Argento Fisico

Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 24 settembre 2017

Royal Mint: Queen’s Beasts - L’Unicorno di Scozia

Arriva il quarto design per la serie delle “Bestie della Regina”, l’Unicorno della Scozia:



La versione bullion in argento sono monetozzi da 2 once, larghi come le once normali (anche a diametro fra i piu’ ristretti delle once d’argento puro a cui siamo abituati) ma a spessore doppio, praticamente dei piedfort.. ma esistono molte versioni, in argento e in oro, da 10 once d’argento, versioni proof ... 




... versioni in oro da 1/4 d’oncia e da 1 oncia, ecc.

Hanno cambiato il campo del lato B, quello col testone dell’inossidabile Vecchia Babbione


Peccato non abbiano adottato questo sfondo sin da subito, quello “butterato” delle prime 3 tipologie faceva veramente schifo. Sembra un po’ scopiazzato dal “security feature” adottato dalla Royal Canadian Mint gia' da anni per i suoi Maple. Mi sa che fra Australia e Canada hanno zecche piu’ capaci di quella inglese. 

The Lion of England[edit]

Arms of the United Kingdom.svg
The Lion of England is the crowned golden lion of England, which has been one of the supporters of the Royal Arms since the reign of Edward IV(1461–1483). It supports a shield showing the Arms of the United Kingdom as they have been since Queen Victoria's accession in 1837. In the first and last quarters of the shield are the lions of England, taken from the arms of Richard I "The Lionheart" (1157–1199). The lion and tressureof Scotland appear in the second, and the harp of Ireland is in the third.[2]

The White Greyhound of Richmond[edit]

Tudor Rose, royally crowned.svg
The White Greyhound of Richmond was a badge of John of Gaunt, Earl of Richmond, son of Edward III. It was also used by Henry IV and especially by Henry VII. The Tudor double rose can be seen on the shield, one rose within another surmounted by a crown. It symbolizes the union of two of the cadet houses of the PlantagenetYork and Lancaster.[2]

The Yale of Beaufort[edit]

Beaufort Portcullis Badge of the Tudors.svg
The Yale was a mythical beast, supposedly white and covered with gold spots and able to swivel each of its horns independently. It descends to the Queen through Henry VII, who inherited it from his mother, Lady Margaret Beaufort. The shield shows a portcullis surmounted by a royal crown. The portcullis (uncrowned) was a Beaufort badge, but was used both crowned and uncrowned by Henry VII.[2]

The Red Dragon of Wales[edit]

Arms of Llywelyn.svg
The red dragon was a badge used by Owen Tudor, after the story of the dragon on Llewelyn the Last's castle grounds. His grandson, Henry VII, took it as a token of his supposed descent from Cadwaladr, the last of the line of Maelgwn. The beast holds a shield bearing a lion in each quarter; this was the coat of arms of Llywelyn ap Gruffudd, the last native Prince of Wales.[2]

The White Horse of Hanover[edit]

Arms of Great Britain in Scotland (1714-1801).svg
The White Horse of Hanover was introduced into the Royal Arms in 1714 when the crown of Great Britain passed to the Elector George of Hanover. This grandson of Elizabeth Stuart, sister of Charles I, became George I, King of Britain, France and Ireland. The shield shows the leopards of England and the lion of Scotland in the first quarter, the fleur-de-lis of France in the second and the Irish harp in the third quarter. The fourth quarter shows the Arms of Hanover.[2]

The White Lion of Mortimer[edit]

Rose en Soleil Badge of York.svg
The White Lion of Mortimer descends to the Queen through Edward IV. The shield shows a white rose encircled by a golden sun, known heraldically as a ‘white rose en soleil’ which is really a combination of two distinct badges. Both of these appear on the Great Seals of Edward IV and Richard III, and were used by George VI when Duke of York. Unlike the Lion of England, this beast is uncrowned.[2]

The Unicorn of Scotland[edit]

Royal Arms of Scotland.svg
From the end of the 16th century, two unicorns were adopted as the supporters of the Scottish Royal Arms. In 1603, the crown of England passed to James VI of Scotland, who then became James Iof England. He took as supporters of his Royal Arms a crowned lion of England and one of his Scottish unicorns. The unicorn holds a shield showing the Royal Arms of Scotland, a lion ramping in a royal tressure, adorned with fleur-de-lis.[2]

The Griffin of Edward III[edit]

