondo per 5,9 miliardi di dollari su profitti a libro di 24,4 miliardi, una tax rate del 24%, che è all’incirca la media di quanto pagano le companies non-tech.  .... 

Sullo stesso tema potete anche questo post di Zero Hedge

30 aprile: è arrivato a leggere e sintetizzare l'articolo del NYT anche il Sole 24 Ore.

Mr Lennon Hendrix: L'ombra

Eccovi un altro silverbug, nuovo su Argento Fisico, Mr Lennon Hendrix. Chi, qualche volta, si sia letto i commenti agli articoli di ZH lo conoscerà già. Quello che non sapevo è che LH aveva un suo blog. Ecco che scrive sul momento attuale nel mercato dell'argento:
 
Same As It Ever Was – The Shadow
By Mr. Lennon Hendrix – Friday, April 27, 2012

Ora e argento hanno formato entrambi una perfetta “testa e spalle ribaltata”. La sola mossa che resta per completare il pattern è la cosi detta “ombra”, l’ultima mossa verso il basso. Questo passo avviene perché si è costruita una pressione verso il ribasso e succede che “gli orsi”, i ribassisti, vogliono l’ultimo raid. Completato anche questo passo quando il supporto regge, dimostra di essere un livello di supporto, la pressione scompare. Ed è in quel momento che comincia la salita. Siamo poco lontani da quel momento.

Il PIL degli States oggi non sembra aver dato dei bei numeri  ma i mercati sono saliti. Con ciò? Beh, i politici non vogliono che si dia la colpa ai dati USA per degli stocks in caduta quindi la prossima settimana aspettatevi debolezza in Europa e a questa verrà data la colpa per l’euro in caduta, il dollaro in salita e gli stocks in caduta. In contemporanea i ribassisti dell’oro staranno gridando a squarciagola che l’oro non è una bella idea mentre il suo prezzo sarà in caduta. Sempre la solita vecchia storia.

Io vedo l’oro e l’argento in rottura verso il basso per la prossima settimana. Immagino l’oro a toccare i 1620 e l’argento a flirtare coi 28 dollari l’oncia. Questo farà salire un pochino il dollaro e il DXY potrebbe toccare gli 81. Gli stocks scivoleranno e immagino il DJ che tocca i 12.800. La mossa al ribasso nei metalli preziosi dovrebbe durare una settimana circa.

I livelli citati dovrebbero tenere e dimostrarsi dei supporti per molte ragioni: prima di tutto per la ragione che le valute fiat sono il link più debole perché ce n’è sempre di più e la domanda non è forte mentre l’inflazione è alta e gli investitori chiedo crescita o tassi e quindi non ci sarà un break out. Questo da una specie di cuscinetto a tutti gli asset, specialmente gli asset buoni come i MP. In secondo luogo a quei prezzi voglio vedere chi non compra. Non solo si muoveranno i compratori come me che di certo cambieranno un po’ di risparmi dal cash all’argento ma si faranno vedere anche i compratori istituzionali. In terzo luogo l’offerta è in calo. L’industria domanda argento, le compagnie minerarie ne producono meno che in passato e non ce n’è abbastanza nei depositi. In fine il prezzo attuale dei metalli preziosi è molto più basso di quello che sarebbe se non fosse per posizioni short naked di JPM e altri e JPM sarà costretta ad alzare le sue posizioni a causa delle ragioni precedenti e non gli piace certo l’idea di farsi spazzar via.

Non uso questo blog come piattaforma politica perché presuppongo che se mi state leggendo sapete chi sono e come la penso, ma vi dirò questo: Adesso è e sarà un ottimo momento per comprare e far sparire ogni oncia dal mercato metterà una bella pressione su JPM affinchè la smetta di shortare l’argento. In questo modo non solo beneficeremo dal nostro acquisto ma continueremo anche a destabilizzare questo Fiat Ponzi system, questo sistema di valute di carta a catena di S.Antonio.

Non ho comprato argento da natale e ha accumulato una certa posizione in cash, ma ho comprato questa settimana e sono pronto a comprare per le prossime 3-6 settimane. 
 
Se il prezzo dovesse arrivare sui 28 dollari l’oncia andrò all in
 
Se no comprerò a prezzi medi sino a giugno. In un modo o nell’altro l’analisi tecnica e i fondamentali dicono che questo è un gran momento per comprare e potrebbe anche essere l’ultima volte che possiamo comprare a questi prezzi.

sabato 28 aprile 2012

Che ci dicono i prezzi dei metalli sul futuro dello stock market?

Che ci dicono i prezzi dei metalli (tutti i metalli prettamente industriali come ferro, rame, stagno, zinco, piombo ...) sul future dello Stock Market?

Submitted by Tyler Durden on 04/28/2012

In breve? Niente di buono.

Come indica la chart seguente della Morgan Stanley i prezzi dei metalli tendono ad essere un buon indicatore per predire come andrà la produzione industriale globale nel prossimo futuro. La cosa che da più dà pensare è che su una base di variazioni rispetto ad un anno fa i prezzi dei metalli sono andati in settore negativo, per la prima volta dalla Grande Crisi Finanziaria (2008-2009), il che significa che l’IP globale (Industrial Production) tenderà a seguire a ruota …


… il che a sua volta significa che la prossima produzione industriale negativa si riverbererà attraverso tutti i mercati visto che la produzione industriale tende ad essere strettamente correlata con i dati del Global Manufacturing (PMI). E ancora più importante, l’indice PMI tende ad essere correlato molto da vicino con le equities globali…

In altre parole, per quelli che si ostinano a credere nella logica e che a causa segua effetto (persino in un’epoca di interventismo centralizzato in tutti i settori) a meno che non intervenga qualcosa che cambi drasticamente le cose e spinga la domanda di metalli verso l’alto, ci si potrebbe azzardare a dire che il prossimo futuro riservi poco di buono per le equities.

E tutto questo ci porta ad un'altra semplice relazione: o la Cina – il più grosso “stimolatore” dei prezzi dei metalli – si dà da fare o il mondo si beccherà le conseguenze.

L'argento nonostante tutto ancora il miglior performer da inizio anno

Incredibilmente, dopo una discesa che prosegue imperterrita come una marcia da un pajo di mesi, l'argento è ancora l'asset col miglior ritorno YTD, Year To Date, da inizio anno:

Charts prese da Zero Hedge

e un raffronto fra oro e argento in questo aprile ormai agli sgoccioli:


ZH ci fa notare come nella settimana ormai finita l'oro si è ripreso alla grande mentre l'argento è sempre lì lì, poco convinto.

venerdì 27 aprile 2012

GFMS: è uscita la relazione annuale sull'argento, anno 2011

E' uscito il Silver Survey sul 2011 del GFMS di Londra, una delle fonti più autorevoli per i dati sui fondamentali di oro, argento, platinum group e metalli prettamente industriali. Potete scaricare una loro presentazione in pdf cliccando quì. Vi consiglio di scaricarlo e studiarvelo un po', da bravi metallari, così ognuno può decidere con la sua testa che gliene pare ..... è pieno di info graficizzate molto interessanti. Ecco solo un assaggino:

variazioni % del prezzo da gen 2011 di Oro, Argento, Rame, Piombo e Zinco

Ecco come hanno commentato e un po' riassunto il tutto su Bloomberg un pajo di giorni fa:

By Glenys Sim - Apr 25, 2012

Le silver holdings dei prodotti negoziati in borsa (Exchange-Traded Products) sono diminuite dello 0,5 %, il massimo da dicembre, mentre i prezzi si aggirano sui minimi da 3 mesi e le scorte sono aumentate, il che sembra sottolineare le preoccupazioni di un rallentamento economico globale che potrebbe ridurre la domanda. Gli asset negli ETP sono scesi a 17.564 tonnellate jeri (24 aprile), il minimo dal 30 gennajo.

La domanda di argento è stata in calo nel 2011 per la prima volta negli ultimi quattro anni, mentre la crisi del debito in Europa ha fiaccato l’uso industriale del metallo per pannelli fotovoltaici (si, ma magari lo stesso argento è andato in Cina a produrre i loro pannelli a metà prezzo!, NdEr) e nel campo della fotografia. Questo, fra l'altro, il contenuto del report annuale Thomson Reuters GFMS che è stato rilasciato questo 19 aprile. Cliccando quì arrivate ad una pagina del gfsm che rimanda anche ai vari report su oro, rame, palladio e platino... per lo più a pagamento, come anche un loro report-forecast a 10 anni sull'argento (!) ... credo che siano tutte cosette costosette... un loro libro te lo vendono per 1000 euro circa! )

“La caduta del prezzo fa scattare ulteriori vendite e questo a sua volta spinge i prezzi ancora più in basso” sono le parole di Sun Yonggang, un analista della Everbright Futures Co, una parte del più grosso gruppo di investimento a proprietà statale della Cina. “L’argento non sta reggendo bene come l’oro perché è ancora principalmente un metallo industriale.”

Le gold holdings nei vari ETP sono salite dell’1,6 % dall’inizio dell’anno secondo i dati tracciati da Bloomberg, e sono adesso sulle 2.394,2 tonnellate. Siamo a meno dello 0,7% dai massimi di marzo 2011. Invece i silver ETP sono scesi del 4,5% nel 2011.

Uso Industriale

Le manifatture nell’area euro e in Cina si stanno contraendo, come hanno dimostrato due report separati jeri, spingendo la domanda verso il dollaro come porto sicuro. L’oro e l’argento spesso vengono scambiati all’opposto della valuta statunitense.

La domanda totale di argento nel 2011 è caduta del 3,2% a 1,04 miliardi di once (32.347 tonnellate), il primo calo dal 2007 secondo i dati del report del GFMS che saranno pubblicati anche dal Silver Insitute di Washington. Il consumo industriale è scivolato del 2,7% a 486,5 milioni di once (15.131 tonnellate) sempre secondo il report appena citato.

Il CME Group Inc. ha tagliato i margini per i silver futures al Comex il 12 aprile. L’ammontare che gli speculatori devono lasciare in deposito per poter aprire un account in silver futures è stato tagliato del 13%, da 21.600 dollari a 18.900 dollari, a partire dalla chiusura degli scambi del 16 aprile.

“E’ possibile che dopo la modifica dei margini richiesti qualcuno sia uscita dagli ETP verso i futures” ha detto Nick Trevethan, senior commodities strategist della Australia & New Zealand Banking Group Ltd. (ANZ) con sede a Singapore.

L’Open Interest nel contratto argento più attivo a New York è salito a 46.056 contratti jeri, il livello più alto dal 10 aprile. Le scorte del metallo tracciate a Comex sono salite jeri per il secondo giorno a 140,59 milioni di once. Gli inventari sono arrivati a contare 141,59 milioni di once il 13 aprile, i livelli più alti dal 1997.

Prezzo “agitato”

“L’argento resterà soggetto ad una certa instabilità dei prezzi data il leggero diluirsi della domanda industriale” ha scritto in un report Suki Cooper, analista della Barclays Capital di New York. “La partecipazione limitata degli investitori significa che il metallo potrebbe ricevere spinte rialziste se dovesse salire l’appetito a partire dai prezzi più bassi.”

Secondo una media delle indicazioni ottenute da Bloomberg fra diversi analisti del settore, l’argento potrebbe avere una media di 33,78 dollari l’oncia per questo secondo trimestre, di 36,11 per il terzo trimestre e di 35,93 per il quarto trimestre 2012.

Per la consegna immediata durante il primo trimestre 2012 la media è stata di 32,67 dollari l’oncia.