Badge of the House of Windsor.svg
The griffin of Edward III Queen's Beast is an ancient mythical beast. It was considered a beneficent creature, signifying courage and strength combined with guardianship, vigilance, swiftness and keen vision. It was closely associated with Edward III who engraved it on his private seal. The shield shows the Round Tower of Windsor Castle (where Edward III was born) with the Royal Standard flying from the turret, enclosed by two branches of oak surmounted by the royal crown.[2]

The Black Bull of Clarence[edit]

Royal Arms of England (1399-1603).svg
The Black Bull of Clarence descended to the Queen through Edward IV. The shield shows the Royal Arms as they were borne by Edward IV and his brother Richard III as well as all the Sovereigns of the Houses of Lancaster and Tudor.[2]

The Falcon of the Plantagenets[edit]

Falcon and Fetterlock Badge of Edward IV.svg
The falcon was first used by Edward III of the House of Plantagenet as his badge. It descended to Edward IV, who took it as his personal badge, the falcon being seated within an open fetterlock. The slightly open fetterlock is supposed to refer to the struggle Edward IV had to obtain the throne — "he forced the lock and won the throne."[2]



... certo che sa tutto un po’ di retro’ e anche di ridicolo tutta st’araldica del passato in una Inghilterra in cui da anni ormai il nome piu’ diffuso per i nuovi nati e’ Muhammed :o 

sabato 23 settembre 2017

Hugh Smith: La fine del Dollaro? Non trattenete il respiro

 Non il mese prossimo.. e manco l’anno prossimo insomma ;D

Of Two Minds (Charles Hugh-Smith via Zero Hedge) - The Demise Of The Dollar? Smith Warns "Don't Hold Your Breath"







Bagnai: Macron, Le Pen, e una verità scioccante sull'Eurozona


Goofynomics - Macron, Le Pen, e una verità scioccante sull’Eurozona
(...) Intanto, bisogna capire cosa intendiamo per "shock esterni". In parole povere, per shock esterni noi qui, in Europa, intendiamo recessioni provenienti dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti restano, ad oggi, di gran lunga la prima economia mondiale:
(...questi sono i dati del 2016, misurati come devono esserlo se quello che interessa è valutare la capacità di spesa di un'economia sui mercati globali, piuttosto che il benessere - ovvero il potere d'acquisto - dei suoi cittadini. Nel primo caso, che è quello che ci interessa, visto che le economie interagiscono tramite il commercio - cioè attraverso quanto i loro cittadini comprano a casa altrui, non a casa propria! - occorre far riferimento ai dati misurati a prezzi correnti e convertiti al tasso di cambio di mercato nella valuta utilizzata per gli scambi internazionali, che è sostanzialmente il dollaro. Così facendo si misura quanto la singola economia può comprare - se cresce - o smette di comprare - se cala - dai suoi partner commerciali. Non sarebbe invece corretto utilizzare in questa valutazione misure del Pil a parità dei poteri di acquisto, che servono a capire quanto i cittadini di un paese possono comprare a casa loro, non sui mercati internazionali. Questo punto regolarmente sfugge nel dibattito, regalandoci quei titoloni insensati delle nostre gazzette, secondo cui la Cina avrebbe superato gli Usa in termini di Pil. Naturalmente siccome con un dollaro Usa compri più riso a Shanghai che a New York, e siccome i cinesi sono un po' più degli americani, se misuri il Pil in "riso acquistabile pro capite" (ovvero, a parità di poteri d'acquisto) e poi moltiplichi per gli abitanti ottieni risultati molto incoraggianti per la Cina! Se però avete avuto l'impressione che in media sia meglio vivere a New York, posso confermarvi che non avete avuto torto. La disuguaglianza c'è ovunque, ma trovarsi dalla parte sbagliata di essa in Cina è molto peggio che trovarcisi negli Usa. Chiusa la parentesi metodologica...)

Oddio, non ne sarei proprio sicurissimo :D .. pensa a citta’ allo sbando totale con diversi morti sparati a giorno come Detroit ... anyway ..

Non solo: gli Stati Uniti sono molto più interconnessi con noi, in termini di flussi finanziari e di flussi di investimenti in genere, della Cina. I dati per l'Eurozona e per i suoi paesi membri sono qui e questa è una schermata riassuntiva: (vedi da Bagnai)
Non so se è chiaro: stiamo parlando di investimenti diretti (questi sconosciuti...) ed è assolutamnte evidente che non solo la posizione netta dell'Eurozona verso gli Stati Uniti è fra le tre e le cinque volte quella verso la Cina, ma soprattutto che le rispettive esposizioni lorde sono infinitamente più grandi nel caso degli Usa: a spanna, gli europei investono negli Usa (e gli statunitensi in Europa) circa venti volte più di quanto lo facciano i cinesi (i dati cambiano di trimestre in trimestre, ma gli ordini di grandezza sono questi...).

Capite bene quindi perché personalmente sbuffi con insofferenza quando il cretino di turno cerca di farmi paura con la Cina! L'elefante nella cristalleria globale, o, per dirla con Bersani, la megattera nello sciacquone, non è certo la Cina (che comunque prima o poi del male ce lo farà): sono gli Stati Uniti.

Questa riflessione è utile perché le esperienze storiche degli ultimi decenni ci consentono di osservare cosa accade all'economia europea quando gli Stati Uniti vanno in recessione, confrontando cosa accade in regime di cambi aggiustabili, o in regime di cambi irrevocabilmente (?) fissi (cioè sotto l'euro). Insomma: osservando i dati storici dagli anni '90 ad oggi siamo in grado di vedere come reagisce a uno shock l'Eurozona, e come reagiva il Sistema Monetario Europeo (SME), in cui le parità erano aggiustabili.
 
(...)
(...) 
Questo grafico esprime quindi una verità perfettamente nota sul funzionamento dell'Eurozona, che però deve essere ritenuta molto scioccante, tant'è che i media ve la nascondono: se l'aggiustamento non può avvenire sul cambio (al ribasso), avviene sulla disoccupazione (al rialzo). Certo, dire: "La moneta unica metterà a rischio il tuo posto di lavoro!", se pure più onesto intellettualmente, non sarebbe stato altrettanto efficace politicamente. La disoccupazione ai ricchi non dispiace: gli serve a mantenere la propria supremazia, come ormai avrete capito. L'euro a questo serviva, e per questo lo volevano. Il lungo periodo è sempre un problema altrui (finché non arriva)!

Qualcuno dirà: "Ma se proprio quest'anno la disoccupazione francese è prevista a una cifra, per la prima volta dal 2013?"

Certo! Infatti tutti sono convinti che la crisi sia finita, che gli "antieuro" (?) siano sconfitti, che Macron risolverà la situazione... e questo perché tutti dimenticano un dettaglio: nel Secondo dopoguerra negli Usa si sono verificate 11 recessioni, spaziate di circa 5 anni l'una dall'altra. L'ultima dicono sia finita nel 2009. La prossima non tarderà ad arrivare. Quando l'ultima arrivò, la disoccupazione in Francia era al 7.43%. In cinque anni salì a più del 10% dove restò per quattro anni. Ora è al 9.63%. Chiaro qual è il punto?

Tanto è chiaro, che negli Usa i bravi economisti democratici già mettono le mani avanti, vaticinando una crisi "come quella del 1929", e precisando che in ogni caso, qualsiasi cosa accada, #avràstatoTrump (qui un deludente - per i suoi standard elevatissimi: ma la politica corrompe tutto e tutti - Robert Shiller). Insomma, il mercato Usa sarebbe sopravvalutato per colpa dei populismi, che consisterebbero nel promettere tagli di imposte ai ricchi (che sono il popolo?), e non perché la Fed ha cercato di rianimare l'economia mettendo in circolo quantità siderali di moneta, che son finite ad acquistare attività finanziarie anziché beni reali (prevalentemente perché in fin dei conti sono capitate in mano ai sopracitati ricchi...).

Ma a noi di quale sia la genesi della prossima crisi statunitense in fondo interessa anche poco. Quello che ci interessa è che ci sarà: e in quel momento chi ora ha tassi di disoccupazione sotto le due cifre, li vedrà rinforzarsi, e chi già li ha sopra le due cifre li vedrà esplodere, in un contesto in cui i tassi di interesse non potranno scendere ulteriormente (posto che ciò serva a qualcosa) e in cui il tasso di cambio potrà solo salire (perché se ci sarà una crisi è difficile che gli Stati Uniti rivalutino, mettendo se stessi in difficoltà: molto più probabile che svalutino, mettendo in difficoltà noi)! Quindi, come vedete, non è del tutto esatto dire che la storia si ripete, che le dinamiche in atto sono identiche a quelle già sperimentate. La situazione è molto simile, ma il contesto molto peggiore. Come i migliori economisti avevano previsto e continuano a dire, anni di moneta unica hanno portato deflazione, e questa in re ipsa ha sottratto ulteriori gradi di libertà ai politici europei. In un contesto deflattivo, la politica monetaria è impotente. Se quella fiscale ti viene impedito di farla, ecco che la strada può essere percorsa solo in discesa, che per chi, come noi, nella scala dei redditi è piuttosto in basso, somiglia tanto a una salita.