Queste le previsoni di Bloomberg. La relazione annuale del GFMS invece da l'argento fra $28.70-$32.90 per questo secondo trimestre e immagina massimi sopra i 40 entro la fine del 2012 (vedi penultima pagina del loro report scaricabile) ...

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Per quanto riguarda l' ORO vi rimando alla traduzione in italiano fatta da Trend Online dell'articolo di BullionVault su Yahoo Finance di qualche giorno fa.

Giuseppe d'Andrea su Barnard

Riporto questo commento che Giuseppe D'Andrea ha fatto su RC perchè merita davvero e lo veglio tenere in quel database personale di pensieri da meditare che ArgentoFisico, in qualche modo, è:

Tanto per cominciare più che 'Assunti' quelle di Barnard sono "tesi" e criticabili quanto meno;

1) Il Governo Monti è perfettamente in regola con la democrazia parlamentare; Ricordiamo che in Italia il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Governo, viene nominato dal Presidente della Repubblica secondo la Costituzione Titolo III art. 93. Essendo la nostra Repubblica in regime di 'parlamentarismo perfetto' la legislatura finisce allo scadere dei 5 anni o prima in caso di scioglimento delle camere, la caduta dell'esecutivo Berlusconi ha rimesso il mandato a Napolitano che ha scelto Mario Monti, il quale ha formato un governo e si è presentato alle camere per chiedere la fiducia, che è stata accordata dai rappresentanti eletti. Dunque la legislatura non è terminata, è stata semplicemente prorogata, Monti è stato nominato da Napolitano come prevede la legge, le camere che da noi sono 'sovrane' per conto del popolo lo hanno legittimato. Fine della discussione. A me non piace, Ok, ma legalmente è ineccepibile.

2) Ha unito tre cose diverse;

 - Il Neomercantilismo che è una dottrina che ha più rimando con il Keynesianesimo, che Barnard loda.
 - Il Neoclassicismo oggi è un sinonimo di "mainstream" racchiude al suo interno un po di tutto tranne Marxisti, Storicisti, Istituzionalisti e altri approcci eterodossi.
- Il Neoliberismo come filosofia? Come politica? Come dottrina economica? Mah! Non so dove veda Barnard tutti questi neo-liberisti in giro... a meno di non considerare Sarkozy, Merkel, Cameron, Monti dei liberisti (che per logica non dovrebbero fare quello che stanno facendo).

Dopo questo Gateux di concetti, ci ha piazzato un complotto. Ora sono personalmente sempre stato critico dell'Eurozona, ma per il motivo esattamente opposto, più che essere una landa di feroci liberisti, basta vedere quale sia il livello di pervasività della dottrina europea e quale il livello di influenza sul libero scambio (la dottrina semi-sovietica della Politica Agricola Comunitaria, i regolamenti cervellotici su pesca e emissioni).

3) Come ripeto non mi piace la politica attuale, ma per chi parla di 'costituzionalità' e di 'legalità' è da ricordare che questo è un caso di istigazione all'obiezione fiscale.

4) Barnard è un apologeta della 'Sovranità Popolare' e al contempo è un acerrimo nemico della libertà economica, a meno che, questa libertà non sia esercitata dallo Stato che nel suo immaginario fantastico è sinonimo di comunità. Il problema dei grandi concetti 'filosofici' è che quando entrano nella fredda lettera della legge assumono contorni meno 'grandiosi' e più concreti dall'articolo 1 della costituzione:
 
 
"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Il fulcro non è la sovranità ma le forme e i limiti della Costituzione, che propugna due metodi di espressione; uno 'rappresentativo' mezzo il diritto al voto e l'elezione di rappresentanti, l'altro 'diretto' i referendum. Ora se Barnard si prendesse la briga di leggere la sbandierata Costituzione vedrebbe scritto nel Titolo I, Parte seconda, Articolo 75 al secondo comma:
 

"Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali."

Si può essere o non essere d'accordo, ma questa è la Costituzione, dunque non ci dovevano chiedere un bel niente, i depositari della nostra Sovranità hanno detto "Lo voglio" all'Euro e al Trattato di Lisbona, la gente per strada non si è stracciata le vesti, anzi erano tutti ansiosi di togliersi dalle scatole la liretta e di accedere a dei tassi di rifinanziamento pari a quelli Tedeschi facendo calare lo spread da 500 a 100. Inoltre Barnard si dovrebbe chiedere perchè anche gli altri stati con 'sovranità monetaria' si affacciano al mercato dei capitali per rifinanziare il debito invece di fare solo 'giroconti' fra le loro Banche Centrali e i ministeri del Tesoro.

5) Possiamo calmare subito Barnard; la nuova riforma è un colabrodo bypassabile facilmente, una norma puramente cosmetica. Il deficit è dunque salvo, Keynes è salvo, ancora una volta non corriamo il rischio di chiudere un bilancio in pareggio nemmeno sotto tortura, d'altronde nella storia congiunta di Regno d'Italia/Impero Italiano/Repubblica Italiana ci sono stati solo 2 pareggi, non credo che il terzo avverrà mai.

6) Barnard qui entra nel "memory hole" della MMT che reinterpreta la Storia Economica e Fiscale dell'Umanità sotto il profilo dell'assunto (questo si) vero che uno Stato istitutore di valuta non può restare a corto di liquidità. Ma Barnard va oltre, la Repubblica, dice ai bei tempi della Lira non chiedeva tasse per il proprio sostentamento (poteva stamparsi i soldi), ma come 'strumento di controllo', seguendo il filotto tutto Keynesiano della fiscal policy, che sarebbe il contro altare all'emissione di liquidità, che dovrebbe prevenire il surriscaldamento dell'economia. Vedendo il mondo come un grande libro mastro, se da una parte si mette e dall'altra si toglie tutto è in equilibrio, purtroppo per questi Neo-Chartalist, la cosa è un po più complessa di così per via della natura del denaro e delle sue funzioni, della sua diffusione ineguale lungo il ciclo produttivo e le fasce sociali, dell'insorgere delle dinamiche inflattive e dell'impatto che la moneta esercita sulla ricchezza materiale, oltre che il discorso puramente contabile con 50 unità che entrano e 50 che escono è un totale nonsense valido solo se si ignorano le dinamiche di una economia di mercato ed il processo generativo della ricchezza che non richiede nessun motore immobile (stato) che inserisca e tolga unità di moneta per prosperare. Appellarsi alla 'spesa per il bene comune' è un altro concetto ideologico come il parlare di 'sovranità popolare' senza considerarne limiti e ambiti dell'esercizio di questa, allo stesso modo abbiamo visto nel passato come i rappresentanti del popolo sovrano abbiano interpretato il concetto di 'bene comune' e  come ciò che sembra 'un bene comune' nel breve termine si possa tramutare in un disastro nel medio-lungo termine, sopratutto quando si considera l'economia come una "questione morale e politica" aggiungendo parametri morali a questioni che invece dovrebbero essere considerate per lo più nel merito della funzionalità e della sostenibilità.

Insomma Paolo Barnard sarà puro un giornalista d'assalto, ma economicamente è lucido quanto un Marxista anzi peggio, Marx in qualche sprazzo del "Capitale" mostrava qualche segno di vita neurale che doveva poi prontamente sopprimere per evitare di contraddire il suo intero impianto cosa che ancora non mi è successo di riscontrare in Barnard, la sua interpretazione della storia economica e politica è un insulto alla ragione (basta vedere quando dipinge Mises ed Hayek come due massoni dominatori del pianeta, il che è quasi comico guardando la massa di Keynesiani politici ed economici ai posti di comando in confronto alla totale assenza di economisti Austriaci sulla scena politica ed accademica), le sue argomentazioni legali sono infondate a dir poco.

Posso concordare solo su poche cose e per ragioni diverse da quelle Barnardiane;

- La pressione fiscale attuale è dannosa e ingiusta
- Questo governo si sta comportando come un semplice 'esecutore' di cose stabilite altrove.
- Il Pareggio di Bilancio è un guaio
- La politica europea è un disastro come lo è l'euro.

Non vi incito a non pagare le tasse, ma dico che è impossibile discutere della moralità del contribuente se non si discute della moralità del sistema fiscale, se è vero che esiste il dovere di contribuire da parte del cittadino è anche vero che esiste il dovere della morigeratezza della spesa statale e della congruità da parte del Fisco.

Per il resto i vari Lerner, Mosler, Barnard e soci non hanno scoperto niente di nuovo, questi approcci monetari ed economici strumentali furono già proposti, provati...e trovati mancanti, qualche secolo prima che le nostre presenze si manifestassero su questa terra, anche se loro probabilmente non lo sanno.

E se l'anno prossimo qualche paese dichiarasse che la sua valuta è convertibile in oro?

Sul tema della crisi epocale delle valute fiat e cosa ci attende i libri si moltiplicano. 
Ecco l'ultimo, "The Golden Revolution", appena presentato a Londra dall'autore a Reuters TV. L'autore dice che gli eventi potrebbero prendere pieghe diverse, svilupparsi secondo diversi scenari, ma non è poi così assurdo immaginare per esempio, un po' romanzescamente, che succederebbe se, per esempio, il 17 agosto 2013 la Russia dichiarasse che il rublo da qual momento è una valuta backed by gold, con oro come retrostante: immediato shock dei mercati mondiali, svalutazione del dollaro di un 20%, con gli investitori a correre forsennatamente fuori dal dollaro e verso asset reali, prezzi delle commodities valutate in dollari a razzo verso quotazioni molto più alte, prima fra tutte il petrolio e ... l'oro a 10.000 dollari l'oncia.
Fantapolitica. Ma neanche tanto.

 

Un bel video in tema con l'ottimo articolo di Gerardo Coco su ChicagoBlog di oggi, "La prossima sfida monetaria" in cui si immagina, più verosimilmente secondo me, che a dichiarare questa svolta epocale potrebbe essere la Cina più che la Russia.
Sui tempi immagino che un anno sia un po' pochino. La Russia pare che abbia un decimo dell'oro degli stati dell'UE (solo l'Italia ne avrebbe il triplo) e la Cina ancora meno .... ma siamo tutti pressoche sicuri che quello che dichiara è molto meno e tutti sappiamo che sono anni che la Cina, oltre ad aver scalzato il Sud Africa come primo produttore mondiale d'oro (e secondo o terzo di argento) compra oro regolarmente a man bassa in giro per il mondo.

giovedì 26 aprile 2012

Barnard: Evadere le tasse di Monti è un dovere civico

Alla voce di Funny King si aggiunge quella di Paolo Barnard (non proprio in linea con la Gabbanelli sua ex collega):

26 aprile 2012

Primo assunto
: il governo di Mario Monti è illegittimo e criminoso, essendo frutto di un Golpe Finanziario che ha sospeso la democrazia parlamentare in Italia. Il prelievo fiscale di un governo golpista è illegittimo di per sé. (*)

Secondo assunto
: il prelievo fiscale del governo Monti è uno STRUMENTO CRIMINOSO mirato a distruggere il tessuto economico dell’Italia secondo un piano ordito da elite tecnocratiche Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste che su di esso profittano, e che fu imposto ai cittadini nel corso della creazione dell’Eurozona, anch’essa strumento di spoliazione illegittima dei popoli europei per il profitto esclusivo di quelle elite. (**)

Terzo assunto
: acconsentire e piegarsi a un siffatto strumento criminoso è inaccettabile, significa favoreggiamento.