Quindi, se incontrate uno di quelli che "ne siamo fuori, arrendetevi, la vostra battaglia non ha senso", dategli una carezza, e ditegli che è la carezza di Bagnai. Quella della realtà non arriverà molto dopo.
 

:D hehe 

Voi cercate di resistere...

giovedì 21 settembre 2017

Gianni: Il mio assurdo colloquio di lavoro con Ryanair

Ah! 'Sta gioventu’ choosy ... 

Tpi.it - Il mio assurdo colloquio di lavoro con Ryanair 
Sandro Gianni ha raccontato il sistema di premi e punizioni con cui la famosa azienda di voli low cost retribuisce il proprio personale
A giudicare dagli annunci nei portali per la ricerca di lavoro, sembra che sul mercato esistano solo tre tipi di occupazioni disponibili: sistemista Java, dialogatore e operatore call center. Se non conosci Java e hai zero voglia di vendere il tuo tempo per delle chiacchiere con degli sconosciuti, al telefono o dal vivo, la ricerca pare senza possibili sbocchi.

Aggiungi che la percentuale di risposta ai curriculum inviati rasenta lo zero e che la laurea e/o i master di cui sei in possesso non sono particolarmente quotati nella borsa degli skills… il quadro si complica parecchio.

Perciò, quando qualcuno ha finalmente risposto alla mia “iscrizione a un’offerta di lavoro” ho provato una strana sensazione, di affetto quasi. Ho pensato di dover ricambiare, presentandomi al colloquio. Ho detto “qualcuno”, ma in realtà avrei dovuto dire “qualcosa”: un algoritmo, un dispositivo automatico di risposta alle mail, un bot del portale.

Non posso saperlo, ma l’invito a comparire in un hotel nella zona di Tor Vergata è arrivato pochi millesimi di secondo dopo l’invio della mia iscrizione. Ciò esclude la mediazione umana e, dunque, una seppur minima selezione del curriculum, che avrebbe potuto equivalere a qualche decimale in più nella stima probabilistica di un’assunzione.

Il lavoro non era proprio quello dei miei sogni, ma provavo a vederci delle sfumature positive: la possibilità di viaggiare, avere un contratto decente, ricevere uno stipendio non troppo basso. Ovviamente, mi sbagliavo.

Nell’atrio dell’hotel di lusso, nella periferia sud-est di Roma, una quarantina di ragazzi e ragazze tirati a lucido, con la barba fatta, il vestito e la cravatta siedono in silenzio. Tra loro, io. Alcuni si muovono sicuri nei completi eleganti, camminano come se nulla fosse, bevono il caffè senza bisogno di sistemarsi di continuo la giacca, muovono le mani sullo smartphone senza domandarsi perché la camicia faccia capolino solo da una delle due maniche. Altri sono impacciati, si toccano insistentemente la cravatta temendo che il nodo si sciolga, cercano delle tasche in cui infilare le mani senza trovarle, provano a controllare la continua fuoriuscita della camicia dalla giacca senza alcun successo.
Evidentemente, non sono abituati a conciarsi così. Tra loro, sempre io. C’è anche un ragazzo che deve aver letto male le istruzioni per l’uso: si è presentato in jeans e camicia a quadrettoni, rossi e blu. È imbarazzato, ma resta. Sembra simpatico.

In sala nessuno fiata. Quasi che talleur e vestiti abbiano trasmesso per metonimìa un certo dovere di contegno, di formalità. “Dicono che l’abito non fa il monaco, ma non è vero”, argomenta il Totò ladro vestito da carabiniere, nei ‘Due marescialli’ , “Io a furia di indossare indegnamente questa divisa, marescià… mi sento un po’ carabiniere”.

Ci chiamano e andiamo tutti insieme nel seminterrato dell’albergo, in una sala conferenze. Eliminata la prima decina di candidati con un test di inglese da seconda media, la selezione entra nel vivo. O meglio, nel video.