Quarto assunto
: con l’entrata dell’Italia nell’Eurozona e con la ratifica nazionale del Trattato di Lisbona - entrambe le cose avvenute SENZA ALCUNA CONSULTAZIONE del popolo sovrano - lo Stato italiano ha perduto la sua moneta sovrana (Lira). Gli è quindi negata la possibilità di emettere senza limiti teorici una propria moneta per finanziare la spesa corrente, e ciò lo pone, al pari di tutti i Paesi della zona Euro, nella scandalosa condizione di doversi approvvigionare di moneta Euro indebitandosi coi mercati di capitali privati, che ricevono gli Euro dalla BCE direttamente all’emissione. Ne deriva che oggi con l’Euro lo Stato italiano TASSA i cittadini e aziende fino all’esasperazione PER RIPAGARE I DEBITI che contrae coi mercati di capitali privati per far fronte alle spese correnti, i quali mercati poi usurano lo Stato con tassi d’interesse impossibili, facendo PROFITTI favolosi. Questo drenaggio fiscale insostenibile sta distruggendo l’economia e i risparmi degli italiani, ma si ribadisce che esso NON è un accidente di percorso. E’ al contrario parte del piano di profitti criminosi di cui all’assunto 2, e sta causando letteralmente la rovina di almeno un’intera generazione di connazionali destinati a sofferenze inaccettabili nel presente e nel futuro.

Quinto assunto: il prelievo fiscale criminoso di cui sopra è stato criminosamente istituzionalizzato con la modifica dell’articolo 81 della Costituzione italiana – pareggio di bilancio in Costituzione - ottenuto nel corso del Golpe Finanziario sotto la MINACCIA ESTERNA dei mercati dei capitali che sono in grado di paralizzare l’intera Funzione Pubblica italiana negandogli arbitrariamente la moneta Euro di cui essa ha assoluto bisogno. Il parlamento italiano non ha avuto alcun potere di dissenso, pena appunto la distruzione dall’esterno della nostra economia, ed è di fatto esautorato (Golpe).


Sesto assunto: si ricorda, in quanto cruciale per quanto poi si va a proporre, che l’istituto del prelievo fiscale in REGIME DI SOVRANITA’ MONETARIA (la Lira) non è MAI servito a finanziare la spesa dello Stato. Va compreso che il prelievo fiscale è effettuato su denaro che lo Stato ha emesso PER PRIMO perché solo lo Stato può creare la moneta. Per cui risulta un contro senso pensare che lo Stato possa spendere solo dopo aver prelevato da cittadini e aziende il denaro che lui stesso emette in origine. Ne consegue che il pagamento delle tasse NON è nato come obbligo di cittadini e aziende per permettere allo Stato di funzionare, ed è assurdo quindi che lo Stato li tassi a sangue con quel pretesto. Infatti proprio la natura stessa delle tasse, in regime di sovranità monetaria, dovrebbe permettere allo Stato di ARRICCHIRE la cittadinanza perseverando in una spesa statale SUPERIORE alla tassazione, e non di impoverire la cittadinanza. Ne deriva inoltre che lo Stato italiano della Lira era teoricamente nella posizione di poter liberamente alleggerire la pressione fiscale nel caso in cui l’economia del Paese tendesse a una recessione. Ma a causa del criminoso disegno dell’Eurozona di cui sopra e all’assunto 4, oggi lo Stato deve proprio attingere da cittadini e aziende con ampi e crescenti prelievi fiscali (le Austerità) per far fronte al suo fabbisogno. Ciò inevitabilmente deprime l’economia in un circolo vizioso micidiale di deflazione dei redditi, quindi crolli aziendali, quindi disoccupazione, quindi ammortizzatori sociali alle stelle, quindi esborsi statali improduttivi e quindi ancor più tasse per farvi fronte, e sofferenze sociali inaccettabili. Tutto ciò aggravato da fatto di essere stato voluto a tavolino dalle elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste per il fine di distruggere la sovranità democratica negli Stati del sud Europa imponendovi povertà di massa, su cui essi speculano immense fortune. Un crimine sociale di proporzioni storiche. Dunque, QUESTA tassazione del governo Monti è non solo distruttiva, ma è anche ILLEGITTIMA IN QUANTO CRIMINOSA, e ci è inflitta da una struttura monetaria e da Trattati europei che CI SONO STATI IMPOSTI CON L’INGANNO E SENZA ALCUNA CONSULTAZIONE DEL POPOLO SOVRANO. Si badi bene:


NON E’ COLPA DELLE FAMIGLIE DI QUESTO PAESE SE I GOVERNI TECNICI DEGLI ANNI ’90, DA AMATO A PRODI A D'ALEMA, E I PRESENTI TECNICI AL GOVERNO, IMPONENDOCI L’EURO CI HANNO MESSO CON L’INGANNO NELLE CONDIZIONI ASSURDE E SOCIALMENTE MICIDIALI DI DOVER NOI CITTADINI FINANZIARE LA SPESA DELLO STATO CON LE TASSE SUL NOSTRO RISPARMIO


Date per assodate, cioè frutto di indagini e di lavoro accademico autorevole (**), le nozioni di cui sopra, risulta che è dovere di cittadini e aziende italiani opporsi con ogni mezzo a questo crimine. Questo Golpe Finanziario, che usa quel prelievo fiscale illegittimo come arma di distruzione economica, viene condotto dal governo illegittimo in carica con la collusione persino della più alta carica dello Stato. Diventa così lecito per i cittadini e aziende organizzarsi in una resistenza civica che preveda disubbidienze a tutto campo, e che si fermi solo di fronte alla scelta della violenza.


Per tutto quanto sopra, con particolare riferimento alla tassazione devastante del governo Monti, invito i cittadini consapevoli dei danni epocali e delle sofferenze per generazioni che questo sistema criminoso ci impone, a DELEGITTIMARE il prelievo fiscale criminoso di questo governo rifiutandosi apertamente di pagare il prelievo fiscale quando esso raggiunge e supera il livello complessivo del 40% del PIL italiano.


Ecco la spiegazione:


Il disegno devastante dell’Eurozona, come già detto, ci impone il pareggio di bilancio, che significa che lo Stato spenderà per noi 50 e ci toglierà 50. A noi rimane zero in tutti i settori, dei servizi essenziali ai mancati aumenti di reddito, impoverendoci in massa con le conseguenze che già sono drammatiche oggi. Noi ci ribelliamo a questa condizione di cui non abbiamo colpa, e che è a favore solo delle speculazioni di elite private. Noi rivendichiamo il diritto di pagare MENO TASSE di quanto il governo spenda per noi. E poiché il livello di spesa del governo oggi è del 49,8% del PIL, noi rivendichiamo il diritto di pagare in tasse non più del 40% del PIL. Ciò sulla base del fatto che la spesa/tassazione dello Stato deve esistere e ha un senso SOLO SE MIRATA AL BENESSERE E AL PROGRESSO DEI SUOI CITTADINI E AZIENDE, non al loro impoverimento criminoso, QUINDI CI DOVRA’ DI NORMA ESSERE PIU’ SPESA DELLO STATO CHE TASSE.


Come fa quindi il cittadino ad eseguire questa intenzione? Ecco come:


I cittadini e aziende infliggeranno al governo illegittimo e golpista di Mario Monti una autoriduzione del prelievo fiscale a random, con ogni mezzo disponibile non violento, come forma di RESISTENZA PASSIVA CIVICA al piano criminoso di cui sopra, fino a portare il Paese all’impossibilità di ottenere il pareggio di bilancio, il che costringerà finalmente la nazione all’uscita forzata dalla camicia di forza dell’Eurozona (default), che è l’unica strada per recuperare la SOVRANITA’ MONETARIA, che sottrarrà l’Italia al piano criminale delle elite e la salverà dalla catastrofe. La fattibilità e la VIRTUOSITA’ di tale default è supportata da ampia letteratura accademico/scientifica. (**)


Conclusione:


LE TASSE FACENTI PARTE DELLE AUSTERITA’ CHE MARIO MONTI, GIORGIO NAPOLITANO E MARIO DRAGHI CI INFLIGGONO PER FINI CRIMINOSI SONO ILLEGITTIMI STRUMENTI DI SPOLIAZIONE DELLA DEMOCRAZIA E DEL POPOLO SOVRANO, E NON VANNO PAGATE.

mercoledì 25 aprile 2012

Dan D: Mi aspetto l'argento in calo nel breve termine

Ho preso ad apprezzare molto l'autore di questo blog, tal Dan D., e vi confesso che da un mese e mezzo tenevo d'occhio proprio il valore che Dan aveva tirato fuori come critico più di un mese fa, i 31,09 dollari l'oncia (ma visto che non credo molto al senso di questi decimali diciamo i 31).  
Dan è di base un silver bug anche lui, ma del tipo sveglio, posato e non fanatico.
Ecco che ha scritto oggi poco prima che i cosidetti "minuti" del FOMC (Federal Open Market Committee) provocassero un selloff nei metalli monetari (da cui l'oro si è pressochè ripreso subito, mentre l'argento sembra più intenzionato, congruemente con le parole di Dan, a restare verso il basso):

Wednesday, April 25, 2012

E’ già da un mese fa che avevo delineato il livello dei 31,09$ come un livello spartiacque fra una prospettiva rialzista e una ribassista. Siamo caduti sotto il supporto dei 31,09 e abbiamo passato di netto i 31, in modo deciso, e questo suggerisce un outlook molto ribassista per l’argento andando avanti.

Nel mio modo di vedere le cose a meno che l’incontro del FOMC di questo pomeriggio non se ne esca dicendo apertamente che la FED si imbarcherà in altro giro di quantitative easing (di stampa di denaro, soprattutto in forma virtuale) l’argento vedrà delle vendite importanti.

Questo sarà parte di un declino più generale del prezzo spot dell’argento che secondo me potrebbe portarlo giù sino al livello fra i 22$ e i 25$ prima di vedere una vera solidificazione del prezzo. Potremmo vedere mosse dell’ordine di 2 o 3 dollari alla volta. Tenente gli occhi aperti e state preparati (si rivolge ad un pubblico prevalentemente di traders).

L’argento è sembrato piuttosto debole per la maggio parte dell’ultimo mese e mezzo e sembra avere l’aria di voler collassare, anche se per ora non l’ha fatto. Però tenete in mente che questi livelli che sono stati rotti nelle ultime sessioni di trading erano di supporto critico e questo mi fa restare fermo nella mia idea che prezzi più bassi ci attendono.

Per la cronaca ripeto che la sola cosa che potrebbe fare ripartire a razzo il silver ancora una volta nel breve termine sarebbe l’annuncio di un nuovo round di QE. Una cosa del genere sarebbe il classico fusibile che si fonde. Però senza una notizia del genere o allusioni serie ad un nuovo QE possiamo salutare i prezzi alti per l’argento per un po’, specialmente i vecchi massimi di maggio 2010 che adesso sembrano un ricordo lontano.

Ho aperto una posizione oggi sul lato put, comprando 400 contratti dei put per il 26 maggio a .10 cent per put. Nel mio modo di vedere le cose la situazione non è abbastanza brutta quì negli USA da spingere la FED a partire nell’immediato con un ulteriore QE.

Certamente l’opzione è sempre sul tavolo ma dobbiamo tenere d’occhio il grande quadro e cosa hanno lasciato fra le righe i membri della FED nei loro vari discorsi quando si riferivano ad ulteriori misure di easing come semplici fantasie di Wall Street.