Durden: Spot The Moment Inflation Turned Exponential

Grafichino preso sempre da Zero Hedge sull’inflazione storica nel mondo... ma veramente storica! Dal MedioEvo ad oggi.



A quanto pare qualcuno maligna che c’entri la Fed, fondata nel 1913 .....


Durden: Costo medio di una pizza nei vari states


L’altro giorno su Zero Hedge c’era questa tabella del prezzo medio per stato USA di una pizza margherita (plain, direi che e’ il “modello base” > Margheritina, diciamo).

Se stiamo in media fra i 10 e i 12 dollari a margherita .... beh, fate i vostri conti quanto puo’ valere davvero un Dollaro, come capacita’ d’acquisto. 

Secondo me probabilmente un dollaro "varra’”, comprera’, intorno ai 50-60 cent di Euro.  

Ora pensate quanto costa NIENTE un’oncia d’argento per un americano. Manco l’IVA hanno! 15-17 dollari per un’oncia. Come se noi le comprassimo per 6-7 Euro l’una, azzarderei. 


Durden: Metals Massacre - Iron Ore Enters Bear Market, Copper Collapses To 1-Month Lows

Intanto che le BC pensano di mettersi a rivendere la massa di debito acquistata nell’ultimo decennio (USA) o di smettere di farlo (Eurozona) ... bei segni di ripresa globale:

Zero Hedge - Metals Massacre - Iron Ore Enters Bear Market, Copper Collapses To 1-Month Lows




Sempre la Cina dietro, con le sue espansioni e i suoi rallentamenti / accumuli di ogni ben di Zio.


Mining.com: A day for the zama zamas: Illegal gold mining in South Africa

Gli “zama zama”, i minatori irregolari in Sud Africa. 






Dagospia: l’11% del reddito degli italiani se ne va in giocate varie (?!)


Dagospia - NONNA SLOT: L'ANZIANA DI TREVISO CHE BRUCIA 200MILA EURO DI RISPARMI IN UN ANNO. I GESTORI DELLA RICEVITORIA VENIVANO A PRENDERLA IN AUTO NELLA CASA DI RIPOSO - UN PAESE IN PREDA AL GIOCO D’AZZARDO: OGNI ITALIANO, INCLUDENDO NEONATI E CENTENARI, SPENDE 1.587 EURO L’ANNO. TRA I CONTRIBUENTI, L’11% DEL REDDITO SE NE VA IN GIOCATE

Mammamia. l’11% dei redditi in scommesse?! Ditemi che non e' vero, che la stanno sparando. 

Ma compratevi piuttosto once d’argento e monetine d'oro, branco di cerebrolessi!

;D


Duane: Make Israel Great Again


Quel genietto di Chris Duane continua a graffiare .. ormai difficilissimo e costoso seguirlo acquistando i suoi pezzi con i mini e i micro-mintages che fa. Tante once e a tirature limitate e limitatissime. Questi sono andati per 60-70 dollari.




L’obiettivo grosso, lo dico da mo, e’ l’Iran. 

Durden: Asset degli americani a livelli record, 96,2 trilioni di dollari.. ma c’e’ un ma

Versione grande leggibile

Nuovo record per gli asset in mano ai cittadini americani: 96,2 trilioni di dollari (96mila miliardi). 


Dai, non male, in fondo cosa vuoi che siano 20 trilioni di debito pubblico statale .... e’ poi la base dell’essere valuta di riserva, avere debito in cui il resto del mondo possa parcheggiare i suoi soldi (e magari cavarci pure uno yield).

Gli asset tangibili sono meno di un terzo, ad occhio (case, terreni, immobili vari e altro di REALE). Il resto fondi pensione, azionario, mutual funds .... good luck with those on the long run.

Zero Hedge - Household Wealth Hits A Record $96.2 Trillion... There Is Just One Catch

.. ma c’e’ il solito “dettaglio”:

Meta’ della gente (170 milioni di persone) non ha praticamente un cazzo, gli occhi per piangere, e il top 10% ha quasi tutto. 

E poi chi ha veramente tutto, considerato il potere esagerato che esercita, non e’ l’1% ma lo 0,01%. Quelli sono i veri padroni della scacchiera, dei meRdia e dei politici e di tutto il resto.

Chi sono i paesi piu’ indebitati?


E niente, noi italiani siamo sempre le solite formichine, altro che cicale. Se togli il blu dei debiti pubblici siamo il popolo meno indebitato fra questi qui sopra. Solo i tedeschi fanno meglio, ma grazie al c., dopo 20 anni di Marco svalutato e praticamente padroni dell’UE. 

Se si togliessero le quote di debito monetizzato dalle rispettive BC le cose apparirebbero ben diverse .... sarebbero credo ormai sui 300 mld di debito pubblico italiano in mano alla BdI per la BCE (che come dice Borghi potrebbe essere tranquillamente - puff - cancellato, tanto lo hanno gia' monetizzato. E vai a scoprire perche’ non pare che lo vogliano fare. Per regalare alla finanza bei tassi sulla pelle dei popoli strozzati di tasse per ripagarlo? .. mumble mumble ... 


Armstrong: Medioevo vs Rinascimento

I mitici, abbastanza cripticici per me, graficoni di Armstrong sui cicli storici da


Armstrong Economics - Dark Age v Renaissance
(...) Come ho scritto tante volte questa [sesta] ondata arriva al picco nel 2032, anno in cui saremmo ad un bivio. O regrediamo nell’autoritarismo e ci spezzettiamo in un sistema feudale di tribu’ locali oppure forse, si, ci schiantiamo e bruciamo, MA poi vediamo la luce e facciamo uno straordianario salto in avanti tecnologico.

Prodi: Andiamo sempre di più verso una capacità produttiva enormemente superiore al potere d'acquisto e questo uccide il lavoro




Branco di PAGLIACCI. Qui e altrove sono ANNI che lo diciamo, mentre questi continuavano imperterriti a sfrangere gli zebedei che "bisogna aumentare la produttivita’”, “dobbiamo raggiungere la produttivita’ tedesca”, “non siamo abbastanza produttivi”, ... (fosse mai che c’entrava l’euro e la globalizzazione)

... ste grandissime facce dimm*****, prima massacrano le classi medie occidentali per decenni con la globalizzazione e poi si stupiscono che le suddette non hanno soldi per comprare roba. O son deficienti o sono figli di puttana vestiti e calzati. A voi l’ardua sentenza. 


Yellen sgancia l’atomica del Great Unwind: Crollano i metalli preziosi


Pare che l’aver superato finalmente quota 1300 dollari E la famosa "linea di downtrend dal 2011" non sia contato una fava. Yellen butta la bomba atomica, annuncia il “Great Unwind” dopo una decade di stampa di trilioni regalati alla finanza e acquisti di titoli di debito USA e che succede? Mercati USA fermi ai super massimi storici, senza ragione se non i trilioni delle BC ... e metalli preziosi bastonati. OGNI news e’ buona per bastonare i metalli. Diciamo che 1300 era una bolla. Anzi, una IPERbolla ;D



Adesso e’ da vedere a chi li vende questi trilioni di debito che si e’ messa in pancia la Fed, visto che a quanto pare secondo i Masters of the Universe non si possono semplicemente CANCELLARE essendo stati di fatto gia’ monetizzati.


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nonostante la bomba atomica sganciata da Jellen, tutto pare incantato, congelato.. VIX - indice della volatilita’ alias “della paura” - ai minimi storici ...

Zero Hedge - VIX Set For Calmest September In History (Despite Nukes, Fed, Quakes, And Storms)

Nonostante pericolo guerra atomica con la Korea del nord, nonostante la Yellen, nonostante i terremoti e gli uragani ... niente, feeeermo, come Prodi in quel vecchio video di Guzzanti alla stazione ... e io niente, feeeermo, immooobile, ...
sara’ perche’ i mercati sono finti, ipercontrollati, teleguidati dalle BC. Come diceva Zio Zib l’altro gg se cala dell'1-2% COMPRA, tanto e’ CERTO che interviene il Plunge Protection Team. Giocata facile, no brainer.