Se l’argento sarà colpito oggi dopo il meeting del FOMC (casa che è puntualmente avvenuta) non sarà stato un evento di manipolazione … sarà stato semplicemente perché i partecipanti al mercato non avranno sentito quello che avrebbero sperato di sentire. Alle volte le cose sono davvero semplici e la spiegazione più banale quella giusta. Sarò velocissimo a mollare quelle opzioni put che ho aperto se i FOMC minutes me lo diranno.

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Aggiornamento, 25 aprile: Dan D ha chiuso il suo short sull'argento (!)

Debito statale / pil in giro per l'Europa (dal 1996 al 2011)

bel grafico trovato sul solito ZeroHedge, riassume benissimo la situazione del debito in giro per l'Europa dal 1996 al 2011:


Cliccare sull'immagine per vederla meglio. 
In ascissa (l'asse orizzontale) il rapporto debito statale/pil (perchè poi ci sarebbe da conteggiare anche il debito delle famiglie e delle imprese) e in ordinata (l'asse verticale) la variazione anno su anno del rapporto debito statale/pil.
Beh.... tutti da ridere i criteri "di convergenza" del 2% di deficit e del massimo 60% di debito/pil! Ma sarà mica che ci siamo impiccati cone le nostre mani con l'euro, con questo euro?

martedì 24 aprile 2012

Russia e Mexico: un miliardino di dollari in oro in più a testa a marzo

24 aprile 20120

Mentre negli ultimi mesi è calata la domanda d’oro da parte degli investitori e risparmiatori occidentali, la domanda da parte delle banche centrali continua ad essere sempre molto robusta ed è al momento soprattutto questa a fornire un fortissimo supporto all’oro impedendo alle quotazioni di cadere sotto i 1600 dollari l’oncia.

I dati rilasciati dall’IMF oggi mostrano che il Mexico ha aggiunto, nel solo mese di marzo, ben 16,8 tonnellate d’oro alle sue riserve, una quantità valutabile al momento intorno ai 900 milioni di dollari

La Russia ha continuato a diversificare le sue riserve di valuta straniere ed ha incrementato le sue riserve d’oro di altre 16,5 tonnellate, secondo uno statement della stessa banca centrare russa del 20 aprile.

Anche altre nazioni creditrici con grandi riserve di valuta straniera ed esposizione verso il dollaro e l’euro, prime fra tutte Turchia e Kazakistan, hanno aumentato i loro possesso d’oro, secondo i dati dell’IMF, il Fondo Monetario Internazionale. I dati di Marzo sono riassunti in questa tabella:


Changes to Gold Holdings in IMF (March) - Reuters Global Gold Forum

Le banche centrali di molti paesi non occidentali stanno espandendo le loro riserve auree a causa delle persistenti preoccupazioni sul dollaro, l’euro e tutte le valute fiat in generale. L’oro rappresenta un’alternativa meno rischiosa alla maggio parte delle valute cartacee ed un recente sondaggio ha mostrato che la maggior parte dei banchieri centrali vedono di buon occhio l’oro. Per dare un’idea dell’atmosfera fra i banchieri centrali, il 71% di loro ha detto l’oro è stato un investimento più attraente in questo inizio 2012 di quanto non fosse attraente a inizio 2011.

L’anno scorso le banche centrali (non del mondo cosidetto “ricco”) hanno aggiunto 439,7 tonnellate d’oro alle loro riserve (L’Italia, che si troverebbe ancora al terzo posto nella classifica mondiale, ne avrebbe per 2.450 tonnellate circa), la quantità più importante degli ultimi 50 anni, e simili numeri, se non addirittura superiori, sono previsti per il 2012, secondo l’opinione della maggior parte degli analisti e del World Gold Council.

L’anno scorso la banca centrale turca ha alzato la proporzione di riserve richieste che le banche commerciali possono depositare in oro. Questo cambiamento ha alzato la quantità di oro bullion del paese nelle riserve ufficiali sino a quasi 210 tonnellate.


President Vladimir Putin

L’oro conta per il 3,9% delle riserve di valute straniere del Mexico e per il 9,7% di quelle della Russia secondo i dati del WGC, mentre le riserve di valuta straniere in oro di paesi come US e Germania (e Italia, almeno sinchè non prendono a vendero... se non hanno già cominciato, come ha asserito Bottarelli), i più grossi detentori di bullion al mondo, sono nell’ordine del 70%.

I dati dell’IMF dicono che le riserve d'oro della People’s Bank of China sarebbero ferme a marzo a sole 33,88 milioni di once (1054 tonnellate). 
La cosa sembra altamente improbabile mentre sembra molto più verosimile che la Cina stia continuando ad accumulare oro molto discretamente “dietro le quinte” e che le PBOC farà l’annuncio dell’incremento delle sue riserve d’oro solo quando lo riterrà opportuno.

Front Page


Ecco la prima pagina dell' Indian Express di oggi (tiratura 435.000 copie). Mega annuncio pubblicitario per vendere oro alla gente, non per comprarlo. mezzo paginone di giornale. 
Da noi invece la gente, il grande pubblico, ha venduto e vende, per necessità o convinta di fare un affare. In India l'oro invece si compra e si regala, ancora e sempre, per la grande festa dell'Akshaya Tritiya, nonostante i prezzi alti ..... e chiamalo terzo mondo! Li si che hanno chiaro cos'è che vale davvero, e fra le rupie sbucherellate di carta e l'oro e l'argento sanno bene cosa scegliere.

E-Cat

Servizio sull'E-Cat di Andrea Rossi da RaiNews24.

 
Genio? Truffa? Il tempo ce lo dirà. Certo che se fosse vero sarebbe una rivoluzione epocale!

ESM - Video Esplicativo

European Stability Mechanism.


Ma che è questo ESM?  >>>  Articolo su RC su ESM e Goldman Sucks (Prodi, Monti, Draghi.... tutti ex golmaniani... il premier greco non eletto uomo della piovra anche lui ....)