martedì 19 settembre 2017

Orwell: La guerra non e' fatta per essere vinta, e’ fatta per durare




Spesa militare per paese

Blondet & Friends - LA PIU’ SATANICA PRIVATIZZAZIONE
L’espansione della NATO ad Est, nei territori dell’Ex Patto di Varsavia, è giustificata dal rinnovato pericolo russo? Il vero motivo è scritto nero su bianco in un articolo del New York Times. Traduco: 
“I fabbricanti occidentali di armamenti hanno fatto pressioni durissime per l’espansione della NATO ai paesi ex-satelliti dopo il collasso del comunismo. E da allora hanno premuto e influenzato sia i vecchi stati-membri NATO sia i nuovi perché non si sviassero fuori dall’Alleanza per acquisti di armi che avrebbero intaccato il loro giro d’affari”. 
https://www.nytimes.com/2017/09/12/world/europe/turkey-russia-missile-deal.html 
Naturalmente il New York Times essendo il megafono dell’Establishment, non sta deplorando la cosa. Anzi, la frase è all’interno di un articolo che si scaglia contro la Turchia di Erdogan per l’acquisto dei S-400 dalla Russia. Un acquisto che “è uno schiaffo alla cooperazione entro l’alleanza NATO” e, per la prima volta dal dopoguerra, intacca il business del complesso militare-industriale statunitense.
La NATO alla “conquista di nuovi mercati”.

Viene così confermata la conclusione del generale pakistano Asad Durrani, uno dei capi dei servizi del suo paese, che noi abbiamo riferito giorni fa: che le guerre americane dell’ultimo trentennio sono dettate non da valutazioni politico-strategiche di Stato, bensì dagli interessi che diremmo commercialidella gigantesca industria dell’armamento americana, dalla sua necessità di “espandere il business”, facendole durare all’infinito, e conquistare “nuove quote di mercato”. (...) 
Leggi tutto QUI 




"La guerra non e' fatta per essere vinta, e’ fatta per durare per sempre”
George Orwell 

Il Pedante: L'incubo no cash e il teorema di Pangloss


Il Pedante - L'incubo no cash e il teorema di Pangloss

... καὶ ἵνα μή τις δύνηται ἀγοράσαι ἢ πωλῆσαι εἰ μὴ ὁ ἔχων τὸ χάραγμα, τὸ ὄνομα τοῦ θηρίου ἢ τὸν ἀριθμὸν τοῦ ὀνόματος αὐτοῦ. (Apocalisse 13,17)

Delle tante pessime idee escogitate dalla civiltà occidentale per autodistruggersi, l'abolizione del denaro contante è forse la più folle e pericolosa. I pretesti variano secondo l'inclinazione del gregge: in Italia si dice per fermare l'evasione e all'estero - nientemeno - per sconfiggere il terrorismo e le mafie. 
Ovviamente in un'ipotetica società cashless gli evasori e i criminali continuerebbero a frodare il fisco e a muovere miliardi truccando bilanci, creando società di comodo e corrompendo funzionari e politici, esattamente come fanno oggi. E i ladri troverebbero altri modi per rubare, esattamente come ne hanno già trovati. Le cose cambierebbero invece per tutti gli altri, quelli che non avendo conti in Lussemburgo e/o inclinazione al crimine non potranno più proteggere la propria ricchezza dalle crisi finanziarie e dall'arbitrio dei governi. 
La massa di coloro che invocano il monopolio del denaro elettronico sale come una marea marrone. Sicché se ne parla apertamente e chi ne parla è talmente rassicurato dalla stupidità dei tanti da mettere il carro davanti ai buoi e anticipare senza segreti i dettagli di un furto legalizzato: 
  • i tassi di interesse negativi
  • la disciplina del bail-in
  • i congelamenti dei conti correnti
  • il sequestro a sopresa
  • il denaro elettronico ha un costo

.. e aggiungerei anche che i siti pare che capiti che vengano crackati, che se va via la luce (EMP per esempio) ciao ciao a tutta la baracca, che tutto cio\ sara’ usato per spolparci di tasse sino all’osso (la finanza deve avere i suoi tassi di remunerazione noh? Paga stronzo!), ecc, ecc, ecc. Ovviamente in cima alla lista il principio che dobbiamo essere spiati in ogni cosa che facciamo, dove andiamo, cosa compriamo da mangiare, che medicine ... e che se un bel giorno agli illuminati gestori del sistema gli gira che non gli piacciamo, per qualsiasi motivo, ci potranno ridurre alla fame se non alla morte con un click sulla loro tastiera.

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Mazzucco: 11 settembre: Mentana manda in onda le bufale di Attivissimo

Ho visto lo “speciale” di Chicco Shalom Mentana sul 9/11. Temevo peggio devo dire, anche se .. beh, vedere video allegato. La cosa che a me ha fatto piu’ ridere e’ quando la tesi “non complottista” sulla torre 7 ha detto che pero’ c’e’ un (1) ingegnere che dice che secondo lui e’ tutto normale il crollo che conosciamo e che secondo lui alcuni ing ed arch dell’associazione Ing & Arch per la verita’ hanno curriculum discutibili... si sono sempre dimenticati di dire che quelli dell’associazione sono piu’ di millecinquecento (1.500) Ing e Arch. Ma UN Ing dice che secondo lui tutto ok, quindi... :D



Io cosa sia successo quel giorno non lo so ... ma la versione ufficiale e’ spesso veramente ridicolo. Chissa’ se sapremo mai cos’e’ veramente successo. Magari fra 2-3 secoli.


Zibordi a MrTrend

lunedì 18 settembre 2017

Il Pedante: Quelli che "la democrazia ci ha dato il nazismo"

Com’e’ che nelle monete naziste non c’e’ praticamente mai l’immagine di Hitler (cosi’ come in quelle fasciste non c’e’ mai Muscolini) ?

Come dice giustamente Bagnai “il piddino e’ colui che sa di sapere” ... peccato che poi invece la stragrande maggioranza delle volte dimostra di avere la “cultura" di un Bignamino, letto a cazzo la notte prima degli esami. Qui su un meme di qualche mese fa:

Il Pedante - Quelli che la democrazia ci ha dato il nazismo (ridaje) - gennaio 2017
(...) Come spesso accade quando ci si accoda ai luoghi comuni, Bergoglio fa confusione con i riferimenti storici. La «crisis del 30» non avvenne affatto «después de [Paul von] Hindenburg»: l'ex feldmaresciallo Hindenburg occupò infatti la presidenza del Reich anche in piena crisi economica fino alla morte avvenuta il 2 agosto 1934, e fu anzi il maggiore responsabile istituzionale dell'ascesa di Hitler, avendogli concesso per primo i pieni poteri con il Reichstagsbrandverordnung (il Decreto dell'incendio del Reichstag) del 28 febbraio 1933. 
Ma è soprattutto falso che «toda Alemania vota a Hitler». Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori non arrivò mai a prendere neanche la metà dei voti tedeschi, nemmeno durante le ultime elezioni federali del 5 marzo 1933 (lì raggiunse il 43,9%), quando ormai da mesi le squadracce naziste imperversavano, aggredivano e minacciavano, e gli esponenti dei partiti di opposizione più forti erano quasi tutti in carcere o in esilio. Persino in quel frangente il perseguitato Partito Comunista di Ernst Thälmann riuscì ad aggiudicarsi il 12,3% dei voti. 
Bergoglio dice che «Hitler no robó el poder, fue votado por su pueblo». Il che non è solo falso, come si è dimostrato, ma mortificante per l'interpretazione degli eventi che vuole suggerire. Hitler non ricevette affatto i poteri semidittatoriali dal «pueblo», ma direttamente dalle mani dell'aristocratico, filomonarchico e anticomunista Paul von Hindenburg con un decreto d'emergenza non dettato da necessità e valido sine die, di dubbia costituzionalità persino per gli standard laschi della Repubblica di Weimar. Per buona misura Hitler quel potere lo estorse anche, lo «robó» con le intimidazioni e le violenze delle Sturmabteilung (SA), un corpo paramilitare criminale per quanto impunito, che scorrazzava armato anche tra i banchi parlamentari della Krolloper quando vi fu approvato l'Ermächtigungsgesetz, il Decreto dei pieni poteri del 23 marzo 1933 che pose definitivamente fine alla democrazia consegnando tutti i poteri nelle mani del Führer. En passant quel decreto - e qui capiamo l'imbarazzo di Francesco - passò con i voti decisivi di un titubante Partito di Centro richiamato all'ordine dal suo presidente, il sacerdote cattolico Ludwig Kaas, consigliere del futuro papa Pacelli.

Insomma, a fare di Hitler un dittatore non fu il popolo ma l'élite. Furono gli Junker prussiani a cui appartenevano lo stesso Hindenburg e Franz von Papen, il principale sponsor del cancellierato di Hitler poi appuntato - sicuramente all'insaputa di Francesco - cameriere pontificio nel 1959 dopo una condanna in patria ai lavori forzati, e i grandi industriali e proprietari terrieri allarmati dalle crescenti rivendicazioni sindacali. Ai tanti, troppi, e comunque minoritaritedeschi che votarono Hitler si può certo rimproverare la volontà della dittatura, ma non la sua responsabilità. (...) 

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