Versione originale tedesca sottotitolata in italiano:

lunedì 23 aprile 2012

GZ: Il debito pubblico italiano è ora solo interessi

Spero che il buon Zibordi non mi faccia causa se saccheggio un po' il suo pensiero e lo diffondo! (e anche che Johnny Cloaca non si arrabbi troppo!)
 
22 aprile 2012

Ho finalmente trovato i numeri e uno studio che mostra che nel caso dell'Italia il debito pubblico attuale di circa 1.950 miliardi (2011) è pari alla somma cumulata di tutti gli interessi, cioè il debito è dovuto agli interessi, il problema del debito è solo che da 30 anni ci si pagano sopra interessi reali pazzeschi

(la tabella si ferma al 2007 con un valore del debito pubblico totale di 1.663.353 e un valore totale degli interessi pagati dal 1990 al 2007 di 1.605.543. Le due cifre sono identiche nel 2007 e se aggiorni i dati vedi che pagando circa 50 miliardi l'anno di interessi (ma quest'anno saranno 70 miliardi di euro) il totale del debito pubblico, che è di circa 1.950 miliardi di euro è esattamente pari agli interessi pagati)

Come dice Martin Amstrong nella sua ultima intervista "... l'idea che [il governo] prenda sempre a prestito senza estinguere mai il debito e che sia meno inflazionistico finanziarsi emettendo bonds invece che emettendo moneta... è pura follia .. Se in USA avessimo emesso moneta per finanziare i deficit pubblici il nostro debito pubblico sarebbe il 40% di quello attuale.." (cioè sarebbe circa 4mila miliardi invece che 10mila miliardi di dollari)

Ma in Italia se avessimo emesso moneta per finanziare i deficit pubblici il nostro debito pubblico sarebbe probabilmente quasi zero ! Perchè da noi il peso degli interessi nel creare debito è stato molto maggiore, perchè il debito in % del PIL è intorno al 100% da quindici anni per cui gli interessi si applicano ad una massa maggiore e perchè il bilancio dello stato è in avanzo (al netto degli interessi) dal 1993 circa. Il calcolo esatto non lo tiri fuori subito dall tabella in fondo, perchè ci sono alcune complicazioni minori, ma intuitivamente invece di circa 2.000 miliardi di euro di debito pubblico ne avremmo circa zero. Questo può sembrare strano, ma ci di dimentica che dai primi anni '90 la differenza tra spese dello stato e tasse è positivo o pari, il bilancio è in attivo e il deficit è prodotto solo dal peso degli interessi. In pratica lo stato italiano SE AVESSE EMESSO MONETA INVECE DI EMETTERE TITOLI DI STATO per finanziarsi, avrebbe ripagato dal 1993 in poi tutto il debito !

("... per fare una verifica e approfondire un po’, procuriamoci dei dati più “analitici” dal sito dell’associazione NENS (Nuova Economia Nuova Società), ma sono di origine ISTAT (qui nel sito originale, file xls). .... qui una versione ods rielaborata, con le tabelle qui mostrate (ed altre). I dati vanno questa volta dal 1980 al 2007 ... Anche qui si è fatta un po’ di aritmetica, ricavando il debito pubblico dal valore iniziale al 1980 e sommando anno per anno il deficit come risulta dallo sbilancio tra entrate e uscite complessive.... Come si vede, il totale dei saldi degli interessi è addirittura superiore al debito pubblico, di 234 miliardi di €.

"Risulta anche che dal 1980 al 2007 lo Stato ha mediamente e complessivamente garantito ai suoi creditori una remunerazione di 4,2 punti percentuali superiore al tasso di inflazione. In realtà, ha fatto peggio: infatti la somma degli interessi sarebbe stata inferiore a quella effettivamente pagata, perché il punto finale è più o meno lo stesso, ma non così il percorso, come si vede dalla figura.... ad un tasso composto di questo valore, comunque, il capitale raddoppia in termini reali (non nominali) in 17 anni. Direi che i signori creditori sono stati trattati per niente male....". 

Questo è allucinante. Lo stato è l'unico che può garantire il rimborso del tuo capitale a 100, le azioni e le obbligazioni corporate non possono perchè vanno falliti e hanno crac per cui lo stato dovrebbe pagare appena più di un conto corrente, diciamo uno 0.5% più di un c/c

Questi numeri mostrano che dopo aver per 25 anni ingrassato la rendita finanziaria, lo stato italiano deve risolvere il problema del debito semplicemente pagando di interessi, l'1% invece del 5%. Fine della storia. Altro che 90 miliardi di euro di stangate fiscali. Per legge lo Stato italiano decide che pagherà l'1% sui titoli di stato, prendere o lasciare, garantendo però allo stesso tempo che varranno sempre 100 alla scadenza perchè dichiara che li accetta per pagare le tasse. Fai così e il problema lo risolvi immediatamente. Nessuno infatti venderà più dei BTP facendoli crollare sul mercato, perchè sarebbe un idiota visto che poi aziende, banche e famiglie residenti italiane glieli comprerebbero a prezzi ad esempio di 90 o di 80 per pagare le loro tasse a 100 guadagnadoci. Lo stato italiano per legge NON DEVE PAGARE PIU' DELL'1% e ha i mezzi legali ed economici per farlo

(Questa qui sotto è la prima slide che metto alla presentazione di Rimini all'ITForum in maggio, anzi ne stampo duemila copie e li distribuisco a questa Fiera...)

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E continuerei a saccheggiare il suo sito! Per esempio ho trovato gustosissimo e divertente l'articolo "c'e sempre qualcuno che progredisce" ... ma tutti i suoi articoli sono spesso molto stimolanti.

Quest'altro per esempio sembra un corollario a quello che avete appena letto: "E' il settore privato in Spagna e in Italia ad essere a rischio default
 
Vi rimando a dove li potete trovare tutti, cliccando quì.